Una ricetta veloce per Carnevale è quella delle caramelle (fritte) alle mandorle. Consiglio di usare la farina di mandorle, ma, se preferite, potete usare anche della granella che renderà la caramellina fritta più “spigolosa”.
Per 4/6 persone abbiamo bisogno di questi ingredienti: 400 g di farina, 140 g di burro, 140 g di zucchero, 100 g di farina di mandorle, olio di semi di arachide (per la frittura), acqua (fredda, per l’impasto).
Lavorate insieme la farina con 100 g di burro; unite dell’acqua fredda per ottenere un impasto elastico che farete riposare in frigo per una mezz’ora. Nel frattempo mescolate per bene la farina di mandorle e lo zucchero e fate sciogliere in un pentolino gli altri 40 g di burro. Trascorso il tempo di riposo, stendete la pasta, ricavatane dei quadrati di circa 10 centimetri per lato e spennellate un solo lato con il burro fuso. Cospargete la parte imburrata con il misto di mandorle e zucchero e arrotolate dando forma di una caramella (la parte imburrata e inzuccherata va all’interno). Sigillate per bene i bordi e friggete in abbondante olio bollente. Servite tiepide.
Se volete potete anche farle raffreddare del tutto e avvolgerle in carta colorata, che fa più festa.
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Uno stuzzichino è un qualcosa che serve a stuzzicare la fame o a calmarla: in ogni caso è una buona metafora per san Valentino, non trovate? Per la festa degli innamorati provate a preparare questa ricetta semplice e appetitosa della tradizione spagnola.
Gli ingredienti per le mandorle alla paprica sono i seguenti: 200 g di mandorle pelate, mezzo cucchiaino di paprica, olio extravergine di oliva (1 cucchiaino), sale grosso marino.
Mettete l’olio in una grande padella antiaderente e fatelo scaldare; aggiungetevi le mandorle e lasciatele tostare per cinque minuti, avendo cura di mescolare di tanto in tanto: le mandorle saranno al punto giusto quando assumeranno un bel colore dorato. Con una schiumarola, quindi, togliete le mandorle dalla padella e mettetele in una ciotola; unite un bel pizzico di sale grosso, la paprica, mescolate e ripassate tutto nella padella in cui avete tostato le mandorle e nello stesso olio, per pochi secondi in modo che si insaporisca il tutto. Scolatele, lasciatele raffreddatele e mettele nel piatto di portata.
Da servire con dello sherry ghiacciato o della buona birra. E poi il resto dipende dalla vostra fantasia…
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Un bel trancio di salmone è sempre il benvenuto sulla tavola. Per la cena della vigilia di Natale vi propongo questa ricetta del salmone farcito alle mandorle che è abbastanza semplice da preparare e, soprattutto, particolarmente gustosa.
Per quattro persone questi sono gli ingredienti: 800 g di salmone (in un solo filetto o 4 filetti da 200 g circa ognuno), 50 g di mandorle, 4 fette di pane in cassetta, 1 patata (già lessata), mezzo bicchiere di vino bianco secco, aneto, burro, prezzemolo, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.
Tagliate il filetto di salmone in quattro parti quindi tagliate ogni porzione per il lungo (come se si trattasse di un panino, insomma). In un mixer frullate le mandorle, il pane in cassetta, il prezzemolo, l’aneto, un po’ di sale, una macinata di pepe e una noce di burro freddo. Mescolate il tutto con la patata schiacciata con la forchette e imbottite i pezzi di salmone (proprio come se si farcisse un panino). Legati i filetti di salmone farcito con dello spago da cucina e fateli rosolare in una padella antiaderente con un po’ di olio; dopo che avrete rosolato entrambi i lati, aggiustate di sale e sfumate con il vino bianco. Trasferite i filetti su una teglia e infornate per 10 minuti in forno preriscaldato a 200 gradi.
Se volete potete accompagnare questi tranci di salmone farciti alle mandorle con dei broccoli saltati.
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Un bel sautè di cozze è l’ideale quando ci si vuole coccolare un po’ in cucina: veloce, saporito e allegro con tutto quel rumore prodotto dalle valve delle cozze. Provate, se volete, questa variante con pomodoro e, soprattutto, con le mandorle. Nulla vieta, comunque, di togliere il pomodoro e farle bianche.
Per quattro persone questi sono gli ingredienti: 3 kg di cozze, 600 g di pomodori, 100 g di mandorle già pelate (vanno bene anche le mandorle a lamelle), 2 spicchi di aglio, 2 mazzetti di basilico, mezzo bicchiere di vino bianco, prezzemolo, olio extravergine di oliva, sale, pepe.
Tritate finemente il basilico, un po’ di prezzemolo e 1 spicchio d’aglio; versateli in una padella, unitevi le cozze (che avrete pulito), mezzo litro di acqua e il vino. Regolate di sale (poco sale, che le cozze sono sapide) e mettete sul fuoco. Non appena le cozze inizieranno ad aprirsi unite 4/5 cucchiai di olio, macinate con del pepe e fate proseguire la cottura. Nel frattempo tritate l’altro spicchio di aglio e fatelo rosolare in padella con un po’ d’olio; aggiungete il prezzemolo tritato, i pomodori a cubetti e qualche foglia di basilico.
Quando saranno cotte, trasferite le cozze su un piatto da portata, filtrate il liquido di cottura e versatelo sulle cozze quindi guarnite con la salsa di pomodoro pachino e con le mandorle che avrete precedentemente tostate e ridotte e lamelle. Cospargete con del prezzemolo fresco e servite.
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Una ricetta semplice e gustosa per gli amanti del camembert è quella di prepararlo al forno e poi condirlo con mandorle e dell’olio aromatizzato al rosmarino. Per prepararlo ci occorrono una forma di camembert (il peso standard di queste forme è di circa 250 g), 125 ml di olio extravergine di oliva, succo di mezzo limone, aghi di rosmarino, mandorle in lamelle, sale e pepe.
Avvolgete il camembert in carta da forno, adagiatelo in un recipiente che possa andare in forno e passatelo in forno preriscaldato a 180 gradi per 10/15 minuti al massimo. Nel frattempo mettete nel bicchiere del frullatore l’olio, il succo di limone, gli aghi di rosmarino, sale e pepe e frullate per bene, in modo da amalgamare il tutto. Assaggiate l’emulsione ottenuta e apportate le modifiche opportune. Sfornate il camembert, fatelo riposare qualche minuto e quindi, aiutandovi con una spatola, trasferitelo nel piatto di portata (fate molta attenzione e non rompere il formaggio!). Versate nel piatto (e sul formaggio) l’olio al rosmarino e cospargete con abbondanti mandorle. Potete servire con del pane tostato caldo.
In realtà è un piatto che dura poco in tavola: al tagliare il camembert, infatti, uscirà una morbida crema che si mischierà con l’olio e la scarpetta – che sarà obbligatoria! – con il pane tostato farà sì che se ne possano apprezzare tutti i profumi. Una vera goduria, insomma!
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Mi piace molto l’abbinamento carne e frutta. Anche pesce e frutta lo trovo interessante, però la carne – soprattutto il pollo e il tacchino – secondo me sposano bene. Il mio ultimo esperimento in tal senso è quello del petto di pollo macinato con frutta secca. A giudicare dal fatto che i miei commensali l’hanno terminato in un battibaleno posso essere contento della ricetta.
Per realizzarlo ho utilizzato questi ingredienti: petto di pollo macinato (mezzo chilo), frutta secca e candita (diversa: anacardi, mandorle, pinoli, uvetta, mango, albicocche, nocciole), succo di due limoni, olio extra vergine di oliva, sale. Le dosi sono a occhio, dal momento che lo si può arricchire a piacere.
Mettete il petto di pollo macinato in una terrina, irroratelo con il succo di due limoni e dell’olio extravergine di oliva, coprite con pellicola trasparente e fate marinare in frigo per almeno mezz’ora. Trascorso il tempo di riposo, versate il pollo (un po’ sgocciolato) in una padella antiaderente ben calda. Girate spesso con una forchetta di legno, per evitare che il macinato si attacchi e formi delle polpette informi. A metà cottura aggiungete la frutta secca, regolate di sale e fate cuocere. Nel caso in cui dovesse risultare troppo liquido, alzate la fiamma al massimo e, girando sempre con la forchetta di legno, fate asciugare tutto il liquido (e, contemporaneamente, tosterete un pochino anche la frutta secca).
Servite accompagnato a varie salsine, in modo che ogni commensale possa personalizzarlo. Io ho messo in tavola dell’aceto balsamico, un chutney piccante di mango e della senape.
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Il basilico, si sa, è il re dell’estate. Provatelo in questa pasta, insieme alla ricotta, per poter prolungare il piacere dell’estate che ormai volge al termine.
Per quattro persone ci occorrono: 320 g di pasta tipo farfalle, 200 g di ricotta, 50 g di grana grattugiato, 50 g di panna fresca, 15 foglie di basilico, 10 mandorle pelate, 1 spicchio d’aglio, olio extravergine di oliva, sale, pepe.
Setacciate la ricotta, raccoglietela in una terrina e lavoratela aggiungendo un filo d’olio, fino ad ottenere una crema morbida e omogenea. Lavate e asciugate il basilico e frullatelo insieme alle mandorle, al grana grattugiato, all’aglio, alla panna e un pizzico di sale e uno di pepe: dovrete ottenere una crema della stessa consistenza della ricotta. Unite, quindi, le due creme, mescolatele con cura e versatela sulla pasta che avrete scolato al dente.
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Una spaghettata è sempre una soluzione di sicuro successo per degli amici che si fermano a cena senza avvisare. Mille sono i modi per condire gli spaghetti: se volete, provate questa versione saporitissima (che potrebbe essere anche una soluzione per una ricetta svuotafrigo).
Per quattro persone ci occorrono: 400 g di spaghetti, 50 g di capperi sott’olio, 50 g di pane grattugiato, 30 g di mandorle (tostate e tritate), 20 g di pomodori secchi, 15 g di olive verdi (denocciolate), 10 g di acciughe, olio extravergine di oliva, peperoncino, sale.
Frullate insieme i capperi, i pomodori secchi, le olive, le acciughe, il peperoncino con mezzo bicchiere scarso di olio extravergine di oliva. Nel frattempo fate cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli al dente e fateli saltare in una padella con la salsa di capperi. Togliete dal fuoco, condite con il pane grattugiato e le mandorle, mescolate per bene e impiattate.
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Le mandorle al curry sono ottime per l’aperitivo ma, considerato che possono conservarsi per più giorni in barattoli di vetro a chiusura ermetica, sono buone anche come stuzzichino o come merendina al volo.
Per 8/10 persone occorrono 500 g di mandorle pelate, 50 g di burro salato, 4 cucchiai di curry in polvere.
Portate il burro a temperatura ambiente, quindi mescolatevi le mandorle in modo che si ungano tutte; disponete le mandorle sulla placca del forno – rivestita di carta forno – e infornate a 180 gradi per una decina di minuti, girando di tanto in tanto. Appena le mandorle risulteranno dorate, toglietele dal forno, cospargetele di curry, mescolate per bene e infornate per altri 5 minuti. Sfornate e versate su carta assorbente da cucina per farle asciugare. Quando si saranno raffreddate mettetele nei barattoli di vetro a chiusura ermetica.
Il gusto potrà variare in base al tipo di burro che si utilizza come anche alla miscela di curry. Provate varie combinazioni e scegliete quella che più vi piace.
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Un dolce della tradizione culinaria ebraico romanesca che possiamo utilizzare per rendere più ghiotta la tavola pasquale è quello dei pirottini di mandorle. La ricetta è semplice da realizzare, solo forse un po’ noiosa per il fatto che si debba mescolare in continuazione per evitare che gli ingredienti si attacchino.
Per quattro persone ci occorrono: 75 g di zucchero, 40 g di granella di mandorle dolci, 5 tuorli, 1 albume, 1 mandorla amara, 1 limone, cannella.
Mettete lo zucchero sul fuoco con 50 g di acqua e fatelo bollire fino a quando non attacchi, ponendo molta attenzione a non farlo scurire. Versate nello zucchero la granella di mandorle e anche la mandorla amara, pelata e tritata. Quando lo zucchero non sarà più bollente, unite i tuorli, uno alla volta. Mescolate in continuazione. A questo punto fate cuocere il composto a bagnomaria per mezz’ora, avendo cura di girare sempre. Quando il composto si addenserà e sarà scomparsa tutta la schiuma, unite la scorza grattugiata di un limone e togliete dal fuoco. Continuate a mescolate fino a quando il tutto non si raffreddi; a questo punto aggiungete la chiara d’uovo montata a neve e mescolate con movimenti dal basso verso l’alto, amalgamando per bene tutto il composto che andrete a versare in dei pirottini. Spolverate di cannella, lasciate raffreddare e servite.
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