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Tutti gli articoli con tag susine

Prugne e susine: dolci tentazioni estive

pubblicato da lorenza barletta

susineSembra che l’albero delle prugne si uno dei pochi alberi da frutto realmente nativo e spontaneo dell’Europa, mentre gli alberi di susine crescevano allo stato selvatico nell’antichità soprattutto in Persia e poi furono introdotte in Europa dai francesi. In onore ai loro luoghi d’origine, due tra le susine migliori sono state chiamate damaschina (da Damasco, appunto) e regina Claudia, dal nome di una figlia di Luigi XII, re di Francia.

Spesso si fa confusione tra prugne e susine, a volte pensando che siano lo stesso frutto; invece, le susine hanno una forma più arrotondata, una polpa più morbida e succosa e la buccia che va dal giallo al rosso, mentre le prugne sono più allungate, con colori che vanno dal blu al viola ed una consistenza adatta all’essiccazione o alla conservazione sotto spirito o in marmellata.

Entrambe sono ricche in potassio e vitamina A ed hanno uno spiccato potere lassativo, riconosciuto e sfruttato fin dai tempi più remoti. Sono inoltre ricche di diversi acidi, che conferiscono ai frutti il sapore acidulo.

Foto | Flickr

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Ricetta del gelato fiordilatte alle susine

pubblicato da Roberto Russo

Ricetta del gelato fiordilatte alle susine

Di gelati in commercio se ne trovano a bizzeffe, ma è bello crearne in casa con pochi e semplici ingredienti. Per il gelato fiordilatte alle susine occorrono: 250 g di gelato fiordilatte, 30 g di zucchero, 8 susine, 1 limone, menta fresca.

Lavate le susine, denocciolatele e tagliatele a fettine; cospargetele con lo zucchero, irroratele con il succo di limone e lasciatele riposare per alcuni minuti. Trascorso il tempo di riposo, sistemate le fettine di susine nei piattini, adagiatevi al centro una pallina di gelato fiordilatte e decorate con qualche foglia di menta fresca.

Se vi piacciono i sapori ben decisi, potete far marinare le fettine di susine nella grappa.

Foto | Florablog

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Ricette Mondiali: dalla Germania la streusel di susine

pubblicato da roberta

In realtà questa ricetta dovrebbe chiamarsi plaufmenstreusel, cioè streusel di susine. Questo dolce caratteristico della regione Sassonia in Germania, infatti, si può fare con qualunque tipo di frutto: ottimo, ad esempio, quello alle mele, che si possono gustare tutto l’anno. Il nome streusel deriva dalla caratteristica copertura a granelli. Ho già l’acquolina in bocca.

Cosa vi occorre: 225 g di susine snocciolate, 1 cucchiaio di succo di limone, 100 g di zucchero, 190 g di burro, 1 tuorlo d’uovo, 300 g di farina, ½ cucchiaino di lievito in polvere, 50 g di zucchero di canna, 50 g di nocciole tritate.

Come si prepara: cuocete le susine a fettine nel succo di limone per 5 minuti, poi unite metà dello zucchero e andate avanti finché la frutta non sarà una pappa. Lavorate a parte il burro con il resto dello zucchero, unite il tuorlo e metà della farina fino a ottenere un impasto morbido. Stendete la pasta su una teglia da forno rettangolare (20 cm di lato lungo) foderata e infornate a 180° per 15 minuti. Sfornate e spalmate sulla torta le susine spappolate. Preparate i granelli di copertura in questo modo: setacciate il resto della farina con il lievito, unite il burro rimasto, freddo, lo zucchero di canna e le nocciole. Deve risultare un composto granuloso per coprire la torta che sarà poi nuovamente infornata per altri 30 minuti. Servite a temperatura ambiente o tiepida.

Foto | Flickr

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Niente più vermi nella frutta? Adesso si può

pubblicato da roberta

Se odiate trovare un vermetto mentre vi gustate una bella pesca succosa, nonostante sia segno di ‘naturalità’, e odiate ancora di più chi al riguardo vi dice: “Buono, sò proteine”, allora questa è la notizia che fa per voi…

A Carassi, in provincia di Ascoli Piceno, pochi giorni fa l’università Politecnica delle Marche e l’Assam, Agenzia dei servizi agroalimentari, ha presentato un nuovo metodo, tutto naturale, per contrastare il fenomeno dei vermi nella frutta che, soprattutto d’estate, sono capaci di rovinare interi raccolti (oltre che di rovinarvi la giornata).

Come funziona? Basta liberare nei frutteti vari ormoni della riproduzione, che non danneggiano i frutti ma confondono gli insetti, rendendo per loro pressoché impossibile l’accoppiamento e impedendo così che si moltiplichino. Alla presentazione, inoltre, sono stati anche diffusi i risultati di uno studio comparativo tra varietà di ciliegie, pesche, susine e albicocche, utile per indirizzare gli agricoltori verso frutta di qualità superiore, resistente ai parassiti e vantaggiosa dal punto di vista economico.

Foto / Flickr

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