
Terra Madre 2010 è la quarta edizione dell’incontro mondiale della rete di comunità del cibo, che si svolgerà per la seconda volta in contemporanea al Salone del Gusto. E parlando di “comunità del cibo” e soprattutto di “incontro mondiale” non si vuole esagerare ed esaltare l’evento, bensì definirlo per quello che è: un raduno di oltre 5.000 persone di diverse etnie e di provenienza da ogni parte del globo che perseguono il medesimo obiettivo di salvaguardare i “saperi della terra” e continuare a portare avanti tradizioni culturali ed enogastronomiche dei propri territori.
Territori e personalità etniche che saranno rappresentati anche dalla scelta da parte degli organizzatori di far fare i discorsi di apertura dell’evento (che si svolgerà al Pala Olimpico giovedì alle 14.30) nella lingua madre dei delegati che rappresenteranno i continenti. Durante i cinque giorni di evento presso l’Oval di Torino (sempe al Lingotto Fiere) sarà possibile scoprire i prodotti delle comunità del cibo, ma anche fare proposte per nuovi progetti educativi per le scuole e di valorizzazione dei territori e prodotti.
Le comunità del cibo ci sono anche in Italia, sono ben 435, e spaziano in diversi settori, dalla ristorazione all’allevamento, dall’agricoltura all’educazione. Esistono comunità assai strane, come gli allevatori di alpaca in Italia, la compagnia del Fornello, gli agricoltori custodi, e tante altre che vi invito a scoprire a questo link.
Vi ricordo che tutti gli articoli relativi al Salone del Gusto e Terra Madre 2010 sono disponibili a questo link.
Il tema della qualità di ciò che mangiamo é in questi giorni un argomento battuto da molti programmi televisivi. Pare proprio che la scienza modificando i cibi non aiuti affatto la genuinità, gli ogm sembrano essere responsabili di obesità, allergie ed intolleranze alimentari.
Da anni in Italia c’è un associazione che si occupa di preservare le biodiversità, l’importanza del mangiar sano e lentamente, dell’ambiente e dei tipi di agricoltura ed allevamento. Impegno questo che ha portato Carlo Petrini ed Ermanno Olmi alla realizzazione del documentario Terra Madre per il quale ci sono voluti due anni di lavoro.
Slow Food e l’enoteca regionale Palatium collaborano insieme per offrirci un ciclo di degustazioni, conferenze e cene per esaltare Le tipicità del Lazio. Le tre conferenze gratuite ma a prenotazione obbligatoria verteranno: sui prodotti locali e la possibilità di reperire i cibi a km zero tramite le filiere brevi. Sulla situazione delle acque italiane e delle relative risorse ittiche con specifici riferimenti ai laghi laziali. Conferenza di Carlo Petrini nell’ ambito della X Edizione del premio Slow Food Lazio.
Continua a leggere: Il Lazio in degustazione visto da Slow Food
Al Salone del Gusto di Torino, per la precisione in zona Terra madre, ho avuto finalmente modo di assaggiare la bottarga delle donne Imraguen.
Gli Imraguen sono una comunità di pescatori nomadi che vivono sulla costa settentrionale della Mauritania, spostando i propri piccoli villaggi provvisori fatti di capanne, a seconda dei movimenti dei grandi banchi di cefali dorati e di ombrine lungo il Banc d’Arguin.
Questa bottarga, oltre ad essere ottima e delicatissima, ha una storia particolare. La sopravvivenza di questa popolazione è legata alla pesca dei muggini. La produzione è infatti limitatissima, e per tutelarla Slow Food ha creato un presidio.
Continua a leggere: La Bottarga di Muggine delle donne Imraguen
Il Salone si è concluso. I cinque intensi giorni di “gusto e cultura” sono volati, e adesso ci toccherà aspettare due anni per poter tornare al Lingotto Expo. Al termine di una tale manifestazione non si può che dare i numeri, come naturalmente hanno fatto rappresentanti politici e organizzatori (il presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, l’assessore al Commercio, Turismo, Attività Produttive e Marketing Urbano della Città di Torino Alessandro Altamura, e Carlo Petrini, presidente Slow Food) durante la conferenza di chiusura di ieri pomeriggio, lunedì 27 ottobre.
Ed allora ecco i numeri di questa kermesse: circa 180 000 ingressi, con un incremento del 4% rispetto alla scorsa edizione, e numerosa presenza di giovani di cui il patron Petrini si è detto “molto contento soprattutto dei 2280 bambini, provenienti da 76 scuole, che hanno partecipato alle attività didattiche di Orto in Condotta”. Circa il 25% dei presenti sono stati stranieri provenienti oltre che dall’Europa anche da America ed Oriente. 335 sono stati gli espositori italiani, 97 quelli esteri per un totale di 432 bancarelle a cui si sono affiancati 161 Presìdi italiani e 96 internazionali (per 46 paesi). Terra Madre, in contemporanea, ha ospitato 7.142 partecipanti tra delegati e rappresentanti di istituzioni e associazioni da 153 Paesi del mondo.
Il dato più importante del Salone, comunque, è stato il basso impatto ambientale: raccolta differenziata, materiali di consumo riciclati e riciclabili, allestimenti riciclati. Circa il 60% dei rifiuti è stato differenziato. Le sedute sono state ottenute con cartone riciclato ma soprattutto con giornali riciclati montati assieme (nella foto accanto, che mi ritrae, c’è un esempio di sedia, e nella gallery altre immagini). Il Salone ha collaborato con Set Up da cui è arrivata l’idea di utilizzare come materiale di costruzione il Celenit, materiale che non viene trattato chimicamente per la sicurezza contro il fuoco, e che sarà usato poi dalla società Autostrade per la costruzione di strade. Eliminata anche la moquette, e migliorati gli imballaggi (compresa la raccolta di bottiglie di plastica diventate poi cestini e carrelli per supermercati).

Giorni pienissimi qui al Salone del Gusto. Il week-end, infatti, porta oltre agli operatori del settore anche una grande affluenza di gente tra curiosi e gastronomi. Gli eventi di degustazione e approfondimento quotidiano si susseguono ed è decisamente impossibile seguirli tutti. Da segnalare, senza dubbio, la disponibilità di quelle regioni, consorzi e produttori che hanno deciso di offrire la degustazione gratuita piuttosto che dietro pagamenti - anche lauti - per un numero limitato di persone.
D’altronde è assurdo dover pagare un primo 18 euro, rendendosi conto che a parità di quantità ed ingredienti, lo stesso piatto fuori dal Salone è degustabile a 12 euro. Insomma, a parte queste parentesi “scortesi” nei confronti dei clienti, grande vastità di sapori e di particolarità si possono trovare. Mi piacerebbe potervi raccontare delle maggiori particolarità degustate, dalla vaniglia del Madagascar al gelato di farina, passando per uno splendido formaggio caprino al cioccolato, ma mi riservo un mese di scritti qui su Gustoblog per narrarvi dei Presìdi e delle Comunità di Terra Madre.
Grande spazio è dato anche alla birra, passione italiana riscoperta a cui viene dato ampio spazio nel grande padiglione 1 e nella Piazza della Birra, allestimento riservato alle birre artigianali italiane. A proposti di birra, son tre giorni che frequento Laboratori del Gusto dedicati alla “bionda”. Una bionda che non è sempre quella “beverina e frizzante” con cui troppo spesso viene identificata l’antichissima bevanda, ma piuttosto un gusto in evoluzione, capace di adattarsi alla creatività del mastro birraio. E così mi sono ritrovata coinvolta in una degustazione “estreme”, con delle chicche - spiegate da Kuaska, al secolo Lorenzo Dabove - da non perdere: dalla birra ai fiori della Majella a quella alle pesche.

Ma cos’è il Salone del Gusto? Il Salone internazionale del Gusto, organizzato da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino nella sua settima edizione, è un mercato del cibo, un luogo d’incontro e aggregazione dove si praticano l’economia e lo scambio della cultura enogastronomica. L’obiettivo è fornire ai consumatori-visitatori delle indicazioni per conoscere ed imparare a scegliere il cibo. Il Salone diviene un vero e proprio luogo di dibattito sui grandi temi: dalle filiere ai consumatori, dalla pubblicità all’educazione, tutto, insomma, quello che concerne enogastronomia ed economia ad essa legata.
Accanto al Salone, quest’anno per la prima volta in contemporanea, viene presentata Terra Madre, evento realizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Cooperazione Italianai allo Sviluppo - Ministero Affari Esteri, Regione Piemonte, Città di Torino e Slow Food in collaborazione con Coldiretti Piemonte e Fondazione CRT. Si tratta di un meeting internazionale delle comunità del cibo, una globalizzazione positiva, un modello non omologante che unisce le comunità e promuovere la creazione di un cibo legato al territorio e all’ambiente, che soprattutto non sfrutta ma mantiene armonico il rapporto della comunità con l’ambiente.