Questa mousse è originaria di un Paese sudamericano, ma non so bene quale: anzi, se qualcuno riconosce la ricetta e vuole segnalarcelo, ben venga! Vi dico subito che non è adatta per chi sta attento alla linea e teme la prova costume… a tutti gli altri la consiglio: è fresca e unica!
Cosa vi occorre: 1 l di latte fresco intero, 500 g di latte condensato zuccherato, 1 tazza di zucchero, 4 uova, 1 baccello di vaniglia, qualche goccetto di porto, cannella in polvere q.b.
Come si prepara: fate bollire insieme il latte fresco e il latte condensato con la vaniglia, finché il condensato non sarà completamente sciolto. Intanto separate i tuorli dagli albumi. Battete i primi con lo zucchero, montate i secondi a neve con un pizzico di sale. Quando il latte sarà sciolto, gettate via la vaniglia, toglietelo dal fuoco e continuate a mescolare finché non sarà freddo. A questo punto incorporate i rossi sbattuti, qualche goccia di porto e le chiare a neve, delicatamente per non smontarle. Sistemate la mousse negli stampini coprendo di cannella in polvere e conservate in frigo per almeno 4 ore prima di servire con dei biscottini.
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Un’altra delle squadre che l’Italia dovrà affrontare lungo il suo cammino dei Campionati del mondo di calcio Sudafrica 2010, sarà la Nuova Zelanda. Per calarsi nell’atmosfera che si vive in questo Paese del Pacifico, dall’altra parte del mondo, assaggiate una fetta di Pavlova cake. Questa torta meringata, della quale la Nuova Zelanda si contende l’origine della ricetta con la vicina Australia, fu inventata da un cuoco neozelandese in onore della ballerina russa Pavlova dopo aver assistito a uno spettacolo del tour che fece in Oceania nel 1926.
Cosa vi occorre: 3 albumi d’uovo, 1 pizzico di sale, 1 tazza di zucchero, 1 cucchiaio di amido di mais, 1 cucchiaino di succo di limone, 1 tazza e ¼ di panna da montare, ½ tazza di zucchero a velo, fragole per guarnire (o altra frutta a vostra scelta).
Come si prepara: iniziate a montare con la frusta a velocità elevata gli albumi d’uovo, aggiungendo gradualmente ¾ dello zucchero finché questo non sarà completamente sciolto. A questo punto unite il resto dello zucchero unito con l’amido di mais e il succo di limone. Su una placca da forno imburrata e infarinata versate la meringa così ottenuta facendo attenzione che la superficie dei bordi non misuri che qualche millimetro. Cuocete a 150° per un’ora, quindi spegnete il forno e lasciatevi dentro la meringa per un’altra mezz’ora senza aprire lo sportello. Vi accorgerete che sarà cotta quando si presenterà dura fuori e umida dentro. Quando sarà fredda, copritela con la crema ottenuta montando la panna con lo zucchero a velo e decorate con le fragole.
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La miglior serie televisiva del secolo, una stella nella Hollywood Walk of Fame, la più lunga sitcom o serie animata made in Usa mai trasmessa: è costellata di primati la vita dei Simpson, da quando apparvero la prima volta negli Stati Uniti in un corto intitolato ‘Good night’ (era il 19 aprile 1987) al loro sbarco in Italia nel 1991. Pensate che l’esclamazione contrariata di Homer “d’oh!” è stata inserita addirittura nel prestigioso Oxford English dictionary. Non credo abbiano dunque bisogno di molte presentazioni. Noi oggi, ispirandoci alle due passioni del capofamiglia Homer, prepariamo le ciambelle alla birra… naturalmente Duff.
Cosa vi occorre: 1 tazza di farina, ½ tazza di zucchero, 1 cucchiaino di lievito in polvere, ¼ di cucchiaino di noce moscata grattugiata di fresco, 1 cucchiaino di cannella, 1 pizzico di sale, 3 cucchiai di latte in polvere, 2 uova grandi, 90 ml circa di birra ambrata, 4 cucchiai di burro fuso.
Come si preparano: setacciate insieme la farina con lo zucchero e il lievito, unite la cannella, la noce moscata, il latte in polvere e il sale. A parte lavorate con la frusta le uova con il burro fuso ma freddo, fino a ottenere un composto spumoso. Versate il liquido nella ciotola degli ingredienti secchi tutto in una volta e mescolate al punto giusto, non troppo per evitare che l’impasto s’indurisca. Con le mani formate delle ciambelle che disporrete su una teglia da forno imburrata e cuocete a 190° per 8-9 minuti se le ciambelle sono piccole, o 9-12 minuti se sono più grandi. Se preferite, potete anche friggerle in olio bollente. Con queste dosi dovrebbero venir fuori 6 ciambelle medie o 24 mini.
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In realtà questa ricetta dovrebbe chiamarsi plaufmenstreusel, cioè streusel di susine. Questo dolce caratteristico della regione Sassonia in Germania, infatti, si può fare con qualunque tipo di frutto: ottimo, ad esempio, quello alle mele, che si possono gustare tutto l’anno. Il nome streusel deriva dalla caratteristica copertura a granelli. Ho già l’acquolina in bocca.
Cosa vi occorre: 225 g di susine snocciolate, 1 cucchiaio di succo di limone, 100 g di zucchero, 190 g di burro, 1 tuorlo d’uovo, 300 g di farina, ½ cucchiaino di lievito in polvere, 50 g di zucchero di canna, 50 g di nocciole tritate.
Come si prepara: cuocete le susine a fettine nel succo di limone per 5 minuti, poi unite metà dello zucchero e andate avanti finché la frutta non sarà una pappa. Lavorate a parte il burro con il resto dello zucchero, unite il tuorlo e metà della farina fino a ottenere un impasto morbido. Stendete la pasta su una teglia da forno rettangolare (20 cm di lato lungo) foderata e infornate a 180° per 15 minuti. Sfornate e spalmate sulla torta le susine spappolate. Preparate i granelli di copertura in questo modo: setacciate il resto della farina con il lievito, unite il burro rimasto, freddo, lo zucchero di canna e le nocciole. Deve risultare un composto granuloso per coprire la torta che sarà poi nuovamente infornata per altri 30 minuti. Servite a temperatura ambiente o tiepida.
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Con l’Australia iniziamo oggi le nazioni del Gruppo D, del quale fanno parte anche Germania, Ghana e Serbia. Diciamo subito che il grande Paese oceanico non ha un vero e proprio piatto nazionale (la sua tradizione gastronomica è mutuata da quella dei coloni), ma siamo riusciti a trovare questi lamington, dolcetti a base di pan di Spagna che devono il loro nome all’omonimo barone, governatore del Queensland tra il 1896 e il 1901. Non è dato sapere per certo se fossero una specialità che la moglie gli preparava o se fossero nati per prendere in giro la buffa forma del suo cappello.
Cosa vi occorre: 1 teglia di pan di Spagna (potete usare quello confezionato oppure prepararlo secondo la vostra ricetta di fiducia, come questa), 4 tazze di zucchero a velo, 1/3 di tazza di polvere di cacao amaro, 2 cucchiai di burro, ½ tazza di latte, 2-3 tazze di cocco disidratato.
Come si preparano: mettete il pan di Spagna a raffreddare in frigo o in freezer per almeno mezz’ora, quindi tagliatelo con le mani in rettangoli irregolari di circa 18×28 cm. In una ciotola unite lo zucchero al cacao; nel frattempo sciogliete sul fuoco il burro nel latte finché non sarà completamente fuso, incorporatelo allo zucchero e cacao e mescolate fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. A questo punto, aiutandovi con una forchetta, immergete ogni rettangolo di pan di Spagna nel composto e fatelo aderire, passatelo poi nel cocco disidratato e fate asciugare su una gratella. Una volta asciutti, ponete i rettangoli in un contenitore ermetico per almeno una notte prima di consumarli.
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Questi biscotti vengono dalla lontanissima Oceania e si preparano proprio per la festa del 25 aprile in cui, però, non si ricorda la liberazione italiana dai tedeschi, ovviamente, bensì il primo sbarco di ‘diggers’ australiani nella turca Gallipoli durante la Prima Guerra Mondiale. Anzac, infatti, è l’acronimo di Australian and New Zealand Army Corps. A voler risalire all’origine della ricetta, le ipotesi sono diverse: c’è chi dice che a inventare questi biscotti furono proprio i soldati, stanchi del rancio da trincea; chi li attribuisce alle donne che li preparavano ai propri uomini diretti al fronte; chi crede siano una derivazione degli scozzesi Oatmeal cakes. Chissà, comunque sono buonissimi.
Cosa vi occorre: 1 tazza di farina, 1 tazza di fiocchi d’avena, 1 tazza di cocco essiccato, 1 tazza di zucchero di canna, ½ tazza di burro, 2 cucchiai di sciroppo dorato o di miele, 1 cucchiaino di bicarbonato, 2 cucchiai di acqua bollente.
Come si preparano: in un’ampia ciotola setacciate insieme la farina, il cocco e lo zucchero. Aggiungete i fiocchi d’avena. Intanto, in una casseruola, fondete a fuoco basso il burro e lo sciroppo. Togliete dal fuoco e unitevi il bicarbonato precedentemente sciolto nell’acqua. Versate il liquido nell’impasto secco e incorporate bene. Dall’impasto così ottenuto, ricavate dei mucchietti a mano o aiutandovi con un cucchiaio: devono essere della grandezza di una noce. Adagiateli su una placca da forno unta o ricoperta di carta a una certa distanza l’uno dall’altro, Cuocete a 180° per 15-20 minuti, fate raffreddare su una gratella e servite. Si conservano a lungo in contenitori a chiusura ermetica.
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So che il nostro viaggio alla scoperta della tradizione gastronomica russa sta appena muovendo i primi passi tra gli antipasti, ma mi sembrava giusto, visto il periodo, interrompere una settimana per andare in fondo tra i dolci e scoprire cosa si porta in tavola il giorno di Pasqua. Ecco a voi il Pashka.
Cosa vi occorre: 115 g di frutta candita a pezzetti, 1 limone biologico, 50 g di uvetta ammollata, 25 g di burro, 1 cucchiaino di essenza di vaniglia, 50 g di zucchero, 675 g di formaggio cagliato (sarà poco russo, ma potete usare lo squacquerone romagnolo che è abbastanza acidulo), 1,5 dl di panna acida, 50 g di miele, 50 g di mandorle pelate.
Come si prepara: unite la frutta candita, l’uvetta, l’essenza di vaniglia, il succo e la scorza grattugiata del limone e lasciate macerare per un’ora. Foderate una terrina capiente con un panno e lavoratevi dentro il formaggio con la panna acida e il burro fino a ottenere un composto omogeneo, quindi aggiungete la frutta macerata, lo zucchero, il miele e le mandorle. Chiudete il panno su se stesso, coprite con un peso di mezzo kg circa e ponete in frigo per una notte. Quando lo togliete dal frigo, rovesciate il panno su un piatto e prima di servire guarnite con scorza di limone o frutta sciroppata e cospargete con altro miele.
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Prepariamo oggi un dolce molto leggero, che si può utilizzare al termine di una cena magari non altrettanto leggera! L’aspetto e la consistenza di questa mousse stupiranno sicuramente i vostri commensali.
Gli ingredienti da usare sono: 170 grammi di latte concentrato e zuccherato; 2 dl di succo di frutti della passione; 4 grammi di gelatina in fogli; 4 dl di panna fresca; 6 frutti della passione.
Tagliate a metà 4 dei 6 frutti, prelevandone la polpa e tenendone da parte un cucchiaino coi semini. Passate il resto in un colino, schiacciando. Coprite con la pellicola e mettete in frigo. Poi ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda per 10 minuti. Scaldate a fuoco dolce1/2 dl del succo dei frutti; unite la gelatina, sgocciolate e strizzate. Mescolate per far sciogliere e spegnete. Incorporate il succo rimasto, il latte e la polpa. Montate la panna ben fredda e incorporatela al composto, mescolando bene dall’alto verso il basso. Suddividete il composto in 4 coppette di vetro e, al momento di servire, decorate la superficie con la polpa e i semini tenuti da parte.
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Si chiamano krapfen, ma in realtà hanno la forma di un raviolo a triangolo e sono originari della val d’Ultimo. Gli ingredienti per la pasta sono: 500 gr di farina; 2 uova; 1 goccio di grappa; 250 ml di latte; 1 pizzico di sale e 3 cucchiai di olio. Per la farcia: 2 bicchieri di latte; 1 stecca di cannella; la buccia non trattata di un limone; 125 gr di semi di papavero; 3 cucchiai di zucchero e 2 di miele ed una mela non molto grande. Olio per friggere e zucchero a velo per guarnire.
Per prima cosa preparate l’impasto lavorando bene tutti gli ingredienti insieme, avendo l’accortezza di usare del latte tiepido. Lasciate riposare in frigo per un’ora. Macinate al momento i semi di papavero in un mortaio. In un pentolino mettete il latte, i semi di papavero, la cannella, la buccia del limone, la mela grattugiata, lo zucchero ed il miele. Spengete il composto appena inizia a bollire e ad essere più consistente.
Stendete la pasta e ritagliate tanti quadrati. Riempitene una metà con la crema e chiudetelo a triangolo, premendo bene sui bordi. In un pentola, mettete a scaldare l’olio per friggere, quando sarà ben caldo, tuffatevi i ravioli e girateli per farli dorare da ambo i lati. Fateli asciugare su della carta assorbente e cospargeteli con lo zucchero a velo.
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Nei pressi di Tropea, ho acquistato una confettura alla liquirizia davvero buona, adatta a formaggi e bolliti. Oggi però, la useremo in una crostata. Per la pasta frolla usate la vostra ricetta. Per il ripieno: 2 albumi, 80 gr di ricotta, scorze di una arancia, 1 cucchiaio di marmellata di arance, 1 cucchiaio di zucchero, cannella ed 1 pizzico di sale.
Mentre la pasta frolla riposa in frigo, montate a neve gli albumi con un pizzico di sale. In un mortaio pestate lo zucchero con la cannella e le scorze dell’arancia, private della parte bianca, lavate ed asciugate. Aggiungete questi ingredienti alla ricotta unitamente alla marmellata di arance e mischiate bene.
A questo punto mescolate delicatamente questo composto agli albumi montati a neve. Stendete la Pasta frolla e foderate una tortiera, ricoprendola con della carta forno oppure con burro e farina. Sul fondo della frolla, cospargete uno strato sottile di composta di liquirizia, se non vi piace usate un’altro tipo di marmellata. Versate il composto ed uniformatelo. Infornate per 25 minuti circa, a 180′ C.
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