Da tanto tempo l’Oms ci mette in guardia contro l’obesità: secondo gli ultimi dati, infatti, ne sono colpite già un miliardo di persone in tutto il mondo, ma… da qui al magico mondo dei Lillipuziani il passo non è così breve!
State a sentire la novità: secondo gli studi della Cornell University, in America, utilizzando alcuni accorgimenti quando si apparecchia la tavola, si può ridurre il rischio di ingrassare. Questione di psicologia, certo, ma vale la pena provare a usare piatti piccoli (massimo 15 cm di diametro), eliminare i piatti di portata e sostituire i cucchiai da brodo con quelli da tè. Automaticamente le porzioni risulteranno ridotte.
Se poi siete amanti di bibite gassate o zuccherate, che fanno la loro parte di ciccia, meglio utilizzare bicchieri alti e stretti, perché il cervello registrerà più lentamente il fatto che si sta davvero bevendo meno; meglio, poi, la ceramica del vetro trasparente perché l’occhio tende a ingannare sulle quantità. Infine, se siete particolarmente voraci, non usate i piatti piani per impiattare il cibo, ma delle tazze larghe.
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Forse è un tantino pericoloso affermare senza alcun tipo di remora che ‘grasso è bello’, ma ogni tanto qualche rivincita anche per noi cicciottelli ci vuole!
Secondo una ricerca pubblicata da Obstetrics & Gynecology, infatti, le donne rotonde hanno una vita sessuale più movimentata e appagante delle donne in forma; dato conforme a quello già noto secondo il quale le formosette rischiavano di più di incorrere in gravidanze indesiderate. Nello specifico: ben il 92% delle intervistate in sovrappeso ha dichiarato di essere felice sotto le lenzuola, contro l’87% delle normopeso.
Lo studio, a detta degli esperti, si è concentrato maggiormente sull’indice di massa corporea: la percentuale di grasso corporeo in un individuo con qualche chilo in più varia dal 10 al 20%, ben diverso dall’obesità, patologia in cui il grasso raggiunge il 30% del peso. Il grasso, comunque, non dovrebbe mai scendere sotto il livello di guardia, individuato nel 5% del peso, almeno per le donne.
Cicciottelle di tutta Italia, raccontateci come va nella vostra vita!!!
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“Chi mangia piano è bello, magro e sano”: si potrebbe reinterpretare così il vecchio adagio popolare, alla luce dei risultati di una ricerca giapponese, condotta dall’università di Osaka, secondo la quale è scientificamente dimostrabile che chi mangia in fretta ingrassa più facilmente.
Secondo gli studiosi del Sol levante, infatti, trangugiare, diciamo così, un pasto, manda in tilt il nostro organismo e impedisce al sistema che regola il senso di sazietà di funzionare. Il nostro cervello, quindi, non più in grado di inviarci lo stimolo per smettere di mangiare, ci fa riempire lo stomaco oltre il dovuto, favorendo la presenza dei chili di troppo.
Purtroppo tutto ciò è valido specialmente per le donne e il rischio di obesità addirittura si triplica se si mangia fino ad avvertire il senso di sazietà. Bandite, quindi, insane abitudini come quella di mangiare davanti alla tv o al pc, sì invece alla tavola ben apparecchiata e attenzione a dedicare al momento del pasto tutto il tempo che ci vuole. E se proprio non potete fare a meno del fast food come filosofia di vita, raccomandatevi alla Madonna (guardate un po’ la foto qui accanto…).
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L’arancia è il frutto antitumorale per eccellenza, e questa ricerca apparsa su Cancer reserach e presentata da un gruppo di studiosi italiani, lo dimostra una volta in più: negli oli essenziali della buccia sono contenute sostanze in grado di combattere il cancro alla prostata.
In questi oli essenziali, infatti, sono contenute molecole simili ai triterpenoidi naturali, con i quali si realizzano nuovi farmaci antinfiammatori e antitumorali che potrebbero costituire un valido aiuto alla popolazione maschile soggetta a cancro alla prostata, soprattutto per quegli individui per i quali c’è una familiarità con la patologia.
Perché funziona? In pratica i triterpenoidi ottenuti sinteticamente uccidono le cellule di tumore insensibili alla terapia ablativa ormonale riattivando alcune vie di morte cellulare programmata potenzialmente molto efficaci, ma sopite nelle cellule malate.
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Quante volte la mamma da piccolini si è raccomandata che bevessimo tutto il latte, così le nostre ossa sarebbero diventate solide e forti? Ebbene, le mamme hanno ragione una volta in più: per la prima volta una ricerca pubblicata sul Journal of pediatrics, fa il punto sul legame tra il latte bevuto da bambini e la forza delle ossa da adolescenti.
Lo studio, effettuato dagli esperti dell’università di Boston, ha seguito 106 bambini dall’età di 5 anni fino all’adolescenza. Ai loro genitori era stato affidato il compito di tenere un minuzioso diario alimentare in cui appuntare tutto ciò che i figli mangiavano o bevevano per un certo numero di giorni l’anno e i risultati hanno mostrato come coloro che avevano consumato più latte presentava un valore più alto di calcio nelle ossa.
Attenzione però: non è soltanto con i latticini che si raggiungono certi benefici, ma con una dieta sana ed equilibrata. Il formaggio, ad esempio, non è consigliabile consumarlo in grandi quantità perché è molto grasso. Anche con la carne, poi, bisogna andarci piano: la Fao e l’Oms consigliano di non superare i 300 grammi di carne rossa a settimana, ma pare che gli italiani, e soprattutto gli adolescenti, ne mangino abitualmente più del doppio.
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Altroconsumo ha realizzato una ricerca su 657 punti vendita in 44 città italiane, rilevando 122 mila prezzi. Pare che se si sceglie bene il supermercato si può risparmiare abbastanza, dipende dalla città in cui si vive. Questo perchè si può usufruire degli effetti positivi della concorrenza. Ad esempio, a Milano si può risparmiare fino a 2 mila euro all’anno, mentre a Roma intorno ai mille euro.
Non male, di questi tempi! Nelle altre grandi città, questi i dati sul risparmio: a Torino 878 euro; a Firenze 1896; a Verona 1532; a Venezia 595; a Bologna 1451; a Bari 629; a Palermo 947; a Napoli 967. Per vedere i dati completi relativi alle 44 città studiate cliccate sul questo articolo del Corriere della Sera in cui è disponibile una tabella riepilogativa.
La ricerca è stata condotta facendo la spesa con due panieri differenti: uno con prodotti confezionati di marca e freschi, l’altro con prodotti primo prezzo considerando anche gli hard discount. Quindi, è stata posta uguale a 100 la città più conveniente rispetto alla media nazionale che è Firenze. In generale, sembra che la città più cara sia Reggio Calabria, quella meno cara per i prodotti freschi è Pisa, mentre come abbiamo visto quella in cui è possibile risparmiare di più in termini assoluti e Milano. Secondo voi, è possibile risparmiare nel fare la spesa?
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È provato scientificamente: masticare gomma americana, altrimenti detta chewingum, diminuisce i livelli di stress. Lo ha provato uno studio australiano (ma non hanno di meglio da fare dall’altra parte del mondo?!) recentemente presentato in Giappone al decimo Congresso di Medicina comportamentale.
La prova scientifica sta nel cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, contenuto nella saliva. Prendendo in esame 40 ventenni sottoposti a diverse situazioni di stress indotto, si è verificato che masticare la ‘cicca’, anche se può apparire maleducato e certamente antiestetico, riduce l’ansia del 10-17% e migliora il livello d’attenzione dell’8-19, facendo piombare la quantità di cortisolo a meno 12-16% rispetto a quella di partenza.
Non solo: anche il livello medio delle prestazioni sotto stress otterrebbe un discreto cambiamento in positivo se si mastica la gomma: del 67% in caso di stress moderato; addirittura del 109 in caso di stress lieve. Peccato che non sia appropriato masticare durante un esame e o nel corso delle riunioni di lavoro!
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Avete sempre fame? La colpa potrebbe essere dei radicali liberi rilasciati nel vostro corpo. Secondo una recente ricerca condotta dalla Yale School of Medicine e pubblicata su Nature, il cervello userebbe i grassi come “motore” per funzionare.
Secondo lo studio, sperimentato sui topi, ogni volta che il cervello avverte la sensazione di sazietà, nel corpo verrebbero rilasciati radicali liberi e sostanze dannose associabili a degenerazione e invecchiamento. La colpa sarebbe dell’azione della “grelina”, un ormone prodotto dallo stomaco e collegabile sia all’appetito che all’apprendimento.
Quindi, assumendo antiossidanti in momenti studiati della giornata, ad esempio in concomitanza con i pasti, si può aumentare il senso di sazietà e migliorare così l’attività di controllo del peso.
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I pomodori utili contro l’Alzheimer: non in natura, ma geneticamente modificati, come hanno fatto alcuni ricercatori del Korea research institute of bioscience il cui lavoro è stato pubblicato dal quotidiano britannico Daily Mail. Come si è svolto nella pratica lo studio sperimentato sui topi? È presto detto: è stato elaborato un vaccino commestibile in grado di aiutare il sistema immunitario a combattere la malattia neurodegenerativa.
Il morbo attacca le proteine tossiche beta-amiloidi distruggendo le connessioni vitali tra le cellule cerebrali: basterebbe, dunque, limitare questo accumulo per avere risultati positivi. A questo punto si è cercato di combinare il gene produttore di beta-amiloidi con il patrimonio genetico di pomodori che sono stati poi somministrati a un campione di ratti per 21 giorni consecutivi. Al termine dell’esperimento il loro sistema immunitario era effettivamente stimolato, anche se le placche nel cervello non erano diminuite.
Una speranza, quindi, nulla di più, sembra essere la messa a punto di questo vaccino che senz’altro può costituire un primo passo verso il traguardo di debellare questa malattia che ogni giorno colpisce 500 persone in tutto il mondo e che la medicina attuale riesce solo a rallentare, non ancora a sconfiggere.
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Una vera rivalutazione per l’anguria, o cocomero, che dir si voglia (non che ne avesse bisogno): un ricercatore dell’università A&M del Texas, Usa, ha detto che, come il Viagra, accende la libido in chi necessita dell’ ‘aiutino’.
Il merito sarebbe di un aminoacido, la citrullina, che a contatto con gli enzimi del corpo umano, si trasforma in arginina, sostanza che dilata i vasi sanguigni. Peccato che la citrullina sia contenuta soprattutto nella buccia (e non solo dell’anguria, anche del cetriolo in realtà, che poi fanno parte della stessa famiglia), tanto è vero che lo studio del ricercatore, ora, s’incentrerà proprio sull’aumentarne la concentrazione anche nella polpa.
Ovviamente tutto va preso nelle dovute proporzioni: il cocomero non può sostituire la pillola blu nei casi più gravi di disfunzione sessuale, e comunque va consumato con cautela in quanto ricchissimo di zucchero. È vero, tuttavia, che ha delle proprietà terapeutiche: è diuretico, tanto che veniva utilizzato come antenato della dialisi nella cura dei reni, funziona contro l’angina e l’alta pressione.
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