Situato a Roma, tra Largo Preneste e via del Pigneto, troviamo il ristorante Il Mangiasano. Alternativa valida ed economica ai tanti kebab e fast food che ultimamente imperversano nella capitale. La carne è buona e la cucina è semplice e ben fatta, molto lontana da quella pretenziosa dei ristoranti stellati e dalla cucina molecolare.
C’è una piccola selezione di vini, adeguata alla zona ed alla clientela e vini sfusi di qualità. Per un antipasto ed un primo piatto siamo intorno ai € 10,00, € 15,00 per un antipasto o primo piatto ed un secondo, bevande incluse. Il ristorante è chiuso il mercoledì mattina. La zona sta pian piano riscoprendosi, rivelando attività portate avanti da giovani imprenditori che, a mio avviso, vanno aiutati, poichè promotori di una riqualificazione della zona, grazie all’ offerta di servizi soddisfacenti.
Ristorante Il Mangiasano
Via Renzo Da Ceri 6/6a Roma
tel. 06 64800263 cell. 328 3245265
La Barrique è un enoteca ubicata al centro di Roma in via del Boschetto 41/b, ha un’atmosfera accogliente che fa sentire subito a proprio agio. Il locale è grazioso ed offre etichette di vini interessanti e piatti, soprattutto a base di prodotti regionali, che partono dai cinque euro in su.
All’entrata c’è il banco semicircolare che offre molti stuzzichini invitanti da accompagnare all’aperitivo. Se avete intenzione di andarci non solo per un aperitivo veloce, ma per cenare vi conviene prenotare, poichè non essendo molto grande si riempie facilmente. Il servizio non è velocissimo ma cortese. Il numero di telefono è 0647825953.
Da Settimio è una trattoria con cucina molto casalinga confezionata con materie prime di alta qualità. E’ un luogo davvero particolare e lo si intuisce già dalla prima telefonata, alla quale ci si può sentire rispondere “ma lei chi è?”.
Non fatevi scoraggiare dall’impatto (telefonico) iniziale, questo locale merita; certo, la cucina è semplice ma davvero soddisfacente e l’atmosfera molto molto familiare. Dai tavoli si intravedono le cucine, tutte in marmo bianco, pulitissime.
Appena si entra si è accolti dal titolare che, una volta accompagnati al tavolo, vi illustrerà a voce il menu, che va a seconda della spesa quotidiana. Quando sono andata io a cena ho potuto assaggiare la stracciatella romana (uova e parmigiano cotti nel brodo), davvero delicata. Tra i secondi sono ottime le polpette e gli involtini cotti nel sugo al pomodoro, non vorrei dimenticare la “genovese”, anche questa da provare, un piatto in realtà tipico di Napoli, un arrosto cotto con le cipolle. Notevoli anche i contorni, tutti. Tra i dolci sono molto buoni i gelati, e in stagione, non perdetevi il monte bianco.
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In questa deliziosa osteria non ci si capita proprio per caso. La strada per Murta, piccolo quartiere dell’entroterra ponentino genovese, assomiglia un po’ a un passo di montagna, grandi pendenze e curve una dietro l’altra.
Ciò nonostante, a mio avviso, una capatina ogni tanto vale la pena. Il menù è basato su prodotti del territorio, utilizzati sia in maniera tradizionale (per intenderci, torte di verdure, ripieni, pesto) che più creativa. Da provare come antipasto il tortino di borragine e pinoli.
Tra i primi che ho assaggiato sono notevoli l’amatriciana di tonno e i tagliolini con zucca e guanciale. Per quanto riguarda i secondi, sono davvero buoni il galletto nero biologico con le verdure e il coniglio ripieno di pinoli ed erbette. Se capitate in stagione non lasciatevi scappare fave, salame di Sant’Olcese e pecorino, davvero ottimi prodotti.

Volete mangiare una buona cucina romana? Volete un menù che vada di pari passo con la stagionalità dei prodotti e attento alla qualità? Allora provate a fare un salto al Quinto Quarto, delizioso ristorantino in via della Farnesina, a due passi da Ponte Milvio.
Il menù comprende i piatti forti della cucina romana, non mancano infatti la coda alla vaccinara, l’amatriciana, la coratella, la trippa e la carbonara; quest’ultima è davvero da provare, è anche stata annoverata tra le prime 10 più buone carbonare di Roma dal Gambero Rosso.
Sono stata a cena al Quinto Quarto pochi giorni fa e mi sono trovata davvero molto bene, il servizio gentile e attento, e che dire dei piatti, davvero buoni.

L’autore la sta promuovendo attraverso incontri e presentazioni nelle librerie e il periodo dell’anno, i primi freddi dell’autunno e la “maturazione” dei prodotti del bosco, la rendono di buona attualità. Si tratta dell’edizione 2009 del Mangiarozzo, la guida alle osterie e trattorie d’Italia, che valuta locali e cucine non facendo “una questione d’etichetta” ma “una questione di forchetta”.
Un volume di 800 pagine, al costo di 20 euro, che Carlo Cambi (fondatore de I viaggi di Repubblica e presidente della Strada del vino Terre di Arezzo) ha scritto per tre ragioni fondamentali: “fare cultura del cibo; riannodare le fila della tradizione gastronomica italiana concedendo un ruolo di primo piano ai cuochi e alle cuoche snobbati dalle guide paludate ed esaltando il legame tra sapori e agricoltura; offrire ai lettori una selezione di locali dove gustare l’autentica cucina di territorio spendendo il giusto”.
Le taverne sono state selezionate e recensite dal Mangiarozzo (che propone un viaggio in Italia attraverso i sapori ma anche un contributo alla cultura gastronomica) in base a criteri come la rilevanza della cucina di tradizione, la gestione a carattere familiare e la presentazione di un conto leggero. Nel libro non ci sono bicchieri, forchette o stelle e neppure altre classificazioni, dato che soltanto le osterie e le trattorie degne di nota hanno trovato spazio sulle sue pagine.
Un libro di gusto per trovare il pasto giusto nel posto giusto, spendendo il giusto.
Foto | Flickr
Le guide possono piacere o meno: per alcuni sono indispensabili, per altri sono completamente inutili. La cosa certa però è che almeno alcune di esse sono redatte con grande professionalità e impegno: è il caso di Duemilavini, la guida A.I.S. arrivata alla decima edizione, che è diventata la più venduta in Italia.
La sezione A.I.S. di Roma, che cura l’edizione, cerca di bissare il successo con “I Ristoranti di Bibenda “, una dettagliata panoramica sulla ristorazione italiana.
La nuova guida verrà presentata in pompa magna domani a partire dalla 19.00 all’Hotel Rome Cavalieri con una conferenza stampa, durante la quale verranno premiati i migliori ristoranti ed una cena di gala per cui ci si può prenotare qui, al costo do 90 euro.
Foto | Bibenda
E’ stata presentata alla stampa ieri mattina, al Teatro della cucina della Città del gusto di Roma, la nuova edizione della guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso. 1950 locali segnalati, sparsi per tutta l’Italia.
La guida, che uscirà in edicola e libreria domani, contiene diverse novità. Per cominciare, al vertice, insieme a Fulvio Pierangelini con il suo Gambero Rosso di san Vincenzo (LI), sale La Torre del Saracino, locale di Gennaro Esposito, cuoco partenopeo, ambasciatore di una cucina davvero di sostanza.
Le tre forchette restano 25; infatti per 2 che escono dal gruppo dei primi (Colonna e il suo ristorante di Labico, in provincia di Roma, e il St. Hubertus de l’Hotel Rosa Alpina di San Cassiano), si aggiungono due new entry: La Madia del giovane chef Pino Cuttaia e Reale di Niko Romito, a Rivisondoli (AQ), primo Tre Forchette nella storia dell’Abruzzo.
Continua a leggere: Guida Ristoranti d'Italia del Gambero Rosso
Abbiamo già visto come la nostra amata cucina in America venga spesso umiliata e mortificata da individui che si professano esperti chef e grandi conoscitori della cucina italiana; è pur vero però che qui in Italia molti ristoratori non fanno certo del loro meglio per difendere le nostre famose ricette e le tradizioni gastronomiche del Bel Paese.
Basta avventurarsi tra i molti ristoranti turistici che circondano i maggiori monumenti delle città d’arte italiane. Nel menù troverete piatti degni di un film di gangster anni ‘30, magari accompagnati da un bel fiaschetto impagliato di Chianti; ovvio che i titolari dei ristoranti preferiscono andare incontro ad un profitto più facile e veloce, utilizzando ingredienti di bassa qualità e offrendo al turista americano di turno una cucina simile a quella di una trattoria di Little Italy che purtroppo danneggia in termini di immagine la nostra enogastronomia.
A Roma nei pressi di San Pietro, ho visto cose veramente incredibili, per non dire vomitevoli: il mio podio personale di piatti turistici consiste nella ormai ahimè classica “carbonara” con prosciutto panna e piselli, nella pizza funghi e ananas e in uno pseudo tiramisù fatto con budino creme caramel e panna spray. E voi? Avete da segnalare altri “mostri gastronomici” serviti nei ristoranti turistici della vostra città?
Foto | Flickr
E’ uscita ieri la Guida di Roma del Gambero Rosso. E’stata presentata alla stampa questa mattina alla Città del gusto, con tanto di buffet confezionato dai ristoratori premiati quest’anno.
Novità di questa edizione sono l’eliminazione del voto all’ambiente per quanto riguarda i ristoranti, e l’introduzione del Premio Speciale Provincia di Roma.
Tanti i premiati, anche qualche nuovo ingresso, a dimostrare che la ristorazione romana sta continuando a crescere e perfezionarsi sempre di più. Ai vertici con le Tre Forchette la Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri Hilton, con i Tre Gamberi l’Osteria di San Cesareo e, infine, con le Tre Bottiglie, Roscioli. I premiati non finiscono qui, le categorie sono tantissime, andate a dare un’occhiata sul sito del GR.
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