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Tutti gli articoli con tag vino

Eventi: Degustazione Abruzzo di sera.

pubblicato da Alessia

degustazione vini d'abruzzoIl Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo e il Movimento Turismo del Vino Abruzzo sono i promotori di una grande degustazione a Roma inerente i vini e i vitigni autoctoni abruzzesi. L’evento si terrà nell’incantevole Chiostro del Bramante dalle ore 19 alle 23 in via Arco della Pace 5 il giorno 30 settembre.

In collegamento radiofonico anche gli immancabili Fede e Tinto della trasmissione decanter. Quarantacinque produttori saranno gratuitamente a vostra disposizione per farvi assaggiare i loro vini e darvi così un’ampia e particolareggiata panoramica della loro regione.

Regione che ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, ma che soffre ancora per una cattiva reputazione legata ad un montepulciano dozzinale ed un trebbiano insipido. Vitigni entrambi che sanno regalare grandissime soddisfazioni anche ai palati più raffinati se opportunamente coltivati.

Foto|Consorzio vino Abruzzo

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Tempo di vendemmia: il vino ieri

pubblicato da roberta


Settembre (anche se ormai sta finendo) è il mese della vendemmia per eccellenza, poi, dopo la fatica, arriva in tavola il novello e si comincia la nuova stagione delle buone bevute. Ho deciso quindi di catapultarci tutti insieme nell’universo vino e fare un breve viaggio (di un paio di post) su questo argomento per così dire trasversale, in grado di affascinare uomini e donne, poveri e ricchi.

E come sempre conviene, partiamo dalla storia: studiando i resti fossili, pare che le prime forme di vitacee vadano indietro di 140 milioni di anni e che la loro presenza fosse coeva in aree geografiche ben lontane tra loro: dall’Asia all’America, fino all’Europa. Nella Bibbia, d’altronde, si narra che quando Noè uscì dall’Arca, piantò una vigna, simbolo di prosperità e di gioia: per questo è considerato l’inventore del vino. Tra l’altro l’Arca si andò ad arenare sul Monte Ararat, l’attuale Armenia, il luogo dove sono stati trovati i resti più antichi.

Non si sa di preciso quando l’uomo iniziò a coltivare la vite, probabilmente risale alla preistoria. Quel che si ipotizza è che l’uomo cacciatore, che si spostava da un terreno all’altro, si nutrisse di chicchi d’uva, diventando, quindi, pian piano raccoglitore. Sappiamo però che il passo dalla vite selvatica a quella coltivata fu fatto nel Vicino Oriente e pare che il primo e fino ad allora unico utilizzo dell’uva fosse come alimento a tavola.

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Vitigni & Vini sotto ai € 10,00: La vespolina.

pubblicato da Alessia

antichi vigneti di cantalupo vespolinaQuesto vino rientra sia tra i vini di qualità sotto ai € 10,00, che fra quelli ottenuti da vitigni non troppo famosi. Il suo prezzo si aggira intorno agli € 8,50 a scaffale e ed è fatto con un 100 % di Vespolina.

Uva tipica del Piemonte, dove si conosce anche col nome di Ughetta, estiteva già prima della fillossera ma con una storia un po’ incerta. Normalmente è vinificata in assemblaggio con l’Uva rara e la Croatina. Questa uva a bacca rossa viene coltivata nelle zone limitrofe a Biella e Novara.

L’azienda Antichi vigneti di cantalupo, sita a Ghemme, la vinifica in purezza, regalandoci un vino dalla facile beva, fruttato di piccoli frutti rossi, ed armonioso nel suo complesso, senza troppo corpo o profumi esagerati dal nome Villa Horta.

Foto | Antichi Vigneti di Cantalupo

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I giusti abbinamenti vino-cibo per l’estate

pubblicato da lorenza barletta

vino rosatoSiamo in piena estate e il menù si fa sempre più leggero e rinfrescante, per farci godere al meglio del solleone. Anche gli abbinamenti vino-cibo, perciò, si concentrano su qualcosa di non troppo impegnativo e corposo.

Per gli antipasti, si potranno stappare dei vini bianchi e freschi, dai riflessi sul verde, indice di una struttura leggera e “snella”. Le scelte ideali ricadranno sul marchigiano Bianchello del Metauro e sugli altoatesini Sylvaner e Gruner Veltliner.

Per i primi piatti, continuando all’insegna dei bianchi fermi, ci trasferiamo magari in Sardegna, con delle ottime Vernacce di Oristano, vini profumati e dai sapori “ammandorlati”. Per i secondi piatti, ci spostiamo invece sui rosati, presenti lungo tutto il nostro Belpaese: Bardolino Chiaretto, Salento Rosato, tra i più noti ed utilizzati, oppure altri vini meno conosciuti ma di ottima qualità, come il toscano Carmignano ed il siciliano Eloro Doc. Per dolci e gelati va bene il classico, oppure si può osare con il Maraschino, ottimo liquore di origine dalmata.

Foto | Flickr

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Vitigni & Vini: Vermentino Nero.

pubblicato da Alessia

vino rosato da vermentino neroContinuiamo il nostro piccolo viaggio alla scoperta di vitigni poco conosciuti parlando in particolar modo del Vermentino Nero. Normalmente parlando di Vermentino pensiamo a quello importato dalla Spagna verso il 1300 in Sardegna, Liguria e in Toscana, con in testa precisi riferimenti ed abbinamenti regionali.

In questo caso siamo ancora in una zona che si estende tra la Liguria e la Toscana, chiamata Lunigiana, ma non abbiamo riferimenti storici di questo vitigno a bacca rossa. L’azienda Lunae Bosoni produce un vino da Vermentino Nero in purezza vinificato in rosato.

Una macerazione a freddo delle bucce per 36 ore, la vinificazione ed affinamento in acciaio, ci danno un vino delicatamente minerale, morbido, piacevole e con intriganti note di piccoli frutti rossi che ben si sposano con piatti estivi come pomodori con il riso e pesci al forno o in zuppe. Sicuramente da provare poichè si differenzia dall’omologazione di molti vini rosati, anche per il suo vivace color rosa melograno.

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Vinitaly 2011: il vino italiano in scena a Verona

pubblicato da Manila Benedetto


Si è conclusa la 45a edizione del Salone internazionale dei vini e distillati, che ha radunato appassionati e tecnici da tutto il mondo nelle caldissime giornate dal 7 all’11 aprile a Verona. Le stime parlando di oltre 150.000 visitatori che hanno riempito padiglioni e stand, prendendo parte agli eventi, alle degustazioni e ai workshop proposti dalle varie regioni. Sicuramente un’edizione riuscitissima, così come dimostrano le stime di hotel pieni (e strapieni) a Verona, in provincia e nelle città vicine.

Non volendo entrare nel dettaglio dei numeri di aziende partecipanti, trend e commerci, da visitatrice del Vinitaly posso commentare con quello che più mi ha colpito. Interessantissima, ad esempio, l’attenzione riservata ai blog enogastronomici, chiamati in prima fila in diverse regioni per partecipare agli incontri tra produttori e media. Anche Facebook è entrato nei progetti di comunicazione di diverse aziende e regioni, che mettevano a disposizione computer e fotocamera per scattare una foto da condivedere live sul proprio profilo.

Non sono mancate le presenze autorevoli di ministri, né la presenza dei soliti vip. Diverse regioni hanno ospitato le postazioni radiofoniche di diverse emittenti (Radio24, Radio2…), e la sala stampa pululava di giornalisti provenienti da tutto il mondo. Volendo guardare alle stranezze, sicuramente particolari sono i visitatori giapponesi, armati sempre di videocamera e capaci di filmare qualsiasi cosa… dal versar delle bollicine nel bicchiere davanti allo stand del Trento DOC, allo strippaggio di un degustatore di olio a SOL.

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Salvo foti racconta l'Etna rosso 2006.

pubblicato da Alessia

vini dell'etna di salvo fotiNella deliziosa ed accogliente cornice di Set’ Spazio libreria in via Ciro Menotti 38-42, si è svolto, quel che possiamo definire più propriamente, un incontro che non una degustazione. Gli ingredienti sono semplici e pur non facilmente replicabili: un ottimo vino, l’ Etna rosso 200; un buon relatore, appassionato e, decisamente rimarchevole enologo di carattere, Salvo Foti; poche persone, non selezionate, che non si conoscevano tra di loro, ma che hanno approfittato dell’ingresso libero in questa libreria per poter ascoltare il racconto di una terra della quale si subisce inconsapevolmente il fascino.

Così venerdì pomeriggio è cominciato un viaggio alla scoperta di quell’Etna che non ho mai visto e di cui immagino ritmi e profumi, dai diversi racconti raccolti in giro. Testimonianze di lavoro duro, di fatica per la salvaguardia del territorio tanto ricco quanto aspro, dove l’uomo si è dovuto adeguare con intelligenza per ricavarne ciò che voleva.

É in questo luogo che il nerello mascalese ci dona dei vini eleganti, minerali e profumati, ed è sempre qui che, Salvo Foti, investe il suo tempo a formare artigiani capaci di provare l’attaccamento al territorio. Una dedizione naturale che di questi tempi è considerata una follia per le logiche di mercato, dove tutto è globalizzato e dove le persone sono dei numeri facilmente rimpiazzabili. Il tempo è denaro e non va sprecato nel tramandare un sapere antico che in qualche modo non valorizza la new economy, ma alla quale poi, si deve sempre tornare poichè sostenibile e giusta.

vini dell'etna di salvo foti

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Eventi: week-end enologico nella capitale.

pubblicato da Alessia

week-end ricco di degustazioni nella capitaleCi siamo appena lasciati alle spalle un week-end di vino firmato Sens of Wine di Luca Maroni ed eccoci subito proiettati nei due grandi appuntamentidi questo fine settimana, che vedrà protagonisti i Vini Naturali di Tiziana Gallo e quelli di Helmuth Köcher del Merano Wine festival.

I prezzi per i due eventi sono di euro € 20,00 per un’entrata ai vini Naturali e di € 35,00 per VinoExcellence. Entrambi sono scontati se si acquistano due giorni. Tiziana Gallo, alla sua terza edizione rimane fedele all’hotel Columbus in via della Conciliazione 33, nei giorni 5 e 6 dalle ore 12 alle 20. Il VinoExcellence, alla sua seconda edizione, si svolgerà dal 5 al 7 al salone delle Fontane a via Ciro il Grande 10/12.

A completare questi due eventi, ci saranno molte enoteche che, approfittando della venuta a Roma di tanti produttori, proporranno delle degustazioni verticali od orizzontali. Che dire, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta!

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Intervista al presidente dell'unione dei produttori di Mercurey.

pubblicato da Alessia

intervista al presidente dell'unione dei produttori di mercureyRiprendiamo da dove abbiamo lasciato, con un’intervista a Mr Cinquin, produttore, mongolfierista, ma soprattutto presidente dei produttori di Mercurey.
La prima domanda che le porgo è inerente alla prossima apertura di una cantina collettiva. Quali sono le ragioni che vi hanno portato a sviluppare questo progetto e cosa intendete per collettiva? - Collettiva significa che nella stessa cantina sarà possibile trovare più vini di differenti viticoltori, un po’ come in un’enoteca, ma saranno solo quelli dell’appellazione e dei produttori che fanno parte di questo progetto. Le ragioni sono principalmente per far conoscere l’appellazione, per essere un punto di riferimento e allo stesso tempo avere una vetrina comune dove esporre, far degustare e conoscere i vini di Mercurey.

Il suolo che c’è a Mercurey è molto simile per formazione geologica a quello della Côte d’Or. E’ il clima che gioca un ruolo fondamentale nella caratterizzazione del vino o è pressoché lo stesso? - Il clima in effetti è un po’ più caldo, più temperato, ma il suolo, anche se molto simile, ha ancora un ruolo determinante per via delle faglie che qui ci sono state in epoca terziaria e che quindi differenziano e caratterizzano il pinot nero e lo chardonnay.

Un pinot nero di Mercurey è allora qualitativamente migliore o peggiore di un vicino Pommard per esempio?
- Si esprime differentemente, è più fruttato e gioca sulla finezza che non sul corpo e la struttura dei suoi vicini.

Come spiega la ragione di una minore popolarità della più grande appellazione borghignona, rispetto alle altre della Côte d’Or? - Beh è soprattutto una questione di posizione geografica e anche storica: la Côte d’Or produce da sempre vini più importanti e famosi. Posso però affermare che siamo l’appellazione più conosciuta della Côte Chalonnaise e che negli ultimi vent’anni la qualità è cresiuta moltissimo.

E il non aver dei Gran Crus può contribuire a mettervi un po’ in penombra?
- Effettivamente può essere un elemento che contribuisce al successo di altre denominazioni.

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Le fasi lunari influenzano anche la degustazione del vino.

pubblicato da Alessia

le fasi lunari influenzano la degustazioneChe lo si voglia o no, la luna ha un’influenza sulle maree, sul nostro comportamento ed anche sulla nostra facoltà di degustare. Un piccolo aiuto nella comprensione del perché un vino si degusta bene un giorno e male un altro, oltre ovviamente ai processi interni del vino ed i suoi cicli, ci viene dato dalla consulrazione del calendario lunare.

Durante la fase della luna crescente, che va dalla nuova luna alla luna piena, la vitalità delle piante aumenta come anche la loro capacità di difendersi da tutti i nemici, malattie, insetti ecc. Il vino risulta alla degustazione, migliore, più vitale e pronto ad essere bevuto, apportando anche più benefici al degustatore.

Nella fase della luna calante, al contrario, tutte le caratteristiche medicinali e intrinseche, come profumi, sapori e colori sono più intense. Viene quindi consigliato l’imbottigliamento e la conservazione o, per esempio, nel caso della frutta, la preparazione delle confetture.

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