Questo che vi propongo oggi è un piatto unico davvero eccezionale e nutriente, da mangiare preferibilmente a pranzo, poichè un po’ pesantuccio.
Per 6 persone vi occorreranno: 900 grammi di baccalà ammollato, a filetti, con la pelle; 3 patate grandi; 3 bicchieri di brodo vegetale; 3 peperoni verdi; 1 peperone giallo; 150 grammi di olive verdi; 3 cucchiai di capperi; 2 cipolle piccole; 2 spicchi d’aglio; prezzemolo tritato; 2 pomodori maturi; olio d’oliva; la scorza di un limone; sale e pepe.
Raschiate la pelle dai filetti di baccalà, lavateli e asciugateli. Poi sbucciate le patate e tagliatele a fette tonde. Scaldate mezzo bicchiere d’olio e rosolatevi i tranci prima e le fette di patate poi. Pulite e riducete a pezzi i peperoni e pulite cipolle ed aglio. Tritate la scorza di limone e l’aglio e uniteli al prezzemolo. Fate soffriggere per qualche minuto e unite le cipolle tagliate sottilissime; proseguite per 5 minuti e aggiungete poi i peperoni, le patate, il pomodoro e il brodo bollente. Proseguite la cottura per 10 minuti e aggiungete il baccalà, le olive e i capperi. Cuocete altri 10 minuti e servite spolverando di pepe.
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Non so se capita anche a voi, ma a me il caldo estivo fa passare l’appetito. Non che faccia male mangiare un po’ meno per una stagione: l’importante è non debilitarsi troppo. Ricette particolari, dagli accostamenti magari un po’ esotici, potrebbero, però, sfiziarci e farci tornare l’appetito perduto. Provate, allora, questo pollo al cocco.
Cosa vi occorre: 400 g di cosce di pollo, 2 cipolle, spicchi d’aglio, 4 cucchiai d’olio, 2 peperoncini verdi, ½ noce di cocco, 1 limone, 1 cucchiaio di zucchero, 1 cucchiaio di zenzero, sale e pepe q.b.
Come si prepara: tritate finemente aglio e cipolle e fatele appassire i un’ampia padella con un filo d’olio. Aggiungete le cosce di pollo e fatele rosolare, rigirandole di tanto i tanto, per circa 3 minuti. A questo punto aggiungete anche i peperoncini verdi tagliati a fettine e lasciate insaporire, poi anche il cocco a listarelle. Aggiustate con sale, pepe, zenzero e zucchero a piacere, il limon e mezza tazza d’acqua calda. Cuocete per mezz’ora e servite caldo.
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Con questo secondo leggero stupirete i vostri ospiti: come fanno i panzerotti di tacchino a mantenere dentro il ripieno perfettamente durante la cottura se non sono legati con il filo né fermati da uno stuzzicadenti (come invece fanno nella foto)? Non è magia, bensì albumina: una sostanza contenuta nelle carni bianche che farà da ‘collante’ naturale se avrete premuto bene le fettine con i rebbi della forchetta.
Cosa vi occorre: fettine di tacchino tagliate sottili, 1 mazzo di erbe amare, ricotta salata, salsa di pomodoro, aglio, olio e salvia q.b.
Come si preparano: dopo averle mondate, fate sudare le erbe amare in una padella con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio sbucciato, quindi fate raffreddare. Formate dei panzerotti ripieni di erbe amare, chiudendoli, come anticipato premendo i lembi alle estremità con i rebbi della forchetta. Cuocete i panzerotti in un’ampia padella con olio e salvia profumata, quindi serviteli sopra un letto di salsa di pomodoro e guarniti con la ricotta salata a filetti messa sopra a crudo.
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In questo periodo in cui non è difficile trovare i piselli freschi, vi propongo un’ottima torta salata, ideale come piatto unico per le calde serate di inizio estate. Ovviamente potete ‘riciclarvela’ anche d’inverno, con i piselli surgelati, ma certo non sarà la stessa cosa… se siete capaci potrete sbizzarrirvi in decorazioni floreali come nella foto.
Cosa vi occorre: 2 dischi di pasta sfoglia fresca, prosciutto o speck a fette (anche la pancetta se non siete in vena di diete), piselli freschi già sgranati, besciamella, caciocavallo, 2 uova, burro q.b.
Come si prepara: adagiate il primo disco di pasta a sfoglia nella teglia, copritelo interamente con le fette di prosciutto (o di quel che avete scelto). Intanto rosolate i piselli in un’ampia padella con poco burro: quando saranno morbidi divideteli in due parti. Meta dei piselli li metterete subito nella teglia sopra il prosciutto, l’altra metà mescolatela alla besciamella, il caciocavallo a pezzettini e un uovo. A questo punto aggiungete alla torta anche questo composto, coprite con l’altro disco di pasta e spennellatene la superficie con l’uovo rimasto. Infornate a 180° per circa 40 minuti. Servite tiepida.
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Per questo secondo goloso potete utilizzare le costolette che più vi piacciono: quelle di maiale (come nella foto), quelle di agnello se preferite i gusti decisi, oppure quelle di vitello se non amate rischiare troppo. Nel fare la vostra scelta, considerate che la presenza degli amaretti conferisce già alla preparazione un sapore particolare. Comunque il piatto sarà un successo.
Cosa vi occorre: costolette della carne che preferite, farina, uova, pan grattato, biscotti amaretti, menta fresca, olio e aglio q.b.
Come si preparano: tritate finemente la menta, unitela al pangrattato e agli amaretti che avrete sbriciolato attentamente con un martello. Procedete con la panatura: passate le costolette prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto, quindi nel pane arricchito con i biscotti e la menta. Soffriggete in padella con un filo d’olio e l’aglio in camicia. Servite calde.
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Un po’ cucina creola, un po’ cucina orientale: è un meticcio questo piatto unico che viene dal Cile e da lì si diffuse in tutto il continente latinoamericano nel XIX secolo. Il lomo saltado, in pratica carne di manzo marinata nel vino, viene servito in genere con riso bianco scondito, che ne tradisce le origini cinesi, ma spesso si trova accompagnato da patate, soluzione più americana.
Cosa vi occorre per 4 persone: 1 kg di filetto di manzo, 5 patate, 4 pomodori, 1 bicchiere di vino rosso, 1 cucchiaio di aceto di vino rosso, 2 cucchiai d’aglio tritato, 2 cipolle medie, 1 chili jalapeño, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, olio di semi, riso bollito, sale e pepe.
Come si prepara: tagliate il filetto a striscioline e lasciatelo a marinare per almeno un’ora nel vino. In una padella scaldate 2 cucchiai d’olio e saltatevi l’aglio sbucciato e la carne scolata dalla marinata che avrete conservato. Aggiungete i pomodori spellati e frullati, dopo qualche minuto le cipolle tagliate sottili e il chili jalapeño sminuzzato, il prezzemolo, l’aceto e per ultimo il sugo della marinata. Servite il piatto caldo e polverizzato di prezzemolo, in compagnia di riso bianco bollito e patate fritte.
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È una cucina semplice ma saporita quella dell’Honduras, vasto Paese centroamericano che inaugura il girone H, l’ultimo di questi Campionati del mondo. Succhi di frutta esotica, salse piccanti, pollo e tanto pesce (che qui costa pochissimo) compongono l’alimentazione tradizionale del suo popolo, e noi abbiamo scelto per voi un piatto a base di pesce tipico di Ceiba, una città portuale nel nord del Paese. Ma vista la quantità d’aglio non specificata, perché deve essere proprio abbondante, vi consigliamo di consumarlo in solitudine.
Cosa vi occorre per 6 persone: 675 g di filetti di pesce bianco, ½ tazza di farina, 12 chiodi di garofano, 3-4 cucchiai d’olio, aglio a volontà, sale, pepe, prezzemolo e paprika q.b., fettine di lime.
Come si prepara: lavate i filetti di pesce, sgrullate via l’acqua e infarinateli per bene. In una padella scaldate l’olio a media temperatura (senza raggiungere, cioè, il suo punto di fumo) con i chiodi di garofano e rosolate il pesce da un lato per 3-4 minuti. A questo punto giratelo, e con una spatola cospargetelo dell’aglio finemente tritato. Cuocete per altri 3-4 minuti e giratelo di nuovo. Togliete i filetti dal fuoco, fateli asciugare su carta assorbente, quindi passateli in un’impanatura fatta da prezzemolo tritato, paprika, sale e pepe. Lasciate riposare per 5 minuti e servite coperto di fettine di lime, accompagnato da insalata, tortillas e riso.
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Il curnik, o pasticcio di pollo, è una ricetta che in Russia viene preparata esclusivamente per le feste. Conosciuto già sulla tavola solenne di Ivan il Terribile, oggi è una pietanza tradizionale da inserire nel menu del banchetto di nozze e che viene cotta a casa dei due fidanzati che stanno per sposarsi. Il curnik cotto da lui sarà decorato con figurine umane che simboleggiano la solidità della futura famiglia; quello cotto da lei sarà guarnito con fiori che esprimono bellezza e tenerezza.
Cosa vi occorre per la pasta: 350 gi di farina, 90 g di burro, 15 g di zucchero, 1 uovo, 2 rossi, 75 g di latte o panna, 1 pizzico di sale, 1 pizzico di bicarbonato. Per il ripieno: 1 pollo, 300 g di funghi porcini, 5 uova sode, 1 bicchiere di riso, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato. Per la salsa: 2 cucchiai di burro, 1 cucchiaio di farina, 2 bicchieri di brodo di pollo, ½ bicchiere di panna, 2 rossi d’uovo.
Come si prepara: per preparare la pasta scaldate il burro, aggiungete la panna o il latte, l’uovo, il sale, lo zucchero e mescolate. Unite la farina setacciata con il bicarbonato e impastate bene. Nel frattempo lessate il pollo, disossatelo e tagliatelo a pezzettini che condirete con la salsa preparata unendo insieme tutti gli ingredienti indicati. Lessate il riso, conditelo con il burro e fatelo raffreddare, quindi unite un uovo sodo sminuzzato e il prezzemolo. Stufate i funghi nel burro e a fine cottura conditeli con la salsa. Dividete in due la pasta non lievitata e stendete il primo disco sistemandolo nella teglia come base, poi procedete con gli strati: riso, uova sode tagliate a fettine, pollo, funghi, fino all’esaurimento degli ingredienti. Chiudete con il secondo disco formando un coperchio a cupola che inciderete a vostro piacimento per far uscire il vapore durante la cottura. Spennellate con i rossi d’uovo e infornate a 200° finché la superficie non sarà dorata. Servite tiepido con il resto della salsa.
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Lo diciamo subito: questo piatto colorato e agrodolce che ci arriva dall’Argentina è lungo ed elaborato da preparare, ma se farete attenzione, l’effetto è assicurato. Si tratta di una zuppa molto nutriente, piatto più che unico, che deriva dall’antica cucina creola (criolla), che unisce e riassume in sé elementi della cucina spagnola, indiana e africana: per questo non è difficile trovare da un lato e dall’altro dell’oceano piatti che tutto sommato si somigliano. Qui l’ingrediente fondamentale è la cabalaza, grossa zucca sudamericana con la buccia arancione venata di verde.
Cosa vi occorre: 1 zucca di 2-3 kg, ½ kg di carne di manzo da brasato, 250 g di patate, 250 g di batate (patate dolci), 1 pannocchia di mais piccola, 2 pesche, 3 dl di brodo di carne, 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, 1 cipolla, 2 chili rossi freschi, 1 spicchio d’aglio, 1 pomodoro, 1 foglia d’alloro, 2 dl di vino rosso, sale e pepe q.b.
Come si prepara: lavate la zucca all’esterno, tagliatela creando un coperchio a 6 cm dal picciolo. Privatela dei semi e delle parti fibrose, togliete un po’ di polpa e tagliatela a dadini. Spennellate l’interno della zucca con l’olio, salate e pepate, quindi mettetela da parte lasciando il coperchio rivolto verso l’alto. Scaldate metà dell’olio e cuocetevi la carne a cubetti per 10 minuti, salandola, a fuoco alto. Abbassate il fuoco, togliete la carne e nella stessa padella mettete il resto dell’olio e rosolate per 5 minuti la cipolla e i chili puliti e tritati, unite l’aglio sbucciato e schiacciato, il pomodoro e cuocete per 2 minuti. Rimettete in padella la carne, l’alloro, il brodo e il vino e portate a bollore, poi fate sobbollire dolcemente per un’ora. Intanto infornate la zucca a 200° per 30 minuti. Alla padellata unite le patate e le batate a cubetti, la zucca e la pannocchia tagliata a fette rotonde e cuocete per 15 minuti. Da ultimo aggiungete la pesca a spicchi e aggiustate di sale e pepe. Versate l’umido di carne nella zucca e infornate altri 15 minuti. Servite caldo e direttamente dalla zucca.
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Oggi inauguriamo il Gruppo B con la Nigeria, popolassimo Paese africano che si scontrerà nel girone con Argentina, Corea del sud e Grecia. Tra le zuppe e gli stufati che potevo scegliere, vi propongo invece l’aragosta piri piri, a dimostrazione che quello che qui consideriamo un Paese povero, invece è molto ricco almeno da un punto di vista, quello gastronomico. Il piri piri, per chi non lo sapesse, è una spezia piccante che dal Portogallo si è diffusa in tutto il mondo.
Cosa vi occorre per 4 persone: 2 aragoste già cotte, 230 g di gamberetti, 400 di riso cotto, 450 g di pomodori pelati, 1 cucchiaio di gamberetti essiccati, 2 cipolle, 1 peperone verde, 1 peperoncino verde fresco, 1 mazzetto di coriandolo, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 0.6 dl di olio extravergine d’oliva, 10 g di zenzero fresco grattugiato, sale e pepe q.b.
Come si prepara: affettate sottilmente le cipolle e soffriggetele in olio con lo zenzero, i pomodori e il concentrato di pomodoro per 5 minuti. Aggiungete nel tegame di cottura i gamberetti essiccati, il peperoncino e il coriandolo tutti e 3 tritati. Lasciate, però, a parte un rametto di coriandolo per la decorazione finale del piatto. Tagliate a pezzi il peperone privo dei semi e aggiungetelo come pure i gamberetti. Mescolate. Unite 6 dl d’acqua, portate a ebollizione e cuocete per 30 minuti. A questo punto aggiungete le aragoste già cotte alla salsa e scaldate a fuoco medio per alcuni minuti, poi preparate i piatti nel seguente modo: un letto di riso lessato, le aragoste, coprite con la salsa e guarnite con il rametto di coriandolo.
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