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Mangiare a Genova: Osteria Da O Colla

pubblicato da daniela

cesto focacciaIn questa deliziosa osteria non ci si capita proprio per caso. La strada per Murta, piccolo quartiere dell’entroterra ponentino genovese, assomiglia un po’ a un passo di montagna, grandi pendenze e curve una dietro l’altra.

Ciò nonostante, a mio avviso, una capatina ogni tanto vale la pena. Il menù è basato su prodotti del territorio, utilizzati sia in maniera tradizionale (per intenderci, torte di verdure, ripieni, pesto) che più creativa. Da provare come antipasto il tortino di borragine e pinoli.

Tra i primi che ho assaggiato sono notevoli l’amatriciana di tonno e i tagliolini con zucca e guanciale. Per quanto riguarda i secondi, sono davvero buoni il galletto nero biologico con le verdure e il coniglio ripieno di pinoli ed erbette. Se capitate in stagione non lasciatevi scappare fave, salame di Sant’Olcese e pecorino, davvero ottimi prodotti.

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La Bottarga di Muggine delle donne Imraguen

pubblicato da daniela

bottarga Al Salone del Gusto di Torino, per la precisione in zona Terra madre, ho avuto finalmente modo di assaggiare la bottarga delle donne Imraguen.

Gli Imraguen sono una comunità di pescatori nomadi che vivono sulla costa settentrionale della Mauritania, spostando i propri piccoli villaggi provvisori fatti di capanne, a seconda dei movimenti dei grandi banchi di cefali dorati e di ombrine lungo il Banc d’Arguin.

Questa bottarga, oltre ad essere ottima e delicatissima, ha una storia particolare. La sopravvivenza di questa popolazione è legata alla pesca dei muggini. La produzione è infatti limitatissima, e per tutelarla Slow Food ha creato un presidio.

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I numeri del Salone del Gusto

pubblicato da Manila Benedetto

Il Salone si è concluso. I cinque intensi giorni di “gusto e cultura” sono volati, e adesso ci toccherà aspettare due anni per poter tornare al Lingotto Expo. Al termine di una tale manifestazione non si può che dare i numeri, come naturalmente hanno fatto rappresentanti politici e organizzatori (il presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, l’assessore al Commercio, Turismo, Attività Produttive e Marketing Urbano della Città di Torino Alessandro Altamura, e Carlo Petrini, presidente Slow Food) durante la conferenza di chiusura di ieri pomeriggio, lunedì 27 ottobre.

Ed allora ecco i numeri di questa kermesse: circa 180 000 ingressi, con un incremento del 4% rispetto alla scorsa edizione, e numerosa presenza di giovani di cui il patron Petrini si è detto “molto contento soprattutto dei 2280 bambini, provenienti da 76 scuole, che hanno partecipato alle attività didattiche di Orto in Condotta”. Circa il 25% dei presenti sono stati stranieri provenienti oltre che dall’Europa anche da America ed Oriente. 335 sono stati gli espositori italiani, 97 quelli esteri per un totale di 432 bancarelle a cui si sono affiancati 161 Presìdi italiani e 96 internazionali (per 46 paesi). Terra Madre, in contemporanea, ha ospitato 7.142 partecipanti tra delegati e rappresentanti di istituzioni e associazioni da 153 Paesi del mondo.

Il dato più importante del Salone, comunque, è stato il basso impatto ambientale: raccolta differenziata, materiali di consumo riciclati e riciclabili, allestimenti riciclati. Circa il 60% dei rifiuti è stato differenziato. Le sedute sono state ottenute con cartone riciclato ma soprattutto con giornali riciclati montati assieme (nella foto accanto, che mi ritrae, c’è un esempio di sedia, e nella gallery altre immagini). Il Salone ha collaborato con Set Up da cui è arrivata l’idea di utilizzare come materiale di costruzione il Celenit, materiale che non viene trattato chimicamente per la sicurezza contro il fuoco, e che sarà usato poi dalla società Autostrade per la costruzione di strade. Eliminata anche la moquette, e migliorati gli imballaggi (compresa la raccolta di bottiglie di plastica diventate poi cestini e carrelli per supermercati).

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Flash di gusto dal Salone

pubblicato da Manila Benedetto


Giorni pienissimi qui al Salone del Gusto. Il week-end, infatti, porta oltre agli operatori del settore anche una grande affluenza di gente tra curiosi e gastronomi. Gli eventi di degustazione e approfondimento quotidiano si susseguono ed è decisamente impossibile seguirli tutti. Da segnalare, senza dubbio, la disponibilità di quelle regioni, consorzi e produttori che hanno deciso di offrire la degustazione gratuita piuttosto che dietro pagamenti - anche lauti - per un numero limitato di persone.

D’altronde è assurdo dover pagare un primo 18 euro, rendendosi conto che a parità di quantità ed ingredienti, lo stesso piatto fuori dal Salone è degustabile a 12 euro. Insomma, a parte queste parentesi “scortesi” nei confronti dei clienti, grande vastità di sapori e di particolarità si possono trovare. Mi piacerebbe potervi raccontare delle maggiori particolarità degustate, dalla vaniglia del Madagascar al gelato di farina, passando per uno splendido formaggio caprino al cioccolato, ma mi riservo un mese di scritti qui su Gustoblog per narrarvi dei Presìdi e delle Comunità di Terra Madre.

Grande spazio è dato anche alla birra, passione italiana riscoperta a cui viene dato ampio spazio nel grande padiglione 1 e nella Piazza della Birra, allestimento riservato alle birre artigianali italiane. A proposti di birra, son tre giorni che frequento Laboratori del Gusto dedicati alla “bionda”. Una bionda che non è sempre quella “beverina e frizzante” con cui troppo spesso viene identificata l’antichissima bevanda, ma piuttosto un gusto in evoluzione, capace di adattarsi alla creatività del mastro birraio. E così mi sono ritrovata coinvolta in una degustazione “estreme”, con delle chicche - spiegate da Kuaska, al secolo Lorenzo Dabove - da non perdere: dalla birra ai fiori della Majella a quella alle pesche.

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Approfondimenti: cosa sono il Salone del Gusto e Terra Madre

pubblicato da Manila Benedetto


Ma cos’è il Salone del Gusto? Il Salone internazionale del Gusto, organizzato da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino nella sua settima edizione, è un mercato del cibo, un luogo d’incontro e aggregazione dove si praticano l’economia e lo scambio della cultura enogastronomica. L’obiettivo è fornire ai consumatori-visitatori delle indicazioni per conoscere ed imparare a scegliere il cibo. Il Salone diviene un vero e proprio luogo di dibattito sui grandi temi: dalle filiere ai consumatori, dalla pubblicità all’educazione, tutto, insomma, quello che concerne enogastronomia ed economia ad essa legata.

Accanto al Salone, quest’anno per la prima volta in contemporanea, viene presentata Terra Madre, evento realizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Cooperazione Italianai allo Sviluppo - Ministero Affari Esteri, Regione Piemonte, Città di Torino e Slow Food in collaborazione con Coldiretti Piemonte e Fondazione CRT. Si tratta di un meeting internazionale delle comunità del cibo, una globalizzazione positiva, un modello non omologante che unisce le comunità e promuovere la creazione di un cibo legato al territorio e all’ambiente, che soprattutto non sfrutta ma mantiene armonico il rapporto della comunità con l’ambiente.

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L'educazione del Gusto al Salone

pubblicato da Manila Benedetto


Tante e numerose le iniziative al Salone del Gusto. Ho frequentato per voi il Master of Food sul “Cibo Quotidiano”, ovvero un percorso di educazione alimentare. Novità 2008, questo master, presentato per la prima volta qui al Salone, insegna alla spesa intelligente e consapevole, per preparare a legge con competenze le etichette e a scegliere i prodotti.

Un’iniziativa che vuole fornire consigli pratici per uscire dall’acquisto “industriale”, quello ovvero condizionato e vincolato dal marketing del prodotto piuttosto che dalla qualità dello stesso, per tornare ad una dimensione di consumatori attivi, capaci di scelte “pensate”.

Il corso, organizzato nel padiglione 5 ed allestito alla perfezione, è anche un corso interattivo: i partecipanti, infatti, sono chiamati a scegliere i prodotti da una lista, decidere dove acquistarli (supermercati, mercati, negozi, internet, gas - gruppi di acquisto solidale), e soprattutto spiegare il perché.

“Una delle attività fondanti di Slow Food - ha spiegato il patron Carlo Petrini - è l’educazione alimentare del gusto. Il cibo non è solo nutrimento, ma anche piacere e cultura. Da questo nasce l’esigenza di rendere tutti i consumatori consapevoli del valore delle loro scelte quando acquista il cibo, affinché si possa arrivare ad influenza la produzione”.

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Utuber Fest 2008, la festa della birra artigianale piemontese

pubblicato da prog2501

Utuber Fest 2008, la festa della birra artigianale piemontese

Si è concluso da poco la seconda edizione dell’Utuber Fest (6/10-12/10), la festa delle birre piemontesi organizzata da Eataly Torino, versione nostrana del ben più noto Oktoberfest.

Quest’anno erano presenti 8 i birrifici piemontesi con in più due esteri (l’anno scorso erano 6), con una sola birra per produttore a serata, e per la precisione:

Baladin con Isaac (Blanche 5°) e Nora (Egizia 6,8°)
Lurisia con Lurisia 4 (birra alle rose 4,5°) e Lurisia 6 (Belgian Ale 5,2°)
Beba con la Gilda (Munich Dunkel 4,8°) e Molto Malto (Bock da 7,5°)
Montegioco con la Runa (Belgian Ale 4,8°)
Menabrea con la 150° anniv. (Lager Premium 4,5°)
Grado Plato con Nanorò (Speciale 5°), Sticher (Altbier 6,5°) e Spoon River (Belgian Ale 6,5°)
Troll con Palanfrina (Castagne 9°), Shangrila (speziata 8,5°) e Daù (Saison 3,9°)
Piazza dei Mestieri con Manet (Koelsch 5°) e Renoir (Bitter 5,5°)

L’organizzazione, già buona lo scorso anno, è ulteriormente migliorata, le birre proposte ottime ed il personale ben preparato e sempre attento nel guidare il consumatore verso la scelta più giusta.

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Sagre ed eventi enogastronomici di fine agosto

pubblicato da daniela

sagra Purtroppo il mese di agosto sta volgendo al termine e con lui sagre e feste.

Però non disperiamoci, quest’ultimo fine settimana del mese (e forse ancora i primi due di settembre) ci regalerà ancora qualche sana scorpacciata di prodotti tipici.

Vediamo quali sono gli eventi più significativi di questo week end.

A Castel del Rio in provincia di Bologna si terrà la Sagra del porcino, una kermesse tutta dedicata ai funghi porcini , che quest’anno pare saranno ottimi viste le abbondanti piogge.

In Liguria invece, a Montoggio in località Tre Fontane, si svolgerà la 25 edizione della Sagra della patata. Quest’anno sono previsti anche alcuni seminari e mostre.

E’ già in corso e durerà fino a domenica 31, ad Arnad, in Valle d’Aosta, la Festa del lardo, in collaborazione con Slow Food.

Domenica, invece, a la Morra nelle Langhe si terrà la 22 edizione della Mangia…Longa, una camminata a “tappe enogastronomiche” di 4 km sulle colline piemontesi. Da non perdere.

Per ulteriori informazioni sulle sagre previste in questo ultimo fine settimana di agosto visitate il sito formorefun. Buon divertimento!

Foto | Flickr

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Il Caciofiore del Lazio

pubblicato da daniela

formaggi variLa settimana scorsa ho visitato uno splendido agriturismo sul lago di Martignano (RM), il Casale di Martignano. Tra le tantissime attività proposte dall’agriturismo c’è un prodotto che ha destato immediatamente la mia curiosità: il Caciofiore.

In questi ultimi anni diversi produttori hanno ripreso una antica ricetta di Columella, scritta nel suo De re rustica, e stanno producendo un formaggio a caglio vegetale, ricavato dal cardo selvatico.

Il nome Caciofiore deriva appunto dalle sue origini vegetali. L’uso del cardo selvatico al tempo dei romani era una pratica di caseificazione molto diffusa.

Oggi, nella campagna romana, dove il cardo e il carciofo hanno il loro habitat naturale, cinque produttori utilizzano il “fiore” di cardo come caglio e ripropongono pecorini a latte crudo dal sapore antico.

Il prodotto che ne deriva è uno dei formaggi di pecora a latte crudo più caratteristici al mondo. Una crosta giallognola racchiude un cuore di formaggio a pasta morbida, dal sapore intenso, non salato e lievemente amarognolo. L’amaro è dato dal caglio di origine vegetale, composto da un’infusione dei fiori blu violacei del cardo selvatico raccolti in estate e lasciati ad essiccare.

Al momento questo prodotto è un presidio Slow Food e la sua produzione funziona piuttosto bene. Non esiste ancora un disciplinare che ne definisca le caratteristiche, però tutti i produttori si stanno muovendo per ottenerlo.

Foto | Flickr

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All'università di Pollenzo in mostra un'opera d'arte commestibile

pubblicato da daniela

pollenzo università Ho letto su Repubblica di ieri che il 12 e 13 luglio, in occasione del festival Teatro a Corte nell’Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche, l’artista francese Dorothèe Selz presenterà la sua opera; che definirei piuttosto particolare.

Una scultura lunga cinquanta metri e tutta da mangiare, a testimonianza del forte rapporto tra cibo e cultura, che passa anche attraverso l’arte contemporanea. L’artista ha scelto i prodotti tipici della regione Piemonte, ospite della kermesse, e le ha organizzate in strutture geometriche multicolori. Lamiere di metallo ricoperte di diversi prodotti, sistemati in maniera tale da poter essere consumate dal pubblico, un po’ come in un buffet.

Un’idea originale, ma neanche troppo. La Selz è infatti ormai da 40 anni esponente della Eat Art, inventata dal suo maestro Daniel Spoerri, che firma il primo Eat Art Dinner nell’ottobre del 1970, a Milano, con opere commestibili firmate dai maestri del Nuovo Realismo, con finalità di critica al sistema consumistico.

L’opera della Selz segue questo filo conduttore, dando anche nuovi stimoli ai visitatori, la scultura infatti si ispira, nella forma all’architettura, e nei contenuti alle arti popolari di tutto il mondo. Un richiamo piuttosto chiaro al messaggio che sta portando avanti Slow Food.

Foto | Flickr

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