Avete mai pensato che potete preparare il pesce in maniera molto semplice e poi sbizzarrirvi con delle salsine di accompagnamento? Potreste, per esempio, arrostire velocemente il pesce o prepararlo al vapore, impiattarlo e servirlo accompagnato con diverse salse in modo che ogni commensale possa poi condire il piatto come meglio crede. Ecco tre salse veloci e gustose da preparare.
Salsa alle verdure miste: tagliate a dadini piccolissimi 200 g di verdure miste pulite (cipolla rossa, peperone, pomodoro, zucchina), raccoglietele in una ciotola e conditele con un trito di prezzemolo e basilico e un dito di olio extravergine di oliva. Fatele marinare per almeno un’ora e, prima di portarle in tavola, aggiustate di sale e pepe.
Salsa piccante alle mandorle: frullate 50 g di mandorle con mezzo peperoncino fresco, 20 g di aglio fresco, mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva e un pizzico di sale. Fate riposare pochi minuti ed è pronta. Se non volete un sapore molto piccante, eliminate il picciolo e i semi dal peperoncino fresco.
Salsa alle erbe miste: tritate finemente un ciuffo di erbe miste (basilico, finocchietto, maggiorana, prezzemolo, rosmarino) e mescolatevi la scorza grattugiata di un limone; aggiungete una dose generosa di olio extravergine di oliva, salate e pepate. Tutto qua.
Foto | Flickr

Il gazpacho è un tipico piatto della tradizione culinaria spagnola. Ne esistono varie versioni e di nuove ne vengono inventate. Ho trovato la ricetta del gazpacho di ciliegie e l’ho provata: il risultato è realmente entusiasmante.
Per quattro persone occorrono: 500 g di pomodori (pelati), 250 g di ciliegie, 50 g di cipolla bianca, 50 g di peperoni rossi, 200 ml (circa) di acqua, 50 ml di olio extravergine di oliva, 20 ml di aceto di mele.
Lavate per bene i pomodori (se usate quelli freschi), le ciliegie e i peperoni e tagliate il tutto a pezzetti e versateli in un frullatore, aggiungendo l’acqua a filo e mescolando per bene. Unite olio e aceto e continuate a frullare per ottenere un composto liscio. Filtrate allo chinois (o con un setaccio) il frullato e fatelo riposare in frigo per almeno una mezz’ora. Servite in dei bicchieri, magari con una ciliegia intera come guarnizione.
Se usate pomodori freschi, spellateli in modo da non ritrovarsi pezzettini di pellicina in bocca. Per spellarli è sufficiente farli passare pochi minuti in acqua bollente.
Via | Directo al paladar
Foto | Flickr
Ecco un’altra ricetta per una bella grigliata in vista del Primo Maggio. Al sapore di vari tagli di carne, si unisce quello degli asparagi per una tavolata in festa.
Per quattro persone occorrono: 500 g di asparagi, 400 g di carne a scelta (maiale, agnello, castrato…), 5 cipolle, 4 pezzi di pollo, 1 fetta di pancetta alta 1 cm, salsa di pomodoro, mix di erbette per grill, prezzemolo, foglie di alloro, parmigiano, burro, olio extravergine di oliva, sale, pepe.
Tagliate la carne, ad eccezione del pollo, a cubetti e fatela marinare per almeno due ore in olio insaporito con erbette e pepe. Pulite le cipolle: incidetene quattro lasciandole intere, la quinta, invece, tagliatela a spicchi. Preparate gli spiedini alternando la carne marinata, la cipolla a spicchi, cubetti di pancetta e foglie di alloro. Mettete gli spiedini sulla griglia e ungete quando occorre con la marinata, servendovi di un rametto di rosmarino. Grigliate anche il pollo, dopo che lo avrete spennellato con olio e salsa di pomodoro. Unite le cipolle incise, che avrete posto su carta d’alluminio e condite con olio, sale e un trito di prezzemolo.
Nel mentre, a parte bollite gli asparagi e insaporiteli nel burro. Cospargeteli con abbondante parmigiano grattugiato al momento e serviteli caldi insieme alla grigliata.
Foto | Flickr

Le uova sono un classico simbolo pasquale: la vita che nasce e ri-nasce è ben rappresentata proprio dall’uovo. Troviamo le uova in mille piatti della tradizione pasquale: dalle classiche torte alle uova di cioccolato. Un modo festoso e semplice di presentarle a tavola come antipastini è quello di riempirle di verdure.
Per quattro persone ci occorrono: 8 uova, 4 carote, 2 cipolle piccole, 2 patate medie, mezzo limone, erba cipollina, olio extra vergine di oliva, sale e pepe.
Mettete a bollire le uova in abbondante acqua fredda: una volta raggiunto il bollore fatele cuocere per una decina di minuti, quindi toglietele dall’acqua bollente, passatele sotto l’acqua fresca corrente e sgusciatele. Tagliatele a metà e mettete da parte i tuorli. Nel frattempo fate bollire anche le patate, scolatele e tagliatele a pezzettini; unite le patate alle carote e alle cipolle tagliate a quadratini; fate saltare in padella per 5 minuti. Aggiustate di sale e di pepe. Versate quindi i tuorli nel frullatore, unite il succo di mezzo limone e frullate aggiungendo l’olio a filo fino ad ottenere un bel composto cremoso, non troppo sodo.
A questo punto componete l’antipasto: nell’incavo di ogni mezzo uovo sodo versate un po’ di dadolata di verdure, condite con il tuorlo in salsina e decorate con un po’ di erba cipollina (tagliuzzata o a steli, a seconda di quello che la vostra fantasia vi propone).
Foto | Flickr

Un’alternativa al solito baccalà bollito? Provate questi cubetti di baccalà con olive su letto di patate aromatizzate all’arancia. Come in ogni ricetta con il baccalà, fate molta attenzione al sale per evitare di realizzare un piatto immangiabile.
Per quattro persone ci occorrono: 600 g di baccalà già ammollato e dissalato, 6 patate medie, 3 cipolle, 4 cucchiai di olive snocciolate, 1 arancia, brodo vegetale, prezzemolo, olio extravergine di oliva, sale, pepe.
Mettete a bollire le patate in acqua leggermente salata. Nel frattempo sciacquate il baccalà, asciugatelo tamponandolo, tagliatelo a cubetti, facendo attenzione a eliminare tutte le lische. Affettate le cipolle e mettetela ad appassire in una casseruola con poco olio; adagiate, quindi, nella casseruola il baccalà dalla parte della pelle, le olive fatte e pezzettini e fate cuocere coperto a fuoco basso per una mezz’ora, senza mai girare i cubetti di baccalà.
Quando le patate saranno lesse, sbucciatele e frullatele insieme a del brodo vegetale e alla buccia dell’arancia. Versate la purea di patate a specchio in un piatto, adagiatevi i cubetti di baccalà, macinatevi sopra un po’ di pepe e condite con un filo di olio a crudo. A piacere, cospargete con dei pezzettini di buccia d’arancia.
Foto | Tamorlan
Le patate mi piacciono in tutte “le salse”, anche semplicemente bollite e condite con un filo d’olio extravergine di oliva. Ho provato a fare una crema di patate e sono rimasto soddisfatto dei risultati.
Per quattro persone occorrono: 5 patate di media grandezza, 1 porro, 1 cipolla, 1 litro di brodo vegetale, 1 bicchiere di latte, olio extravergine di oliva, sale.
In una pentola capiente fate soffriggere leggermente il porro e la cipolla tagliati a dadini quindi aggiungete la patata sbucciata e fatta a pezzi; mescolate per far insaporire. Dopo un paio di minuti aggiungete il brodo vegetale e fate cuocere a fuoco dolce per mezz’ora. Poco prima di spegnere aggiungete il latte (a temperatura ambiente) e mescolate. Frullate e, se la desiderate più fine, setacciatela. Servitela calda, magari guarnita con qualche goccia di aceto balsamico tradizionale. Se volete rendere il piatto più ricco, potete aggiungervi un uovo (sodo o rompendolo nel piatto sulla crema e aspettare che cuocia con il calore della crema - che, in questo caso, dovrà essere molto calda).
Foto | Flickr

La pizza ripiena di zucca e ricotta è un’altra idea per utilizzare la zucca in cucina e, se volete, da portare in tavola in occasione di Halloween: considerato che questa pizza è buona sia calda che fredda.
Per una pizza ci occorrono: 500 g di impasto per la pizza, 600 g di polpa di zucca, 200 g di ricotta, 1 cipolla, olio extra vergine di oliva, sale, pepe. Fate crescere l’impasto della pizza come al solito. Preparate il ripieno: fate soffriggere in padella la cipolla tagliata a fettine sottili, unitevi la zucca ridotta a quadratini piccolissimi, incoperchiate e lasciate cuocere a fuoco dolce per un quarto d’ora; unite, quindi, la ricotta sbriciolata (preferisco sempre la ricotta vaccina, ma potete scegliere quella che più vi piace), mescolate per bene, salate, pepate e fate cuocere ancora per 5 minuti.
In una teglia bassa stendete metà dell’impasto della pizza, spalmateci sopra il ripieno di zucca e ricotta e coprite con un secondo strato di pasta. Lasciate lievitare ancora per 30 minuti, quindi infornate a 200 gradi per 20/30 minuti.
Per conferire alla pizza un sapore più particolare consiglio di aggiungere alcuni semi di coriandolo (da far tostare in padella prima della cipolla e della zucca per far sprigionare tutto l’aroma).
Ho provato la ricetta delle polpettine di fiocchi di riso un po’ dubbioso: non mi fanno impazzire i fiocchi di riso. Ho dovuto ricredermi: sono ottime!
Per quattro persone occorrono: 150 g di fiocchi di riso, 2 cipolle, 1 uovo (solo il tuorlo), farina, timo, maggiorana, basilico, olio extra vergine di oliva, sale.
Mettete i fiocchi di riso in una ciotola capiente e bagnateli con un bicchiere d’acqua tiepida; quindi lasciateli riposare per un quarto d’ora sì che si gonfino. Nel frattempo mettete dell’olio in una padella, versatevi le cipolle tritate finemente e fatele soffriggere leggermente; togliete la padella dal fuoco e lasciate raffreddare. Versate il soffritto di cipolle nella ciotola con il riso soffiato, aggiungetevi un trito di timo, maggiorana a basilico, il tuorlo dell’uovo, un pizzico di sale e lavorate per bene facendo amalgamare il composto. Se necessario aggiungete della farina per ottenere un impasto più corposo.
Formate delle polpette, infarinatele, adagiatele in una teglia da forno (leggermente unta) e cuocete in forno preriscaldato a 180 gradi per 40 minuti (e, comunque, fino a quando le polpette non saranno dorate). Sfornate e servite, magari accompagnando con un’insalatina verde.
Foto | Flickr
Nell’immaginario comune un docente universitario è un “concetto” totalmente estraneo alla cucina. Se poi il docente insegna glottologia e linguistica lo immaginiamo perso in sofisticati studi, ma non di certo tra gustose pietanze. Questo è un primo elemento di sorpresa del libro La cucina del professore (Edizioni dell’Orso): l’autore – Roberto Giacomelli, ordinario di glottologia e linguistica all’Università di Milano – presenta circa duecento ricette (suddivise tra antipasti, primi, secondi, contorni, torte salate, bevande, salse e dolci), ognuna delle quali è introdotta da alcune righe in cui si spiega – in maniera più o meno scherzosa – un po’ la ricetta, la sua origine, il modo di prepararla e i commenti di chi l’ha gustata.
Altra sorpresa di questo libro è che vengono presentate ricette semplici, classiche, tradizionali ma preparate in modi moderni. È lo stesso autore che spiega il perché di questa ricerca delle ricette “di una volta”:
Il punto dolente è che ci sono cuoche e cuochi i quali, innova ieri innova oggi, ci restituiscono una cucina a tal punto “creativa” da renderla sfigurata se non irriconoscibile […] Una biblioteca di tutto rispetto mi ha permesso – è pur sempre fare storia, come quella linguistica, che è il mio mestiere – di proporre […] non solo piatti miei, ma altresì “reperti” del passato che costituiscono, mi pare, un’affascinante documentazione della cucina di tempi lontani da noi. Per contrasto le preparazioni che ho raccolto in questo libro prevedono ampio uso di arnesi moderni come il robot e il forno a microonde e tendono a essere il meno laboriose possibile anche con il ricorso a buoni prodotti industriali. Stare in cucina è bello, ma non è detto che ci si debba vivere (pp. 13-14).
Un antipasto buono, semplice e di sicuro effetto sui vostri ospiti è il crostino con arancia e cipolle. Occorrono delle fette di pane (meglio se casareccio), marmellata di arance amare e cipolle rosse. Affettate le cipolle e passatale in padella, con un filo d’olio, per un minuto, massimo due. Spalmate la marmellata di arance amare sul pane (senza esagerare), adagiatevi un po’ di cipolla e servite. Se piace, potete macinarvi sopra pochissimo pepe nero.
Potete anche invertire gli ingredienti: sul pane spalmate una confettura di cipolle rosse di Tropea e poi adagiatevi sopra qualche spicchio d’arancia, a pezzetti e privato della pellicina.
Foto | Flickr