
Il kulfi – o qulfi – è un dolce a base di latte della tradizione indiana e pakistana ed è assimilabile al nostro gelato. Quando ho trovato la ricetta del kulfi di cannella in rete ho voluto subito provarla: devo dire che il risultato è spettacolare, dall’aroma molto intenso.
Per quattro formine occorrono: 2 litri di latte intero, 2 pezzi di cannella intera, 120 g di zucchero.
La preparazione è lunga, ma molto semplice: versate in una pentola capiente il latte, aggiungetevi i 2 pezzi di cannella e fate bollire – a fuoco basso (magari mettendo uno spargifiamma sul fornello) – per due ore (o fino a quando si sarà dimezzato), avendo cura di mescolare di tanto in tanto, per rompere la “capanna” che si viene a formare e per evitare che si attacchi. Pochi minuti prima di spegnere, aggiungete lo zucchero e continuate e mescolare. Togliete dal fuoco, filtrate con un colino, e versate negli stampini. Fate raffreddare e mettete nel freezer per farlo congelare. Una decina di minuti prima di servirlo, toglietelo dal freezer, capovolgetelo in un piattino (se dovesse essere troppo ghiacciato, immergete lo stampino per 15 secondi in acqua bollente, avendo cura di non far bagnare il kulfi) e portate in tavola. Potete guarnire, se volete, con della salsa al cioccolato, con del caffè, caramello… o mangiarlo semplice, come piace a me.
Se preferite, potete utilizzare anche latte parzialmente scremato, ma dovete farlo ridurre molto di più: il che, ovviamente, significa che con 2 litri di latte parzialmente scremato si ha una minore quantità di kulfi.

Si dice che la zucca, in qualunque modo la si prepari, sempre zucca rimane. A me, invece, piace molto e le varie ricette ne esaltano il sapore in un modo sempre nuovo e diverso. Un modo interessante e gustoso di mangiarla è il budino di zucca, squisito a fine pranzo, ma buono in qualunque momento della giornata (quando magari si ha voglia di qualcosa di dolce… o ci si sente soli!)
Per preparare il budino di zucca occorrono 300 g di latte, 200 g di polpa di zucca, 100 g di zucchero, 100 g di uvetta, 40 g di maizena, 20 g di farina, 4 amaretti, 1 limone (solo la buccia), rum, cannella, zucchero vanigliato (per decorare).
Mettete la zucca nel forno preriscaldato a 180 gradi per venti minuti in modo da poterla staccare più facilmente dalla buccia. Toglietela, quindi, dal forno e, aiutandovi con un cucchiaio raccoglietene la polpa che andrete a mettere, insieme al latte, in un pentolino. Ponete il pentolino sul fuoco e fate cuocere, girando spesso, fino a che la zucca si sfaldi tutta. Aggiungete la maizena, la farina, lo zucchero, gli amaretti sbriciolati, un pizzico di cannella e mescolate per bene fino a quando il budino inizia a “tirare”. Poco prima di spegnere il fuoco aggiungete l’uvetta (rinvenuta nel rum) e la buccia grattugiata di un limone. Versate il budino in stampini monoporzione bagnati in un po’ di rum e lasciate raffreddare; quindi metteteli in frigo. Al momento di servire, togliete il budino dagli stampini, cospargetelo con zucchero vanigliato… e buon appetito!
Potete guarnire il budino anche con del caramello o, se preferite, con cioccolato (amaro) in scaglie.

Da un vecchio ricettario umbro ecco la ricetta delle ciliegie sotto spirito. Occorrono: 2 kg di ciliegie grosse con la polpa soda, mezzo litro di alcol puro, 500 gr di zucchero, 200 gr di rum, 30 gr di cannella in stecche.
Tagliate alle ciliegie metà del picciolo e tenetele al sole per un giorno intero. Quindi mettetele in un barattolo di vetro e pigiatele delicatamente, avendo cura di inserire di tanto in tanto un pezzo di cannella. Quando avrete riempito il barattolo, aggiungete lo zucchero, quindi versatevi l’alcool e infine il rum. Le ciliegie dovranno essere totalmente coperte di liquido: quindi, se necessario, aggiungete altro alcol o rum. Lasciate passare 3/4 ore, chiudete il vaso e tenetelo in un luogo buio e asciutto per un mese. Trascorso il tempo di riposo, potete mangiare le ciliegie sotto spirito.
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L’accostamento di frutta e carne è sempre particolare. Interessante è la salsa di mele da utilizzare, calda, come contorno per la carne di maiale.
Per preparare la salsa per 4 persone occorrono: 1 kg di mele (consiglio la varietà Granny Smith che ha un sapore leggermente acidulo ed è sgrassante), 1 bicchiere e mezzo di acqua, 1 limone, 150 gr di zucchero, 1 bicchierino di brandy, cannella in polvere.
Sbucciate le mele e tagliatele a pezzetti, avendo cura di eliminare il torsolo. Mettetele in una pentola con l’acqua e il succo di un limone e fate cuocere per una trentina di minuti. Trascorso il tempo, scolatele, passatele al passaverdura e rimettetele in una pentola con lo zucchero, il brandy e un pizzico di cannella. Lasciate ridurre a pentola scoperta per alcuni minuti.
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Il garam masala è un composto di spezie. Il suo nome vuol dire spezia calda, bollente. Può venire usato durante la cottura ma spesso viene aggiunto al termine, sì da non disperdere l’aroma. Il sapore è pungente, anche se non proprio piccante, e da un sapore unico ai piatti, fossero anche delle semplici verdure stufate.
Lo si trova in commercio, ma possiamo farlo anche da soli, in modo da poterci regolare con il sapore e aggiustarlo a nostro gusto. Occorrono: 50 gr di semi di coriandolo, 50 gr di frutti di cardamomo verde, 25 gr di semi di cumino, 25 gr di pepe nero in grani, 7-8 chiodi di garofano, 1 stecca di cannella, 1/2 noce moscata.
Pestate i frutti di cardamomo in un mortaio ed estraete i piccoli semi; sbriciolate la cannella. Tostate tutte le spezie separatamente per un paio di minuti. La noce moscata non va tostata. Dopo la tostatura polverizzate le spezie con un macinino o un mortaio. Il garam masala è pronto e conservato in un contenitore ermetico non trasparente.
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Tra le varie ricetta di santa Ildegarda di Bingen (monaca benedettina del XII secolo) si trova quella dei biscottini rinforzanti del sistema nervoso. Per prepararli occorrono: 300 gr di farina di farro, 2 cucchiaini di cannella in polvere, 100 gr di mandorle tritate, 1 uovo, 4 cucchiai di miele e 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva.
La preparazione è semplice: basta mescolare tutti gli ingredienti, dare ai biscotti una forma di bastoncini e cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per quindici minuti circa. Sono da mangiarne un po’ al mattino. Se anche non dovessero fare bene al sistema nervoso, di certo son molto buoni!
Foto | The Liturgy Archive
Un primo piatto umbro tipico di questo periodo di feste (da Natale all’Epifania) sono i maccheroni dolci la cui origine pare risalire al tempo degli etruschi, anche se nel corso dei secoli sono stati aggiunti ingredienti che gli etruschi non conoscevano (il cacao, per esempio).
Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e fate bollire. Nel frattempo, preparate una mistura di pane grattugiato, cacao in polvere (meglio se amaro), zucchero, noci, nocciole e pinoli (tutto tritato), cannella, la buccia grattugiata di un limone e un pizzico di noce moscata. Quando l’acqua bolle calate la pasta, rigorosamente corta e rigata (quindi vanno benissimo i rigatoni e le penne per esempio). Scolatela e mettetela in una ciotola. Versatevi sopra un cucchiaio di miele e amalgamate. Nel caso in cui il miele non si sciogliesse per bene, potete aggiungere un po’ di acqua di cottura che avrete tenuto da parte. Trasferite la pasta in una pirofila, alternando strati di pasta alla mistura precedentemente preparata; alla fine cospargete con la mistura rimasta. Servitela come primo piatto, facendo attenzione a che la pasta non si secchi.
Questa è la ricetta tradizionale di zia Elena, ma esistono moltissime varianti che dipendono dalle abitudini familiari. C’è chi lascia raffreddare la pasta condita per ottenerne una sorta di budino, chi aggiunge un po’ di alchermes e chi, infine, macina del pepe nella mistura (in quest’ultimo modo si richiama vagamente la ricetta del panpepato).
Foto | kochtopf
Quello di oggi è un dolce veramente speciale, non semplice come quelli che vi propongo di solito, ma perfetto per fare una grande figura quando si è invitati a cena.
Ingredientiper 6 persone: per la pasta biscotto 125 g di zucchero semolato, 90 g di farina, 2 uova e un tuorlo, vanillina, sale, burro e farina per la placca. Per la bavarese: 250 g di panna fresca, 170 g di zucchero semolato, 125 g latte, 18 g di gelatina in fogli (colla di pesce) , fecola, cannella in polvere, 2 tuorli, 2 pere.
Preparazione: Preparate la pasta biscotto con lo sbattitore elettrico montate le uova e il tuorlo con lo zucchero e un pizzichino di sale; quando il composto sarà gonfio e soffice, incorporatevi la farina e una bustina di vanillina, facendo scendere il tutto da un setaccino.
Versate l’impasto su una placca imburrata e infarinata e infornatelo a 190° per 15 minuti circa; appena cotto, sformate la pasta su un canovaccio umido per mantenerla morbida. Pelate le pere, tagliatele a spicchi, cuocetele per 4 minuti in mezzo litro d’acqua e g 100 di zucchero, quindi spegnete, lasciatele raffreddare nel loro sciroppo e infine sgocciolatele e asciugatele.
Oggi vi voglio presentare una ricetta davvero semplice da fare in occasioni speciali, quale per esempio potrebbe essere il pranzo di pasqua. E’ una ricetta che richiede pochi ingredienti, di facile preparazione ma che darà un risultato ottimo.Ecco a voi qui di seguito la ricetta.
Ingredienti: 2 kg di pere Martine, 1 litro di acqua, 1 litro di vino rosso, 7 o 8 cucchiai di zucchero e una stecca di cannella.
Preparazione: Mettere in una pentola sul fuoco le pere con l’acqua, il vino, lo zucchero e la stecca di cannella. Dopo circa 50 minuti sentite con uno stuzzicadente se le pere sono morbide, se lo sono disponete in piedi le pere in una teglia.