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Tutti gli articoli con tag ricette tipiche

Ricette Mondiali: dal Portogallo il bizcocho borracho

pubblicato da roberta

Quando si dice il destino: i sorteggi per i Mondiali 2010 hanno inserito nello stesso girone, il G, gli unici due Stati al mondo che condividono la lingua portoghese: Portogallo e Brasile. Oggi iniziamo a conoscere il primo attraverso il bizcoho borracho (letteralmente torta ubriaca), una ricetta che ha origine molto antiche: deriva, infatti, dall’uso dei navigatori (e quanti ne aveva questo piccolo Stato) di inzuppare i biscotti nel rhum come spuntino.

Cosa vi occorre per 6 persone: 90 g di farina, 200 g di zucchero, 20 g di burro, 6 uova grandi, 1 limone biologico, 2.5 dl di panna, 7 cucchiai di brandy spagnolo, 6 cucchiai di mandorle tritate.

Come si prepara: nel mixer frullate la farina con 90 g di zucchero, i tuorli d’uovo e la scorza di limone grattata. Montate gli albumi a neve e aggiungeteli delicatamente al composto che verserete in una teglia rettangolare foderata di carta da forno unta. Infornate a 180° per circa 12 minuti, fate riposare per 5 poi tirate fuori il dolce e fatelo raffreddare su una gratella. Caramellate 50 g di zucchero con 1 cucchiaio d’acqua, poi immergete la base del tegame in acqua fredda. Aggiungetevi lo zucchero rimasto, 1.2 dl di acqua bollente e portate a ebollizione, quindi togliete dal fuoco e unite il brandy allo sciroppo ottenuto. Rimettete il dolce nella teglia, copritelo con lo sciroppo in modo che s’inzuppi, cospargetelo di mandorle tritate. Tagliatelo a pezzi e fatelo raffreddare prima di servirlo.

Foto | Flickr

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Ricette Mondiali: dalla Costa d’Avorio l’assiette di banane

pubblicato da roberta

Il gruppo G inizia oggi con la Costa d’Avorio. In questo Paese, gironzolando per i maquis, tipici ristorantini all’aperto, potrete gustare piatti veloci e coloratissimi, in genere semplici da preparare e conditi con salse dai sapori più improbabili. Come questo assiette di banane: il termine mutuato dal francese significa semplicemente ‘piatto’; le banane in questo angolo di Africa, vengono chiamate ‘platani’ e si usano sia gialle sia verdi.

Cosa vi occorre per 4 persone: 2 banane verdi, 1 banana gialla, ½ cipolla, ½ cucchiaino d’aglio in polvere, 1 pizzico di pepe di Caienna, sale, olio di semi per friggere.

Come si prepara: sbucciate una banana verde e tagliatela a lamelle sottili usando il pelapatate. Scaldate a fuoco medio l’olio in una padella e friggetevi la banana verde per 3 minuti, finché sarà dorata. Sbucciate l’altra banana verde, grattugiatela, unitela alla cipolla grattugiata e friggetela in altro olio sempre per 3 minuti. Sbucciate la banana gialla, fatela in parte a fette e in parte a cubetti e cospargetela di pepe di Caienna, poi friggetela in olio per 3 minuti. Disponete sul piatto i 3 tipi di frittura, aggiustate di sale e servire. Potete usare anche altra frutta a vostro piacimento.

Foto | Flickr

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Ricette Mondiali: dalla Slovacchia gli Haluski-Kapusta

pubblicato da roberta

Ebbene sì, anche in Slovacchia si mangia la pasta: sono più o meno degli gnocchi di patate, infatti, questi ‘haluski’ che oggi impariamo a preparare e serviremo con del cavolo, varietà ‘kapusta’, molto comune nelle terre dell’est europeo. L’importante è che il cavolo sia croccante, non morbido come in simili ricette inglesi. Gli haluski vengono spesso usati come contorno a piatti di carne arrostita, ma un’ottima variante è servirli con ricotta, burro fuso e crauti fritti. Sono molto buoni, ve lo assicuro, ma nonostante questo, gnocchi italiani battono haluski slovacchi 10 a 0.

Cosa vi occorre: 1 cavolo di media grandezza, 1 cipolla, 3 cucchiai di burro, 1.2 kg di patate, 2 cucchiai e 1/2 di sale (rasi), 1 uovo, 2 tazze e ½ di farina.

Come si preparano: lavate il cavolo, asciugatelo, tagliatelo a striscioline e fatelo riposare per 10 minuti dopo averlo cosparso con 2 cucchiaini di sale. Nel frattempo in un tegame sciogliete il burro, aggiungete la cipolla tritata e rosolate per 5 minuti. A questo punto aggiungete il cavolo e lasciatelo cuocere mentre preparerete gli haluski. Grattugiate le patate sbucciate, aggiungete l’uovo sbattuto e la farina setacciata insieme con il sale e impastate. Se la pasta vi risulta leggermente dura, aggiungete pure un po’ d’acqua tiepida. In una pentola d’acqua bollente gettate pezzi irregolari staccati dalla pasta, un po’ per volta, e cuoceteli finché vengono a galla. Scolateli, risciacquateli in acqua tiepida e scolateli di nuovo, quindi uniteli al cavolo stufato e servite.

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Ricette Mondiali: dalla Nuova Zelanda la Pavlova cake

pubblicato da roberta


Un’altra delle squadre che l’Italia dovrà affrontare lungo il suo cammino dei Campionati del mondo di calcio Sudafrica 2010, sarà la Nuova Zelanda. Per calarsi nell’atmosfera che si vive in questo Paese del Pacifico, dall’altra parte del mondo, assaggiate una fetta di Pavlova cake. Questa torta meringata, della quale la Nuova Zelanda si contende l’origine della ricetta con la vicina Australia, fu inventata da un cuoco neozelandese in onore della ballerina russa Pavlova dopo aver assistito a uno spettacolo del tour che fece in Oceania nel 1926.

Cosa vi occorre: 3 albumi d’uovo, 1 pizzico di sale, 1 tazza di zucchero, 1 cucchiaio di amido di mais, 1 cucchiaino di succo di limone, 1 tazza e ¼ di panna da montare, ½ tazza di zucchero a velo, fragole per guarnire (o altra frutta a vostra scelta).

Come si prepara: iniziate a montare con la frusta a velocità elevata gli albumi d’uovo, aggiungendo gradualmente ¾ dello zucchero finché questo non sarà completamente sciolto. A questo punto unite il resto dello zucchero unito con l’amido di mais e il succo di limone. Su una placca da forno imburrata e infarinata versate la meringa così ottenuta facendo attenzione che la superficie dei bordi non misuri che qualche millimetro. Cuocete a 150° per un’ora, quindi spegnete il forno e lasciatevi dentro la meringa per un’altra mezz’ora senza aprire lo sportello. Vi accorgerete che sarà cotta quando si presenterà dura fuori e umida dentro. Quando sarà fredda, copritela con la crema ottenuta montando la panna con lo zucchero a velo e decorate con le fragole.

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Ricette Mondiali: dal Paraguay il pane di mais e formaggio

pubblicato da roberta

Ed eccoci finalmente giunti al gruppo F, quello di cui fa parte l’Italia. Il Paraguay sarà la prima squadra che i nostri azzurri incontreranno sul loro arduo cammino verso la Coppa del mondo. La cucina di questo Stato sudamericano è una sorta di sincretismo fra le tradizioni culinarie indigene guaranì e quelle importate dai colonizzatori, gli spagnoli su tutti. Nella prima sono molto frequenti le ricette a base di farina di manioca o di mais, così, oggi, prepariamo il pane di mais e formaggio.

Cosa vi occorre per 4 persone: 230 g di farina di mais, 180 g di queso asadero, 2 uova, 90 g di burro, 4 dl di latte intero, 1 cipolla grossa, sale e pepe.

Come si prepara: in una padella appassite la cipolla tritata in 25 g di burro per 5 minuti, quindi aggiungete il latte e mescolate facendo attenzione a non far bollire. A poco a poco incorporate la farina di mais senza far formare grumi, togliete dal fuoco e aggiungete il formaggio a pezzetti e 50 g di burro. Quando entrambi si saranno fusi, salate e pepate. Separate i rossi dalle chiare: aggiungete i primi al composto e montate a neve ferma le seconde, aggiungendole poi al composto, mescolando delicatamente. Versate l’impasto in uno stampo da plum cake imburrato e infornate a 200° per 40 minuti. Servite una volta freddato, a fette.

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Ricette Mondiali: dal Camerun il gari alle arachidi

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Ultimo del girone E presentiamo il Camerun, della cui cucina tradizionale ci ispira particolarmente il gari alle arachidi, un piatto che, a seconda delle occasioni, può trasformarsi anche in dessert, sempre all’insegna della tradizione, eliminando l’aglio e il peperoncino e sostituendoli con 3 cucchiai di zucchero. Altrimenti, in questa versione, servitelo come contorno.

Cosa vi occorre: 200 g di arachidi non salate, 400 g di gari o semolino, 1 peperoncino fresco tritato, 1 spicchio d’aglio, sale q.b.

Come si prepara: versate il gari in un recipiente e copritelo d’acqua. Scolatelo e ripetete questa operazione più volte, finché l’acqua non verrà via bella limpida. Mettete il gari scolato in una ciotola, aggiungete il peperoncino e l’aglio tritati, salate, mescolate e fate riposare per 5 minuti. Al momento di servire, unite le arachidi sbucciate e tritate grossolanamente e mescolate. Se necessario, aggiungete un cucchiaio d’acqua per amalgamare il tutto.

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Ricette Mondiali: dall’Olanda il bisschop

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Chissà se brindavano alla salute di qualche vescovo con questa bevanda a base di vino cotto aromatizzato… bisschop, infatti, (la ricetta è niente più che una variante del nostro vin brulè) in Olanda significa vescovo e certamente il nome di questa bibita deve avere qualche origine particolare che però non sono riuscita a trovare. Magari potrete aiutarmi voi. Intanto, anche se la stagione non è proprio adatta, possiamo fare cin cin con questa bevanda in caso di vittoria olandese.

Cosa vi occorre: ¾ di litro di vino rosso corposo, ¾ di litro d’acqua, il succo di 1 limone e ½, il succo di 2 arance, 6 chiodi di garofano, 1 pezzetto piccolo di cannella, zucchero q.b.

Come si prepara: in un recipiente mescolate il vino con il succo di limone, il succo delle arance, i chiodi di garofano e la cannella. Ponete il tegame sul fuoco e scaldate a fiamma bassa, evitando di farlo bollire. Togliete dal fuoco, aggiungete subito zucchero a piacere mescolando in modo che si sciolga e assaggiando e servite. Da provare anche freddo.

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Ricette Mondiali: dal Giappone il temaki sushi al tonno

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Ormai anche noi italiani ci sentiamo quasi esperti di Giappone e di sushi, il fingerfood per eccellenza. Ma siamo davvero sicuri di averne ormai carpito tutti i segreti dagli chef giapponesi? Intanto, quello che prepariamo oggi è del tipo temaki: una polpetta a forma di cono avvolta nel nori, in genere lunga una decina di centimetri. Data la sua composizione e le sue dimensioni deve essere mangiata tenendola con le dita e non con le bacchette. Lo facciamo al tonno.

Cosa vi occorre per 4 persone: 200 g di riso a chicco tondo, 1 pezzetto di alga kombu, 3 cucchiai di aceto di riso giapponese, 5 g di zucchero, 150 g di filetti di tonno, 1 cetriolo, 2 cucchiai di maionese allo zenzero, 2 cucchiai di shoyu (salsa di soia), 2 cucchiai di mirin, ½ limone, 2 fogli di alga nori, 1 cuchiaino di wasabi in pasta, 1 cucchiaio di semi di sesamo bianco e nero tostati, sale q.b.

Come si prepara: ammollate il riso per 10 minuti in pentola con 3.5 dl d’acqua e l’alga kombu, portate a ebollizione e cuocete a fuoco vivo per 2 minuti, quindi lasciate riposare per un quarto d’ora e poi raffreddare per 10 minuti. Mescolate l’aceto con lo zucchero e un pizzico di sale e versatelo sul riso freddo e fate riposare per 10 minuti. Lavate il cetriolo, sbucciatelo e grattugiatelo, tagliate il tonno a striscioline sottili. Spremete il limone e mescolatene un cucchiao del succo alla salsa shoyu e al mirin e passatevi bene il tonno. Tagliate a metà i fogli d’alga nori. Inumiditevi le mani e formate una pallina di riso che adagerete su metà del foglio d’alga schiacciandola leggermente e cospargendola di pasta wasabi. Mettete al centro del foglio un po’ di cetriolo, un cucchiaino di maionese, un pizzico di semi di sesamo e 50 g di pesce. Arrotolate con cura formando un cono da cui fuoriesce il pesce e servite subito.

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Ricette Mondiali: dalla Danimarca il rodkaal

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Una cucina robusta e ricca di grassi è quella della Danimarca, Paese scandinavo con il quale apriamo oggi il gruppo E. Queste caratteristiche sono condivise da tutti quei Paesi a tradizione contadina dove il clima è assai poco generoso di caldo e sole. Questo piatto in particolare, il rodkaal, davvero la pietanza nazionale, viene servito (pensate un po’) come contorno ad arrosti (la carne danese è speciale) di camoscio, maiale e oca. Io vi fornisco la ricetta tradizionale, sta a voi, poi, alleggerirla.

Cosa vi occorre per 4-6 persone: 1 grosso cavolo rosso del peso di circa 1.2 kg, 100 g di strutto, 4 cucchiai di aceto rosso, 2-3 mele, ½ mestolo d’acqua, 2-3 chiodi di garofano, 1 pizzico di sale, 2 cucchiaini di zucchero, 2 cucchiai di gelatina di ribes.

Come si prepara: mondate il cavolo eliminando le foglie più esterne, lavate le altre, sgocciolatele e tagliatele e a striscioline. In una padella fate rosolare il cavolo con lo strutto e, quando l’acqua si sarà completamente assorbita, irrorate con l’aceto facendolo evaporare. Unite le mele a fettine, i chiodi di garofano, il sale e lo zucchero, coprite e lasciate cuocere a fuoco bassissimo per un’ora e mezzo. Intanto sbattete la gelatina di ribes e aggiungetela al cavolo 10 minuti prima della fine della cottura.

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Ricette Mondiali: dalla Serbia la zuppa di Sarajevo

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Mi sfugge come mai un piatto nazionale della Serbia sia la zuppa di Sarajevo, che è la capitale della Bosnia-Erzegovina, ma i ‘sacri testi’ che ho consultato sono tutti d’accordo in merito. Si tratta di una minestra a base di okra, uno strano ortaggio di origine tropicale, in apparenza un incrocio tra una zucchina e un cetriolo, che cresce rigogliosamente in tutto l’est europeo e in Grecia. In Italia forse avrete qualche difficoltà a trovarlo, ma ne varrà la pena.

Cosa vi occorre: 300 g di polpa di vitello, 30 g di burro, 1 cipolla, 1 carota, 15 g di prezzemolo tritato, 50 g di okra fresco, 1 dl di panna acida, 30 g di farina, 2 tuorli, 1 limone, sale e pepe.

Come si prepara: in una padella sciogliete il burro e rosolatevi la cipolla e la carota tritate finemente, quindi aggiungete la carne fatta a pezzetti e cuocete a fuoco medio. Unite la farina, un po’ d’acqua e l’okra pulita e tagliata a rondelline, salate, pepate e portate a ebollizione, quindi mandate avanti la cottura per 30 minuti o finché l’okra non diventerà tenero Unite alla zuppa i tuorli sbattuti con la panna acida, togliete subito dal fuoco e servite con una spruzzata di succo di limone.

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