Un piatto semplice e genuino che a Roma, bontà nostra, si usa per ‘sciacquarsi la bocca’ dall’agnello pasquale, ma qui lo proponiamo con una variante moderna e chic, le uova di quaglia sode al posto delle tradizionali uova di gallina, che invece potrete dipingere e usarle come centrotavola. Buona Pasqua a tutti!
Cosa vi occorre per 6 persone: 1 cespo di lattuga romana (oppure lattughino da taglio o songino), 3 pomodori rossi, 150 g di fagiolini, 6 uova di quaglia, foglie di basilico, succo di limone (se preferite di arancia), olio, sale e pepe nero q.b.
Come si prepara: lessate i fagiolini al dente mentre le uova di quaglia si faranno sode. Nel frattempo lavate e mondata le lattuga, tagliatela a pezzi una volta asciutta; stessa cosa fate con i pomodori, privandoli dei semi e tagliandoli a spicchi. In una ciotola sistemate la lattuga, i pomodori, i fagiolini, le uova sbucciate e tagliate a metà, quindi guarnite con il basilico. Condite con una citronette preparata con il succo di limone filtrato, l’olio, il sale e il pepe.
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La mozzarella in carrozza è una classica ricetta napoletana. Oggi faremo la scamorza in carrozza con le zucchine, formando un panino.
Per 10 “panini” ci occorrono: 160 gr ca di scamorza; 1 zucchina grande anche di diametro; 1 uovo; pangrattato; sale; ed olio per la frittura. Lavate e monadate le zucchine e poi ricavatene 20 rondelle. Tagliate 10 fettine tondeggianti di scamorza della misura lievemente inferiore alle zucchine.
Ora realizzate un panino con due fettine di zucchina e la scamorza al centro, giratele nell’uovo sbattuto con un pizzico di sale e poi nel pangrattato e ripetete l’operazione un’altra volta. Friggete in una padella con olio ben caldo e girate. Devono essere dorate da entrambi i lati. Servitele calde.
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Una ricetta gustosa per preparare la fregola. Per quattro persone occorrono: un pacco di fregola grossa, 250 gr di yogurt naturale, olio, succo di limone, sale, pepe, timo, bottarga a fettine sottili (qb), pomodorini (qb), formaggio dolcesardo (qb), un cetriolo non sbucciato.
Cucinate la fregola in acqua salata e fatela raffreddare velocemente. A parte preparate una salsina con lo yogurt, il limone (poco, per insaporire), sale, pepe e timo. Condite la fregola con la salsa, quindi aggiungete il formaggio a cubetti, delle fettine di bottarga e i pomodorini a cubetti. Decorate con rotelle di cetriolo e portate in tavola.
Ringrazio la mia amica Susanna di Carbonia per il suggerimento.
Nell’illustrarmi questa ricetta tipica di un antipasto con le cozze, la mia amica Antonella (originaria del sud-ovest della Sardegna) mi specifica che è un antipasto buono buono. E ha ragione: l’ho provato e le cozze della gente di mare (cozzasa de gente e mari) è veramente squisito.
Per prepararlo occorrono i seguenti ingredienti: 1 kg di cozze fresche, 5 cucchiai d’olio, prezzemolo, 2 spicchi d’aglio, succo di 2 limoni, 2 cucchiai di pane grattugiato, sale a piacere.
Procedete i n questo modo: pulite le cozze, apritele e riversate la cozza in una sola conchiglia. Sistemate quindi i gusci con le cozze uno per uno rivolti verso l’alto in una teglia. A parte in una ciotolina mettete l’aglio tritato finissimo, olio, prezzemolo tritato, il succo dei limoni e poco sale. Mescolate per bene e versate un cucchiaino di questa salsa sopra ciascuna cozza. Terminata questa operazione versate in ogni valva un pizzico di pane grattugiato. Coprire la pentola con il coperchio e cuocete a fuoco medio per 6 minuti. Impiattate e servite.
E veniamo oggi a quel che si intende biancomangiare in epoca moderna: è un dolce al cucchiaio tipico della Sicilia, che ovviamente si chiama così per il colore puro, latteo, che deve avere se preparato ‘con tutti i crismi’. Impariamolo insieme.
Cosa vi occorre per 6 persone: 1 l di latte intero, 75 g di amido, 250 g di zucchero semolato, 50 g di pistacchi sgusciati, 50 g di cannella in polvere, fogli di arancia o di limoni per guarnire.
Come si prepara: versate in una casseruola il latte, lo zucchero e l’amido. Mescolate e passate al colino per eliminare eventuali grumi. Ponete sul fuoco moderato e continuate a mescolare con una spatola di legno. Quando la crema avrà ripreso il bollore, togliete dal fuoco e sbattete velocemente con una frusta per qualche minuto, incorporate i pistacchi tritati e versate in una forma unica o in più formine o piccole coppe, come nella foto. Quando si sarà compattato, sformare, polverizzare con la cannella e guarnire con le foglie di arancio o limone.
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Nello splendido scenario della cucina italiana spicca la capacità di abbinare i piatti tradizionali agli eventi religiosi. E così con San Giuseppe alle porte, non solo festività per tutti coloro che si chiamano Giuseppe, ma anche e soprattutto festa del papà, un po’ dappertutto nel sud Italia si preparano le zeppole di San Giuseppe. La difficoltà del piatto è media - soprattutto per la metodologia di cottura - e per questo anticipo già da oggi la ricetta, dando modo a tutti di esercitarsi un po’ per raggiungere la perfezione entro il 19 marzo.
Tempi: 3 ore circa (30 minuti di cottura, 20 minuti di preparazione, 1 ora di lievitazione della pasta, 1 ora di lievitazione delle zeppole). Ingredienti per 4 porizioni (abbondanti): 250 grammi di farina bianca, lievito di birra, 1 uovo, 80 grammi di zucchero, 1 limone, 60 g di burro, abbondante olio per friggere, 50 g di zucchero a velo.
Preparazione: Diluite il lievito con un po’ di acqua tiepida e quindi versatelo nella farina disposta a fontana, impastate fino ad ottenere una massa omogena. Disponetela a panetto e fatela lievitare, coperta, per circa un’ora. Quando la pasta è lievitata appiattitela un po’ sul piano da lavoro ed unite l’uovo, lo zucchero, il burro morbido a pezzetti e la scorza grattuggiata del limone. Lavorare fino ad ottenere un impasto omogeno, quindi dividere la pasta a pezzetti e fare dei rotolini lunghi e grossi, da chiudere poi a ciambellina. Quando la pasta è finita, coprite tutte le ciambielline e fatele lievitare per un’altra ora. Alla fine della crescita, preparate due pentole: una con dell’olio tiepido ed una con olio bollente. Buttate dentro la prima pentola 2-3 ciambelline alla volta facendole gonfiare, quindi passatele nell’olio bollente a farle dorare. Asciugatele un po’ con della carta assorbente e gustatele calde con lo zucchero a velo. Nelle sue varianti, la zeppola di San Giuseppe può essere cotta al forno e non fritta, e arricchita con crema pasticcera ed amarena aprendola a metà o ricoprendola.
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