L’insalata di pollo è un piatto che generalmente piace e ha mille varianti. Vi propongo quella con il mango che ha un sapore molto fresco. Per quattro persone ci occorrono: 200 g di petto di pollo, 1 mango, 1 cucchiaino di senape, succo di 1 lime, coriandolo fresco, olio di sesamo, sale.
Tagliate il petto di pollo a pezzetti e fatelo cuocere per una decina di minuti in acqua bollente salata; quando sarà cotto, scolatelo e mettetelo a raffreddare in una ciotola con acqua fredda e sale, in modo che i vari pezzi di carne non si incollino tra di loro. Nel frattempo sbucciate il mango e tagliatelo a julienne: per comodità potete usare una mandolina, ma anche con un coltello va bene (tagliate prima delle fette con un buon coltello e poi, con l’aiuto di un paio di forbici, ricavate le striscioline). Scolate il pollo dall’acqua, asciugatelo rapidamente e mescolatelo al mango. Preparate il condimento mischiando insieme il succo di lime, la senape e l’olio di sesamo, conditeci, quindi, l’insalata di pollo e mango, cospargete con del coriandolo fresco e portate in tavola.
Potete usare il succo di limone al posto del lime e l’olio di oliva al posto di quello di sesamo: ovviamente i sapori saranno molto diversi! Se non volete bollire il pollo, potete anche farlo passare sulla piastra e lasciarlo raffreddare (senza metterlo in acqua fredda…). Consiglio di portare a tavola una ciotolina con l’emulsione (lime, senape, olio) in modo che i commensali possano aggiungerne all’insalata nel caso lo volessero.
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Con la senape si indicano tanto alcune piante appartenenti alla famiglia dei rafani, sia alcune salse che vengono ricavate dai loro semi (interi o macinati). Tre sono i tipi base di senape: nera (dal gusto intenso e pungente, molto usata in passato), bianca (dall’odore e dal sapore più leggeri), marrone (profumata, anche se dal sapore meno deciso rispetto a quella nera). La senape, è una pianta molto facile da coltivare e per questo la diffusione della relativa spezia è stata enorme. Grazie ai Romani, poi, la senape ebbe diffusione in tutto il mondo (allora conosciuto).
In cucina si usano soprattutto i semi bianchi, dal momento che si conservano meglio: interi, per esempio, si utilizzano nella preparazione di sottaceti agrodolci e si aggiungono verso la fine della cottura, a fuoco basso, in modo da sprigionare tutto l’aroma; macinati possono essere aggiunti ai cibi o lavorati per creare una mostarda fatta in casa.
Mustum ardere, cioè bruciare il mosto: è questa l’etimologia della mostarda che, in origine, veniva fatta con succo d’uva portato a temperature molto alte. In realtà la mostarda dovrebbe essere preparata con liquidi freddi (succo d’uva, aceto, acqua) dal momento che se si usano liquidi caldi sparisce il sapore pungente e piccante.
Continua a leggere: Conoscere le spezie: la senape (e la mostarda)
Inizia oggi la primavera, anche se questo marzo incarna alla perfezione il proverbio che lo vuole un po’ pazzo. Che ne dite di festeggiare l’arrivo della primavera con una bella insalata che fa tanto “vacanza”?
Provate questa ricetta. Per quattro persone occorrono: 500 g di insalata (sceglietela di vari tipi, in modo da fare un bel piatto), 80 g di parmigiano in scaglie, 1 cuore di sedano, 1 uovo sodo, 1 cucchiaino di senape, aceto balsamico, olio extravergine di oliva, sale.
In una ciotola mettete la senape, l’uovo sodo tritato e il sale e lavoratele per bene con un cucchiaio aggiungendo a filo l’olio. Dovrete ottenere un composto cremoso. Aggiungete l’aceto balsamico, assaggiando per ottenere il sapore che più vi piace. Lavate le insalate, tagliatele a pezzi, versatele nell’insalatiera. Condite con la salsa, con un ultimo giro di olio e cospargere con le scaglie di parmigiano. Portate in tavola e accompagnate con dei cracker, magari di farro.

Il tonno fresco può essere usato per preparare degli antipastini veloci molto gustosi. I cubetti di tonno al sesamo sono molto semplici da preparare e di sicuro successo (a meno che non vi piaccia il pesce…)
Per quattro persone questi sono gli ingredienti: 200 g di tonno fresco a fette, 2 cucchiai di maionese, 2 cucchiai di senape, 1 cucchiaino di sesamo bianco, 1 cucchiaino di sesamo nero, olio extravergine di oliva. Ci servono, inoltre, degli stuzzicadenti da usare a mo’ di spiedini.
Mischiate il sesamo bianco e quello nero e adagiatevi le fette di tonno fresco da tutti e due i lati: abbiate cura di premere per bene, in modo che i semini si attacchino per bene. Passate, quindi, le fette di tonno in una padella in cui avrete versato un po’ di olio extravergine di oliva. Le fette di tonno dovranno solo scottarsi (usate una bella fiamma) e rimanere rosa all’interno. Togliete le fette dalla padella, ricavatene dei cubetti di un paio di centimetri che infilzerete con degli stuzzicadenti e poi adagerete nel vassoio di portata, insieme a della maionese e della senape da usare come intingoli.
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La tartare è una tecnica per preparare delle pietanze (carne, pesce o verdure) crude; si distingue dai carpacci perché gli ingredienti sono tritati grossolanamente con il coltello. Stando alla leggenda il nome deriva dai tartari dell’Asia centrale che, non avendo tempo per cucinare, mettevano la carne sotto la sella dei cavalli in modo da trovala pronta a momento di mangiarla. Una tartare classica è quella di salmone, che può essere lodevolmente inserita nel cena della vigilia di Natale.
Per quattro persone occorrono: 500 g di filetto di salmone, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1 cucchiaino di senape, 1 mazzetto di prezzemolo, 1 limone, sale, pepe.
Squamate il salmone e toglietegli la pelle, eliminate le parti grasse e quelle scure; tagliate il salmone a fettine sottili, pepate, salate leggermente e condite con pochissimo olio; aggiungete, quindi, un pizzico di senape, della scorza di limone, un po’ di prezzemolo e tritate il tutto con il coltello. Versate il composto in uno stampino leggermente oliato, fate insaporire per pochi minuti e sformatela nel piatto da portata, guarnendo con del radicchio rosso e dell’erba cipollina.
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La cucina dei giovani Holden è un simpatico libro della Blu Edizioni che mette insieme l’amore dei giovani per la scrittura e per la cucina. Nato come un esperimento di scrittura creativa è diventata, sotto la direzione di Stefania Bertola, un’antologia tra racconti e ricette. I giovani Holden del libro sono quindici e le ricette sono tante, alcune sotto forma di narrazione, altre nello stile classico delle ricette.
Uno dei pregi di questo libro, a mio vedere, è il modo in cui piatti e ricette vengono presentati: abituati come siamo a dosi, ingredienti, quantità, modalità di cottura e via dicendo leggere indicazioni “approssimative” e combinazioni a volte impossibili, può far senza dubbio sorridere, ma anche riflettere su nuovi modi di cucinare e preparare i piatti.
“Di fronte a questo libro, avete due percorsi diversi, come in un videogioco, ma compatibili, a differenza di un videogioco. Potete considerarlo una raccolti di racconti di giovanissimi scrittori, e vedere chi vi piace e chi no, su chi scommettete per lo Strega del 2020 e a chi consigliereste una diversa forma d’espressione. Oppure potete interpretarlo con un libro di cucina, infilarlo sulla mensola fra la teiera gialla e il vaso con il prezzemolo, e provare a riprodurne le allegre ricette dei ventenni. Invitate qualcuno a cena, però: questa non è cucina solitaria” (pp. 12-13)
Avanzato del salmone dalle scorse feste e non sapete come prepararlo? Provatelo marinato con l’aneto, come in questa ricetta scandinava. Oltre al salmone occorrono 60 gr di sale marino grosso, 30 gr di zucchero di canna e 1 cucchiaio di zucchero raffinato, 1 cucchiaino di pepe bianco, 1 cucchiaio di senape forte, 2 cucchiai di aceto, olio di oliva e, ovviamente, aneto.
Sfilettate il salmone e togliete accuratamente tutte le spine. In una pirofila versate metà del sale, adagiatevi sopra i filetti di salmone (dalla parte della pelle) e cospargeteli con un trito di aneto, zucchero e pepe bianco. Fate un altro strato di filetti (sottosopra stavolta, con la pelle all’insù) coprite con il restante sale e coprite con carta stagnola e lasciatelo in frigo per due giorni al massimo, avendo cura di porvi un peso. Trascorso il tempo, togliete il salmone dal frigo, affettatelo e servitelo con una salsa ottenuta mescolando la senape con l’aceto, lo zucchero, l’olio e dell’aneto.
La tradizione scandinava vuole che si mangi con fette di pane nero imburrato.
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Un modo semplice e ricco per gustare il petto di pollo è quello di condirlo con senape e capperi. Ecco una ricetta in proposito.
Per quattro persone occorrono: 700 gr di petto di pollo, 2 cucchiai di senape, 2 cucchiai di capperi, olio extra vergine di oliva, farina, latte, fecola di patate, sale, pepe, brodo vegetale.
Infarinate leggermente i petti di pollo e spalmateli con la senape. Versate poco olio in una padella antiaderente e fatevi rosolare per qualche minuto i petti i pollo, irrorando con del brodo vegetale. Mettete del pepe, aggiustate di sale, coprite e fate cuocere per una decina di minuti, aggiungendo altro brodo se necessario. Nel frattempo in quattro cucchiai di latte sciogliete un cucchiaio di fecola di patate e aggiungete il tutto alla carne. Unite anche i capperi e fate cuocere fino a quando la salsa si sarà addensata. È un piatto da servire caldo, magari condito con il fondo di cottura.
Se siete single e vivete un momento di sconforto, o se state da soli e non sapete cosa prepararvi questo riso con gamberetti e rucola fa per voi. Gli ingredienti, per una persona, sono i seguenti: 80 gr di riso arborio, 100 gr di gamberi sgusciati, 2 cucchiai di yogurt magro, rucola, senape, limone, prezzemolo, sale, pepe, qualche foglia di insalata belga.
Lessate nel brodo vegetale i gamberi sgusciati. A parte frullate 2 cucchiai di yogurt magro mescolato con una punta di senape, un cucchiaio di limone, i ciuffo di prezzemolo, sale e pepe.
Cuocete il riso come da indicazioni e scolatelo. Versatelo in un piatto e conditelo con il frullato di cui sopra, aggiungetevi i gamberi e la rucola e mescolate delicatamente.
Trasferite il tutto in foglie di insalata belga e buon appetito.