Se c’è una cosa che lo scorso Salone del Gusto ha dimostrato, è stata l’importanza data ai Food Blogger. Prima di tutto l’invito ufficiale fatto a Dissapore, e lo spazio a loro riservato all’interno dell’Oval. Poi la letterale invasione di giornalisti-blogger in sala stampa, cosa che ha dimostrato come anche l’ufficio stampa di Slow Food abbia capito l’importanza delle notizie sulla rete, ormai ancor prima di quelle sulla carta stampata. Infine, l’ampio spazio che la pasta Garofalo, uno dei main sponsor dell’edizione 2010, ha voluto dare ai food blogger, prima con un concorso on line, successivamente con la presenza live dei vincitori e delle vincitrici nello stand, che hanno cucinato per i visitatori nelle cucine a vista montate da Garofalo per l’occasione.
Qui di seguito una carrellata di foto di quanto si è svolto presso lo stand Garofalo. Vi ricordo che i food blogger presenti al Salone erano: Fabiana del Nero, Titti Sigillo, Chiara Bettaglio, Julia Parsons, Lydia Capasso, Heather Christo, Giovanna Esposito, Fabrizio Cioffi, Lucia Arlandini, Elvira Costantini, Maria Teresa di Marco e Marie Cécile Ferré, Sara Milletti.
Blogger protagonisti con Garofalo
Continua a leggere: I blogger fuori dalla rete: protagonisti al Salone del Gusto 2010
Sigrid Verbert, belga trapiantata in Italia, e dal 2005 autrice del famoso blog Il cavoletto di Bruxelles, è ormai una delle storiche food blogger italiane, capace di raccontare con testi e foto il cibo in maniera unica. La sua passione, nata come diario personale, è diventata nel tempo anche un motivo di notorietà, al punto che allo scorso Salone del Gusto è stato presentato il suo secondo libro, Regali golosi (ed. Giunti), in cui la food blogger e fotografa presenta “150 ricette semplici e veloci per cucinare dei pensierini golosi prêt-à-manger adatti a tutte le occasioni”, dei regalini da tenere in borsa e lasciare sulla scrivania della collega, spiega l’autrice, cose semplici da preparare (cucinare e poi confezionare) che rappresentno un regalo originale.
Come avete visto ho seguito la presentazione in diretta, ed a fine evento mi son fermata un po’ con la dolce Sigrid per chiederle se ritiene che, alla luce della “moda” food che si sta diffondendo, sia cosa buona o no l’apertura di nuovi food blog, e soprattutto se questi avranno un futuro o i nuovi sono destinati a non avere lo stesso successo dei predecessori (nonché pionieri).
“Ritengo che chi ha la passione per il food debba provare la via del blog. Quindi dico sì, fatelo, aprite il vostro food blog! Non è solo un blog, ma una grande palestra, attraverso il quale esercitarsi e trovare un proprio stile, sia nella parte tecnica di realizzazione, sia nella parte narrativa del racconto della realizzazione. Il blog è un mezzo utile per tutti: per i critici enogastronomici, per gli chef, per i winemaker e i winewriter. Il blog insegna ad avere disciplina, diventa un impegno quotidiano, e ci fa capire cosa fa per noi, qual è il nostro stile. Naturalmente è anche un mezzo per avere visibilità, che consente ad alcuni di avere nuove prospettive di lavoro. Se sentite che è la cosa giusta, diventate food blogger! Ma fatelo con serierà, il blog diventerà il vostro biglietto da visita”.
Se avete l’idea, quindi, non spaventatevi: in rete c’è posto per tutti!
“I blog, ed internet in generale, sono stati uno svolta, e continueranno ad esserlo, per il mondo dell’enogastronomia. Proprio qualche giorno fa il cuoco più famoso del mondo (Ferran Adrià, ndr) ha detto che si dedicherà con attenzione al mondo di internet, creando una vera e propria fondazione che punterà sul web. La comunità dei food blogger e degli appassionati presenti sui social network, nel bene o nel male, hanno creato un movimento di idee, di opinioni, di notizie che non si era mai avuto con quest’intesità. Io stesso sono un fan della rete. Nel 1995 titolai una copertina della rivista del Gambero Rosso con la definizione “Cyber cibo”. Mi dissero che ero matto, ma io sapevo già da allora che sarebbe stato, invece, il futuro. Certo, la qualità resta la qualità, il talento resta il talento, se ad uno chef-blogger manca talento si vedrà anche sul blog, se manca qualità nello scritto sarà evidente a tutti, e quindi anche i blog subiscono la selezione naturale del pubblico. Ma sicuramente la possibilità di far circolare le notizie fa bene. Prendiamo l’esempio delle guide: ormai sono demodé, c’è bisogno di qualcosa di nuovo, in quanto ormai per l’utente interessato a frequentare un ristorante, a bere un vino, è molto più semplice, più comodo e soprattutto più attendibile consultare un blog, la rete, come e al posto delle guide. La cucina è il rock and roll del 2010, e questi eventi sono la sua Woodstock., come ha detto Ferran Adrià e sottoscrivo anche io.”
Quella di sopra è la risposta di Stefano Bonilli, storico fondatore de Il Gambero Rosso, autore del blog Papero Giallo, alla domanda “I blog hanno dato la svolta decisiva all’enogastronomia?”, che gli ho posto ieri alla fine della presentazione del libro di Sigrid Verbert.
Il web in effetti ha cambiato la sorte di molte cose. Prima dell’editoria, poi dell’informazione, ed adesso anche dell’enogastronomia. Enogastronomia che fin’ora era rimasta limitata a pochi addetti al settore e che da tre anni a questa parte sta raggiungendo la massima attenzione. Per approfondire le novità del Bulli, il ristorante di Ferran Adrià, come annunciato da lui stesso in una conferenza presso lo stand Lavazza, vi rimando a questo video sul blog di Bonilli. E voi cosa ne pensate della food-blog revolution?
Gente del Fud. E’ così che si chiama lo stand ideato quest’anno dalla Pasta Garofalo, padiglione 5 del Salone del Gusto, che ha deciso di dare ampio spazio all’esperienza del cibo vissuto, e con esso il mondo del web. Ed è infatti, nel loro stand quotidianamente si svolgono incontri con i food-blogger che hanno partecipato al contest indetto dal brand e dal magazine Lei. Ma non solo. Tra i vari appuntamenti spazio anche agli approfondimenti a alle degustazioni “popolari”, come alle ore 15.15, quando avviene lo “Scialapopolo”, un servizio di pasta genuina e condita semplicemente per tutti i visitatori dello stand.
Ma oltre agli appuntamenti con i food blogger, la cui gallery fotografica avrò modo di offrirvi martedì, alla fine dell’evento, un appuntamento interessante sta per avvenire tra pochi minuti, con Sigrid Verbert (del blog Il cavoletto di Bruxelles) e Stefano Bonilli (Papero Giallo), un aperitivo “gustoso” (ma potrebbe essere differente, qui al Salone?) che vede in cucina la bravissima Sigrid, affiancata dallo chef scelto dalla Garofalo, Daniele Abbate. Tema dell’incontro la presentazione dell’ultimo libro di Sigrid, ma anche l’elogio ai food blog, capaci di portare la cucina dalle grandi cucine dei ristoranti alle case di tutti noi.
Sono qui seduta ai tavoli del loro stand per seguire in diretta questo appuntamento per voi. Seguiranno aggiornamenti e immagini. Restate collegati!
Il menù dell’aperitivo:
Disco volante con aneto, panna e acciughe.
Crema di fagioli di fornello con gamberi.
Occhi di lupo mantecati con crema di cavolo viola, salciccia e mele, con pecorino romano.
Pappardelle integrali mantecati con crema di scarola scottata con pinoli.
Di prelibatezze al Salone ce ne sono molte, ma una che mi ha particolarmente colpito ieri è stata una invenzione recente di un salumificio pugliese: la mortadella di asino di Martina Franca. Si tratta di un’elaborazione, l’unica possibile in ambito di salumi, di quest’asino, caratteristico per le sue grosse dimensioni. A produrre questa mortadella il Salumificio Santoro di Cisternino, già produttore del Capocollo di Martina Franca (presidio Slow Food).
“La carne di asino può essere usata solamente per la cucina tradizionale (involtini al sugo o stracotto, ndr), mentre per la produzione di salumi fin’ora non si era mai impiegata, soprattutto nel territorio pugliese. Così abbiamo voluto provare. Il risultato è un prodotto che stiamo presentando in anteprima qui al Salone e che riscuote il suo successo. Essendo una carne molto magra e secca, abbiamo dovuto fare un blend di 70% di carne d’asino e 30% di pezzi selezionati di maiale, ed il risultato è ottimo”.
E confermiamo che il risultato è davvero ottimo, anche sotto l’aspetto di packaging: la scelta del salumificio Santoro, infatti, si è rivolta alla produzione di vaschette di 120 gr l’una, facili da trasportare, comode da conservare e all’ottimo prezzo di circa 3,00 euro. Se siete al Salone questo week end, non fatevi scappare l’opportunità! Padiglione 3, stand V173.
Cosa fare in questa grigia giornata torinese (dopo due di sole) al Salone del Gusto? Ecco gli appuntamenti selezionati da Gustoblog da non perdere.
Alle 11.30 presso lo Stand Parmigiano Reggiano (pad. 5), si assegnerà il Premio internazionale Parmigiano Reggiano a Colehour Bondera, delegato di Terra Madre e produttore di Kona caffè delle Hawaii. La cerimonia sarà seguita da un interessante dibattito sulle indicazioni tipiche globali. Se invece di ascoltare però, alla stessa ora volete degustare, allora nello stesso padiglione recatevi allo stand dell’Università di Scienze Gastronomiche per i bocconi didattici che quest’oggi tratteranno “Il cioccolato”. Alla stessa ora un interessante “processo” ad Edoardo Raspelli e al giornalismo enogastronomico presso lo stand del San Daniele (pad. 2).
Alle 12 l’Università di Scienze Gastronomiche (pad.5) proporrà una serie di esperienze sensoriali per comprendere quali sono i gusti che si preferiscono, perché ognuno ha un proprio “gusto nel cassetto”. Segue mezz’ora dopo la presentazione alla terrazza Piemonte (pad. 2) del Prosciutto Crudo di Cuneo dop, il Salame Piemonte dop, il Salame Cotto Piemonte con degustazione libera. Alle 13, invece, Intesa Sanpaolo (pad. 5) offre ai visitatori degustazioni libere di prodotti tipici provenienti dalle diverse regioni italiane.
Alle 14 blogger in scena presso lo stand di Garofalo (pad. 5), mentre spostandosi di qualche passo nello stesso padiglione, alle 14.30 presso lo stand della Commissione europea ci sarà una dimostrazione gastronomica a base di prodotti biologici con Enrico Croatti, chef del ristorante Dolomièu di Madonna di Campiglio. Alle 15.30 l’Asti (pad. 5) propone uno spettacolo mimico e “polisensoriale” con il Teatro degli Acerbi.
Alle 17.30 nello stand del Pastificio Garofalo (pad. 5) ci sarà un interessantissimo aperitivo con Sigrid Verbert (del blog Il cavoletto di Bruxelles) e Stefano Bonilli (papero giallo). Alle 19.00 l’Abruzzo (pad. 3) offre un aperitivo con i vini slow, quattro vini segnalati nella guida Slow Wine 2011. Chiudiamo la serata alle 21 con i poeti della Sardegna (pad. 2).
Dopo le valutazioni generali, oggi me ne sto andando alla scoperta di prodotti. Una scoperta mattutina è stata l’azienda Primitivizia, di Spiazzo (TN), specializzata nella raccolta e trasformazione dei prodotti spontanei della montagna. Piccola ma particolare, con grande attenzione al design del packaging, l’azienda produce conserve spalmabili e prodotti sottoaceto. Ma dimenticatevi le classiche mostarde di pera o cipolla. I prodotti sono assai più particolari.
Dalla crema di aglio della regina (erba aromatica) a quella di luppolo selvaggio passando per creme di Buonenrico (spiancio di monte), bardana (pianna biennale che cresce sui terreni incolti), crescione, tarassasco, broccolo di Santa Massenza, sgrizoi (erba spontanea), pera spadona, rosa canina, rabarbaro, kren (una radice), fino ad arrivare al mugolio, un estratto denso di gemme di pino mugo con olio, ottimo per condire gelati, ricotta e formaggi.
Curato anche il pack. Oltre ai vasetti singoli, da 106 e 212 gr, è possibile anche acquistare “i tubi”, che contengono tre o sei vasetti. Ogni tubo ha una propria mission: uno per la carne, uno per il formaggio, per il pesce, la pasta… etc. Insomma, un prodotto di nicchia da tenere d’occhio!
Vi ricordo che tutti gli articoli relativi al Salone del Gusto e Terra Madre 2010 sono disponibili a questo link.
Oggi venerdì 22 ottobre, da non perdere al Salone del Gusto di Torino.
Alle 11.15 la Regione Marche (pad 2) presenta le cultivar del proprio olio extravergine, mentre alle 11.30 l’Università di Scienze Gastronomiche (pad 5) presenterà una lezione di didattica gastronomica sul vino. Alla stessa ora potete però anche decidere di scoprire “la colazione” sarda con frue, gioddu, miele e civraxiu oppure scoprire il pesce abruzzese. Da non perdere, sempre a cura dell’Università di Scienze Gastronomiche, come fare il detersivo in casa combinando elementi molto semplici.
All’ora di pranzo, prenotate presso lo stand Asti Docg (pad. 5), dove lo chef Ernst Knam preparerà paccheri con formaggio di capra, gelatina di mela, pepe di Saravak e Asti docg,
bignè con salsa zabaglione all’Asti docg. Nel pomeriggio, alle 17.00 l’Università di Scienze Gastronomiche invita tutti ad un “Théte a Théte delle 5″ con una degustazione di Thé, mentre per concludere la serata, alle 21.00 sulla Terrazza Piemonte una degustazione di prodotti selezionati a cura del Consorzio DeGusta Torino.
Vi ricordo che tutti gli articoli relativi al Salone del Gusto e Terra Madre 2010 sono disponibili a questo link.