Inizio oggi una serie di post un po’ provocatoria. Anche per sapere cosa ne pensate in merito, vi presenterò settimanalmente un vino famoso e di cui è universalmente riconosciuto il pregio che però, a mio modesto parere, non trasmette una precisa identità territoriale.
Cominciamo con quello che forse è il più famoso vino del Lazio: il Mater Matuta (Syrah 85%, Petit Verdot 15%) si presenta nel bicchiere con una straordinaria concentrazione, al naso trasmette profumi ampi e complessi, che svariano dalle spezie dolci ad un fruttato intenso, passando addirittura per note di cuoio. In bocca la struttura possente e la morbidezza hanno la meglio su un’acidità comunque più che adeguata. Gran vino…non c’è che dire…complessità, persistenza…ma trasmette veramente un’identità territoriale? In una degustazione alla cieca in quanti saprebbero riconoscere la provenienza di questo vino?
Per giudicare la qualità di un vino si usano spesso parole come terroir, carattere, identità…troppe volte però i vini di qualità sembrano uniformarsi ad un modello di “vino buono” richiesto dal mercato, con la conseguenza di ottenere prodotti che risultano molto simili, pur proveniendo da zone o paesi diversi…un pregio o un difetto?
Foto | Flickr
Negli ultimi anni il mercato enologico mondiale è stato letteralmente invaso da vini sudafricani, argentini e soprattutto cileni e australiani.
Se da una parte è vero che molti di questi vini non raccontano il proprio territorio e sembrano fatti inseguendo un modello di vino “mangia e bevi” supermuscoloso e “al gusto di confettura” ma che alla fine risulta piuttosto anonimo e stucchevole, d’altro canto ci sono delle piacevoli eccezioni: è questo il caso di alcuni ottimi Cabernet Sauvignon (Terra Rossa First Growth di Parker Estate) e Syrah ( da quelle parti dicono Shiraz) (Mallea Shiraz di Majella) del distretto di Coonawarra, nello stato del South Australia. Il territorio di tutta questa zona è caratterizzato da un’elevata concentrazione di argilla rossa che dona ai vini una precisa personalità ed un’elegante mineralità.
A Roma si possono trovare ottime bottiglie di vini di Coonawarra da Costantini a Piazza Cavour o all’Enoteca Ferrara a Trastevere. Altrimenti potete acquistarli online qui.
La foto è tratta dal sito: www.totaltravel.com.au