Un’altra ricetta molto semplice per recuperare il pane vecchio è quella che consiste nel realizzare del pane grattugiato speziato, da utilizzare poi a seconda di quello che la vostra abilità culinaria consiglia. Il pangrattato ottenuto con il procedimento che segue sarà più “grezzo” rispetto a quello che si compra. Il che, secondo me, è un enorme vantaggio.
Per realizzarlo occorre: pane raffermo (preferibilmente pane con molta mollica, ma va bene qualunque tipo di pane), mix di spezie (curry, curcuma, peperoncino), olio extravergine di oliva.
La preparazione è molto semplice: tagliate il pane a cubetti e fatelo tostare in una padella antiaderente con un filo d’olio. Quando i cubetti saranno croccanti – non duri – toglieteli dal fuoco e versateli nel frullatore insieme al mix di spezie (io uso curry, curcuma e peperoncino, ma potete utilizzare anche altre, a seconda del vostro gusto). Fate frullare il tutto: prima a velocità bassa e, mano a mano che il pane si frantuma a velocità maggiore, fino ad ottenere un pangrattato della consistenza che desiderate. Versate in contenitori di vetro a chiusura ermetica e conservate lontano dalla luce diretta e da fonti di calore.
Provatelo, se volete, su un piatto di spaghetti aglio e olio o, in genere, al posto del formaggio nei primi di pasta: otterrete un sapore diverso che, a seconda delle spezie utilizzate, produrrà risonanze diverse al palato.

Tra gli antipasti del giorno di Pasqua possono figurare benissimo queste crocchette di carciofi con il curry che, essendo fatte al forno e non fritte, risultano molto più leggere.
Per quattro persone occorrono: 8 carciofi, 100 gr di farina gialla per polenta precotta, acqua gassata, 1 cucchiaino di curry, olio, sale.
Pulite i carciofi fino ad ottenerne solo il cuore. Mescolate il curry alla farina, aggiungetevi un pizzico di sale e l’acqua freddissima. Sbattete energicamente con la frusta fino ad ottenere una pastella liscia ma non troppo densa. Passate i carciofi nella pastella, sistemateli sulla carta forno, mettete un giro d’olio e passateli in forno preriscaldato a 200 gradi per un quarto d’ora.
Foto | Flickr
Nell’immaginario comune un docente universitario è un “concetto” totalmente estraneo alla cucina. Se poi il docente insegna glottologia e linguistica lo immaginiamo perso in sofisticati studi, ma non di certo tra gustose pietanze. Questo è un primo elemento di sorpresa del libro La cucina del professore (Edizioni dell’Orso): l’autore – Roberto Giacomelli, ordinario di glottologia e linguistica all’Università di Milano – presenta circa duecento ricette (suddivise tra antipasti, primi, secondi, contorni, torte salate, bevande, salse e dolci), ognuna delle quali è introdotta da alcune righe in cui si spiega – in maniera più o meno scherzosa – un po’ la ricetta, la sua origine, il modo di prepararla e i commenti di chi l’ha gustata.
Altra sorpresa di questo libro è che vengono presentate ricette semplici, classiche, tradizionali ma preparate in modi moderni. È lo stesso autore che spiega il perché di questa ricerca delle ricette “di una volta”:
Il punto dolente è che ci sono cuoche e cuochi i quali, innova ieri innova oggi, ci restituiscono una cucina a tal punto “creativa” da renderla sfigurata se non irriconoscibile […] Una biblioteca di tutto rispetto mi ha permesso – è pur sempre fare storia, come quella linguistica, che è il mio mestiere – di proporre […] non solo piatti miei, ma altresì “reperti” del passato che costituiscono, mi pare, un’affascinante documentazione della cucina di tempi lontani da noi. Per contrasto le preparazioni che ho raccolto in questo libro prevedono ampio uso di arnesi moderni come il robot e il forno a microonde e tendono a essere il meno laboriose possibile anche con il ricorso a buoni prodotti industriali. Stare in cucina è bello, ma non è detto che ci si debba vivere (pp. 13-14).
Un modo gustoso e particolare di mangiare le lenticchie per il cenone di fine anno è quello di prepararle con del latte di cocco. Gli ingredienti per quattro persone sono: mezzo chilo di lenticchie, 2 cucchiai di passata di pomodoro, 2 cucchiai di latte di cocco, 1 foglia di alloro, cipolla, sedano, carote, olio extra vergine di oliva, sale, curry piccante (o, in alternativa, peperoncino).
Fate un soffritto con la cipolla, il sedano e le carote. Quando le cipolle saranno imbiondite aggiungete i 2 cucchiai di passata di pomodoro e lasciate andare per pochissimo. Aggiungete le lenticchie (che avrete fatto ammollare, se necessario), la foglia di alloro, il sale, il curry piccante e coprite con acqua. Fate cuocere per una ventina di minuti. A cottura ultimata versate nelle lenticchie il latte di cocco, amalgamate e togliete dal fuoco. Servite caldo, magari con delle fatte di pane casareccio.
Foto | Maggie Hoffman
A me la carne di tacchino piace molto e spesso cerco nuove ricette. Questa dello spezzatino di tacchino al curry me l’ha consigliata la mia amica Susanna e devo dire che è veramente buono.
Per preparare lo spezzatino occorrono: 750 gr di carne di tacchino, 1 cucchiaio di yogurt magro, 1 cipolla, 1 cucchiaino di curry, 1 foglia di alloro, sedano, erba cipollina, carciofi, sale.
Fate un soffritto di cipolle e sedano e aggiungetevi il petto di tacchino tagliato a tocchetti. Salate e aggiungete una foglia di alloro, un cucchiaino di curry e un litro di brodo vegetale che avrete preparato in precedenza. A metà cottura scolate la carne e mettetela a cuocere in padella per 15 minuti. Filtrate il brodo in cui cuoceva il tacchino, mescolategli lo yogurt e aggiungete alla carne in padella. Quando l’intingolo si è addensato e la carne è pronta: metterla nei piatti guarnita con erba cipollina e adagiata su un letto di carciofi cotti come preferite e poi frullati.
Foto | Gruppo Bignami