Personalmente ritengo il Ben Ryè il migliore passito siciliano. Tutte le sensazioni trasmesse da questo vino ricordano il sole e il territorio in cui viene prodotto.
Anche l’annata 2006 non è da meno; colora il bicchiere con un oro carico (quasi ambrato), dotato di splendida luminosità; al naso sensazioni di erbe aromatiche, fiori gialli, miele di zagara e un’avvolgente nota di agrumi canditi. In bocca stupisce la bevibilità di questo vino: nonostante i quasi 15 gradi alcolici e l’evidente dolcezza, non stanca mai e invita nuovamente all’assaggio, grazie ad un’adeguata spalla acida e ad una bella sapidità che accompagna un finale lunghissimo. Trovate la bottiglia da 0,75 a quasi 40 euro in enoteca.
La complessità del vino merita un abbinamento con grandi formaggi erborinati: Roquefort o, per rimanere in Italia, Strachitunt.
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La vocazione vitivinicola dell’Alto Adige, di tradizione relativamente recente, è ben rappresentata dall’azienda di Franz Haas; l’intera gamma dei vini prodotti si attesta su alti standard qualitativi e diverse sono le bottiglie che si contendono la palma del migliore.
Tra queste c’è sicuramente il Moscato Rosa, prodotto dall’omonimo vitigno, che sorprende per la delicata complessità del bouquet, soprattutto se pensiamo che la maturazione e l’affinamento del vino avviene esclusivamente in acciaio, alla faccia di tutti i sostenitori dell’uso (o abuso?) della barrique ad ogni costo…
Come dicevamo, la floreale e delicata aromaticità del Moscato Rosa 2005 ci ipnotizza non appena accostiamo il naso al bicchiere…il bouquet si apre poi a sentori di frutti di bosco, spezie dolci, erbe aromatiche e una leggera balsamicità. In bocca dolcezza ma soprattutto acidità che invita nuovamente all’assaggio e rende il vino mai stucchevole.
Abbinamento automatico con crostata con marmellata di frutti di bosco.
La qualità si paga e quindi, anche se il vino è dolce, il prezzo in enoteca è piuttosto salato: 25 euro circa per la bottiglia da 0,375l.
La foto è tratta dal sito: www.diwinetaste.com
Dopo il Pius IX, altro grande esempio di vino dolce marchigiano, da un’azienda che ha fatto da apripista nella ricerca qualitativa dell’enologia della regione.
Il Maximo 2004 si presenta con una luminosissima veste dorata che scivola sulle pareti del bicchiere formando grasse lacrime. Interessante l’olfatto che ci ricorda nettamente la caramella d’orzo e poi sentori di miele, frutta secca e ananas sciroppata.
Perfetta corrispondenza gustolfattiva con i sentori avvertiti al naso che ritornano puntuali in bocca. Bellissima sapidità che bilancia i 14,5 gradi alcolici e la morbidezza.
Abbinamento da favola con i marron glaces.
In enoteca trovate la bottiglia da 0,375 cl a circa 19 euro.
Il Pollenza è un’azienda nuova della provincia di Macerata che ha fatto immediatamente parlare di sé per i picchi qualitativi raggiunti dall’omonimo vino.
Anche il vino dolce prodotto però merita un’attenzione particolare: per il Pius IX Mastai vengono utilizzate uve di Traminer aromatico e Sauvignon, lasciate appassire sulla pianta per concentrare il grado zuccherino.
Bellissimo colore ambrato con un bouquet di profumi affascinanti: netti sentori di uva passa, albicocca secca e soprattutto mandorla che tornerà anche all’assaggio. Le fragranze dolci si allargano su un fondo minerale donato dalla Botrytis cinerea. Assaggio morbido e avvolgente con alcol ben amalgamato all’acidità.
L’ho provato su una torta alle noci e devo dire che l’abbinamento è stato veramente soddisfacente.
Il Pius IX mi sembra un vino che esprime al meglio le sue potenzialità, con eleganza e complessità di profumi.
La foto è tratta dal sito: www.diwinetaste.com
Tutti hanno imparato a conoscere Castello della Sala, di proprietà della famiglia Antinori, per il Cervaro, grande bianco da uve Chardonnay e Grechetto, di ispirazione francese.
Da qualche anno però la fama di questo vino è stata quantomeno eguagliata dal Muffato della Sala, un bianco dolce prodotto da un uvaggio di Sauvignon, Grechetto, Traminer e Riesling.
Il 2005 mantiene ancora un fondo paglierino, acceso però da evidenti lampi dorati. Al naso è protagonista l’elegante sentore donato dalla muffa nobile (altrimenti che Muffato sarebbe?), accompagnato però da note di scorza d’arancia candita, albicocca secca e fiori gialli.
Stupendo equilibrio in bocca, con la dolcezza che si accompagna ad un’adeguata acidità. Accattivante corrispondenza gusto-olfattiva, con ritorni agrumati e burrosi.
Abbiniamolo ad una crostata di mele.
In enoteca trovate la bottiglia da mezzo litro intorno ai 30 euro.
Foto: www.cibus-excellence.com