
Le barbabietole non mi fanno impazzire, lo confesso. Forse per il sapore terroso che hanno o, anche, per via di come vengono preparate. Ho scoperto che facendole riposare insieme a un po’ di prezzemolo e a dei pinoli leggermente tostati hanno un sapore decisamente migliore. Se volete provate quest’insalata di barbabietole e tarassaco con crema di formaggio all’erba cipollina.
Per quattro persone occorrono: 400 g di barbabietole cotte, 200 g di formaggio fresco, 160 g di tarassaco, erba cipollina, pinoli, prezzemolo, aceto balsamico, olio extravergine di oliva, sale, pepe.
Tritate finemente l’erba cipollina, mettetela in una ciotola insieme al formaggio fresco e mescolate per bene fino ad ottenere un composto omogeneo. Lasciate riposare per una ventina di minuti. Tagliate, quindi, le barbabietole a cubetti e unitevi del prezzemolo tritato e due cucchiai di pinoli che avrete fatto tostare per un pochi minuti in una padella antiaderente; mescolate per bene e lasciate riposare. Nel frattempo pulite e lavate il tarassaco, asciugatelo delicatamente e tagliuzzatene una parte e unitelo tutto – sia intero che tagliuzzato – alle barbabietole, condite con l’olio d’oliva e l’aceto balsamico e aggiustate di sale e pepe. Servite, quindi, l’insalata di barbabietole e tarassaco nei piatti, accompagnandola con la crema di formaggio all’erba cipollina in delle ciotoline.
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“Guardate le mie foglie dentellate, soffiate le lancette del soffione, guardate, fra le siepi, le mie ondate, guardate il prato, il sentiero, guardatemi in giardino, allegro e fiero! Raccoglietemi pure: io cresco ancora, senza chieder permesso né scusarmi, che fate con le vostre zappe, allora? Non riuscirete mai ad estirparmi! Nessuno mi può fare impressione, perché io sono il Dente di Leone!”.
Un tempo sulla terra vivevano elfi e fate che scorazzavano liberi e indisturbati, almeno fino alla comparsa dell’uomo, quando dovettero iniziare a nascondersi negli anfratti e sotto le rocce… oppure nei fiori: secondo quanto si racconta ancora in Irlanda, infatti, le fate si nasconderebbero nei giallissimi fiori del tarassaco, ecco spiegato perché, quando per sbaglio li si calpestano, tornano immediatamente eretti.
Il tarassaco, dal nome greco che indica ‘scompiglio, turbamento’, è una pianta molto comune, che cresce dappertutto e alla quale nei secoli via via vennero affibbiati mille soprannomi: da ‘dente di leone’ a’soffione’, da ‘dente di cane’ a ‘cicoria matta’, fino ai meno lusinghieri ‘piscialletto’ o ‘pisciacane’. Veniva chiamato anche ‘orologio del pastore’ e nel Medioevo ‘fiore del diavolo’: si credeva, infatti, che portasse sfortuna e che le streghe se lo strofinassero addosso per far fare alle persone con le quali venivano a contatto tutto ciò che volevano.
Con l’Epifania tutte le feste sono andate vie (e, sinceramente, era ora!). Dopo qualche stravizio natalizio e con il freddo dell’inverno una buona tisana depurativa e, al contempo, tonificante non può fare altro che bene.
Mescolate insieme 20 g di cicoria, 20 g di curcuma, 20 g di tarassaco, 15 g di altea 15 g di liquirizia e 10 g di angelica (trovate tutto in erboristeria). Versate due cucchiai di questo composto in mezzo litro di acqua fredda e fateli bollire per 5 minuti, a fuoco basso e con il pentolino coperto. Spegnete il fuoco e lasciate riposare per 15 minuti. Quindi bevetela durante la serata. Ripetete ogni giorno per venti giorni e vi sentirete senza dubbio più “puliti” e tonici.
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