Rinomata tra gli amanti del vino, conosciuta nell’ambiente dei sommelier, consigliata dagli addetti ai lavori, l’Enoteca Ferrara, indirizzo radical-chic nel cuore della movida dei vicoletti trasteverini, mantiene le sue promesse in cantina, non altrettanto in cucina. Non a caso è stata insignita dell’oscar come Migliore enoteca d’Italia nel 2003. Ma andiamo per ordine. Se siete invitati a cena qui come è capitato a me, potrete aspettare i vostri commensali usufruendo dell’aperitivo all’ingresso: ho optato per un buon bicchiere di Tocai accompagnato da tartine ai fegatini di pollo e pomodorini, bottoni di pane con polpettine di carne, insalata di polpo alle patate e insalata di mare con grano nero. Potrete gustare il tutto adagiati sui soffici puff. Un’esperienza davvero gradevole.
Quando finalmente il tavolo sarà al completo, ci si potrà addentrare nell’intreccio di sale che costituiscono il locale, impossibile realizzarlo diversamente quando ci si trova in un palazzo di un paio di secoli fa. I tavoli sono forzatamente ben distanziati, arredati all’insegna del cosiddetto ‘chic che non impegna’ e le poltroncine comode anche se un po’ basse, ma il personale è addestrato a ogni evenienza e vi risponderà con un sorriso cordiale anche qualora chiedeste un cuscino.
Ci siamo trovati in questo posto per una ricorrenza speciale, quindi non abbiamo badato a spese. Il via è dato da un antipasto con crudité di mare in letto di insalatina: carpaccio di orata e gamberoni. Solo per gli amanti del genere. Per primo abbiamo scelto spaghetti alla colatura di alici di Cetara con vongole in guazzetto (ma queste coprivano un po’ il sapore della colatura) e pasta ai calamaretti con pomodorini essiccati al té rosso cinese. Anche fosse stato un tipo diverso sarebbe stato arduo accorgersi della differenza. Per secondo via a una bistecca di tonno al sangue, speciale davvero nella sua semplicità, e arrosto di agnello ai funghi, gusto un po’ troppo selvaggio per il nostro palato. Infine, strudel alle albicocche e mandorle: sfoglia spumeggiante e ripieno sapientemente dosato. Il traminer scelto era a dir poco fenomenale. Il conto lo rende un ristorante da ‘una volta ogni tanto’, da non perdere il negozio annesso di delicatessen con selezione di caffé e té particolari.
Enoteca Ferrara
Via del Moro 1/A – Piazza Trilussa, 41
00153 - Roma
Tel 0658333920
www.enotecaferrara.it
Foto | Media-cdn
A questo punto della stagione, quando un amico vi propone di andare a mangiare un boccone fuori la sera, diventa indispensabile, almeno per me, che il posto in questione abbia i tavoli all’aperto. Ideale sarebbe un bel giardino, ma non esageriamo: a Roma basta anche un marciapiede. E marciapiede sia, all’inizio di viale Trastevere dalla parte di piazza Sonnino, per questo ristorante e pizzeria che si chiama Pancotto.
Nel quartiere la concorrenza è senza esclusione di colpi, così qui cercano di dare un colpo al cerchio e uno alla botte proponendo piatti della tradizione romana e italiana, a volte rivisitati, sia di carne che di pesce: spaghetti vongole e carciofi, bombolotti con radicchio, ricotta e guanciale, ma anche coda alla vaccinara e stracotto con polenta. La pizzeria è romana, con la sfoglia sottile e una lista piuttosto banale con qualche novità.
Noto subito che la bruschetta al pomodoro ‘di cortesia’ viene servita solo a chi conosce il proprietario o il cameriere. Brutto assai. Per antipasto optiamo per un fritto misto di media entità e privo di mozzarelline e un piatto di polpette alle melanzane, saporite ma un po’ mollicce. La pizza è decente, non troppo unta e di circonferenza ridotta: assaggiamo la Nostromo con pomodoro, mozzarella, tonno e cipolla (cotti) e la Tirolese, specialità della casa pare, bianca con speck e zucchine, o meglio, un’ombra di tutto questo. Niente dolce: meglio ananas e fragole con la panna. Il conto è medio, come tutto il resto. Ce lo aspettavamo.
Ristorante Pizzeria Pancotto
Viale Trastevere, 8/14
00153 – Roma
Tel 065806334
Sempre aperto
Foto | Flickr
Nel week-end sono andata a pranzare al Ristorante Archetto, in zona Roma centro, a due passi dal Vittoriale. Il posto è semplice da trovare ed è nella omonima via dell’Archetto. La cucina è tipica romana e il piatto forte è senza dubbio la pasta. Il menù offre una varietà di almeno 50 diversi tipi di ricette di pasta tra le quali possiamo trovare ovviamente i classici spaghetti all’amatriciana.
I piatti si fanno aspettare un poco ma ne vale veramente la pena: il servizio è buono e il locale caldo e accogliente. Il piatto si presenta bene: io ho provato gli spaghetti al tartufo e devo dire che la porzione era abbondante e la qualità dei prodotti utilizzati ottima. Notevoli anche gli antipasti tra i quali spiccano i vari tipi di bruschette e crostini.
I prezzi sono più che abbordabili: per un pranzo composto da antipasti e primi piatti si spendono circa 15-20 euro (bevande escluse).
l’Archetto
Via dell’archetto, 26
00187 - Roma
Tel. 06.6789064