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Tutti gli articoli con tag ristorante

Alla Via di mezzo: un ristorante nel borgo antico di Torre del Colle, in Umbria

pubblicato da marco paganini

Arrivando dalla strada che da Bevagna si inoltra in una verdissima campagna punteggiata di olivi e vigne, il borgo di Torre del Colle compare inatteso dietro una curva. La strada è un poco buia e l’illuminazione del borgo fortificato lo fa risaltare in modo molto scenografico. Entrando dalla porta principale, quella che si trova ad est, ci si immerge in una atmosfera particolare, subito salutati dalle lanterne che segnalano l’ingresso del ristorante Alla via di mezzo.

Nome quasi obbligato, visto che proprio così si chiama la via su cui si affaccia. Appena varcata la soglia si accede ad un locale colorato, arredato con cura e calda semplicità. Ma è soprattutto il grande bancone degli antipasti ad attrarre l’attenzione degli affamati avventori: un tripudio di salumi, formaggi (molti quelli francesi), verdure grigliate, capperi e frittatine, fagioli e pomodori secchi.

Appena scelto il tavolo si scopre che il ristorante ha un menù fisso da 22 euro che comprende l’antipasto e il prosecco, due primi, due secondi, due contorni e un assaggio di dolci della casa. Le bevande sono invece a parte. Quando ho avuto la fortuna di provare questo locale la cena prevedeva degli strangozzi con gorgonzola e zucchine e delle lasagne al forno. Seguiti da pollo al limone e stinco di vitello accompagnati da patate arrosto e insalata mista. Un menù semplice ma appagante, pensato per sfamare senza riempire lo stomaco all’inverosimile.

Quindi, se passate in Umbria per un fine settimana e Bevagna non è troppo distante dai vostri percorsi, non fatevi mancare una sosta alla Via di mezzo!

Foto | Facebook

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Tutti a dieta… tranne nel weekend

pubblicato da roberta

Questo post è per quelli di voi (anzi, di noi) che sono a dieta: oggi è lunedì, dite la verità, quante trasgressioni avete fatto nel fine settimana appena trascorso? Una cena al ristorante? Un gelato? Una pizza?

Secondo uno studio americano promosso dalla Washington University School of Medicine di St. Louis e pubblicato sulla rivista ‘Obesity’ (nome alquanto di cattivo gusto), spesso gli sforzi che le persone fanno per stare a dieta durante la settimana, speso corredata da ottimo esercizio fisico, vengono vanificati nel weekend, in cui ci concediamo qualche strappo. Questa teoria spiega, finalmente, il fenomeno per il quale è sempre molto difficile mantenere una perdita significativa di peso e perché in molti casi tale perdita è molto lenta.

Gli esperti, però, se da un lato mettono in guardia su questo andamento oscillante, dall’altra raccomandano quasi la presenza di trasgressioni all’interno delle cure dimagranti che, se troppo rigide, difficilmente vengono seguite nel lungo periodo. Nel weekend, inoltre, si ha più tempo, magari da impiegare in attività fisiche che compensino la trasgressione. Tutto questo, però, a patto che il bilancio (e la bilancia) di una settimana di sforzi non si attesti in negativo.

Foto | Flickr

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Ristoranti a Tropea: L'osteria del pescatore

pubblicato da daniela

TropeaLa Calabria è una terra davvero molto bella, purtroppo un po’ poco conosciuta dal resto del paese per le sue prelibatezze enogastronomiche.

In un post di qualche tempo fa mi sono già occupata della ‘nduja, un salume spalmabile piccante davvero ottimo.

Oggi voglio segnalarvi un ristorante che si trova nella meravigliosa Tropea: L’osteria del pescatore.

Questo locale è in pieno centro di Tropea, nascosto tra i vicoletti. Il menù è quasi tutto a base di pesce, ma si trovano anche specialità di terra.

Gli antipasti sono deliziosi: a partire dal misto della casa, con prodotti di terra come la ‘nduja, la soppressata, la cipolla rossa di Tropea, le melanzane ripiene e gratinate, formaggi della zona; sono davvero sfiziose l’insalata di mare e quella di polpo.

Sempre tra gli antipasti si fa notare una specialità tipica della zona: la pittea di alici, un composto a base di pane grattato e alici salate, probabilmente una volta era il pasto dei pescatori.

Tra i primi sono da consigliare i filej (pasta di grano duro) con cozze e vongole.

Come secondo ci si può sbizzarrire tra fritti misti, di paranza, di soli gamberi; oppure varie grigliate.

Il tutto 30 euro vini esclusi. Consigliabilissimo!

Attenzione: il locale non prende prenotazioni.

Foto | Flickr

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Ristorante i Due Ponti

pubblicato da daniela

salumiSe vi capita di passare in alta Val Trebbia, fate un salto al ristorante Due Ponti, non ve ne pentirete. Il locale è anche albergo.

La Val Trebbia è una valle molto bella che sta sull’Appennino tra la Liguria e l’Emilia Romagna.

Questo locale è ancora in piena Liguria, ma la sua cucina risente moltissimo della tradizione emiliana.

Il menu è davvero sfizioso, e viene decantato a voce dalla gentilissima responsabile di sala. Si parte con un sostanzioso antipasto a base di salumi della zona (ottimi!), tra i quali spiccano la bresaola di cinghiale, la coppa, sempre di cinghiale, il lardo e la pancetta con i semi di papavero; tra gli antipasti sono buonissimi anche la caponata, il formaggio con la composta di petali di rosa e i fagioli in umido.

La proposta dei primi piatti è altrettanto invitante, tra i più sfiziosi sono la polenta con il sugo di cervo e mirtilli e i ravioli alla crema di rosmarino; non mancano alcune proposte della gastronomia ligure, come i classici pansoti al sugo di noci.

I secondi sono tutti a base di carne di grande qualità. Davvero ottime e ben cucinate le costolette d’agnello alla piastra e le costine di maiale alla brace; la tagliata di filetto poi, è da leccarsi i baffi.

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Volete mangiare arabo a Genova? Andate da Nabil

pubblicato da daniela

cous cousQuesto ristorante ha aperto da molto tempo e a Genova è conosciutissimo, una vera istituzione. Da
Nabil non solo si mangia molto bene, ma si spende anche davvero poco! Insomma è un posto assolutamente da provare per chi ama la cucina araba.

Gli interni del locale sono curatissimi e in stile mediorientale. Il menù è molto interessante, Nabil, lo chef, prepara i piatti secondo le ricette di sua madre, che gliele ha tramandate così come le cucinavano nel paese di origine, la Giordania.

Tra i piatti migliori c’è ovviamente il cous cous, di pesce, di verdure, pollo o agnello, oppure il mansaf, un piatto unico a base di riso, agnello e yogurt, buonissimo. Sono assolutamente da provare gli antipasti, tra cui spiccano i falafel, serviti con yogurt al naturale e le varie creme di verdure, come l’hommos, la crema di fave oppure quella di melanzane arrostite.

Una menzione speciale va ai dolci, davvero rari da trovare così buoni e curati. Ovviamente sono tutti della cucina mediorientale, tra i tanti si fanno notare il basbuse (a base di cocco, miele e acqua di rose) e dei biscottini di farina di ceci.

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Metti una sera a cena al risto-museo

pubblicato da roberta

Chi l’ha detto che gastronomia non può essere sinonimo di cultura?
E infatti, alla faccia delle ‘contaminazioni di genere’ ecco l’ultima tendenza in fatto di luoghi del mangiar bene: il risto-museo.

Trattasi di veri e propri ristoranti più o meno eleganti nati all’interno di spazi museali: a fare notizia pochi giorni fa è stato il nuovissimo Madre&Vino inaugurato a Napoli nel Madre, il museo d’arte di Donna Regina, con lo chef Alfonso Iaccarino, piatti e arredi firmati rispettivamente da Francesco Clemente e Alvaro Siza. Ma i napoletani, si sa, non si fanno mancare niente e così al Madre si va ben oltre il pranzo o la cena: il giovedì notte si balla proprio lì, fra le opere d’arte.

Napoli non è certo un caso isolato: a Roma c’è il pluristellato Open Colonna nel Palazzo delle Esposizioni, 200 coperti con vista, a Milano il Bistrot della Triennale Bovisa che sperimenta nuovi, coraggiosi accostamenti come il tonno con gelato alla senape. Sempre al nord si continua con Palazzo Grassi a Venezia in cui assaggiare pietanze della tradizione lagunare rivisitate con leggerezza o l’ex forno del Mambo, il museo d’arte moderna di Bologna in cui l’happy hour ha il sapore della tempura e del cous cous, la colazione sa di torte fatte in casa, brioches e pane da farcire a piacere, il pranzo di enormi insalate, pasta, crudi di carne e di pesce.

Infine, ma non per ultimo, anche il meridione d’Italia con Palermo, in cui ha aperto un posticino nella Galleria d’arte moderna in cui il sabato si fa l’aperitivo con degustazione di vini siciliani, la domenica a pranzo proposti menu a base di carne, formaggi o funghi.

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Tavola di Natale: ma quanto sei cara?!

pubblicato da roberta

Brutte notizie in arrivo per tutti coloro i quali hanno l’abitudine di festeggiare il Natale o il Capodanno, insomma, di consumare il tradizionale cenone al ristorante.

Secondo Fipe-Confcommercio, infatti, sarebbero in agguato rialzi di almeno il 5%, cioè una situazione inflattiva definita preoccupante: in pratica se l’anno scorso mangiar fuori la vigilia costava in media 45 euro a persona, quest’anno ne costerà minimo 47, mentre a San Silvestro si passerà dagli 87 euro del 2006 ai 91 del 2007.

Le motivazioni dei rincari, sempre a detta degli esperti, sarebbero soprattutto l’impennata degli affitti dei locali adibiti a ristorante, che graverebbero di più su chi ha esercizi nelle zone centrali delle città. Per combattere gli aumenti, i ristoratori potrebbero fare maggior attenzione alla scelta dei fornitori; da parte nostra noi clienti potremmo diversificarci un po’, ad esempio non pretendere tutti gli stessi cibi solo perché ‘è tradizione’: questo fa inevitabilmente levitare i prezzi di quel determinato cibo verso l’alto.

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Lazio, arriva il tom tom per gli amanti della buona tavola

pubblicato da roberta

Vi piacerebbe non avere più problemi per raggiungere quel certo ristorantino fuori porta di cui avete letto una volta su una guida e non ne ricordate l’indirizzo? Oppure arrivare senza difficoltà nell’agriturismo che vi ha consigliato lo zio, puntuali e senza pancia che brontola?

Allora fa per voi il nuovo navigatore satellitare per raggiungere i luoghi dei sapori della tradizione del Lazio per il cui lancio entro la fine ottobre il Gal (gruppo di azione locale) Tuscia presenterà un bando. L’idea (ma da un paio d’anni esiste l’edizione limitata del tom tom di Slow Food) nasce dall’osservazione che il 28% del turismo italiano ha mete enogastronomiche e fa parte del progetto transnazionale di promozione del territorio rurale European Country Inn ‘Le locande dell’Europa rurale’, soggetto economico che raggruppa circa 35 Gal capeggiate dalla Marsica (Abruzzo).

Grazie a questo progetto si sta avviando una vera e propria scuola del gusto che comprende tre locande di livello internazionale, sei regionali e 12 locali, che hanno come comun denominatore il mettere al centro autentici prodotti di nicchia, sconosciuti ai più, che finalmente otterrano visibilità nelle principali capitali europee.

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