La cittadina di Holly Springs, sulle sponde del Mississippi, viene sconvolta dalla morte dell’anziana Jewell, detta Cookie. In realtà si tratta di un suicidio (la donna desidera da tempo ricongiungersi con il marito scomparso anni prima), ma la polizia lo scambia per un delitto, del quale viene incolpato Willis, il confidente e tuttofare della donna, che viene arrestato mentre si stava recando a casa di Cookie con le sue famose enchiladas, straordinariamente preparate con del pesce gatto. La nipote di Cookie, infatti, Amy, l’unica della famiglia con cui l’anziana signora andasse d’accordo, lavora in un allevamento di pesci gatto. Io sarei curiosa di assaggiare questo piatto curioso che appare nel film La fortuna di Cookie, ma dubito di riuscire a trovare al supermercato il pesce gatto. Allora consoliamoci con delle enchiladas tradizionali, che per chi non lo sapesse, fanno parte della cucina messicana.
Cosa vi occorre per 4 persone: 16 tortillas di mais, 100 g di peperoncini, 3 spicchi d’aglio, 2 foglie d’alloro, 2 pomodori rossi di media grandezza, 400 g di formaggio Oaxaca (sostituibile con semplice mozzarella), 1 dado da brodo, 1 l d’acqua, olio e sale q.b.
Come si preparano: rosolate in una padella con poco olio gli spicchi d’aglio e i peperoncini privati dei semi, quindi aggiungete i pomodori a cubetti. Dopo qualche minuto aggiungete l’acqua e fate andare per un quarto d’ora buono. A parte friggete le tortillas nell’olio facendo attenzione che mantengano la flessibilità, quindi passatele nel sugo precedentemente preparato, riempitele di formaggio e arrotolatele su se stesse. Adagiatela una accanto all’altra su una teglia da forno unta, coprendole con il formaggio e la salsa rimasti e passatele in forno a bassa temperatura per una ventina di minuti, o almeno finché il formaggio non filerà.
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Thriller? Commedia? Resta un po’ sospeso questo film, La donna perfetta, che vede un’incantevole Nicole Kidman nei panni di una star televisiva che, licenziata in tronco, per riprendersi da un esaurimento nervoso, si trasferisce con il marito nella pacifica cittadina di Stepford in cui tutte le famiglie sembrano uguali, con donne bellissime, casalinghe e naturalmente devote ai mariti. Donne talmente perfette da sembrare finte… la protagonista, per integrarsi, decide di preparare degli ottimi cupcakes. Voi potete provare questa ricetta, eventualmente anche nella sua variante con cioccolato fondente e peperoncino, ideale anche per il periodo di Carnevale…
Cosa vi occorre per 12 cupcakes: 150 g di zucchero. 6 chiare d’uovo, 60 g di farina, ½ cucchiaino di lievito per dolci, 1 punta di sale, ½ limone biologico ma solo la buccia grattugiata e 2 cucchiaini di succo, 220 g di philadelphia, 180 g di zucchero a velo, 100 g di cioccolato bianco, 50 g di burro.
Come si preparano: unite la farina a tre quarti dello zucchero e dopo, delicatamente, gli albumi montati a neve ben ferma. Aggiungete, infine, il lievito e la buccia di limone, poi suddividete l’impasto in 12 pirottini e infornateli a 180° per una ventina di minuti. Lasciate raffreddare. Nel frattempo lavorate il formaggio con il burro a temperatura ambiente, lo zucchero a velo, il cioccolato fuso e il succo di limone e mettete tutto in una tasca da pasticcere in frigo. Decorate i cupcakes con questa ‘glassa’ e refrigerate di nuovo prima di servire.
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Torniamo ancora una volta al cinema e precisamente alla famigerata, esilarante, cena di compleanno della protagonista del Diario di Bridget Jones, magistralmente interpretata da Renée Zellweger, che, divisa tra due uomini, serve a questa cena un improbabile zuppa di porri ‘turchina’, perché, ahilei, nell’esecuzione della ricetta, in mancanza d’altro, aveva usato del filo da cucito blu per tenere uniti i porri. Chi di noi, almeno una volta, non ha combinato in cucina un disastro del genere? Per evitarlo, almeno se intendete preparare una squisita zuppa di porri, eccovi una ricerca che non prevede che essi vengano legati in alcun modo…
Cosa vi occorre: 8 porri di media grandezza, 1 cipolla media, 1 carota grande, 2 coste di sedano, 1 cucchiaino di sale, ½ cucchiaino di pepe nero, ½ tazza di burro, 1 patata piccola, ½ bicchiere di vino bianco, 3 tazze di brodo di pollo, 3 tazze d’acqua, qualche foglia d’alloro, ½ tazza di panna fresca, qualche cucchiaiata di farina, prezzemolo tritato.
Come si prepara: tritate i porri, la cipolla e la carota, quindi rosolarle nel burro per una decina di minuti, poi aggiungete anche la patata ridotta a cubetti e sfumate con il vino, aggiungete l’acqua e l’alloro. Cuocete fino a che le verdure non saranno tenere (ancora circa un quarto d’ora), poi unite il prezzemolo e fate sobbollire. A parte fate sciogliere 4 cucchiai di burro con la farina e fate dorare per 3 minuti, quindi aggiungete via via brodo. Frullate la verdura nel mixer e incorporate con il resto, unite la panna e aggiustate di sale e di pepe. Questa zuppa è ottima se preparata anche un paio di giorni prima di servirla, comunque al momento riscaldatela aggiungendo acqua, se necessario.
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Forse con la crisi economica in corso qualcuno, ricordandosi di questo capolavoro di Billy Wilder, L’appartamento, ne approfitterà e imiterà il protagonista Bud, contabile che per ‘arrotondare’ affitta il suo appartamento a coppie clandestine per incontri amorosi. Un giorno dà le chiavi a Jeff, il capo del personale del suo ufficio e scopre che è l’amante di Fran, l’ascensorista del medesimo ufficio di cui lui è segretamente innamorato. Ed ecco l’immancabile dramma: quando Fran capisce che Jeff non la sposerà mai, tenta il suicidio nell’appartamento di Bud che la salva e si prende cura di lei, fino a confessarle i suoi sentimenti… Questi spaghetti con le polpette ‘alla Bud’ sono parte della… cura…
Cosa vi occorre: ¼ tazza d’olio d’oliva, 900 g di carne di manzo magra, 2 tazze di pangrattato, 200 di salsiccia, 6 spicchi d’aglio, 2 tazze di salsa di pomodoro, ½ tazza di parmigiano grattugiato, 3 uova, 1 punta di peperoncino, sale, olio, basilico e prezzemolo a piacere.
Come si preparano: in una ciotola piuttosto capiente unite la carne di manzo triturata alla salsiccia spellata, le uova, il pangrattato, il parmigiano, il peperoncino e il sale. Impastate il tutto e con le mani umide formate delle polpettine senza schiacciarle per non farle venire troppo dure in cottura. A questo punto rosolatele nell’olio bollente arricchito di aglio schiacciato e peperoncino girandole in continuazione per un quarto d’ora (ma dipende dalla grandezza: devono essere piccole!) quindi tuffatele nel sugo dove ripasserete la pasta una volta scolata al dente.
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Appaiono addirittura già nella locandina del film L’amore secondo Dan,i mitici pancake di Marie, che tutta la famiglia del protagonista adora, meno Dan stesso, perché lei glieli serve particolarmente bruciacchiati… ma andiamo con ordine. Dan è vedovo, triste, e ha tre figlie adolescenti. Attanagliato dal dolore, intravede una luce di speranza quando incontra la bella e sofisticata Marie, salvo poi scoprire… che è la fidanzata del suo frivolo fratello! Una classica commedia degli equivoci, con al centro una trama a triangolo, godibile e divertente, capace di strapparvi qualche risata, ma anche qualche lacrima.
Cosa vi occorre per 10 pancakes: 300 g di farina autolievitante, 1 pizzico di sale, 500 ml di latte, 2 uova, 60 g di burro fuso e 120 a temperatura ambiente, 500 g di fragole, sciroppo d’acero q.b.
Come si preparano: setacciate la farina e il sale in una ciotola grande, create la fontana al centro dove verserete le uova battute a parte con il latte. Mescolate fino a ottenere una pastella liscia e solo a questo punto incorporate il burro a temperatura ambiente. Coprite l’impasto con la pellicola e conservate in frigo per mezz’ora. Intanto con la frusta elettrica sbattete il burro fuso con lo sciroppo d’acero. Ungete di burro una padella e scaldatela. Cuocete i pancake (circa 80 ml di impasto per un pancake di 15 cm di diametro)per 2-3 minuti per lato, o comunque fino a che non si formeranno le bollicine di pasta. Serviteli con il burro allo sciroppo d’acero e le fragole fresche.
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Il secondo capitolo capitolo di Kill Bill, di gusto vagamente più occidentale del primo, ci fa ritrovare la Sposa alle prese con la sua vendetta: ormai le manca soltanto una persona affinché questa sia compiuta, Bill. Per prepararsi meglio a uccidere il suo nemico, la Sposa segue gli insegnamenti di Pai Mei, il leggendario ‘Sopracciglio bianco’ che tutti dicono essere l’uomo più forte al mondo. Allenarsi con lui è talmente estenuante che la Sposa non riesce più a tenere le bacchette in mano per mangiare… a proposito, nella scodella c’era riso al vapore alla giapponese, che oggi noi prepariamo con funghi e germogli di bambù.
Cosa vi occorre per 4 persone: 275 g di riso a chicco corto, 2 carote, 150 g di petto di pollo a cubetti, 225 g di funghi champignon affettati, 90 g di germogli di bambù, 3.5 dl brodo dashi, 2 cucchiai di saké, 2 cucchiai di salsa shoyu, 8 steli erba cipollina, 1.5 cucchiai di mirin, sale q.b.
Come si prepara: sciacquate con cura il riso e lasciatelo ad asciugare per una mezz’ora. Intanto tagliate le carote a rondelle e i germogli a fiammifero e tuffateli nel brodo dashi caldo. Portate a bollore, aggiungete il pollo e poi la salsa shoyu, il saké, il mirin e aggiustate di sale, preoccupandovi di schiumare il brodo. Unite infine il riso e i funghi, date una mescolata, coprite e cuocete per 5 minuti, poi sobbollite per 10. Togliete dal fuoco, fate riposare per un quarto d’ora, poi cospargete con erba cipollina sminuzzata e servite nelle ciotole.
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“La vendetta è un piatto che va servito freddo”. Freddo come il sushi, che oltre tutto è pure crudo. Ma andiamo con ordine: questo vecchio proverbio Klingon ci introduce al primo volume della minisaga di Kill Bill, capolavoro universalmente riconosciuto di Quentin Tarantino il cui terzo capitolo, come avrebbe twittato lo stesso regista, sarà girato entro il 2014. Il film, anzi, i film, sebbene il primo sia più orientaleggiante essendo in gran parte ambientato in Giappone, racconta la storia di una vendetta, quella della Sposa il cui marito e figlio che portava in grembo sono stati uccisi all’altare da questo Bill. Per portare a termine la sua vendetta, però, le serve un’arma fuori dal comune, ad esempio una delle affilatissime spade che forgiava Hattori Hanzo, che ormai si è ritirato a Okinawa e ha aperto un sushi bar…
Cosa vi occorre per 4 persone: 120 g di filetto di tonno, 120 g di filetto di salmone, 120 g di filetto di pesce spada, 400 g di riso a chicco corto, 2 cucchiai di aceto bianco, 1 cucchiaio di zucchero, 1 cucchiaio di saké, 1 cucchiaino di sale, 1 cetriolo, 10 g di pasta wasabi, 3 fogli di alga nori, 60 g di radice di zenzero, 2 cucchiai di salsa shoyu.
Come si prepara: lessate il riso e conditelo con una miscela di aceto, zucchero, sale e saké. Intanto tagliate i filetti di pesce nel senso della lunghezza e la stessa cosa fate con il cetriolo, dopo averlo accuratamente lavato. Su un telo umido stendete un foglio di alga, copritelo con un terzo del riso lasciando un bordo di almeno 2 cm e disponete al centro i filetti di pesce spada. Arrotolate stretto e fate riposare per un’ora. Ripetete l’operazione con il tonno e il salmone, dividendo in due parti il cetriolo. Dopo il riposo tagliate i cilindri a tocchetti di 3-4 cm e servitelo con la salsa shoyu a parte e con palline di wasabi unite a zenzero tritato e a loro volta passate nella salsa.
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Due epoche, due donne, due nomi molto simili (Julie e Julia) due brucianti passioni: quella per i fornelli e per la scrittura. Sembra interamente giocato sul dualismo il film Julie & Julia, in cui Julie vive nella New York di oggi dove è un’annoiata impiegata di un call center che per sbarcare il lunario decide di provare nell’arco di un anno tutte e 524 le ricette contenute in un famoso libro di cucina anni Cinquanta (tipo il nostro Talismano della felicità) e di raccontare l’esperienza in un blog. Julia è l’autrice del libro, vive nella Parigi degli anni Cinquanta e sta seguendo un corso di cucina francese che la condurrà alla faticosa stesura del suo libro di ricette best seller sul mercato Usa. Non poteva mancare, quindi tra le specialità made in France rivisitate per gli americani, questa succulenta boeuf bourguignon.
Cosa vi occorre: 1 kg di carne di manzo, 2 carote, 1 cipolla, 30 g di farina, odori, 2 spicchi d’aglio, 40 cl di vino rosso, 40 cl di brodo di carne, olio, sale, pepe e zucchero q.b. Per accompagnamento: 150 g di pancetta, 150 g di funghi, 150 g di cipolline, 20 g di burro.
Come si prepara: fate a pezzetti la carne, tritate finemente le carote e la cipolla che farete soffriggere in un tegame con un filo d’olio. Aggiungete la carne e fatela rosolare unendo l’aglio schiacciato e il mazzetto di odori. Dopo un po’ sfumate con il vino, poi togliete dal fuoco, trasportate il tutto in una teglia da forno, aggiungete la farina, coprite con il brodo e portate a cottura nel forno preriscaldato. Nel frattempo rosolate le cipolline in padella, poi saltate anche la pancetta a pezzetti e da ultimo i funghi. Quando la carne sarà cotta, toglietela dal forno, scolatela e adagiatela nel piatto (fondo) da portata, filtrate il sughetto e copritela con questo. Servite calda nei piatti accompagnata con i funghi alla pancetta.
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Il Natale alle porte potrebbe essere una buona occasione per rivedere con i bambini la trilogia del Signore degli Anelli, trasposizione cinematografica by Peter Jackson del capolavoro di Tolkien. Tra hobbit, anelli del potere, battaglie e l’attesa della prossima uscita di Lo Hobbit, altra amatissima opera dell’autore britannico, ripassate la storia guardando il film e sbocconcellando questo pane dolce la cui ricetta originale è di provenienza elfica e senza il quale il mitico Frodo non avrebbe certo potuto intraprendere con successo tutte le sue imprese…
Cosa vi occorre per 18 panini: 6 cucchiai di burro o margarina, 2 tazze di farina autolievitante, 1 cucchiaio di zucchero, ½ tazza di uvetta (opzionale), 1 uovo, ½ tazza di latte, 4 cucchiai di panna.
Come si prepara: lavorate nel mixer il burro a temperatura ambiente e la farina, ma fatelo velocemente in modo che il burro non abbia il tempo di sciogliersi. Aggiungete un po’ di latte e l’uvetta. A parte sbattete l’uovo con la panna e unite questa miscela (tenendone da parte qualche cucchiaiata) agli ingredienti secchi. Impastate per un po’ su una superficie leggermente infarinata, formate un rotolo di pasta e da questo tagliate i panini ai quali darete la forma desiderata. Spennellateli con il liquido tenuto da parte e infornate a 200° per circa un quarto d’ora.
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Solo due mostri sacri del cinema americano come Jack Nicholson e Diane Keaton, potevano rendere imperdibile questa commedia dal sapore un po’ retrò intitolata, in Italia, Tutto può succedere. E la morale della storia, in effetti, è proprio che la vita può sorprendere, piacevolmente, a ogni età, anche a quella ormai un po’ avanzata dei due protagonisti. Questa morale, tra l’altro, è sintetizzata proprio in una scena del film, in una battuta della sorella della Keaton, interpretata da Francis Mc Dormand, che dice: “Chissenefrega dell’età”. Forse è proprio questa a scuotere e disinibire i due protagonisti: lui, Harry, imprenditore che fino ad allora non aveva avuto storie con le maggiori di 30 anni e si scopre attratto dalla coetanea Erica, che conosce in quanto madre della sua ultima fiamma Marin, e lei, Erica, commediografa di successo, che inizialmente accetta le avances del giovane medico Julian, ma che poi si innamora di Harry. Tutt’intorno una splendida casa di campagna tutta bianca, un paio di scene di nudo bipartisan (la Keaton frontale, ma anche il lato B di Nicholson) e tanta tenerezza, come quella della scena in cui Erica e Harry chattano per poi ritrovarsi in cucina in pigiama a prepararsi frittelle, la traduzione italiana degli originali pancakes.
Cosa vi occorre: 1 tazza e ½ di farina, 3 cucchiaini e ½ di lievito in polvere, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaio di zucchero, 1 tazza abbondante di latte, 1 uovo, 3 cucchiai di burro, olio di semi q.b.
Come si preparano: Mischiate insieme la farina con il lievito, il sale e lo zucchero. Fate un foro al centro della montagnola di ingredienti secchi in cui verserete il latte unito alle uova precedentemente lavorate con il burro fuso ma freddo. Impastate fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Scaldate in una padella antiaderente (meglio ancora se di ceramica al giorno d’oggi!) un filo d’olio e friggete i pancake uno alla volta: la dose singola è di un mestolino circa. Fateli asciugare impilati, ma separati da un foglio di carta assorbente. Servite ‘nature’ oppure con miele, sciroppi o frutta fresca.
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