Prosciutti, salami ed affettati in genere sembrano non essere stati intaccati dalla crisi economica che si avverte in altri settori, anche alimentari. I motivi possono essere tanti: primo su tutti il loro gusto, poi la praticità e, a volte, anche i prezzi. Ma occhio a comprare sempre prodotti di buona qualità e a controllare in maniera appropriata le etichette.
Uno dei fattori da tenere in considerazione, ad occhio nudo, è il tasso di umidità: ad esempio, un prosciutto cotto di alta qualità deve avere un tasso di umidità inferiore al 75% e non contenere polifosfati, amidi, glutammato o proteine aggiunte.
Anche l’etichetta, poi, può esserci di grande aiuto. Sull’etichetta, il primo ingrediente che deve comparire è il tipo di carne utilizzata e poi tutti gli altri in ordine decrescente. Ma è la provenienza della crane stessa il punto cruciale da cui dipende la qualità. Infine, attenzione anche al contenuto in grasso, che dovrebbe essere, secondo direttive, tra il 25 ed il 30%.
Foto | Flickr

In Emilia Romagna il maiale è considerato come una sorta di “dio”: il suo allevamento è sempre stato molto diffuso e, dopo anni ed anni che abito qui ho capito una cosa: del maiale non si butta via veramente nulla! Un classico esempio della veridicità di questa frase sta in uno dei prodotti tipici della zona: i ciccioli.
I ciccioli sono ottenuti dal grasso del maiale, che viene estratto e ripulito dalla cotenna, poi va tagliato a cubetti, che verranno messi a cuocere in un calderone. Quando il grasso si sarà sciolto, dopo qualche ora, si estraggono dalla pentola e si pressano, per alleggerirli del grasso in eccesso.
Oggi sono considerati una specialità e vengono richiesti dai palati più fini; un tempo si trovavano soprattutto sulle mense degli agricoltori, perchè rappresentano comunque il cibo povero per eccellenza. I ciccioli si gustano al naturale, serviti con vino rosso frizzante fresco, leggero e giovane.
Foto | Flickr
Quante volte ci è capitato di scegliere al ristorante il classico “antipasto all’italiana”?! Dalle mie parti era caratterizzato da una vasta scelta di salumi, provenienti dalle più svariate zone dell’Italia. Ma sappiamo tutto, proprio tutto dei nostri salumi? Analizziamoli un po’ insieme.
Per quanto riguarda il prosciutto crudo, l’Italia ne vanta ben nove tipi e tutti certificati; tra questi ricordiamo il San Daniele, il Crudo di Parma e il prosciutto crudo toscana, tutti Dop. Passiamo poi al cotto: quello più pregiato è quello etichettato come “prosciutto cotto di alta qualità”, preparato con le parti migliori della coscia di maiale e con pochi additivi.
La coppa è tipica soprattutto dell’Emilia, in particolare del piacentino, ma si trova con nomi diversi anche in altre regioni, come ad esempio il capocollo calabrese. Entrambi i prodotti sono Dop. Come non parlare poi della mortadella (il mio preferito in assoluto!); tipica del bolognese, con denominazione Igp, ma prodotta fino in Lazio ed anche in alcune aree del nord. Infine il salame, le cui tipologie si distinguono per la macina delle carni e gli aromi. Tra i più diffusi il Milano, a grana finissima, il Napoli, a grana fine e il cacciatore, a grana media, rappresentato dal salame di Felino.
Foto | Flickr
Anche quest’anno è rinnovato l’appuntamento con il November Porc nella bassa Parmense; per i quattro week-end di Novembre la zona sarà invasa da musica, spettacoli e cibo, rigorosamente di origine… suina!
L’apertura dell’evento è stata a Sissa, il 7 ed 8 Novembre e continua questo fine settimana a Polesine Parmense, in cui si preparerà un enorme e pesante salume cotto, che sarà poi distribuito gratuitamente a tutti i presenti.
Il week-end del 21 e 22 ha tappa prevista a Zibello, patria del culatello, che sarà presentato assieme ad altri prodotti suini tipici della zona, tra cui la Spalla Cruda di di Palasone e la Spalla Cotta di San Secondo Parmense. Anche a Zibello, come negli altri paesi, sarà attivo un particolare servizio di fast food alternativo, il “McPorc”. L’evento si concluderà a Roccabianca il 28 e 29, in cui saranno offerti due classici della norcineria della bassa, i ciccioli e l’enorme cicciolata realizzata sul posto, accompagnata da fette di polenta calde! Buone degustazioni a tutti!!
Foto | Flickr
Chi viene al mare da queste parti da molto tempo ha vissuto giorno per giorno i cambiamenti di questo posto, prima semplice spaccio di prodotti gastronomici corredato da maneggio, ora vero e proprio agriturismo. Ma Buratta è anche un’istituzione per gli habituée e una cena qui, almeno una volta in tutta l’estate, è un must, quasi una tradizione irrinunciabile.
Ideale se avete voglia di una serata bucolica al fresco dei poggi che costeggiano l’Uccellina, per arrivare qui dovrete percorrere in auto una strada molto suggestiva, lungo la quale potrete incontrare cerbiatti, lepri, volpi, ricci, o, se siete sfortunati, cinghiali. L’ambiente è rustico e fai-da-te: si compila l’elenco delle ordinanzioni e si aspetta pazientemente al tavolo esterno di venire chiamati quando è pronto, magari rinfrancando lo spirito con un abbondante antipasto.
L’ultima volta, in 6, ci siamo sparati un mix di finocchiona, pecorino toscano, verdure sott’olio (melanzane – zucchine – peperoni – funghi) e salsiccette di cinghiale, maremmane doc. Ottimo per ingannare l’attesa. Come primi, gnocchi al gorgonzola, gustosi quanto banali, cannelloni di patate e funghi, una buona idea persa nel condimento troppo secco, tortelli al ragù e tagliatelle al cinghiale, classici intramontabili in sapore e qualità, acquacotta, la tradizionale zuppa toscana con l’uovo. Dura riuscire a ordinare i secondi (ma fanno una fantastica rostinciana e un buon pollo fritto, a mia memoria), noi più golosi non sappiamo rinunciare però a torta di ricotta, che sembrava meglio da lontano, e coppette di ricotta con colata di cioccolata e noci, uno di quei peccati di gola per cui vale la pena vivere. Il conto, con le migliorie architettoniche, è migliorato, naturalmente a vantaggio loro, ma è ancora accettabile.
Agriturismo Buratta
Via delle Casacce
località Dicioccatone, Talamone (Gr)
Tel 0564885614 (chiedere di Adriana)
Foto | Buratta
Lo scorso 29 novembre è stata inaugurata la prima edizione del Flaveurs Bières et Caprices, una nuova manifestazione costola della ben più grande e nota Mondial de la bière . Ogni anno questo evento metterà in evidenza i prodotti di un paese ospite e per questa prima edizione hanno scelto la creatività dei mastri birrai italiani.
Sono state presentate al pubblico 17 birre artigianali proposte in abbinamento a prodotti gastronomici tipici italiani quali salumi, formaggi, oli d’oliva DOP e pasta forniti dall’ICE di Montreal (grazie al nuovo progetto veramenteitaliano.com).
La medaglia d’oro e quella d’argento sono andate al birrificio Birra del Borgo per le birre Re Ale e Té, la medaglia di bronzo è stata assegnata al birrificio B.A.B.B. per la birra Fusca, mentre il Piccolo Birrificio di Apricale ha ricevuto una menzione speciale per la birra Chiostro.
Il bilancio di questa prima edizione è stato decisamente positivo, tanto che la direzione ha già fissato le date per la prossima, che si terrà il 14 e 15 novembre 2008 sempre a Montreal in Canada.
Fonte | beverfood.com
Cosa si pratica a fare lo sport se dopo non ci si può premiare della fatica e delle calorie consumate con una bella scorpacciata senza sensi di colpa?
E in più, se sport e abbuffata fanno anche bene al prossimo, il gioco è fatto: domani a partire dalle ore 16 si disputerà il torneo ‘Grasso che cola’, triangolare fra squadre di ristoratori, enotecari (a giocare è il team dell’Associazione italiana sommelier) e giornalisti del settore, cui seguirà un goloso buffet i cui proventi saranno devoluti all’associazione Libera Terra di Don Ciotti, per la lotta alle mafie.
L’appuntamento per chiunque volesse partecipare e dare così il proprio contributo, è presso l’impianto sportivo ‘Fulvio Bernardini’ di Roma e il costo di ingresso, aperitivo e cena a buffet è di 15 euro.
Anticipazioni sul menu? Eccovi accontentati: i formaggi di Agricoltura Nuova, i sottoli di Agnoni, il provolone di Vernengo prodotto da Enzo Recco, i salumi di Cesare Morelli accompagnati dalla pizza di Pizzarium di Gabriele Bonci con la mozzarella di bufala di Agnena. E per finire la cioccolata di Concetto Centini. Il tutto condito con l’olio extravergine d’oliva dell’Acropoli di Puglia e innaffiato dai vini di Terre del Vino.