Mi sono detta: quanto tempo è che non mangio coniglio? Parecchio, nonostante qui a Roma, come vi ho già spiegato in passato, sia uno dei piatti preferiti. Per questa volta ho scelto una ricetta davvero classica, di quelle che potete trovare più o meno in tutti i manuali dell’autentica cucina romanesca: il coniglio alla cacciatora alla maniera della Capitale. Non vi resta che provarla!
Ingredienti: carne di coniglio in pezzi (circa 200-250 g a persona), 3 alici ben pulite e senza lisca, ½ peperoncino, 2 bicchierini di aceto di vino, 2 spicchi d’aglio, rosmarino e olio q.b.
Come si prepara: in un tegame abbastanza grande scaldate un po’ d’olio e fate rosolare per bene il coniglio mescolando spesso. Insieme, a crudo, metteteci anche qualche rametto di rosmarino, 2 alici, il peperoncino e un bicchiere d’aceto. Coprite e portate a cottura a fuoco medio: ci vorrà una ventina di minuti. Nel frattempo, pestate in un mortaio l’aglio con l’altra alice e il resto dell’aceto: quando la carne sarà quasi cotta versate nel tegame questo pesto e fatela andare ancora per 10-15 minuti a fuoco alto.
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Se non vi piace molto la carne di cavallo, ma comunque vi è stata consigliata, provate questa panatura che ne camuffa molto il sapore, se invece l’apprezzate, probabilmente questo non è il modo migliore per gustarsela, ma è comunque una ricetta sfiziosa. Ingredienti: fettine sottilissime di carne di cavallo, in commercio se ne trovano tagliate a carpaccio; 1 uovo; noce moscata; pepe; zenzero; sesamo; pan grattato e olio extra vergine di oliva.
In una tazza sbattete l’uovo con noce moscata e zenzero grattati e un pizzico di pepe. In un piatto mischiate il pan grattato con il sesamo. Se le vostre fettine sono alte, schiacciatele con un batticarne, mettendo la fettina tra due fogli di carta forno, così facendo eviterete che la carne si attacchi e sfaldi. Passate la fettina nell’uovo, eliminando l’eccesso sul bordo della tazza. Operazione importante per avere una giusta proporzione tra carne e crosta.
Passatela nella panatura e poi cuocete in padella con olio ben caldo. Girate da una parte e dall’altra e fate scolare la fettina su della carta assorbente. Normalmente non c’è bisogno di aggiungere sale, visto che la carne è più saporita e che il sesamo unitamente alle altre spezie ne arricchiscono il sapore, ma se lo ritenete necessario, aggiungete il sale a fine cottura.
C’è tutto il calore del Messico e dei quadri della bravissima pittrice Frida Kahlo, in questo film che racconta proprio la sua biografia. E non poteva essere meno caliente e vivace anche il piatto che Frida e il suo neomarito Diego gustano il mattino dopo la prima notte di nozze: un corroborante mole poblano che è anche uno dei piatti nazionali del Paese centroamericano. Frida è una giovane messicana che scopre la pittura costretta a letto da un terribile incidente stradale che condizionerà in vario modo tutta la sua vita, durante la quale scoprirà anche la passione, l’amore libero e la politica. La figura di una donna ultramoderna morta nel 1954 a soli 47 anni.
Cosa vi occorre per 8 persone: 1 tacchino tenero, 2 peperoncini tipo anchos, 2 tipo mulatto, 2 tipo pasilla, 1 chipotle, 3 pomodori grandi maturi, 50 g di mandorle, 50 g di uva passa, 2 cucchiai di semi di sesamo tostati, ½ rotolo di pane fritto, 1 pizzico di polvere di chiodi di garofano, 1 pizzico di cannella, 1 cipolla media, 3 spicchi d’aglio, 1 cucchiaino di zucchero, ¼ do tavoletta di cioccolato fondente, 1 tortilla, burro e pepe macinato q.b.
Come si prepara: il giorno prima di preparare questo piatto, eliminate i semi da tutti i peperoncini, quindi arrostiteli sul fuoco e poi lasciateli immersi in acqua salata per la notte. Il giorno dopo scolateli e teneteli da parte mentre triterete insieme le spezie con parte dei semi di sesamo, la tortilla e il pane, la cipolla precedentemente fritta e l’aglio arrostito. Intanto rosolate nel burro il tacchino a pezzi, aggiungete i pomodori tagliati grossolanamente e il chipotle, quindi gli altri peperoncini e portate lentamente a cottura aggiungendo acqua in cui avrete sciolto lo zucchero e il cioccolato. Servite caldo, cosparso con le mandorle, l’uvetta e i semi di sesamo rimanenti.
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Dovete preparare una grigliata con gli amici, ma volete cucinare qualcosa di diverso dal solito … Che ne dite di preparare gli hamburger in casa anziché comperarli? Potrebbe essere un’ottima idea, di sicuro sarà molto più economica e salutare come opzione.
Per preparare gli hamburger per 6 persone vi occorreranno: 500 grammi di manzo tritato; 100 grammi di prosciutto cotto in un’unica fetta; 2 tuorli d’uovo; 30 grammi di farina; sale e pepe.
Tritate finemente il cotto e versatelo in una ciotola assieme al macinato, incorporando dopo anche le uova, il sale e il pepe. Lavorate bene il composto con le mani per renderlo omogeneo e suddividetelo in 4 parti, da cui ricaverete i vostri hamburger, avendo l’accortezza, prima, di infarinarvi le mani. Compattate la carne e schiacciateli uniformemente. Cuoceteli su una griglia ben calda, per 5-6 minuti, rigirandoli con una paletta a metà cottura.
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Quando viene l’estate e devo invitare qualcuno a cena inizio a farmi un sacco di problemi su quale secondo piatto proporre, specialmente se ho optato per una cena a base di carne, ma desidero comunque la leggerezza e il gusto. Sfogliando qualche rivista ho trovato questo arrosto semplice e saporito, ottimo anche freddo, che ha fatto proprio al caso mio. Provatelo!
Cosa vi occorre per 4 persone: 800 g di petto di vitello, 400 g di spinaci, 1 zucchina, 1 porro, 320 g di funghi porcini, 1 carota, olio, sale e pepe q.b.
Come si prepara: aprite a metà il petto di vitello e appiattitelo con il batticarne in modo da farlo diventare come una fetta unica. Nel frattempo mondate e lavate tutte le verdure e tagliate a bastoncini la zucchina, il porro e la carota, quindi rosolateli in padella con un filo d’olio. Dopo un po’ unite anche i funghi a fettine e gli spinaci, aggiustate di sale e di pepe. Salate anche la carne, copritela con la verdura e arrotolatela su se stessa fissandola alla fine con lo spago da cucina. Rosolate l’arrosto così ottenuto in un tegame e completate la cottura in forno a 180° per 20 minuti e fatelo riposare per 10 prima di affettarlo e servirlo.
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Questa è una ricetta di quelle che definirei ‘di fiducia’ perché la fonte è un’amica di mia madre, Laura (se mi legge la saluto tanto), che è un vero asso ai fornelli. Più leggero del classico polpettone ‘con l’occhio’ (cioè l’uovo sodo) che vedete in foto, questo è ottimo da gustare sia caldo che freddo. Non vi resta che provare!
Cosa vi occorre: 5-600 g di carne macinata mista (manzo, tacchino e salsiccia), 2 uova intere, 2 cucchiai abbondanti di parmigiano, 2 cucchiai di pangrattato, 1 dado, farina, vino, olio e burro, sale q.b., 1 carota, 1 cipolla, sedano e salvia.
Come si prepara: impastate insieme i tre tipi di carne, unite le uova, il parmigiano e il pangrattato, quindi lavorate bene. Date al composto la forma di un polpettone e passatelo nella farina, quindi fatelo rosolare a fuoco vivo in una casseruola dove avrete sciolto insieme olio e burro. Togliete dal fuoco, cambiate l’olio e rosolatevi gli odori tagliati grossolanamente. Quando saranno dorati, sfumate con il vino bianco e aggiungete sufficiente acqua in cui sciogliere il dado. Al bollore del brodo, rituffatevi dentro la carne e cuocetela per una quarantina di minuti. Scolatela, passate al passaverdure gli odori e con questo sughetto coprite il polpettone che servirete affettato.
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La tavola della Pasqua russa si comincia a preparare già dal giovedì Santo, perché la tradizione vuole che debba essere sempre pronta, qualora arrivasse una visita all’improvviso o un ospite inatteso, cui si è in dovere di offrire da bere e da mangiare. Anche per questo motivo i piatti tipici della festa, soprattutto quelli di carne e di pesce, sono tutti da servire freddi, come questo porcellino al forno.
Cosa vi occorre: 1 maialino da latte, succo di limone, foglie d’alloro, pepe nero in grani, sale, burro.
Come si prepara: mettete il maialino pulito a marinare per 4-8 ore (a seconda della grandezza) in acqua bollita con il succo di limone, l’alloro e il pepe, quindi asciugatela per bene, salatela e spalmatela di burro sia all’interno che all’esterno. Infornate a 220° proteggendo le parti delicate coprendole con gusci d’uovo oppure con pezzetti di pasta (farina, acqua e sale). Per verificare la cottura, sforacchiate la carne con un ago: quando il sugo che ne fuoriesce è trasparente, allora vuol dire che è pronto.
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Archiviato, almeno per quest’anno, il Carnevale, anche in Russia si torna alla normalità con una ricetta tipica a base di una carne che forse qui da noi sarà un po’ difficile da reperire: quella di alce. Ma dal momento che mai dire mai è una legge universale, io ve la propongo: ha un gusto unico.
Cosa vi occorre per 4 persone: 600 g di carne di alce, 2 cipolle, 2 carote, concentrato di pomodoro, 4 patate, acqua q.b, aceto, foglie di alloro e pepe nero macinato.
Come si prepara: mettete la carne fatta a pezzi in poca acqua calda aromatizzata con aceto, alloro e pepe per almeno 4-8 ore. A questo punto affumicate la carne e lessatela per un’ora in acqua. Nel frattempo, in un tegame di porcellana, soffriggete insieme le cipolle fatte ad anelli e le carote tagliate in pezzi grossi, aggiungete il concentrato di pomodoro e da ultimo anche le patate a fette. Unite la carne di alce e portate a cottura; servite caldo.
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Tra pochi giorni sarà la festa degli innamorati. Comunque la pensiate in merito, non ci sta male una cenetta a due, magari a lume di candela… se ci tenete a un finale a sorpresa, fondamentale sarà restare leggeri e scegliere un menu semplice, ma in grado di stuzzicare i cinque sensi. Potete provare questo filetto al tartufo con un contorno di patate al forno a rondelle e come dessert (ve li raccontiamo domani) dei sofficissimi muffin al cioccolato e banana. Il successo è assicurato!
Cosa vi occorre: 4 fettine di filetto di manzo, 10 g di tartufo nero conservato (in alternativa potete utilizzare del burro al tartufo, ma in questo caso non aggiungete olio), 15 g di burro, 1 cucchiaio d’olio d’oliva, ½ dl di panna fresca, ½ bicchierino di Marsala, sale e pepe q.b.
Come si prepara: tritate finemente o grattugiate il tartufo e aggiungete un cucchiaino d’olio, mescolando con cura. In una padella scaldate il burro e il resto dell’olio, quindi unite la carne e fatela cuocere per 3 minuti per parte. Nel frattempo stiepidite la panna in un pentolino. Bagnate la carne con il Marsala facendolo evaporare, aggiungete il tartufo tritato unito all’olio e alla panna, aggiustate di sale e di pepe. Girate le fette un paio di volte nel composto sul fuoco, quindi sistemate la carne nei piatti caldi. Riducete il fondo di cottura fino a ottenere una salsa vellutata con la quale coprirete la carne. Servite subito.
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Non si trovano mai molte ricette per cucinare il coniglio che, come tutte le carni bianche, è leggero e quindi indicato nelle diete, digeribile e saporito. Con questa preparazione a base di vino rosso, certo, si aggiunge qualche caloria (che in Russia, viste le temperature, non fanno fatica a smaltire), ma anche il gusto ci guadagna.
Cosa vi occorre: 4 cosce di coniglio, 150 g di patate, 2 cipolle, 30 g di porcini secchi o 60 g di prataioli freschi, 2 tazze di vino rosso, 2 cucchiaini di concentrato di pomodoro, sale, il verde del finocchio e del prezzemolo.
Come si preparano: tagliate le patate a pezzi medi e rosolatele in una casseruola dai bordi bassi, dove aggiungerete anche le cipolle e i funghi soffritti a parte e le cosce di coniglio in pezzi, dorate nel burro. Unite il vino rosso e il concentrato di pomodoro che avrete fatto saltare con una punta di farina e sale e lasciate stufare a puntino. Servite caldo accompagnato da verdura e da una composta di mirtilli rossi macerati.
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