
Un po’ osteria, un po’ ristorantino: comunque la vogliate definire La Colonnetta è davvero una piccola, anzi, piccolissima perla di gusto nel centro storico di quell’altra perla del Veneto che è Treviso, per nulla intimorita dalle vicine bellezze ingombranti di Venezia e, un po’ più in là, Verona, che comunque visiteremo nelle prossime settimane.
Tornando al nostro localino (potremmo effettivamente chiamarlo anche così), l’etichetta che più gli calza è quella che gli hanno dato i suoi inventori: ‘chicchetteria’, perché tutto quello che si gusta, o meglio, si degusta, qui, è chic, oltre a essere buonissimo.
Lo è, tanto per cominciare, il piatto di polenta bianca (tipica di queste zone) servita tiepida con baccalà mantecato in un connubio di sapori fusi insieme talmente bene da non capire più dove finisce la polenta e dove inizia il baccalà, anche perché tutto si scioglie armoniosamente in bocca.
Come scrivevo un paio di settimane fa, pare che i segreti della cucina veneta, e ancor di più di quella trevigiana doc, siano ben racchiusi nelle mani degli chef che esercitano fuori città, in particolare nel Montello, sulle colline, luoghi in cui si respira ancora la storia della Grande Guerra e in cui risuonano i gorgoglii del Piave, poco lontano.
Ma dal momento che ogni appuntamento, anche quelli più culturali, non può non essere coronato dalla ristorazione di pance e palati, ecco che, non senza fatica, approcciamo ‘Sbeghen’, ristorante molto bello e molto gettonato dai veneti che la domenica amano pranzare fuoti porta. Ampie sale riscaldate da caminetti, colori caldi, luci avvolgenti e arredi rustici per un casale di campagna molto consigliato per chi ha figli: c’è, infatti, una sala giochi dove potranno ’sfogarsi’, oltre all’immenso parco circostante.
Al tepore della fiamma assaggiamo un antipasto speciale: millefoglie di chiodini che annuncerà un pasto quasi interamente alla scoperta dei funghi, prodotti di questa stagione ancora autunnale. Unica eccezione, i ravioli di grano saraceno con cavolo bianco e speck, sublime incontro di sapori miscelati ad arte. Indimenticabili e, ahimé, irriproducibili. Poi tagliatelle ai porcini, e, per secondo, ancora funghi porcini alla piastra serviti con brie e verdure miste, ma c’è chi preferisce un semplice galletto con le patatine fritte. Il prezzo è di quelli che si possono trovare solo fuori città: 25 euro a testa.
Sbeghen
Via S. Martino, 10 – Presa 12
Volpago dal Montello (Treviso)
Tel 042323570
Chiusura lunedì e martedì
www.sbeghen.it
Foto | Sbeghen.it
Gli autoctoni dicono che è ormai praticamente impossibile trovare una trattoria tipica di piatti veneti e soprattutto trevigiani doc all’interno delle mura della città e che per gustare di nuovo gli antichi sapori tocca fare una gita in montagna… ma Toni del Spin è un’eccezione, di quelle aperte anche a pranzo e perfino il sabato. Segnalata in tutte le migliori guide mangereccie, non perché unica superstite della zona, ma perché vale, ci siamo chiesti cosa significasse in dialetto questo nome: siamo riusciti a scoprire soltanto che ‘spin’ indicava la lisca del baccalà, da sempre il piatto tipico di questo locale dove mi è sembrato, tuttavia, che molti andassero di fretta, compreso il personale di servizio.
Se si è venuti qua, come noi, con l’intenzione di assaggiare piatti tipici, fatevi coraggio e prendete la ‘sopa coada’, la zuppa di piccione, con tanto di bel tocco di carne dentro. Un po’ grassa ma buona. Immaginavamo più saporita, invece, la zuppa di carciofi, mentre favolosi sono risultati gli gnocchetti con impasto di patate e zucca e conditi con filetti di ricotta dura. Uno di quei piatti semplici e speciali.
Sul secondo mi butto anch’io sul grande protagonista della cucina di Treviso: il radicchio, qui opportunamente stufato per i bocconcini vitello serviti con un trancio di polenta. Originale, anche se credo assai lontana dalla tipicità della zona, la sopressata con verdure e polenta. La chiusura del pasto è talmente sublime da farci dimenticare tutto: il freddo di fuori, ma anche la richiesta del caffè per non ‘rovinarsi la bocca’: parlo di un’incredibile crema di mascarpone con biscottini. Dopo un pasto così, vi avverto, farete fatica ad alzarvi dalla sedia!
Trattoria Toni del Spin
Via Inferiore, 7 – Treviso
Tel 0422543829
Chiuso domenica e lunedì a pranzo
www.ristorantetonidelspin.com
Foto | Ristorantetonidelspin.com

La birra entra nel mondo delle due ruote firmato Vespa grazie a Theresianer: infatti dal 29 maggio al 2 giugno sarà lo sponsor ufficiale del raduno mondiale organizzato dal Vespa Club di Treviso.
Per l’occasione verrà creata una versione personalizzata della birra Theresianer Premium Lager con l’etichetta World Vespa Week. Nei punti d’incontro della Theresianer sparsi per la città sarà anche presente una Vespa colore giallo Theresianer che farà bella mostra di sé durante i giorni della manifestazione.
A dispetto del suo nome, la birra Theresianer è una birra tutta italiana, prodotta dalla Theresianer - Antica Birreria di Trieste (fa parte del gruppo Hausbrandt). Le radici di questa birreria risalgono al 1766 quando a Trieste, sotto l’impero austro-ungarico di Maria Teresa d’Austria si stabilirono molti austriaci con le loro usanze tra cui la birra, così nasce la prima birreria della città.
Fonte | beverfood.com
Adoro il radicchio di Treviso e la sua versatilità tra i fornelli, il modo in cui si sposa con i formaggi erborinati e il sapore che sprigiona gustato al naturale, semplicemente arrostito sulla griglia.
Non posso che gioire, quindi, nell’annunciarvi la 20esima edizione di Cocoradicchio, simpatica manifestazione enogastronomica in cui, seguendo i principi astrologici, gli chef dei sette ristoranti trevigiani aderenti proporranno nei propri menu a base di radicchio due ricette ispirate ad altrettanti segni zodiacali e i piatti che più si addicono ad ogni segno.
Il tutto si basa sul presupposto che ad ogni segno corrisponderebbero determinati gusti e specifici alimenti e su questi elementi si baseranno i cuochi nel tentativo di esplicare al meglio la loro arte culinaria e al tempo stesso di soddisfare i clienti e le loro pulsioni (astrologicamente parlando). Io sono del Sagittario e ho “il gusto per l’elaborato e il saporito”: chissà cosa avranno in serbo per me?