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Tutti gli articoli con tag recensione ristoranti

Il servizio nei ristoranti, le mance e...Quentin Tarantino

pubblicato da gianluca

Tempo fa avevo scritto un post sulla poca professionalità dei camerieri che spesso dobbiamo “digerire” quando andiamo a mangiare in un ristorante. L’articolo aveva aperto un interessante dibattito tra osti, camerieri e clienti…tanto per riaccendere la polemica, ecco la mitica scena delle mance tratta dal film Le Iene dei Quentin Tarantino.

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Mangiare a Roma: Primo al Pigneto

pubblicato da daniela

acciugheGiovedì scorso sono stata a cena da Primo, un bel ristorante che si trova al Pigneto, quartiere di Roma, zona ormai famosa per la movida notturna. Devo dire che mi sono trovata davvero bene, i piatti erano tutti ben cucinati. E le materie prime utilizzate tutte di prima scelta.

L’ambiente è molto ben curato, essenziale e minimalista. Predomina il bianco.

Abbiamo cominciato con un piccolo appetizer offerto dalla casa, acciughe fritte ripiene di menta. Davvero ottime.

La cucina dello chef Marco Gallotta parte da basi tradizionali, per poi essere alleggerita nell’uso dei grassi e nelle cotture. Uno stile semplice, che punta a mantenere il più possibile l’intesità dei sapori originali degli ingredienti di un piatto.

Tra gli antipasti segnalerei l’insalata di faraona con verdure e una maionese leggera, davvero sfiziosa. Non era certo da meno l’insalata di polpo, fresca e saporita, con patate e verdurine.

Tra i primi ci si può sbizzarrire. Ottimi gli spaghetti con le alici, deliziosi e davvero particolari i taglierini tiepidi con la tartara di spigola e le verdure di stagione.

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Ferrovie: vagone ristorante, addio!

pubblicato da roberta

Un altro pezzo di storia che se ne va e continuerà a vivere solo nella nostra memoria, in qualche fotografia e negli spezzoni di film (moltissimi in realtà) cult: è il vagone ristorante, mandato in pensione dalle Ferrovie dello Stato perché in perdita per alcuni milioni di euro.

Al posto dei mitici wagon restaurant o buffet car, ci saranno piccoli chioschi per soddisfare il bisogno primario dei viaggiatori, ma con un’offerta assai più limitata: solo panini, snack e bevande, che incontrano meglio le esigenze dei passeggeri, velocità e risparmio. Eppure quando i vagoni ristoranti nacquero, a fine Ottocento, erano un vero e proprio fiore all’occhiello delle ferrovie in tutto il mondo e facevano della lentezza dei viaggi un vanto.

L’amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti, ha promesso che con l’eliminazione di queste ‘zavorre’ i treni diventeranno più funzionali, i viaggi comodi e i convogli (addirittura) in orario, e poi non siamo mica gli unici ad aver preso una decisione tanto drastica: in Gran Bretagna la dismissione dei vagoni di ristoro è iniziata già due anni fa tra le proteste dei tradizionalisti.

Foto / Flickr

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Come viene servita l'aragosta al ristorante?

pubblicato da gianluca

Altre volte abbiamo parlato del servizio nei ristoranti…ecco cosa ne pensa in merito Roberto Benigni…

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Cenare a Roma: Roscioli

pubblicato da daniela

Roscioli- Roma
Sono mesi che ci giro attorno, mesi che vado a comprare un formaggio, un salume o un buon vino ogni tanto. Finalmente giovedì sera ho preso la decisione, ho cenato da Roscioli a Roma, e devo dire che sono rimasta davvero soddisfatta.

Come prima cosa è arrivato il cestino dei pani, sui quali ci siamo avventati senza ritegno, pane casereccio irresistibile, soprattutto quello al pecorino con tocchetti di prosciutto crudo Patanegra e la pizza bianca.

Abbiamo iniziato la cena con un misto di salumi (prosciutto crudo di parma, chorizo, coppa), una favolosa burrata di Andria spolverata di cannella accompagnata da pomodorini pachino secchi, una cosa fenomenale.

Come primo ho voluto provare la carbonara, premiata come la migliore di Roma dalla rivista del Gambero Rosso. Buona, molto buona! Ma non erano da meno gli altri piatti della tavolata, come l’hamburger di fassona piemontese con cheddar di alta qualità, maionese e salsa a bloody mary maison; oppure il brodetto con baccalà e crostacei, o ancora i tortiglioni con i broccoletti.

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Fragole, diamanti e champagne

pubblicato da daniela

fragola in champagne Quando si dice che non c’è limite al peggio…

Ieri mattina stavo sfogliando il Venerdì di Repubblica e mi è capitato di leggere un articolo dove si parlava di piatti davvero miliardari.

Altro che Vissani e Pierangelini, niente a che vedere con Enoteca Pinchiorri; la ricerca? La cucina molecolare? La grande scuola francese? Bazzecole a confronto. Qui si parla di vero lusso sfrenato e, oserei dire, fine a se stesso.

La folle epidemia è cominciata nel 2003 con lo chef Raymond Blanc che ha proposto nei ristoranti inglesi un’insalata da seicento sterline, che sono 857 euro! Nel 2005 Spencer Burge ha sfornato un bel pasticcio di carne wagyu, tartufi e champagne alla modica cifra di ottomila sterline. Che dire dell’hamburger da 100 euro del signor Mc Donald? Che non è Ronald, ma curiosamente omonimo. Anche la nostra pizza è stata prestata a questo gioco, il ristorante Nino’s Bellissima Pizza di New York ne ha sfornata una al caviale iraniano da mille dollari.

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Roma nel Piatto – Eat as the Romans do

pubblicato da Evyna

Roma nel Piatto â�� Eat as the Romans doDopo le guide già collaudate sui ristoranti romani come Roma nel Piatto, la casa editrice La Pecora Nera si lancia nella sua prima guida in inglese, dedicata ai turisti che, in visita della Capitale, cercano un buon ristornate dove assaporare la cucina italiana e non. La filosofia di fondo rimane la stessa delle altre guide, ossia il ridurre a zero i conflitti di interesse con la categoria dei ristoratori per poter scrivere solo a vantaggio del lettore, visitando i locali in modo del tutto anonimo e senza dare spazi pubblicitari ai proprietari di ristoranti e pizzerie.

Eat as the Romans do consiglia al turista gli indirizzi dei locali frequentati abitualmente dai romani, contrariamente alle solite guide turistiche fatte ad hoc per suggerire ristoranti tutt’altro che tipici e principalmente rivolti a un’offerta strettamente turistica. In totale i locali recensiti sono 409, di cui 150 ristoranti, 51 pizzerie e ben 258 negozi per gourmet, suddivisi in 15 zone “territoriali”, di cui 12 in città e 3 fuori ed elencati in ordine di categoria ed alfabetico. Per ogni locale viene redatta una scheda che racchiude ogni più piccola sfumatura dell’esperienza vissuta tramite un linguaggio diretto ed ironico, con tanto di critiche dove necessario. Nello specifico si parla della cucina, dell’ambiente, del servizio, della carta dei vini e di ogni altro dettaglio importante per la scelta di un ristorante. Ogni locale ha poi una sintesi con il voto, il prezzo medio e il rapporto qualità/prezzo. “Roma nel Piatto – Eat as the romans do” è in vendita nelle librerie del Lazio, nelle edicole della Capitale e sul sito al prezzo di € 12,00.

Qui risiede - dice Cargiani - il valore aggiunto della guida. Visitando realmente i ristoranti possiamo permetterci di descrivere nel dettaglio le esperienze vissute. Questo aspetto – prosegue – è stato apprezzato nel corso degli anni dai nostri affezionati lettori e riteniamo che sarà così anche per i turisti che acquisteranno questa nuova edizione”. Fra i ristoranti recensiti, si conferma primo della classe, Heinz Beck che con La Pergola del Cavalieri Hilton con un bel 9½ . Secondo classificato Antonello Colonna con il suo ristorante a Labico. Terzo posto, a pari merito, per Anthony Genovese de Il Pagliaccio e Fabio Baldassare de L’Altro Mastai. Tra le pizzerie, Bir & Fud, La Gatta Mangiona e Sforno, anche se, per gustare la pizza bassa romana, non sono da dimenticare Da Baffetto e Da Giggetto.

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Un ristorante cinese di qualità a Genova: Wo Zen

pubblicato da daniela

Wo Zen,

Quando vi dicono ristorante cinese, che cosa immaginate? Ecco, tutto quello che può venirvi in mente non sfiora nemmeno Wo Zen, delizioso localino di Genova.

Questo ristorante, a conduzione familiare (in sala la moglie, in cucina il marito), ha aperto i battenti a dicembre 2005; da quel momento i clienti hanno iniziato a moltiplicarsi ogni giorno di più. Gli interni sono molto sobri ma di grande gusto, decisamente zen: tavoli e sedie in legno scuro di design molto lineare, tovagliette in bambù e bacchette di legno scuro. Non temete, ci sono anche le posate.

I prezzi sono leggermente più alti rispetto agli altri ristoranti del genere, la spesa media è di circa 20 euro; però la qualità della cucina non ha paragoni, almeno per quanto riguarda il capuologo ligure.

Qui si trovano piatti della cucina cinese e di quella thailandese cucinati dalle mani esperte di Hu Zi-Bo. Tra le tante leccornie sono degni di nota l’antipasto zen, il manzo ai cinque colori, il maiale saltato agli aromi e il maiale in agrodolce. Da provare anche una specialità thailandese da poco aggiunta al menù, il salmone al curry rosso in foglia di bambù.

Se per caso passate da Genova fate una puntatina in questo locale, ne vale davvero la pena.

Wo Zen, via Maddaloni 5r, Genova.
Tel: 010 542435.

Foto| Flickr

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Guerrilla Cuisine: quando la cucina diventa avanguardia

pubblicato da daniela

cervello C’è chi dice che la cucina è una forma d’arte non ancora ben codificata, c’è chi dice che mai potrà esserlo. E’ certo però che cucina e gastronomia sono anche mezzi per esprimere idee e per portare avanti battaglie; in Italia (e non solo) lo sta dimostrando ogni giorno il movimento Slow Food.

Negli Stati Uniti è invece nato da poco (un paio di anni) un nuovo movimento, una sorta di avanguardia, il Guerrilla Cuisine, che si autodefinisce “movimento per la liberazione del gusto” e che si è sviluppato a San Francisco, negli stessi luoghi in cui sono fiorite le esperienze di ristorazione alternativa promosse delle Pantere Nere.

Da San Francisco il fenomeno si sta diffondendo rapidamente in tutti gli Stati Uniti e da un po’ di tempo si è esteso in alcuni ambienti metropolitani europei, in città come Londra, Parigi, Berlino e Varsavia; e chissà che tra un po’ non appaia anche in Italia.

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Calorie sul menu contro l’obesità, New York a dieta

pubblicato da roberta

Curare l’obesità scrivendo le calorie delle singole pietanze sui menu della città? A New York credono sia possibile, e il primo a ritenerlo è proprio il sindaco Bloomberg, ideatore dell’iniziativa, sancita dalla decisione di un giudice federale, che dovrebbe coinvolgere almeno 2400 ristoranti nella sola Manhattan, facenti capo a catene di ristorazione che hanno almeno 15 esercizi nel territorio statunitense.

Ed è così che si scopre che da Mc Donald’s un frullato al cioccolato ‘pesa’ sulla linea con ben 1160 calorie, un cheeseburger da Wendy’s circa 980 e un piatto di guacamole con crocchette di mais da Chipotle ‘solo’ 750: esserne consapevoli, secondo gli studi precedenti l’adozione del provvedimento, eviterà a 130 abitanti di diventare obesi e a 30mila di ammalarsi di diabete.

Ovviamente tra i diretti interessati non tutti sono d’accordo con la decisione calata dall’alto: se Starbucks, Quiznos, Subway, Chipotle, Jamba Jus, Auntie Anne’s e Chevys si sono adeguati senza protestare, colossi come Mc Donald’s, Burger King, Pizza Hut, Kfc, Domino’s e Taco Bell sostengono di non aver bisogno di queste indicazioni sul menu, essendo già presenti nella versione on line.

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