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Tutti gli articoli con tag sana alimentazione

Contorni: Broccolo romano ripassato.

pubblicato da Alessia

broccolo romani ripassato
E dopo l’insalata di rinforzo un broccolo ripassato è proprio quello che ci vuole. Gli ingredienti che ci occorrono sono: un broccolo romano, olive nere di gaeta, 3 alicette, olio extra vergine di oliva, peperoncino ed aglio italiano.

Per prima cosa lavate e tagliate il broccolo cercando di seguirne il disegno. Sbollentate in acqua salata. Private le olive del nocciolo. Prendete una padella antiaderente, mettete abbondante olio, lo spicchio di aglio ed il peperoncino. Aggiungete le alici ed il broccolo tagliato a pezzetti.

Cuocete per una ventina di minuti o comunque fino a quando il broccolo risulterà morbido, un po’ sfatto ma ancora a pezzi. Aggiustate di sale e se volete pepe e prima del termine della cottura aggiungete le olive. Potete servire caldo o freddo.

Foto | Flickr

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Uova: qualità, caratteristiche e produzione

pubblicato da Alessia

uova, produzione e qualitàOggi cercheremo di confrontare un uovo sia dal punto di vista nutrizionale che sensoriale rispetto alla sua produzione, quindi nello specifico cercheremo di capire come cambiano le caratteristiche dello stesso, se proviene da una gallina allevata in batteria piuttosto che da una allevata a terra.

Le uova di gallina hanno prezzi molto differenti, al supermercato possiamo comprarle partendo da € 0,15 centesimi, passando per uova genuine di paese a 0,30 per arrivare a prezzi forse un po’ fuori mercato ma con una loro valenza di o,60.

La Lav ha condotto un’indagine rilevando la propensione degli italiani a spendere un po’ di più per assicurarsi il consumo di uova prodotte da galline che siano allevate a condizioni migliori. Secondo una ricerca scientifica condotta nell’Università Statale della Pennsylvania, l’uovo prodotto da una gallina in batteria è meno ricca in nutrienti quali omega3, vitamine A e E. Per contro, la gallina allevata a terra ha un peso inferiore e un produzione più esigua.

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Ricette primi: zuppa di pane

pubblicato da Alessia

zuppa di pane

Gli ingredienti per questa ricetta sono pochi ed economici, nel dettagli: 1 cucchiaio di burro; 1 spicchio d’aglio; 1 cipolla piccola; 1 piatto fondo di pane raffermo, meglio se integrale; 1 litro di brodo di pollo o di verdure se preferite; 4 uova.

Capate l’aglio, tagliatelo finemente. Ripetete l’operazione per la cipolla e metteteli in una casseruola con il burro. Tagliate il pane a pezzetti e girate per un paio di minuti a fuoco medio. Aggiungete il brodo già caldo, coprite la casseruola e lasciate cuocere a fuoco basso per circa 15 minuti.

Versate la zuppa in quattro pirofiline. In ciascuna rompete un uovo e fate cuocere la zuppa al forno preriscaldato a 170-180° C per 10 minuti o comunque fino alla cottura desiderata dell’uovo. Salate e pepate a piacimento e se vi va, aggiungete un cucchiaio di formaggio. Servitela subito.

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Letture: Sì al biologico attento!

pubblicato da Alessia

attenti al biologico
Come mai compriamo i prodotti biologici? Sicuramente per motivi etici, rispetto dell’ambiente e per motivi salutari. Due buoni motivi che possono essere disattesi dalle aziende stesse che li propongono. Il primo è spesso il caso del greenwashing, ovvero con una pubblicità, che potremmo definire ingannevole, per mezzo della quale si comunica al consumatore di apportare delle migliorie strategiche al prodotto per farlo essere più ecologico possibile ed in linea con la propria politica etica. Il secondo motivo è quello che riguarda la nostra salute. Personalmente compro prodotti biologici per evitare che ci siano tutta una serie di sostanze quali pesticidi, ad esempio, e per aver la certezza che non siano modificati geneticamente, con la convinzione, evidentemente sbagliata, che gli ingredienti siano semplici e salutisti. Di fatto non è così per tutte le aziende produttrici. Per il greenwashing, molte sono le aziende che si vantano di ridurre, col fine di eliminarli del tutto, quei comportamenti nocivi per l’ambiente, pratiche non sempre portate a compimento.

Ci sono linee di prodotti biologici che costano relativamente poco, neanche il tempo di illudermi che il mondo stia cambiando in meglio, che mi cade l’occhio tra gli ingredienti dove scorgo olio di palma e di cocco. Olii che fanno sicuramente male all’organismo umano, favorendo l’ostruzione delle arterie, e che sono sotto i riflettori, poichè il loro utilizzo comporta la distruzione di molte foreste.

Avendo trovato prodotti biologici con questi ingredienti, vorrei solo sottolineare che il biologico si basa su dei disciplinari definiti, che non escludono evidentemente l’uso di alcuni prodotti scadenti. Insomma, il consiglio spassionato è di leggere attentamente le etichette di tutti i prodotti biologici evitando il più possibile: olii vegetali, ogm, coloranti, antiossidanti e conservanti, additivi vari, gli E 10o, 300 ecc… Sarebbe bene anche verificare da quali zone di produzione provengano, ma mi rendo conto che a quel punto lo sforzo da fare sarebbe grande ogni qualvolta si vada a fare la spesa. Senza demonizzare nessuno, ancor meno il biologico, siamo più critici nei nostri acquisti, ci farà sicuramente bene.

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Le caramelle dimenticate: le carrube.

pubblicato da Alessia

la caramella del passato: la carruba
Oggi parliamo di carrube, legumi che vengono mangiati crudi e che un tempo si davano ai bambini al posto dei dolciumi, per il loro sapore dolciastro, e che oggi sono rilegate all’alimentazione dei cavalli o come ingrediente sostitutivo del cioccolato in molte preparazioni ipocaloriche.

L’odore è particolare, formaggioso, il sapore è dolce, non stucchevole e ricorda vagamente il cacao. Ottima da sgranocchiare è ricca di fibre, quindi sazia, vitamine e minerali. L’assenza di sostanze come la caffeina rende la carruba il succedaneo ideale del cioccolato per chi soffre di allergie o ipersensibilità verso tali sostanze e si può mangiare prima di andare a dormire. Non è facile trovarla, ma ne vale la pena se si è a dieta.

Una raccomandazione è quella di fare attenzione ai semi che si trovano al centro del baccello, sono durissimi e numerosi.

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Verdure: come conservare i fagiolini.

pubblicato da Alessia

conservare i fagiolini
Volete i fagiolini croccanti per tutto l’anno? Raccoglieteli o comprateli freschi, lavateli e mondateli. Bolliteli in una pentola con 2/3 di acqua ed 1/3 di aceto per 4 minuti. Scolateli ed asciugateli con un panno e metteteli in un barattolo cospargendoli di olio extra vergine di oliva, aglio, peperoncino.

In questo modo, chiudendo bene il barattolo resistono per quasi un anno se si tengono al buio e al fresco. Li potrete consumare semplici con del limone, per guarnire paste e insalate di riso o per bruschette. Anche l’olio potrete riutilizzarlo in diverse preparazioni. Se li preferite meno croccanti, cuoceteli di più.

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Primo maggio: Fave e cicoria.

pubblicato da Alessia

fave e cicoria per il primo maggio
L’usanza vuole che la fava venga mangiata cruda con il pecorino nel giorno del primo maggio, oggi useremo la fava cotta insieme alla cicoria come vuole la ricetta pugliese. Per 4 persone occorrono: 300 gr di fave fresche; 1 cipolla; 1 spicchio d’aglio, sale, pepe ed olio extra vergine di oliva.

Sbollentate la cicoria in acqua salata. In una pentola a parte, fate bollire le fave con la cipolla e dopo cotte, frullatele. In una padella mettete l’aglio, se vi piace il peperoncino, e la cicoria strizzata. Una volta ripassata la cicoria ed aggiustata di sale, adagiatela sopra la purea di fave, già disposta nei piatti. Aggiungete un po’ di pepe ed un filo d’olio a crudo e servite se volete accompagnato da un crostone di pane e buon appetito.

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Formaggio: il Gorgonzola.

pubblicato da Alessia

formaggio lombardo, il gorgonzola
Il Gorgonzola è un formaggio di antiche tradizioni, le cui origini sono incerte. Si sa però che il primo nome fu stracchino di gorgonzola, poichè la produzione veniva fatta con il latte delle mucche di ritorno dalla transumanza e per questo stracche, ovvero stanche, nel paese alle porte di Milano, Gorgonzola appunto. Il suo affermarsi fu lento ma costante, conquistando i gusti di Gran Bretagna, Francia e Germania, tutti paesi che cercarono di imitarlo ed averne una propria versione.

Questo formaggio veniva utilizzato nel medioevo per curare disturbi gastro-intestinali, ed ancora oggi è un’importante fonte di fermenti lattici vivi, più dello yogurt. Inoltre, per lo sviluppo delle muffe, il latte deve essere pregiato e non inquinato e quindi di per sè è una garanzia di salubrità.

Come tutti i formaggi, è bene tirarlo fuori dal frigorifero anche un’ora prima di mangiarlo, per gustarne a pieno le caratteristiche. Un altro consiglio è quello di comperarne piccole quantità, poichè è un alimento vivo e si modifica facilmente. Gli usi in cucina poi, sono vastissimi e qui nel blog ce ne sono molti esempi. Gli abbinamenti col vino dipendono dal gorgonzola e dall’accoppiamento.

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Alla scoperta della frutta / 5

pubblicato da Manila Benedetto


E stiamo giungendo alla fine di questa guida alla frutta! Oggi vediamo un po’ come è divisa la produzione italiana di frutta. Prima di tutto ricordiamoci che i paesi dell’Unione Europea regolamentano i marchi di riconoscimento e le norme della produzione di frutta, che rientrano nelle DOP e nelle IGP, nonché delle coltivazioni biologiche e le STG - PAT.

Un frutto per essere DOP (denominazione di origine protetta)deve avere caratteristiche qualitative conformi al territorio e secondo norme di produzione, che vanno dalla semina alla raccolta, dalla trasformazione alla messa in vendita, nonché alla tipicità-tracciabilità del prodotto. Un frutto IGP (indicazione geografica tipica) ha regole meno ferree, e richiede che almeno una delle fasi del processo produttivo avvenga in una determinata zona. In sintesi: i prodotti DOP richiedono la produzione per il 100% in un territorio, gli IGP solo in parte.

Per le STG (specialità tradizionale garantita) si fa attenzione alla produzione tradizionale, non alla zona di produzione. L’agricoltura biologica ha delle precise norme di produzione senza uso di sostanze chimiche. Infine, solo in Italia ci sono anche i PAT (prodotti agroalimentari tradizionali) che proteggono tutto quello che è prodotto con metodi tradizionali in uso da almeno 25 anni, con un albo dedicato e molto limitato.

La frutta in Italia:

  • NORD: Mela Val di Non (DOP), Mela Alto Adige (IGP), Ciliegia Marostica (IGP), Marrone di San Zeno (DOP), Nocciola del Piemonte (IGP), Castagna Cuneo (IGP), Pera Mantovana (IGP), Marrone di Castel del Rio (IGP), Pera dell’Emilia Romagna (IGP), Pesca e Nettarina di Romagna (IGP).
  • CENTRO: Castagna del Monte Amiata (IGP), Marrone del Mugello (IGP), Kiwi Latina (IGP).
  • SUD: Castagna di Montella (IGP), Marrone di Roccadaspide (IGP), Limone Costa d’Amalfi (IGP), Limone di Sorrento (IGP), Nocciola di Giffoni (IGP), Fico Bianco del Cilento (DOP), Melannurca Campana (IGP), Limone Femminello del Gargano (IGP), Arancia del Gargano (IGP), Clementine del Golfo di Taranto (IGP), Clementine di Calabria (IGP), Arancia Rossa di Sicilia (IGP), Uva da tavola di Canicattì (IGP), Uva da tavola di Mazzarrone (IGP), Ficodindia dell’Etna (DOP).

Foto | Flickr

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Ricette: Pizza sfiziosa al radicchio.

pubblicato da Alessia

pizza al radicchio, mozzarella e scamorza affumicataPer l’impasto della pizza occorrono: 500 gr di farina, 1 cubetto di lievito di birra, 1 cucchiaino di zucchero o di malto, 1 presa di sale. Per il ripieno servono: 1 radicchio, 1 scamorza affumicata, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato; sale e pepe ed olio extra vergine di oliva.

Fate una fontana con la farina e mettete il sale. In una tazza d’acqua tiepida sciogliete il lievito con lo zucchero. Lavorate la farina fino a formare un impasto morbido e compatto. Coprite con un tovagliolo e fate lievitare per due ore. Tagliate il radicchio a listarelle e lavate bene.Tagliate la scamorza in quadratini piccoli. In una ciotola condite il radicchio con olio, formaggio, scamorza, sale e pepe.

Accendete il forno. A questo punto stendete la pasta e farcite con il radichio condito. Infornate la pizza a 200′ C finchè non sarà cotta. Per un tocco in più potreste mettere qualche fiocco di gorgonzola e qualche gheriglio di noce. Se per voi il radicchio è troppo amaro, aggiungete della cipolla tagliata fina.

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