
Io sono una patita di crauti, ma andando in Alto-Adige, ho trovato un’altro modo di mangiare il cavolo cappuccio. Per il nostro contorno occorrono: un cavolo cappuccio, meglio se liscio, dei semi di finocchio, una fettina spessa di speck, aceto di vino, sale ed olio extra vergine di oliva.
Tagliate il cavolo cappucciofinemente e lavatelo. Poi conditelo con aceto, sale ed olio. Tagliate la cotenna e poi lo speck a listarelle sottili. Prendete una padella e riscaldatela, quindi ripassate il salume in modo da renderlo croccante.
Aggiungete un po’ di semi di finocchio, due cucchiai e lo speck croccante e girate bene. Il vostro cavolo profumato è pronto.
Dopo aver a lungo disquisito sulla preparazione dei ‘pasticci’ alla russa, ora siamo passati dall’altra parte e stiamo imparando a preparare le zuppe che in Russia non si servono con semplici crostini come qui da noi, ma con veri e propri rustici dal ripieno coordinato alla zuppa.
Cosa vi occorre: 1 pollo intero, 2-3 mazzi di prezzemolo, 1 carota, 1 cipolla, semi di finocchio, sale e pepe nero in grani.
Come si prepara: lessate il pollo in acqua insieme con il prezzemolo, la carota e la cipolla, togliendo la schiuma di tanto in tanto. A fine cottura aggiustate di sale e pepe nero a grani interi. Togliete il pollo dal brodo, disossatelo e dividete a metà la carne. Una metà la taglierete a pezzi grossi e la rimetterete nel brodo, filtrato, a completare la zuppa, che porterete a ebollizione e servirete con prezzemolo tritato e semi di finocchio. L’altra la userete per preparare il ripieno dei rasstegaj al pollo o delle frittelle con cui accompagnare la zuppa di pollo.
Foto | Flickr
La calamarata è una pasta a forma di grossi anelli, piuttosto spessi e rugosi, che ricordano gli anelli di calamaro, da cui il nome. Per la ricetta della calamarata con triglia al profumo di finocchio occorrono (dosi per quattro persone): 320 gr di pasta, 200 gr di triglia, 20 gr di semi di finocchio, 20 gr di uvetta, 20 gr di pinoli, mezza cipolla, 1 spicchio d’aglio, sale, pepe, olio extravergine di oliva.
Fate bollire i semi di finocchio in abbondante acqua. Nel frattempo preparate un trito di cipolla e fatelo rosolare nell’olio. Aggiungetevi i filetti di triglia, sfilati e puliti, i pinoli, lo spicchio d’aglio tritato, l’uvetta, il sale e il pepe. Di tanto in tanto aggiungete un po’ di acqua di bollitura dei semi di finocchio. Fate andare a fuoco lento, controllando la cottura del pesce. Cuocete la pasta nella stessa acqua in cui avete fatto bollire i semi di finocchio, scolatela al dente e conditela con il composto preparato. Al posto della triglia potete usare del coregone.
Foto | Pastai Gragnanesi
I semi sono l’unica parte della pianta del finocchio che può essere conservata: si fanno seccare le “ombrelle”, raccolte in mazzetti e quindi si battono per far uscire dai frutti i semi; questi, una volta ripuliti da gusci e altre impurità, vengono conservati di solito in sacchetti di tela. Possono essere utilizzati per aromatizzare salumi ma anche dolci e biscotti.
Nella Nuova Inghilterra i puritani chiamarono i semi di finocchio “semi degli incontri”, alludendo probabilmente alle loro interminabili funzioni religiose: pare infatti che venissero utilizzati come anoressizzante per sopprimere l’appetito. C’è chi sostiene però, più malignamente, che questi semi venissero masticati per mascherare l’odore del whiskey appena bevuto…
La foto è tratta dal sito: www.terebess.hu