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Tutti gli articoli con tag vino rosso

Vino: Brunello di Montalcino il Marroneto.

pubblicato da Alessia

brunello di montalcino il marroneto
Andando in giro per degustazioni sembra proprio emergere che un Brunello di Montalcino di pregevole qualità possa esistere anche senza la rotondità del merlot. Noi questo lo sapevamo già, e per sostenerlo, portiamo prove di assaggi di aziende i cui vini rimangono incontaminati dal vitigno internazionale. Questa di oggi è un’azienda acquistata dalla famiglia Mori nel 1974. Gli ettari ad oggi sono 10 ed il Brunello è uno dei più storici e tradizionali.

Le cronache parlano di grandi successi sin dagli esordi, tanto da meritarsi il nome di Pinot Nero di Montalcino. Personalmente non credo che questi paragoni facciano bene al vino nostrano, e credo che sminuiscano la nostra tipicità a favore di quella francese riconosciuta a livello mondiale. L’invecchiamento avviene in botti grandi e la vinificazione è fatta senza controllo delle temperature. In vigna non vengono utilizzati né erbicidi né fitofarmaci, ma i vecchi rimedi tramandati di generazione in generazione.

Il Brunello selezione Madonna delle grazie, prende il nome della piccola chiesa vicina, è importante, setoso e vellutato, elegante e tipico nei suoi aromi di viola, rosa appassita, spezie dolci e piccoli frutti rossi. I lieviti sono indigeni, e l’invecchiamento in botti di rovere da 25 hl dura 41 mesi più 10 di affinamento in bottiglia. Che aggiungere? Il Brunello di Montalcino è un grandissimo vino, figlio del suo territorio e di un’antica sapienza, basterebbe rispettarlo.

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Vini di qualità sotto i 10 euro: Refosco di Feudi di Romans

pubblicato da Alessia

vino rosso friulano sotto i 10 euroAncora tempi di crisi ed instabilità economica condizionano i nostri acquisti, che oggi più che mai, si fanno oculati. Per questa ragione, credo sia il caso di riprendere la rubrica dei vini di qualità sotto i10 euro.

Oggi parliamo del refosco dal peduncolo rosso, vitigno antico e vigoroso, non troppo conosciuto. Questa varietà di uva da dei vini tannici e dalla buona acidità, caratteristiche che vengono ingentilite col tempo.

Il vino di quest’azienda friulana è speziato, intenso, con una bocca ricca ed un corpo ben strutturato, vede in piatti, come selvaggina e brasati, il giusto abbinamento. Dovremmo poter pagare il refosco dell’azienda Feudi di Romans in enoteca intorno ai nove euro.

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Vino San Leonardo: il primo amore non si scorda mai.

pubblicato da Alessia

vino di san leonardoIl vino San Leonardo ha il merito o la colpa, di avermi spinta a conoscere meglio questo mondo, frequentando un corso da sommelier. Sono passati diversi anni dal primo assaggio di questo nettare divino, ma me lo ricordo come fosse ieri. Le note speziate, l’assoluta eleganza ed equilibrio che percepivo mi fecero capire che forse, tutto ciò che avevo bevuto fino a quel momento, non erano che delle comuni bevande alcoliche sgraziate e senza personalità. Quel 1997 segnò il mio cammino e gli sono quindi molto legata.

Devo ammettere però, che il cambiamento dell’enologo, da Tachis a Ferrini, si avverte, e non so se sia per una razionale analisi o per affetto, la mia preferenza rimane legata allo stile di Tachis. Il millesimo 2000 è stato piuttosto di transito, mentre nel 2001, grande annata, capace di invecchiare per molti anni, ha visto la decisa mano di Ferrini che ha prodotto un vino più strutturato rispetto alla leggiadra mano di Tachis. Si è cercato di ottenere più corpo e struttura, come domandato dal marchese Carlo Guerrieri Gonzaga.

In questo momento il 2000, come indicato dall’azienda, che tiene memoria delle sue annate sul loro sito, è pronto da degustare. Il San Leonardo, è a tutt’oggi un eccellente taglio bordolese italiano che nasce dall’assemblaggio di cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot in percentuali da definire esattamente ogni anno, per trovare quel magico equilibrio ed eleganza. E’ possibile effettuare visite ed acquistare il vino, previo appuntamento. L’azienda si trova a Broghetto all’Adige, Avio, in provincia di Trento.

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Château Pommard, la fine della favola.

pubblicato da Alessia

visita alla prestigiosa cantina di chateau pommard
Château Pommard, chi non ne ha mai sentito parlare? Fin dalla storia è stato un riferimento dell’enologia mondiale, con il suo suolo argillo-calcareo del primo giurassico, come lo si trova in tutta la Borgogna ed in parte dell’alsazia, e le sue uve di pinot nero, hanno regalato nettari preziosi, quasi leggendari. Cosa rimane oggi di tutto questo?

Il Castello è stato diviso nel corso della storia ed ora, la parte più importante è una spoetizzante macchina per fare soldi. Con €18,00 euro si può visitare la mostra, che cambia annualmente, quest anno dedicata a picasso, il piccolo, ma grazioso museo del vino, il giardino alla francese, la statua di Dalì, una visita guidata alle cantine ed un breve, brevissimo accenno alle vigne.

Ovviamente si ha anche il diritto a 3 assaggi. A me,come al resto del gruppo, sono capitati dei bicchieri sporchi, temperatura di servizio dei vini, sbagliata ed anche un insetto nello stesso. Per un simile prezzo mi sarei aspettata un altro trattamento e più informazioni su come si produce il vino,o la lavorazione in vigna.

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Ricette Mondiali: dall’Olanda il bisschop

pubblicato da roberta

Chissà se brindavano alla salute di qualche vescovo con questa bevanda a base di vino cotto aromatizzato… bisschop, infatti, (la ricetta è niente più che una variante del nostro vin brulè) in Olanda significa vescovo e certamente il nome di questa bibita deve avere qualche origine particolare che però non sono riuscita a trovare. Magari potrete aiutarmi voi. Intanto, anche se la stagione non è proprio adatta, possiamo fare cin cin con questa bevanda in caso di vittoria olandese.

Cosa vi occorre: ¾ di litro di vino rosso corposo, ¾ di litro d’acqua, il succo di 1 limone e ½, il succo di 2 arance, 6 chiodi di garofano, 1 pezzetto piccolo di cannella, zucchero q.b.

Come si prepara: in un recipiente mescolate il vino con il succo di limone, il succo delle arance, i chiodi di garofano e la cannella. Ponete il tegame sul fuoco e scaldate a fiamma bassa, evitando di farlo bollire. Togliete dal fuoco, aggiungete subito zucchero a piacere mescolando in modo che si sciolga e assaggiando e servite. Da provare anche freddo.

Foto | Flickr

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Eventi Borgogna: Considerazioni ed informazioni.

pubblicato da Alessia

commenti sui grands jours de bourgogne
Si è concluso venerdì il grande evento sulla Borgogna vitivinicola. La degustazione riguardante i vini di Vougeot si è tenuta nell’omonimo castello che vedete nella foto. In generale, è stata una manifestazione ben organizzata, con navette veloci e puntuali. L’ unica grande pecca, anche in un’ottica turistica, è il mancato collegamento tra la stazione del treno di Auxerre e Chablis, che dista 20 km. Se vi dovesse capitare di andarci, le possibilità sono: l’autostop, il costoso taxi o l’ecologica bici, stagione permettendo.

Per quasi tutta la Borgogna, l’annata 2007 è considerata più minerale rispetto alla 2008, e da bere prima, al contrario, il millesimo 2008, è stato più ricco di polpa ed invecchierà meglio, poichè c’è stata una maturazione tardiva e la vendemmia è stata un po’ complicata, quindi cernita attenta degli acini. Sono tutti daccordo sulla 2005 come grande annata del decennio, ma ancora troppo giovane da bere ora. Per quel che riguarda il 2003 soprattutto per lo Chablis, grandi risultati inaspettati per alcuni grand cru, per tutte le altre denominazioni, pessima annata. Il 2009 è stato molto equilibrato, ci si aspetta grandi cose ma è ancora presto per parlare.

Ho trovato un po’ penalizzante per i vini stessi, portare in degustazione l’ultima annata, visto che quasi tutti i vini, eccezione fatta per l’aligotè, si esprimono al meglio dopo qualche anno di affinamento. Molti produttori, hanno portato i loro campioni di botte, poichè non avevano più il 2007 da far assaggiare. In conclusione direi che è una manifestazione molto interessante, che non solo offre una panoramica sull’intera Borgogna, anche spumantistica, ma permette una visione più approfondita della microzona, che qui, cambia di metro in metro.

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Ricette Secondi: filetti al cacao ed uva sultanina

pubblicato da Alessia

filetto di manzo con uva sultanina e cacaoGli ingredienti per 4 persone sono: 4 filetti di manzo del peso di circa 200 gr; 100 gr di uva sultanina; 1 carota; 1 cipolla; 50 gr di burro; 1 l di vino rosso; 3 foglie di alloro, 1 rametto di timo; 1 rametto di rosmarino; 2 tazze da tè di cognac; 1 cucchiaio di cacao amaro in polvere; sale e pepe in grani q.b. In una ciotola mettete la carota lavata, mondata e tagliata a dadini, insieme alla cipolla affettata, l’ alloro, il timo, il rosmarino, 1 tazza di cognac, il sale, il pepe in grani ed i filetti, coprendo il tutto con il vino.

Coprite con la pellicola e lasciate la carne a marinare per 12 ore. In un’ altra ciotola versate il resto del cognac e l’uva sultanina. Scolate la marinatura della carne, prelevando la carota e la cipolla. In una padella fate sciogliere 25 gr di burro e aggiungete la carota e la cipolla finchè non si caramellizzano ed aggiungete il succo della marinatura, fate cuocere a fuoco basso per 20 minuti, finchè la sanlsa non si sarà ristretta.

Togliete dal fuoco ed aggiungete il cacao mescolando bene. A questo punto unite anche l’uva sultanina. Al momento di portare in tavola, unite il burro rimasto, ed a fuoco vivo cuocete i filetti, girandoli. Impiattateli unendo la salsa di cottura.

Foto | Flickr

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Ricette Natale: il vin brulè

pubblicato da roberta

A me fa pensare alle cime innevate delle nostre montagne, le atmosfere natalizie per eccellenza: tutti intorno a un abete illuminato a raccontare storie fantastiche… ma sembra che il vin brulè, di cui parliamo oggi, sia ottimo anche come rimedio alternativo per il raffreddore (e ti credo). Di ricette ne esistono diverse, ma io vi darò quella di fiducia del mio amico Luca, anche se fatta un po’ a occhio.

Cosa vi occorre: 1 l di vino rosso corposo, chiodi di garofano, 2 mele di media grandezza, più o meno di 100 g di zucchero a seconda che lo vogliate più o meno dolce e più o meno alcolico. Alcuni aggiungono anche le bucce di arance e limoni (non trattati) e una stecca di cannella.

Come si prepara: versate il vino in una pentola con le spezie e la frutta tagliata a tocchetti (l’importante è che non sia troppa: non stiamo facendo la sangria!) e scaldate sul fuoco ma senza farlo bollire troppo. Fate molta attenzione perché l’alcol del vino, che tenderà a evaporare, potrebbe incendiare la superficie del liquido. Un po’ per volta aggiungete lo zucchero fino alla dolcezza richiesta. Togliete dal fuoco e servite caldissimo in grandi tazze di porcellana. Alcuni lo filtrano prima di servire.

Foto | Flickr

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Vino: Brunello di Montalcino Le Macioche

pubblicato da Alessia

brunello di montalcino le maciocheImperversano ancora le notizie sul caso Brunello ed è giusto così. Contrariamente a molti, sono dell’idea che se ne debba parlare e che non è la polemica a far male alle vendite di questo meraviglioso prodotto, ma chi ha voluto fare il furbetto e che forse non né pagherà le conseguenze, che al contrario, ricadranno e sono già ricadute su tutta la denominazione.

Oggi però voglio parlare di un produttore o meglio del suo vino. Ovviamente parliamo del Brunello di Montalcino, azienda Le Macioche, annata 2004. Brunello vero, di quelli che se ne fanno poche bottiglie, con solo sangiovese grosso e che usano botti grandi. Di quelli che, inclinando il bicchiere leggi le parole attraverso il vino rosso rubino, già con una lieve tendenza al granato. Di quelli che non sono polposi e masticabili, ma che hanno una struttura importante, fine, elegante ed equilibrata.

Un vino vecchio stile che sa ricorrere intelligentemente alla tecnologia giusta, come all’imbottigliamento sotto azoto, che ne prolunga la vita, e che viene ancora troppo poco usato ad esempio nell’olio. Basta mettere il naso nel bicchiere per capire perchè il Brunello sia famoso ed amato e quanto alcune aziende si allontanino da queste note tipiche, senza andar a sviscerare gli aromi uno per uno, ma concentrandosi sull’ armonioso bouquet.

L’azienda produce in tutto 11000 bottiglie ed ha 3 ettari di vigneto in cui si produce Rosso e Brunello di Montalcino. I produttori sono moglie e marito, appassionati e fieri del loro lavoro ma anche consapevoli di essere piccoli e di avere voce esile nella questione del cambio di disciplinare e per questo un po’ sfiduciati. Come loro, ci sono altre aziende che producono da decenni nel modo consentito dal disciplinare e che portano avanti la bandiera della qualità italiana. Noi consumatori abbiamo un grande potere: siamo noi ad acquistare e comprando diamo la nostra preferenza ed approvazione, sfruttiamolo consapevolmente.

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Abbinamenti: carne di maiale e vino rosso

pubblicato da lorenza barletta

maiale_vinoLa carne di maiale, nella maggior parte dei casi, si abbina preferenzialmente al vino rosso, perchè le proteine della carne si combinano bene con i tannini, attenuando il gusto amaro del vino e rendendolo, quindi, più armonico.

Per trovare la bottiglia giusta, basta seguire una semplice regola: più la carne è grassa e saporita, o comunque il piatto è condito, e più il vino deve essere corposo e strutturato. Bisogna, in pratica, cercare un’armonia tra piatto e bicchiere.

Con arrosti e carni in umido sono ideali i vini rossi mediamente affinati, asciutti, caldi e persistenti, come Chianti, Merlot, Barbera o Nero d’Avola. Intingoli o carni molto grasse e saporite richiedono, invece, rossi più robusti ed alcolici, come Cannonau, Primitivo di Manduria e Sangiovese. Poi ci sono piatti che hanno abbinamenti a sè stanti: lo stinco si abbina deliziosamente con un buon Pinot nero; la carne alla griglia con un vino fruttato come il Cirò e con le braciole è consigliato il Chiaretto del Garda.

Foto | Flickr

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