
Spesso quando si acquistano cozze e vongole il primo pensiero è come pulirle; vi ricordiamo che vanno pulite solo al momento di cucinarle e non prima, sotto l’acqua fredda corrente, controllandole una per una. Per cucinarle poi esistono vari modi, più o meno semplici.
La cottura in umido è una delle più classiche: dopo aver fatto il soffritto, si lasciano aprire i molluschi a fiamma vivace e poi si coprono col fumetto, facendo sobbollire per il tempo necessario.
Una cottura un po’ più particolare è quella al gratin, in cui si fa aprire il mollusco, lasciando però l’animale attaccato alla valva. Poi si cospargono di pangrattato, mescolato a olio, sale, pepe, aglio ed erbe aromatiche. Infine abbiamo la cottura in padella o sauté, in cui vengono saltate velocemente a fiamma vivace, aggiungendo in genere del vino che viene fatto evaporare.
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Se non lo avete capito, le vongole (o meglio i clams, molluschi grossi e polposi pescati soprattutto nel Pacifico)sono quelle cose giallo/biancastre che versa dai barattoli verso la fine…
Vi ho proposto una ricetta con le cozze e una con le vongole… Adesso ve ne propongo una con entrambe! Una sfiziosa zuppetta.
Ingredienti: 1 kg di cozze, 1 kg di vongole, una gallinella, se non la trovate va bene anche lo scorfano oppure un merluzzetto, un paio di porri, aglio, olio extravergine d’oliva, pomodori san marzano, prezzemolo.
La preparazione di questo piatto è un po’ lunga, per farlo vi ci vorrà circa un’ora in tutto.
Allora, cominciamo. Innanzi tutto fate il brodo di pesce, cioè fate bollire circa 15/20 minuti la gallinella con carota, prezzemolo e cipolla, niente sale. Quando è cotta la levate, togliete la testa e tenete la carne.
Fate aprire le cozze e le vongole in due pentole separate, con un po’ d’olio, aglio e un mazzetto di prezzemolo, filtrate l’acqua di entrambi e la tenete da parte. Poi sgusciate metà cozze e metà vongole, anche queste le mettete da parte.
Allora, oggi ho deciso di condividere con voi un piatto che ho assaggiato in un ristorante di Recco (Ge) l’estate scorsa, e che poi ho riprovato a fare a casa su mia intuizione. Devo dire che non mi viene niente male.
Ingredienti : 1 kg circa di vongole, pomodori San Marzano (almeno, a me piacciono questi, in realtà in questo periodo potete usare tutti i pomodori che vi pare), olio extravergine d’oliva delicato, aglio, trofiette di Recco (possibilmente fresche), prezzemolo.
Procedimento: Anche questo procedimento è davvero molto semplice. In una pentola alta mettete un po’ d’olio, due spicchi d’aglio, aprite le vongole in una pentola alta con un paio di spicchi d’aglio e un po’ di prezzemolo. Nel frattempo tritate finemente il prezzemolo rimasto e fate a dadini i pomodori. Mettete a scaldare l’acqua.
Una volta aperte le vongole togliete aglio e prezzemolo e li buttate, sgusciate la metà della vongole e l’altra metà la lasciate con il guscio; ovviamente tenete l’acqua delle vongole. A questo punto fate soffriggere un pochino d’aglio in una padella e poi mettete i pomodori a dadini, lasciate andare qualche minuto e aggiungete anche le vongole. Immediatamente dopo mettete l’acqua delle vongole e lasciate andare ancora un pochino. Nel frattempo avrete messo a cuocere le trofie, le tirate fuori ancora al dente, le scolate molto bene e le finite di cuocere nella padella con il resto degli ingredienti. Alla fine aggiungete il prezzemolo.
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Anche per i molluschi, come per il pesce, ci sono alcuni “segnali” che ci aiutano a capire meglio da quanto tempo siano stati pescati:
- se la conchiglia è ben chiusa e non si apre facilmente il mollusco è fresco;
- provando ad aprirne una, si dovrebbe trovare all’interno un contenuto ancora umido di acqua di mare;
- l’animale all’interno deve essere ancora vivo (in alcuni casi è possibile notare il battito cardiaco), ben attaccato alla conchiglia.
Per le condizioni in cui vengono allevati e per l’alto contenuto di amminoacidi liberi, i molluschi sono soggetti ad ospitare un elevato numero di batteri, con conseguente facile e veloce deterioramento, quindi facciamo particolare attenzione…
La foto è tratta dal sito: newton.corriere.it
Avete presente quei paradisiaci souté di cozze, o quei prelibatissimi spaghetti alle vongole veraci?
Ecco, i nostri pronipoti rischiano di non poterli assaggiare mai, perché tutti i molluschi sarebbero a rischio estinzione.
A sostenerlo è la ricercatrice inglese Carol Turley che, probabile amante dei frutti di mare in cucina, ha lanciato l’allarme: l’uomo immette nell’atmosfera quantità crescenti di biossido di carbonio, il principale agente di incremento del tasso di acidità di mari e oceani.
Insomma, per colpa dell’inquinamento questi gustosi animaletti avranno sempre maggiori difficoltà nel costruirsi gusci protettivi solidi e così, già dal 2100, potrebbero iniziare a scomparire.
Secondo la scienziata le acque del pianeta avrebbero già incamerato la metà del biossido prodotto dalla rivoluzione industriale in poi.