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Tutti gli articoli con tag ricette cinema

Ricette cinema: il pollo al curry di “Non ti muovere”

pubblicato da roberta


Uno dei rari casi in cui la bravura di un regista e la forza delle sue immagini riescono a superare la maestrìa di uno scrittore e la potenza delle sue parole. Poi, se resta tutto in famiglia, è ancora meglio: è Sergio Catellitto, infatti, a portare sul grande schermo “Non ti muovere”, capolavoro letterario della moglie, Margaret Mazzantini, in cui si narra la storia di Timoteo, un uomo che non è quello che sembra. Chirurgo, una notte arriva sul suo tavolo operatorio la figlia, in fin di vita dopo un incidente con il motorino. A lei, nell’attesa del verdetto finale tra vita e morte dopo l’intervento, l’uomo confessa ciò che non ha mai detto: l’amore extraconiugale per Italia, una Penelope Cruz che sprizza degrado, volgarità e bruttezza da ogni curva. Potenza del trucco e del parrucco… Cosa c’entra il pollo al curry? È il piatto che la moglie di Tomoteo, Elsa (Clauda Gerini) gli cucina proprio la sera che lui vuole lasciarla per stare con l’amante, ma lei lo precede rivelando di essere incinta… Noi lo prepariamo secondo la ricetta indiana tradizionale, e lo accompagniamo con del riso.

Cosa vi occorre: 2 petti di pollo senz’osso e spellati, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 1 tazza di yogurt bianco, 3/3 di tazza di latte di cocco, ½ limone spremuto, 3 cucchiai di olio d’oliva, 1 cipolla piccola, 2 spicchi d’aglio, 3 cucchiai di curry in polvere, 1 cucchiaino di cannella, 1 cucchiaino di paprika, 1 foglia d’alloro, ½ cucchiaino di zenzero fresco grattugiato, ½ cucchiaino di zucchero, ½ cucchiaino di pepe di Cayenna, sale.

Come si prepara: in un tegame scaldate l’olio, quindi soffriggetevi la cipolla tritata fino a che non sarà dorata. Aggiungete quindi l’aglio schiacciato, il curry, la cannella, la paprika, la foglia d’alloro, lo zenzero, lo zucchero e il sale. Unite poi il pollo, il pomodoro, lo yogurt e il latte di cocco: portate a ebollizione, poi riducete la fiamma e cuocete per altri 20-25 minuti. Togliete la foglia d’alloro, unite il succo di limone e il pepe di Cayenna, e tirate per altri 5 minuti.

Foto | Flickr

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Ricette cinema: lo spezzatino alla francese di “Il primo uomo”

pubblicato da roberta


Poetico e delicato come sempre Gianni Amelio, nei suoi film“Il primo uomo” è basato sul romanzo incompiuto e a quanto pare assai autobiografico dello scrittore Albert Camus. Il protagonista, Jacques, dopo anni riesce a tornare nella nativa Algeria, ex colonia di Francia: per lui è un vero tuffo nel passato fatto di ricordi, emozioni e di sentimenti che prendono il sopravvento, ma è anche un’occasione per ritrovare luoghi e ripetere incontri, nella realtà o anche solo nella memoria, con persone che per lui sono o sono state importanti, come la vecchia nonna o il primo maestro, che l’aveva sempre incoraggiato a scrivere… va a trovare anche sua madre, ma arriva con un giorno di ritardo, e così non può gustare lo spezzatino alla francese che lei gli aveva preparato, perché, come lei stessa gli ha insegnato, “il giorno dopo non è più buono”. Noi invece ce lo prepariamo e ce lo assaporiamo… il giorno stesso.

Cosa vi occorre: 1 kg di manzo brasato a pezzetti, 1 cipolla grande, 20 cipolline in agrodolce, 2 cucchiai di burro, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 1 cucchiaio di sciroppo di Liegi, 2 carote grandi, ½ l di brodo di carne, ½ l di vino rosso, aromi, sale e pepe q.b.

Come si prepara: rosolate la carne nel burro, poi aggiungete la cipolla tritata grossolanamente, le carote a rondelle, salate e pepate. Unite anche il concentrato di pomodoro e mescolate, poi fate lo stesso con lo sciroppo di Liegi. Mettete nella pentola anche gli aromi, bagnate con il brodo e poi con il vino in modo da far cuocere in abbondante liquido. Circa 5 minuti prima della fine della cottura aggiungete le cipolline, quindi procedete a far ridurre la salsa, eventualmente utilizzando un cucchiaio di maizena.

Foto | Flickr

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Ricette cinema: la lemon meringue pie di Million Dollar Baby

pubblicato da roberta


Un Clint Eastwood sempre più “vecchio, incazzato e stanco” in questo film che riesce a essere dolce, delicato e tristissimo insieme nonostante i cazzotti, interpreta Frankie, un allenatore di pugili old style. Un giorno incontra sulla sua strada, anzi, sul ring, la 32enne Maggie, che ha assai poco da perdere, anche perché il tempo che le resta per combattere non è molto. Così nasce la Million Dollar Baby, ma soprattutto nasce un rapporto intenso e bellissimo del tipo figlia-padre, tanto che i due, tolti i guantoni, possono anche ritrovarsi a mangiare insieme una bella lemon meringue pie. Questa è la ricetta autentica della nonna dello zio Sam.

Cosa vi occorre: 1 tazza di zucchero e altri 6 cucchiai, 2 cucchiai di farina, 3 cucchiai di amido di mais, 1 punta di sale, 1.5 tazze d’acqua, il succo e la scorza di 2 limoni bio, 2 cucchiai di burro, 4 rossi uova, 1 disco di pasta frolla.

Come si prepara: in una ciotola lavorate insieme la tazza di zucchero con la farina, l’amido di mais e il sale. Aggiungete l’acqua e il succo di limone, quindi fate cuocere a fuoco medio mescolando spesso fino al bollore. Togliete dal fuoco, unite il burro sciolto. A parte battete i rossi delle uova, poi pian piano unite il composto e rimettetelo sul fuoco fino al nuovo bollore. Foderate una teglia con la pasta frolla già pronta (oppure preparata da voi come ormai sapete fare) e versatevi sopra l’impasto. Intanto preparate la meringa montando gli albumi a neve e aggiungendo via via il resto dello zucchero, poi adagiate anche questo composto sulla torta sigillando i bordi della pasta e infornate a 180° per una decina di minuti.

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Ricette cinema: i petit fours di “Marie Antoinette”

pubblicato da roberta


Quanti di voi, come me, sono cresciuti a pane e Lady Oscar avranno una propria, particolarissima opinione della sovrana di Francia più famosa di sempre (no, non parlo di Carla Bruni): Maria Antonietta. Tutti gli altri di lei sanno che lasciò l’austera Austria (quasi un gioco di parole) per la frivola Francia (ma guarda tu le allitterazioni…) a 15 anni per andare in sposa al futuro Luigi XVI, che il popolo non la amò mai come regina e che, anzi, durante la rivoluzione la fece ghigliottinare all’età di soli 38 anni. D’altronde, come biasimarli, se quando, informata del fatto che la gente non aveva pane, lei rispose: “Allora mangino brioches!”. Nel film di Sofia Coppola “Marie Antoinette”, però, si esplora un lato inedito della personalità della sovrana: quello più introspettivo e profondo, per scoprire una donna fragile e sola, caricata da un peso politico e sociale probabilmente esagerato e con accanto un marito che non la sfiorò neppure con un dito per sette lunghi anni dopo le nozze.

Voi come vi sareste consolati? Ovviamente mangiando cioccolato! All’epoca, invece, si gustavano i petit fours, dolcetti che furono serviti per la prima volta proprio a Versailles sotto il regno di Luigi XVI.

Si tratta di piccoli pasticcini con una base in comune e poi serviti in diverse varianti. La base si fa impastando farina, burro, lievito, zucchero, uova e aroma di vaniglia e potete usare le dosi delle ricette che abitualmente adottate per fare i biscotti, in modo che siano, per così dire, collaudate.

Ed ecco le nostre varianti: i ‘fetirates’ sono coperti di una glassa che preparerete con zucchero a velo, vaniglia e acqua ai fiori d’arancio; le ‘boules de sucre’, invece sono palline aromatizzate con essenza di fragola ed eventualmente ravvivate con colore alimentare rosso. Poi ci sono le ‘sablés’, dolcetti ripieni di marmellata, mandorle e pistacchi tritati; infine le ‘tartellettes à la meringue’, la cui superficie è arricchita da una piccola meringa, preparata, come di consueto, con gli albumi d’uovo e lo zucchero a velo. Bon appetit!

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Ricette cinema: le filloas alla crema di “Mare dentro”

pubblicato da roberta


Lo diciamo subito: è una storia vera e triste quella di “Mare dentro”, che la dolce scioglievolezza di queste filloas rellenas de crema (specie di crepes tipiche della Galizia ndr) riesce solo in parte a mitigare. Ramón da 26 anni ha il corpo completamente paralizzato a causa di un tuffo in mare finito in tragedia; è stanco di vivere in quel modo e vuole farla finita, così intraprende un’interminabile battaglia legale per poter avere diritto all’eutanasia. Ma Ramón non è una persona sola. Tutt’altro: ha una famiglia e tanti amici che gli vogliono un gran bene, come Rosa, che una bella mattina gli porta queste prelibate filloas e un’altra gli porge un bicchiere di cianuro per aiutarlo a conseguire il suo scopo: morire con dignità.

Cosa vi occorre: 250 g di farina, 3 uova e 4 tuorli, 50 g di burro, 1 l di latte, 1 cucchiaio di maizena, 110 g di zucchero, la buccia intera di ½ limone, 2 cucchiai di zucchero a velo, 1 pizzico di sale.

Come si preparano: unite la farina con lo zucchero e il sale, disponetele a vulcano e ponetevi al centro le uova, il burro fuso ma freddo e 3 cucchiaiate di latte. Mentre Lavorate l’impasto, aggiungete pian piano altre due tazze di latte a filo. Fate riposare la pasta in frigorifero per almeno un’ora, poi friggete le filloas ottenute staccando cucchiaiate di pasta, in una padella antiaderente unta di burro. Ora preparate la crema per la farcitura: battete i tuorli con lo zucchero e la maizena, nel frattempo scaldate sul fuoco il resto del latte aromatizzato con il limone. Quando sarà caldo, unite il composto con i rossi d’uovo e mescolate con un cucchiaio di legno avendo cura di non farlo bollire, quindi togliete dal fuoco ed eliminate dalla buccia di limone. Nel frattempo le filloas si saranno freddate: farcitene ognuna con la crema, ripiegatela in quattro e cospargetele tutte di zucchero a velo prima di servirle.

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Ricette cinema: i cioccolatini di Kamal di “Lezioni di cioccolato”

pubblicato da roberta


Finora avete sempre sottovalutato il potere seduttivo del cioccolato? Allora non avete ancora visto “Lezioni di cioccolato” capitolo primo, protagonista la scoppiettante coppia di bellissimi Luca Argentero-Violante Placido. Mattia è un geometra senza scrupoli che si trova nei guai quando Kamal, un suo operaio assunto in nero, si fa male in un incidente sul lavoro, che gli impedirà di realizzare il sogno della sua vita: partecipare a un prestigioso corso per maestri cioccolatai che potrebbe avviare la sua attività da pasticcere. Trovatosi ricattato dal simpatico Kamal, Mattia è costretto a spacciarsi per lui e in sua vece partecipare al corso che vincerà e dal quale si troverà la vita completamente cambiata, grazie anche alla potenza dell’amore. I nostri cioccolatini sono diversi da quelli a forma di piramide ideati da Mattia-Kamal, ma credo che non resterete delusi…

Cosa vi occorre: 1 disco di pan di spagna di cm 22-24, ½ tazza di panna, 100 g di cioccolato fondente, 2 cucchiai di rum scuro, mandorle tritate, decori per cioccolatini (tipo diavoletti) q.b.

Come si preparano: cuocete il pan di spagna, lasciatelo raffreddare, poi sbriciolatelo e mettetelo in una ciotola. Unite la panna, il rum, le mandorle tritate e il cioccolato fondente fuso ma freddo. Impastate con le mani e formate, arrotolandole, delle palline che passerete nei ‘diavoletti’, quindi sistematele nei pirottini e conservatele in frigorifero fino al momento di servire.

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Ricette cinema: la crema funghi e bambù di “Gli sfiorati”

pubblicato da roberta


È a tavola, si sa, che si fa la storia: a pranzi di gala sono stati fatti accordi di pace e prese decisioni di guerra, davanti a piatti ricchissimi si ritrovano le famiglie per le festività, ormai con gli amici si esce quasi solo a cena e sono sempre tavole imbandite a scandire i momenti importanti della vita, dai matrimoni in poi. Non fanno eccezione i tre amici protagonisti del film “Gli sfiorati” che si ritrovano a parlare dei propri problemi in un ristorante cinese di lusso davanti a una fumante crema di funghi e bambù: Méte, grafologo timido e irrisolto che riuscirà a liberarsi solo cedendo alle pulsioni per la sorellastra venuta dalla Spagna, il suo collega Bruno, pragmatico ma incasinato con un’ex moglie e una figlia, e Damiano, rampante agente immobiliare che salta da un letto all’altro. Tutti loro sono, ognuno a suo modo, sfiorati dalla vita e dalla follia che questa porta con sé: esemplare (anche se un po’ inconcludente) a questo proposito il personaggio-cameo di Beatrice, interpretato da Asia Argento, in apparenza mangiauomini inarrivabile, ma tenera e sola nella realtà. Le critiche quasi unanimemente descrivono questo come un film incompiuto, in ciò assai distante dal romanzo di Veronesi da cui è tratto (e che leggerò sicuramente), cosa ne penso io? Che è un film che non scuote, ma certamente ‘sfiora’…

Cosa vi occorre: 30 g di funghi cinesi disidratati, 30 g di germogli di bambù tritati, 120 g di noodles tagliati corti, 6 tazze di brodo di pollo, ½ cucchiaio di zenzero fresco grattugiato, 1 cucchiaino di sale.

Come si prepara: portate a ebollizione il brodo di pollo, quindi aggiungetevi il bambù e lo zenzero, e fate cuocere per almeno una decina di minuti. A questo punto unite anche i funghi a pezzettini fatti rinvenire in acqua precedentemente, aggiustate di sale a piacere e cuocete altri 5 minuti o comunque il tempo necessario a rendere la crema della giusta consistenza secondo i vostri gusti.

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Ricette cinema: i peperoni alla turca di “La sposa turca”

pubblicato da roberta


Cahit e Sibel s’incontrano in una clinica psichiatrica: entrambi sono immigrati turchi che vivono in Germania, entrambi hanno alle spalle famiglie tradizionali ed entrambi, anche a causa loro, hanno tentato il suicidio. Entrambi, inoltre, sanno che l’unica via per liberarsi della ristrettezza di vedute parentale sia il matrimonio: decidono, dunque, di metterne su uno fittizio all’interno del quale, poi, ognuno, potrà fare quello che vuole. Non hanno fatto i conti, però, con l’attrazione che provano l’uno per l’altra e che cresce fino a diventare un amore folle… “La sposa turca” è un bel film che racconta i problemi di integrazione degli immigrati turchi che in Germania sono particolarmente numerosi. E turchi, preparati secondo la ricetta tradizionale, sono anche i peperoni che la pseudocoppietta si cucina appena dopo il matrimonio.

Cosa vi occorre: 8 piccoli peperoni sia verdi che rossi, ½ tazza d’olio d’oliva, 1 cipolla piccola, 1 tazza di riso a grani corti, 1 grosso pomodoro, 2 cucchiai di menta fresca tritata, 2 cucchiai di pinoli, 2 cucchiai di zucchero, 2 tazze d’acqua, fette di limone, sale e pepe q.b.

Come si preparano: soffriggete in un filo d’olio la cipolla tritata, poi aggiungete il riso e fatelo tostare, infine anche la menta, i pinoli e il pomodoro a dadini. Saltate il tutto aggiustando di sale e pepe, poi unite lo zucchero e pian piano l’acqua portando a cottura il riso: ci vorranno circa 15 minuti. Fate raffreddare, dopo di che con questo ripieno farcite i peperoni dopo averli privati della calotta, dei semi e delle venuzze interne. Rosolateli, a questo punto, in acqua o in olio dentro una padella capiente, quindi serviteli coperti con fette di limone e, come contorno, una bella insalata. Potete variare il ripieno aggiungendo carne o pesce.

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Ricette cinema: il polpo di “Se sei così ti dico sì”

pubblicato da roberta

I sogni non muoiono mai e l’occasione di realizzarli può arrivare quando meno te lo aspetteresti nella vita… è questa, in breve, la ‘morale’ di “Se sei così ti dico sì”, commedia italiana un po’ sgangherata che ha salutato il ritorno sul grande schermo di Belén Rodriguez al fianco del collaudatissimo Emilio Solfrizzi. È la storia di un cantante pop pugliese dei primi anni Ottanta che ha appeso, per dire, il microfono al chiodo ed è diventato chef nel ristorante sulla spiaggia della ex moglie, chiamato ‘Al polpo re’, in onore allo splendido esemplare che, ahimè, tiene rinchiuso in un acquario nella sala.

Un giorno gli piove dal cielo un’altra possibilità: tornare in televisione per fare il tappabuchi dell’ultimo momento al programma tv I migliori anni. Cicala, dopo un’attenta riflessione, ci va e in albergo a Roma incontra la bellissima top model argentina Talita. Grazie a lei che riesce a leggergli dentro il fuoco sacro delle origini e al coraggio che gli infonde l’esperienza, dopo un rocambolesco viaggio in America torna nella sua Savelletri deciso a ricominciare. Metro della riconquista del sogno, che in fondo è libertà di pensiero, la scena finale, durante la quale, in un bagno invernale catartico con l’amico di sempre, fa tornare al mare anche il famoso polpo.

E quindi parliamo proprio di polpo: la tradizione pugliese vuole che si mangi crudo, ma se non vi piace, potete scegliere il barese ‘pulpe che l’acqua so’, cioè cotto nell’acqua che butterà fuori da solo, al massimo con un goccio d’olio e la cipolla tritata. Il segreto dei pescatori è aggiungere in pentola anche un ‘cuècce’, un pezzo di sughero della rete che a contatto con l’acqua bollente sprigionerà tutta la salsedine.

A Polignano si fa il ‘pùghepe pe li paténe’, ossia cotto nel coccio con patate a tocchetti, pomodoro e prezzemolo; nel Salento, invece, lo preferiscono ‘a pignata’, cioè cotto senz’acqua e condito con cipolle, pomodori e pepe. Infine, a Vieste potete gustare il ‘pullupe’ con una salsetta di pomodoro, oppure cuocerlo nel vino e condirlo con un trito d’aglio e prezzemolo o ancora prepararlo ‘a la graffiodde’: cosparso di pangrattato e arrostito sulla griglia.

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Ricette cinema: la torta al cioccolato di “The Help”

pubblicato da roberta


Nonostante il crudele, fulmineo turn over che ultimamente hanno i film nelle sale, siete ancora in tempo per vedere The Help, pellicola che con il suo tono delicato riesce ad affrontare anche temi forti come quello del razzismo e della discriminazione dei neri nell’America degli anni Sessanta. Nere sono Aibileen e Minny, le due domestiche che per prime, con le loro dichiarazioni, aiutano la protagonista, la giovane borghese ‘illuminata’ Eugenia a scrivere il suo libro sulla vita dei bianchi vista attraverso la lente d’ingrandimento delle loro collaboratrici ‘negre’, come ancora dispregiativamente venivano chiamate. E nera è anche la torta al cioccolato che Minny offre alla sua padrona per vendicarsi di un torto subìto…

Cosa vi occorre: 340 g di burro, 365 g di zucchero, 6 uova, 300 g di farina, 120 g di mandorle sfarinate, 6 cucchiai di cacao amaro, 2 cucchiaini di lievito, 2 cucchiaini di estratto di vaniglia, ½ tazza di acqua bollente (per un gusto diverso potete sostituirla con tè o caffè). Per la glassa: 80 g di burro, 200 g di cioccolato fondente (40-60% di cacao), 2 uova, 200 g di zucchero a velo.

Come si prepara: mescolate prima tra loro tutti gli ingredienti secchi, la farina, il cacao, il lievito, le mandorle e l’estratto di vaniglia. A parte battete l’uovo ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero, aggiungete un uovo alla volta e poi tutti gli ingredienti secchi. Unite l’acqua e impastate fino a formare un impasto liscio e omogeneo che dividerete in due stampi tondi della stessa grandezza. Cuocete le torte a 180° per 30-45 minuti (a seconda della potenza del vostro forno) e una volta fredde conservatele in frigo per qualche ora: vi aiuterà nel taglio orizzontale per ottenere 4 dischi di pasta che farcirete con la glassa ottenuta sciogliendo il cioccolato tritato a bagnomaria e unendolo alle uova lavorate con lo zucchero a velo e il burro fuso. Cospargete di glassa anche la superficie della torta, mettete in frigo affinché si solidifichi, ma toglietela per tempo prima di servirla tagliata a fette.

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