
Meglio tempura o pastella? - gustoblog.it
Conoscere queste differenze permette di scegliere con consapevolezza e di realizzare una frittura indimenticabile, adattata ai propri gusti e alle proprie necessità.
Nel panorama culinario la frittura rappresenta una tecnica antica e apprezzata, ma tra le varie preparazioni spesso si fa confusione tra la pastella e la tempura.
Pur condividendo l’obiettivo di rendere croccanti e gustosi gli alimenti, queste due soluzioni presentano differenze sostanziali che influiscono non solo sul sapore ma anche sulla leggerezza del piatto finale.
Pastella e tempura: caratteristiche a confronto
La pastella tradizionale italiana si prepara principalmente con farina e uova, a cui talvolta si aggiunge acqua frizzante o birra per ottenere una consistenza più soffice e una frittura più croccante. Il composto, una volta realizzato, richiede un riposo di almeno un’ora prima di immergervi gli alimenti, che devono poi essere cotti in olio bollente e abbondante.
Questo procedimento, seppur efficace per esaltare il gusto, conferisce alla frittura una certa pesantezza, dovuta soprattutto alla presenza delle uova e alla struttura densa della pastella.
Diversamente, la tempura, tipica della cucina giapponese, si distingue per la sua leggerezza e delicatezza. La sua preparazione prevede l’uso esclusivo di farina di riso e acqua ghiacciata, con l’opzione di aggiungere un pizzico di zucchero o bicarbonato per migliorare la resa.

A differenza della pastella, il composto della tempura non richiede un lungo mescolamento: è anzi consigliato lasciare qualche grumo per preservare la croccantezza. Al momento della frittura, l’immersione in olio molto caldo provoca uno shock termico che sigilla rapidamente l’alimento, mantenendolo leggero e friabile.
Quale scegliere per una frittura più leggera?
Chi desidera una frittura dal sapore intenso ma più digeribile dovrebbe orientarsi verso la tempura, grazie alla sua composizione priva di uova e al rapido procedimento di preparazione che limita l’assorbimento di olio. Questa differenza non è solo una questione di ingredienti, ma anche di tecnica: la bassa manipolazione del composto e l’uso di acqua ghiacciata riducono l’attività del glutine nella farina, rendendo la frittura più soffice e meno untuosa.
Al contrario, la pastella tradizionale, pur essendo un classico intramontabile della cucina italiana, è più indicata per chi non teme una preparazione più “corposa” e sostanziosa, ideale per esaltare piatti come frittelle di carne, pesce o verdure in modo robusto e avvolgente.
Consigli pratici per una frittura perfetta
Per entrambe le preparazioni, un elemento fondamentale è la temperatura dell’olio, che deve essere mantenuta molto alta e costante per evitare che il cibo assorba troppa quantità di grasso, compromettere la croccantezza e appesantire il risultato finale. L’uso di olio di arachide o girasole è consigliato per il loro punto di fumo elevato.
Inoltre, per la tempura è preferibile utilizzare ingredienti freschissimi e tagliati in modo uniforme, così da garantire una cottura omogenea e un risultato finale elegante e leggero, come vuole la tradizione giapponese.
Pastella e tempura, pur essendo entrambe valide tecniche di frittura, rispondono a esigenze diverse: la prima ideale per chi cerca gusto e consistenza, la seconda perfetta per chi privilegia leggerezza e croccantezza.