A Giulianova, sulla costa teramana, l’Antipasto alla Giuliese racconta ancora oggi la cucina marinara abruzzese: un piatto di pesce lessato e salsa verde, preparato nelle case e nei ristoranti locali come apertura dei pranzi di mare, nato per valorizzare scampi, vongole, calamari e sogliole con condimenti semplici, tra olio extravergine d’oliva, limone, prezzemolo e aceto. È una ricetta essenziale, quasi domestica, ma con un’identità precisa. Quella di un porto che ha sempre cucinato ciò che arrivava dalle barche, senza troppi passaggi e con una certa misura.
Antipasto alla Giuliese, la ricetta di mare della costa teramana
L’Antipasto alla Giuliese è uno dei piatti più riconoscibili della tradizione gastronomica di Giulianova, cittadina affacciata sull’Adriatico in provincia di Teramo. La base è un’insalata di mare preparata con 1,5 kg di scampi, 100 grammi di vongole, 500 grammi di calamari e 150 grammi di sogliole, ingredienti che vengono lessati separatamente per rispettare consistenze e tempi di cottura. Non è una preparazione complicata, ma richiede attenzione: lo scampo deve restare sodo, il calamaro morbido, le vongole pulite dalla sabbia. “Il segreto è non coprire il sapore del pesce”, ripetono spesso i cuochi della zona, dove il condimento arriva dopo, con mano leggera.
In tavola, questo antipasto di pesce abruzzese si presenta come un piatto freddo o appena tiepido, condito con olio extravergine d’oliva, limone e sale. Accanto, oppure sopra in piccola quantità, compare la salsa verde, elemento che lo distingue da molte altre insalate di mare italiane. È una salsa sapida, un po’ pungente, costruita su ingredienti popolari: tonno, alici, capperi, peperoni sott’aceto, prezzemolo, aglio e aceto. Pochi gesti, sapori netti.
Gli ingredienti: scampi, vongole, calamari e sogliole
La scelta del pesce è centrale nell’Antipasto alla Giuliese, perché la ricetta vive sull’equilibrio tra carni diverse. Gli scampi danno dolcezza e struttura, le vongole portano una nota marina più intensa, i calamari aggiungono consistenza, mentre le sogliole rendono il piatto più delicato. In molte cucine familiari, il pescato può cambiare leggermente in base alla disponibilità del mercato, ma la logica resta la stessa: usare pesce fresco, cuocerlo poco e condirlo solo alla fine.
Il procedimento tradizionale prevede due cotture distinte. Da una parte si lessano gli scampi, dall’altra vongole, calamari e sogliole, così da evitare che un ingrediente prevalga sull’altro o perda consistenza. Una volta raffreddato, il pesce viene pulito con cura e raccolto in un’insalatiera. A quel punto entrano olio, limone e un pizzico di sale. È un passaggio breve, quasi asciutto. Niente salse pesanti, niente marinature lunghe: il piatto deve restare leggibile, come direbbero gli chef, ma soprattutto deve sapere di mare.
La salsa verde: tonno, alici, capperi e peperoni sott’aceto
La salsa verde alla giuliese è la parte più caratteristica della preparazione. Si ottiene frullando insieme tonno, alici, capperi, peperoni sott’aceto, prezzemolo, aglio e aceto, fino a ottenere un composto cremoso ma non troppo fine. In alcune case si preferisce lasciarla più rustica, con piccoli pezzi di cappero o peperone ancora percepibili. “Così si sente meglio”, direbbe una cuoca di famiglia, magari mentre assaggia con la punta del cucchiaio.
Il ruolo della salsa non è coprire l’insalata di mare, ma accompagnarla. Per questo viene spesso servita a parte, in una ciotolina, così ciascuno può dosarla secondo il proprio gusto. L’aceto e i peperoni sott’aceto danno una spinta acida, le alici aggiungono profondità, il tonno lega il tutto. Il prezzemolo, invece, riporta freschezza. È una combinazione schietta, figlia di una cucina di dispensa e di porto: ciò che c’era, si usava. Ma con criterio.
Come servirlo e perché resta un piatto identitario
L’Antipasto alla Giuliese si serve di solito all’inizio di un pranzo di pesce, su piatti ampi o in piccole porzioni individuali, con la salsa verde accostata e non mescolata del tutto. Una fetta di limone, qualche foglia di prezzemolo e un filo d’olio extravergine d’oliva bastano per completare il piatto. Il pane, meglio se casereccio, aiuta a raccogliere il condimento. Freddo è più ordinato, tiepido conserva meglio i profumi. Dipende dall’abitudine.
Questa ricetta, attribuita nella scheda originale a Carmelo Scuderi, viene indicata come preparazione italiana e valutata con un rating di 5.0, sulla base di una recensione. Il dato sulle calorie non è disponibile in modo attendibile, perché la scheda riporta 0 calorie a porzione, valore da considerare non realistico per un piatto con pesce, olio e salsa a base di tonno. Resta però chiara la sua natura: un antipasto di mare ricco, adatto a una tavola conviviale, più vicino alla cucina di casa che alla ristorazione costruita.
Nel tempo l’Antipasto alla Giuliese ha mantenuto una forza discreta, legata alla memoria delle famiglie e alla cucina della costa abruzzese. Non cerca effetti, non ha bisogno di presentazioni elaborate. Funziona perché unisce pesce lessato, condimento fresco e una salsa verde dal carattere deciso. Ed è proprio lì, in quell’incontro tra semplicità e sapore, che Giulianova continua a farsi riconoscere.
Antipasto alla giuliese: pesce lessato con salsa verde, limone e pane, servito in un contesto di mare.






