
Per chiudere gli abbinamenti non restano che due cantanti, Nina Zilli e i Matia Bazar. La prima ancora in gara, i secondi fuori ieri sera. Ma è il caso di fare anche un brindisi al vincitore di Sanremo Social, Alessandro Casillo (che personalmente non ascolterò neanche sotto tortura) e alla vincitrice del premio Mia Martini, Erica Mou.
Matia Bazar. Della band storica resta solo il nome del gruppo e nient’altro, poi si è trattato solo di un alternarsi di voci femminili sempre molto pepperine sia nel fisico che nel timbro e di imbiancarsi di capelli dei personaggi maschili. Se non altro per l’emozione del duetto, per loro un buon vino Veneto, nomen omen, caratterizzato da sentori di frutta “matura” e una buona dose di “speziato”: Ripasso Valpolicella Classico Superiore dell’azienda Tommasi.
Nina Zilli. Un po’ retrò, un po’ amarcord, molto Mina in questa canzone, ma sicuramente una delle più belle voci femminili attualmente sul mercato discografico (per me). Per lei l’abbinamento è con una delle mie birre preferite, quelle a fermentazione spontanea, il Lambic. Acidula, sì, come spigolosa è la brava Nina, che però conquista e ti affascina. Per lei in alto i calici con: Iris di Cantillon.

Non so perchè, ma il viso così gioviale e simpatico di Rocco Papaleo mi fa venire in mente l’abbinamento “tarallucci&vino”. Cosa c’è di meglio, quindi, della ricetta dei tarallucci ai semi di finocchio, tipici di Lauria, paese d’origine della spalla di Gianni Morandi al Festival di Sanremo?
Gli ingredienti sono: 200 grammi di farina 00, 50 grammi di semola rimacinata di grano duro, 70 grammi di vino bianco secco, 60 grammi di olio evo, 5 grammi di lievito di birra, semi di finocchio, 1 cucchiaino di sale.
Su una spianatoia disponete le due farine a fontana e mescolate coi semi di finocchio (una manciata va benissimo). Nel mezzo mettete l’olio ed il vino a temperatura ambiente, in cui avrete disciolto il sale. Cominciate a mescolare e poi aggiungete il lievito sbriciolato. Lavorate l’impasto finchè non otterrete una palla morbida ed omogenea. Lasciate lievitare per 30 minuti. Poi tirate l’impasto e ricavate dei rotolini spessi un dito, richiudendoli a mo’ di tarallo. Disponeteli su una placca da forno unta d’olio e fate riposare per altri 30 minuti. Infornate a 190° C per 20 minuti.
Foto | Flickr

E finalmente, stasera, si proclamerà il vincitore del Festival! Colui, o colei, o coloro che avranno l’onore di scandire ogni momento della nostra giornata, dall’alba al tramonto, per i prossimi 6 mesi, grazie alla discreta, si fa per dire, insistenza delle radio. E per una serata speciale ci vuole un ospite davvero speciale: quest’anno la direzione artistica tira fuori dal cilindro nientepopodimenoché i Cranberries.
Ci aspetta una serata che parla gaelico e suona celtico, dunque, ma a tavola? Essendo un gruppo in cui ogni elemento deve avere il suo ruolo, li abbiamo immaginati come una ricetta elaborata: gli scones con panna montata e confettura di mirtilli rossi. Gli scones sono un piatto tipicamente inglese, ma qui sono rivisitati in omaggio alla loro musica spesso militante e devota alla causa dell’indipendenza irlandese; la panna rappresenta la dolcezza spumeggiante e la bellezza eterea della leader Dolores che avvolge gli altri membri della band che, beh, fate un po’ voi, sono proprio i mirtilli rossi della confettura.
Per soddisfare 6 persone con gli scones vi servono 450 g di farina, 4 dl di latte, 2 cucchiaini di lievito in polvere, 50 g di burro, 1 cucchiaio di succo di limone, 1 cucchiaino di sale, confettura di mirtilli rossi e panna montata q.b.
Setacciate 400 g di farina con il lievito, unite il burro a cubetti e lavorate a mano. Emulsionate il succo di limone con il latte, fate riposare un minuto e aggiungete all’impasto. Stendete la pasta e ricavatene scones dal diametro di 5 cm che spennellerete con il latte prima di infornarli a 230° per 20 minuti. Una volta fuori dal forno conservateli in un panno pulito per farli restare soffici e caldi fino al momento di servirli con panna e confettura di mirtilli rossi.
Foto | Flickr e Courtesy Cranberries

Ivana Mrazova avrebbe dovuto essere l’unica valletta di Sanremo, ma poi per motivi vari è nadata diversamente, come avrete ben visto. Quindi a lei abbiniamo un dolce, per premiarla, e delle sue zone, tra l’altro: la torta alla vaniglia della citta di Praga, dalle origini ceche, come lei.
Gli ingredienti sono: 150 grammi di farina 00, 1/2 cucchiaino di lievito per dolci, 60grammi di zucchero, 1 uovo, 70 grammi di burro. Per la crema: 750 ml di latte, 110 grammi di semolino fine, 10 grammi di farina di riso, 60 grammi di zucchero, 2 uova leggermente sbattute, mezzo baccello di vaniglia, buccia di metà limone.
Preparate prima la frolla, mescolando uova, zucchero e burro a tocchetti; poi incorporando la farina ed il lievito. Tenetela in frigo per un’ora. Intanto preparate la crema, facendo sobollire il latte con la vaniglia ed il limone. Poi miscelate il semolino, la farina di riso, le uova e lo zucchero. Aggiungete alla miscela il latte (dopo aver tolto vaniglia e limone), finchè non otterrete una crema liscia. Stendete la frolla, tenendone da parte un po’ per la decorazione e adagiate su di essa la crema tiepida. Stendete la frolla sopra come preferite (a mo’ di crostata o altro). Infornate a 160° C per 30 minuti. Potete anche spolverizzare con zucchero a velo o frutta.
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Elisabetta Canalis vs Belen Rodriguez: la prima un po’ più taciturna, silenziosa, quasi senza nè sale nè pepe, direi; la seconda un vulcano in eruzione, all’opposto. Per questo vedo bene abbianate alla Canalis, co-conduttrice del Festival della canzone italiana, questo piatto di lasagne al pane carasau, in versione light, ovviamente, visto che ci siamo accorti tutti quanto tenga alla linea!
Gli ingredienti per una teglia di lasagne sono: pane carasau, pomodorini freschi, pecorino sardo, melanzane, mozzarella light, foglioline di basilico, pochissimo olio evo, sale.
Accendete subito il forno a 180° C. Tagliate la mozzarella e i pomodorini a fettine, così come anche le menlanzane. Grigliate queste ultime sulla piastra. Bagnate il pane carasau velocemente con dell’acqua tiepida, in modo che si ammorbidisca. A questo punto iniziamo con gli strati, alternando pane carasau, melanzane, mozzarella, pomodorini, formaggio e basilico, assieme ad un filo d’olio ed un po’ di sale. Continuate così, fino ad arrivare all’ultimo strato, che condirete solo coi pomodorini. Infornate per circ 20 minuti.
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Per fortuna ieri sera ci son stati i grandi ospiti a risollevare le sorti del Festival. Patty Smith come un buon rum agricolo invecchiato, e AI Jarreau come un McKinlay&Co, il whisky trovato dopo 100 anni che fu abbandonato in Antartico da Ernest Shacklebury, ed ancora Skye (una MyAntonia di Birra del Borgo) e José Feliciano (uno Jerez spagnolo), che hanno decisamente alzato la qualità dell’edizione 2012 di Sanremo e come dicono gli amici di Tvblog, anche un po’ l’Auditel.
Arisa. Per la giudice di X Factor, già vincitrice di Sanremo Giovani, la partecipazione a questa edizione del Festival 2012 è abbastanza “ni” e andrebbe decisamente “rianimata”. Per lei, che è fintroppo regionalista e legata alla sua Basilicata, brindiamo con un vino dell’altra parte dell’Italia: un buon Gewurztraminer, aromatico, fresco, intrigante. Etichetta: Gewurztraminer 2010 - Cantina Produttori Bolzano.
Chiara Civello. Confesso di non sapere molto di questa cantante, e di conseguenza mi baso solo su quella che è la sua canzone e la sua descrizione sul sito ufficiale di Sanremo. Mi basta leggere le prime righe: “Voce calda, poesia e armonie sorprendenti, sono solo una parte di ciò che rende la sua musica così irresistibile”. Per lei, quindi, scelgo un Erbaluce di Caluso passito della Cooperativa Produttori di cui ho un buon ricordo e che abbinerei bene su uno strudel di mele artigianale.
La ribollita è un piatto tradizionale della gastronomia italiana, così come Gianni Morandi è uno dei simboli della tradizione canterina del Belpaese. Da ciò nasce questo abbinamento tra il presentatore di Sanremo ed il piatto toscano, ma anche perchè quest’anno è ancora più “ribollito” del solito, non credete anche voi?
Gli ingredienti per questo piatto sono: 1 ciuffo di cavolo nero, 1/4 di cavolo verza, 1 mazzetto di bietola, 1 porro, 1 cipolla, 2 patate, 2 carote, 2 zucchine, 2 gambi di sedano, 300 g. di fagioli cannellini, 2 pomodori pelati, olio evo, sale e pepe, 250 g. di pane casalingo raffermo
La sera prima bisogna mettere i fagioli a bagno; poi andranno lessati in acqua salata per ben due ore. In un’altra pentola, fate rosolare la cipolla tritata con l’olio e poi aggiungete tutte le altre verdure tagliate grossolanamente. Fate appassire il tutto per 10 minuti ed aggiungete i fagioli assieme ad un bel po’ della loro acqua di cottura. Regolate di sale e pepe e fate cuocere a fiamma bassa per due ore. A questo punto, aggiungete il pane tagliato a pezzi e fate bollire per altri 10 minuti. Servite con un goccio di olio a crudo.
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Le lunghissime gambe di Belen Rodriguez (e non solo) le abbiam viste proprio tutti; la soubrette argentina ha dato un tocco di brio, di afrodisiaco a questo Festival di Sanremo. Perciò, per lei, non poteva mancare una ricetta altrettanto afrodisiaca, a base di “cosce d’oca” (notate l’assonanza?) croccanti, con patate alla senape.
Gli ingredienti per una cenetta romantica in due sono: 2 cosce d’oca, 10 grammi di senape in grani, rametti di timo e dragoncello, spezie varie (paprika, curcuma, curry), olio evo, pepe e sale grosso rosa dell’Himalaya. Per le patate: 4 patate di media grandezza, senape di Digione in salsa.
Appiattite leggermente con un batticarne le cosce, dopo averle lavate. Poi spalmatele di senape e copritele con le spezie; pepate e irrorate con abbondante olio, lasciando riposare per un paio d’ore. Poi cuocete in una padella antiaderente per una ventina di minuti. Solo all’ultimo, praticate un’incisione e cospargete con grani di sale dell’Himalaya. Intanto, dopo aver bollito le patate, schiacciatele e mescolatele con la salsa di senape. Poi date loro la forma di uno sformatino e passatele 10 minuti in forno, prima di servire tutto insieme. Non assomiglieranno di sicuro alle cosce della Belen, ma saranno ottime lo stesso, ve lo assicuro!
Foto | Flickr

Altra serata altro superospite straniero (ma che ci troveremo poi…): è la volta di David Garrett, l’enfant terrible dell’archetto. Violinista talentuoso, in grado di spaziare da Vivaldi agli U2 senza battere ciglio, il musicista trentenne, anche piuttosto belloccio, ha la doppia nazionalità statunitense e tedesca e viene da Aquisgrana, città della Germania al confine con Belgio e Paesi Bassi.
Non a caso, dunque, dovendocelo immaginare come un piatto, abbiamo pensato a una crema di cavolfiori, che unisce la fluidità e la consistenza della cucina franco-belga (e ci fa pensare alla gestualità di quando suona il suo Stradivari) al sapore deciso dei cavolfiori, elemento immancabile della tradizione tedesca. La vellutata, poi, chic e delicata, fa molto musica classica che, diciamocelo, a Sanremo ci sta un po’… come i cavoli a merenda, appunto.
Per 6 persone vi occorrono 1 bel cavolfiore grande, 1.5 l di brodo di pollo, 45 g di burro, 40 g di farina, 1 pizzico di noce moscata, 1 uovo e 2 tuorli, 0.3 dl di latte e dl di panna montata, 75 g di mollica di pane, prezzemolo, sale e pepe q.b.
Lessate il cavolfiore per 12 minuti e riducetelo in cimette. Sciogliete 30 g di burro in casseruola, unite la farina e cuocete per 2 minuti, poi versate il brodo e togliete dal fuoco. Frullate il cavolfiore con la noce moscata, i tuorli e mettete il composto nella casseruola, di nuovo sul fuoco. Realizzate delle palline con la mollica di pane, l’uovo, il burro rimasto, il latte e 2 cucchiai di prezzemolo tritato che cuocerete nella zuppa per 5 minuti, al termine dei quali unirete anche la panna montata.
Foto | Flickr, Courtesy David Garrett

A Sanremo Francesco Renga si è presentato con la canzone La tua bellezza, un testo molto sensuale. Canta Renga:
E ti guardo perché sei perfetta
mentre togli il vestito di fretta
non rimane che la meraviglia
che la tua pelle nuda risveglia
ogni mio desiderio si incendia
Con parole così infuocate un piatto hot è d’obbligo. Se Francesco Renga fosse un piatto sarebbe, secondo me, delle patate al cartoccio con burro aromatizzato all’arancia. Per rimanere in tema piccantino, il cartoccio delle patate, a mo’ di camicia, andrebbe aperto molto lentamente, lasciando che il burro si sciolga. Eccovi la ricetta, adattata dal libro Love cooking. Ricette per accendere la passione edito da Aliberti.
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