
I colori tenuti del legno lasciato ‘al naturale’ oppure dipinto nei toni dei pastelli dei bambini, pareti bianche dalle forme arrotondate e accoglienti, il calore della paglia e quello che l’enorme camino al centro della sala, anche se spento, sanno sprigionare: il ristorante Il Mulino a Vento, che fa parte della grande famiglia della Fattoria Lavacchio in quel della campagna di Pontassieve, è il prototipo dell’agriturismo vero e proprio.
Il luogo ideale per il pranzo della domenica, soprattutto in una stagione come questa che ci sta regalando giornate di sole incredibili che i colori autunnali della campagna toscana rendono addirittura mozzafiato e dei quali potrete godere anche beatamente seduti a tavola, grazie alla splendida parete a vetro del ristorante che incornicia le forme tonde delle colline circostanti.
Il nome, per questo ristorante in cui potrete acquistare i vini pregiati prodotti dalla fattoria e in cui pranzerete rigorosamente a km 0, non è stato dato a caso: dall’altra parte della strada, infatti, campeggia un vecchio mulino della prima metà dell’Ottocento ormai in disuso ma restaurato una decina d’anni fa e sempre aperto per i turisti e i curiosi di passaggio come noi.
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Un locale certamente un po’ diverso da quelli della zona, questo Oste scuro che si trova a nord di Grosseto e che, con l’aiuto dei presidi di Slow food, offre una sublime cucina maremmana in particolare e toscana in generale, con qualche felicissima incursione nel pesce.
Dall’esterno, appena arrivati, viene da dire “O mio Dio, ma dove siamo capitati?!”, ma appena entrati e, soprattutto, appena seduti a tavola e dato uno sguardo al menu, ci si ricrede immediatamente.
Il locale è semplice e moderno, con delle lavagne dalle quali si può prendere spunto per la cena: lì, infatti, troverete le specialità del giorno, cucinate in base alla freschezza degli ingredienti, sempre di egregia qualità, e alla fantasia del cuoco.
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L’estate è ormai finita, ma la stagione giusta per fare una passeggiata in Maremma non passa mai: stavolta sono stata a Magliano, che è davvero una perla della bassa Toscana con le sue mura possenti che la circondano e proteggono un paesino ordinato e delizioso dove fare una pausa, anche mangereccia, sia di giorno che di sera.
La scelta è ardua perché anche la cucina qui sembra rimasta a cent’anni fa: stessi ingredienti, stessi sapori, stessa genuinità. Finalmente, dopo un’estate di tentativi, siamo riusciti a cenare da Guido; non provate nemmeno a venire senza aver prenotato e pensateci per tempo (almeno il giorno prima): Guido sembra avere l’agenda più piena del Presidente della Repubblica! Iniziamo con un antipasto misto: prosciutto di montagna, culatello, (mini)crostini alla toscana e con paté di olive, bruschette all’olio, porcini e funghi misti, olive, cipolline in agrodolce. Tutto di ottima qualità, ma chi frequenta la Maremma sa che quanto a varietà e abbondanza, se ne trovano di migliori.
Quando arrivano i primi inizia l’estasi del palato e ogni promessa di gusto viene più che mantenuta: sia i tagliolini al tartufo che i ravioli di patate al tartufo sono sublimi, lasciano letteralmente senza parole. Non male neanche i secondi: consigliato vivamente il maialino al forno con patate, ma se avete voglia di qualcosa di diverso, provate senza titubare l’agnello fritto con patatine. Se non foste ancora satolli, potrete concludere il pasto con un cuorecaldo al cioccolato, oppure con la particolarissima panna cotta al forno. Il paradiso si può toccare per 30 euro a persona: non è pochissimo, ma scordatevi di mangiare così a queste cifre in città.
Ristorante Da Guido
Via Roma, 18
58051 - Magliano in Toscana (Grosseto)
Tel 0564592447
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