Con le feste di Natale ormai alle porte molti di noi si metteranno in viaggio. Consiglio di mettere in valigia il libro Sovversivi del gusto 2 di Michele Marziani e Marco Salzotto e utilizzarlo a mo’ di guida. Chi sono i sovversivi del gusto?
“Un piccolo faro di positività che sia contaminante del tessuto sociale, […] produttori, vignaioli, viticoltori, artigiani, osti e ristoratori, [con] un minimo comune denominatore: la passione e la tenacia di continuare il proprio lavoro, la visione positiva, quasi utopistica di un futuro che può essere modificato, come punto di riferimento di un ritorno alle cose ‘quotidianamente semplici’ ma che danno un senso di appagamento, […] quasi di felicità, nel realizzarle”.
Intento di questi sovversivi è quello di contrastare la globalizzazione, le banalizzazioni mediatiche del mondo dell’enogastronomia, l’approssimazione ed il profitto ad ogni costo.

‘Questo blog è dedicato agli artigiani che ancora oggi continuano a salvaguardare sapori, profumi, lavorazioni che rischiano di scomparire ed essere dimenticati’: è tutta qui la pagina about del blog dei Sovversivi del Gusto. Segue il motto: per gusto e per passione.
Apprendo da Kelablu di Massimo Bernardi che Panorama li ha definiti in questo modo: ‘Agroblogger under 40 istruiti e consapevoli quanto i loro clienti, che della comunicazione hanno fatto l’arma vincente della campagna’.
Ci sono: Francesco Travaglini ‘che a Larino (in Molise) gestisce un’azienda agricola con annesso caseificio. Tramite blog si sottoscrivono abbonamenti stagionali per comprare melanzane zucchine e broccoletti’; Edoardo Bresciano, ‘contadino di Cuneo che con le oche fa salumi e prosciutti’, ci mette il vino Marco Baccaglio, ‘analista finanziario e sommelier’, dotato di blog specializzato in satistiche vinicole; la superstar, già oggetto di colonnino in prima pagina su La Repubblica, è Carlo Zaccaria, ‘dal suo blog è possibile seguire in tempo reale la coltivazione e la lavorazione del riso’; c’è poi Marzia Verona, ‘una pastora che scrive un webdiario per raccontare con testi e foto come si fa il formaggio’; Si finisce con Emilio Concas che ha svoltato grazie a una bella pensata, ‘in cambio della quota annuale (390 euro) si adotta una pecora e si ricevono periodicamente a casa lana convertita in calzettoni e forme di pecorino’.
Da seguire, ovvio!