Ricordate il punto del film Sapori e dissapori in cui la grande chef Kate, disperata perché la nipotina Zoe, a lei affidata dopo la morte della madre, si abbassa a prepararle dei semplici bastoncini di pesce pur di farla mangiare? Il consiglio le veniva da una collega esperta nel trattare con i bambini. Ahimé, la piccola Zoe non li mangerà… ma noi sì! Una ricetta per preparali in casa e rendere felici i vostri bambini.
Cosa vi occorre: 3 fette di pane francese, 3 cucchiai di maionese light, 2 cucchiaini d’acqua, ½ cucchiaino di scorza di limone grattugiata, 1 cucchiaino di succo di limone, 700 g di filetti di pesce tagliati in bastoncini di larghezza di circa 2.5 cm (ma potete pensare anche a delle pepite, come nella foto).
Come si preparano: passate nel mixer il pane già ridotto in cubetti finché non risulterà completamente sbriciolato, quindi mettetelo in una teglia unta e infornatelo a 180° per circa 12 minuti o finché non sarà scurito. Intanto unite la maionese al succo e alla scorza di limone e all’acqua e mescolate bene. Passate i bastoncini di pesce nel composto e poi nel pane, fatelo aderire bene e adagiateli in una teglia unta. Cuocete in forno a 200° per 25 minuti o finché la superificie non risulterà croccante e dorata.
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Concludiamo oggi questo lungo viaggio intorno al mondo fra le tradizioni culinarie dei Paesi che partecipano alla Coppa del mondo di calcio 2010. D’ora in avanti lasceremo spazio alle partite, al cuore, al tifo, quello vero. Terminiamo con la Svizzera, un’unione ben riuscita, ma molto localizzata, delle cucine italiana, francese e tedesca, ma con specialità spesso sconosciute, che non arrivano al di là della vallata d’origine. Io ho scelto di preparare i gratin di salmone, piccoli sformatini che, vedrete, riprendono elementi da tutte e 3 le tradizioni.
Cosa vi occorre: 350 g di filetti di salmone, 2 lime biologici, 4 cucchiai d’olio d’oliva, 2 cipolle rosse, 2 spicchi d’aglio, 1 mazzetto di dragoncello, 40 g di burro, 4.5 dl di panna, 115 g di groviera (o emmental, basta che sia svizzero!), pane casereccio, sale e pepe.
Come si preparano: in una ciotola mettete il salmone a cubetti, irroratelo con il succo e la scorza grattata dei lime. Fate riposare per 10 minuti. Rosolate in padella nell’olio le cipolle tritate per 3 minuti senza farle bruciare, poi distribuitele in stampi monoporzione imburrati. Al salmone aggiungete il dragoncello tritato e la panna, salate e pepate, mescolate. Distribuite il composto negli stampi, cospargete con il groviera grattugiato e fate gratinare in forno per 6 minuti finché il salmone non sarà cotto e la superficie dorata e croccante. Accompagnate con fette di pane casereccio e insalata verde mista.
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È una cucina semplice ma saporita quella dell’Honduras, vasto Paese centroamericano che inaugura il girone H, l’ultimo di questi Campionati del mondo. Succhi di frutta esotica, salse piccanti, pollo e tanto pesce (che qui costa pochissimo) compongono l’alimentazione tradizionale del suo popolo, e noi abbiamo scelto per voi un piatto a base di pesce tipico di Ceiba, una città portuale nel nord del Paese. Ma vista la quantità d’aglio non specificata, perché deve essere proprio abbondante, vi consigliamo di consumarlo in solitudine.
Cosa vi occorre per 6 persone: 675 g di filetti di pesce bianco, ½ tazza di farina, 12 chiodi di garofano, 3-4 cucchiai d’olio, aglio a volontà, sale, pepe, prezzemolo e paprika q.b., fettine di lime.
Come si prepara: lavate i filetti di pesce, sgrullate via l’acqua e infarinateli per bene. In una padella scaldate l’olio a media temperatura (senza raggiungere, cioè, il suo punto di fumo) con i chiodi di garofano e rosolate il pesce da un lato per 3-4 minuti. A questo punto giratelo, e con una spatola cospargetelo dell’aglio finemente tritato. Cuocete per altri 3-4 minuti e giratelo di nuovo. Togliete i filetti dal fuoco, fateli asciugare su carta assorbente, quindi passateli in un’impanatura fatta da prezzemolo tritato, paprika, sale e pepe. Lasciate riposare per 5 minuti e servite coperto di fettine di lime, accompagnato da insalata, tortillas e riso.
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Oggi inauguriamo il Gruppo B con la Nigeria, popolassimo Paese africano che si scontrerà nel girone con Argentina, Corea del sud e Grecia. Tra le zuppe e gli stufati che potevo scegliere, vi propongo invece l’aragosta piri piri, a dimostrazione che quello che qui consideriamo un Paese povero, invece è molto ricco almeno da un punto di vista, quello gastronomico. Il piri piri, per chi non lo sapesse, è una spezia piccante che dal Portogallo si è diffusa in tutto il mondo.
Cosa vi occorre per 4 persone: 2 aragoste già cotte, 230 g di gamberetti, 400 di riso cotto, 450 g di pomodori pelati, 1 cucchiaio di gamberetti essiccati, 2 cipolle, 1 peperone verde, 1 peperoncino verde fresco, 1 mazzetto di coriandolo, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 0.6 dl di olio extravergine d’oliva, 10 g di zenzero fresco grattugiato, sale e pepe q.b.
Come si prepara: affettate sottilmente le cipolle e soffriggetele in olio con lo zenzero, i pomodori e il concentrato di pomodoro per 5 minuti. Aggiungete nel tegame di cottura i gamberetti essiccati, il peperoncino e il coriandolo tutti e 3 tritati. Lasciate, però, a parte un rametto di coriandolo per la decorazione finale del piatto. Tagliate a pezzi il peperone privo dei semi e aggiungetelo come pure i gamberetti. Mescolate. Unite 6 dl d’acqua, portate a ebollizione e cuocete per 30 minuti. A questo punto aggiungete le aragoste già cotte alla salsa e scaldate a fuoco medio per alcuni minuti, poi preparate i piatti nel seguente modo: un letto di riso lessato, le aragoste, coprite con la salsa e guarnite con il rametto di coriandolo.
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Ricordando che martedì ovunque si può trovare il pesce fresco, mi accingo a insegnarvi una ricetta un po’ diversa a base di scampi. Il piatto è molto raffinato e afrodisiaco, quindi vi consiglio di invitare subito a cena il vostro partner: non se ne pentirà… ci siamo capiti.
Cosa vi occorre: 1,5 kg di scampi, 50 g di burro, 1 cipolla, 300 g di funghi, spumante q.b., 2 tuorli d’uovo, panna fresca per cucinare.
Come si preparano: lavate bene gli scampi, sgusciateli e risciacqua teli accuratamente. Fateli rosolare in una padella con il burro e la cipolla tritata. Aggiungete i funghi a fettine e irrorate con lo spumante facendolo evaporare e cuocete per 15 minuti. Scolate gli scampi con i funghi e aggiungete al fondo di cottura i tuorli e qualche cucchiaio di panna, mescolando e cuocendo a fuoco basso. Adagiate scampi e funghi in una pirofila, coprite con la salsina ridotta e passate in forno caldo per 10 minuti.
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Si dice “Carnevale ogni scherzo vale”, ma il primo d’aprile ha certamente una deroga. Non si sa per certo quale sia l’origine del cosiddetto pesce d’aprile, probabilmente era connesso al fatto che prima delle riforma gregoriana, il Capodanno cadeva proprio in questo periodo, in concomitanza con la ‘rinascita’ della natura in primavera. E fu così che in Francia iniziò a diffondersi l’uso di consegnare, il primo di aprile, pacchi regalo che in realtà erano vuoti. Se oggi volete celebrare questa festa, potete preparare insieme a me il pesce finto.
Cosa vi occorre: 500 g di patate, 3 scatolette di tonno da 80 g, 2 cucchiai di capperi piccoli, 2-3 cucchiai di porto, maionese q.b. Per guarnire: lattuga, cetriolini, ravanelli, carote e olive nere.
Come si prepara: bollite le patate, sbucciatele e schiacciatele come per fare il puré. Intanto scolate bene il tonno dall’olio e tritatelo, sciacquate i capperi e triturateli. Unite tra loro tutti gli ingredienti e lavorateli un po’ a mano prima di passare il composto nel mulinello. Aggiungete il porto e tanta maionese quanto basta per ottenere un composto fluido e dai sapori ben amalgamati. Eventualmente aggiustate di sale. Date al composto la forma di un pesce, livellatene la superficie e guarnitelo. Potete servirlo su un letto di lattuga, fare l’occhio con una fettina di carota, le squame con i cetriolini o le olive contornarlo con un bordo di maionese.
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Calamaretti o polpetti, comunque li chiamiate, li troverete deliziosi preparati alla maniera di questa ricetta tradizionale: alla Luciana. Chissà se il nome si deve a qualche mamma o nonna superba ai fornelli (se lo sapete scriveteci), certo è che è un piatto che incanta, springionand tutti i profumi del Mediterraneo…
Cosa vi occorre: calamaretti, pomodori, olio, aglio, olive nere, peperoncino, prezzemolo. Le dosi, come in tutte le ricette della tradizione, vanno un po’ a occhio. Per stavolta è assolutamente bandito il sale.
Come si preparano: in una casseruola abbastanza capiente, mettete gli ingredienti tutti insieme, il pesce pulito, i pomodori e le olive a pezzetti, il peperoncino sminuzzato, il prezzemolo tritato. Niente sale perché l’acqua che i calamaretti tireranno fuori sarà già abbastanza saporita. Coprite con un coperchio e portate a cottura a fuoco lento. Buon appetito.
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Se pensate di preparare per il/la vostro/a partner una cena speciale in occasione della festa degli innamorati, vi suggerisco questo secondo di classe, raffinato ma al tempo stesso semplice da preparare anche per chi è meno a suo agio tra i fornelli: il salmone grigliato in salsa di radicchio trevigiano.
Cosa vi occorre: 300 g di filetti di salmone fresco, 150 g di radicchio rosso (melius abundare…), 3 filetti di acciuga lavati e dissalati, 10 g di capperi sott’aceto sciacquati, 40 g di olio, succo di limone, sale e pepe q.b.
Come si prepara: ungete la griglia d’olio, fatela scaldare, quindi cuocete i filetti di salmone 6 minuti per lato. Intanto frullate insieme il radicchio in pezzi, le acciughe e i capperi, aggiungendo l’olio e il succo di limone e aggiustando di sale e pepe. Cospargete con la salsa i filetti di salmone e servite il piatto accompagnato da patate prezzemolate.
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Avete letto bene: non si tratta di gamberi alla birra, ma di gamberi con la birra, perché pare che in Russia sia un accostamento molto amato. Certo, per noi sarà difficile trovare quei bei gamberi pescati nel nord, ma potremmo facilmente arrangiarci con quello che ci offre il mercato… anche per la birra!
Cosa vi occorre: gamberi interi (i migliori si pescano tra maggio e settembre), 1 finocchio, 3 carota, 1 cipolla, prezzemolo, dragoncello, foglie di alloro, sale e pepe q.b.
Come si prepara: dopo averli accuratamente lavati, facendo attenzione a non romperli, cuocete i gamberi i abbondante acqua salata cui avrete aggiunto i finocchi e la cipolla a pezzi, le carote intere, le erbe e il pepe. Portate a ebollizione e bollite per 10-12 minuti e comunque finché i gusci dei gamberi non diventeranno ben rossi. Una volta spento il fuoco, lasciateli nel brodo di cottura per un altro quarto d’ora, quindi potrete consumarli sia freddi che caldi, gustando la vostra birra preferita.
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Stasera ho preparato un piatto che pensavo richiedesse una lavorazione alquanto difficile, invece mi sono resa conto che non è propriamente così. La preparazione è semplice, solo un po’ lunghetta, ma ne val la pena.
Per 2-3 persone ci occorrono: 6 seppie piccole; due uova; 250 grammi di pane grattugiato; 10 olive nere; qualche cucchiaio di formaggio grattugiato; prezzemolo tritato; 1 spicchio d’aglio; sale e pepe.
La prima cosa da fare è pulire e lavare le seppie: dovrete svuotarle dai visceri interni, togliere gli occhi e la parte dura centrale sotto la testa. Poi lavatele abbondantemente sotto acqua corrente fredda e separate la testa dai tentacoli, che andranno tagliuzzati grossolanamente con una forbice. Mettete a soffriggere in 2 cucchiai d’olio l’aglio sminuzzato e poi aggiungeteci i tentacoli spezzettati. Intanto che saltano in padella per qualche minuto, preparate le uova, il pan grattato, il formaggio, il prezzemolo, le olive tagliate e sale e pepe. Unite poi i tentacoli e otterrete così l’impasto con cui riempirete le teste delle seppie. Chiudete il tutto con degli stuzzicadenti. Mettete in forno con un filo d’olio e un altro po’ di sale e pepe e infornate a 150° C. per una mezz’ora.
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