Nel turismo di alta gamma delle isole italiane, la cucina è diventata nel 2026 uno dei criteri decisivi nella scelta di un hotel: accade in Sardegna, e in particolare a Baja Sardinia, dove il 7Pines Resort Sardinia ha costruito una parte rilevante del proprio posizionamento sull’identità gastronomica locale, intercettando una clientela internazionale che cerca territorio, riservatezza e servizi su misura.
La gastronomia come leva del turismo di lusso nelle isole italiane
Nel segmento dell’hotellerie di lusso, il ristorante non è più soltanto un servizio interno alla struttura. Per molti viaggiatori ad alta capacità di spesa, soprattutto stranieri, la proposta gastronomica pesa ormai sulla scelta della destinazione, sulla durata del soggiorno e anche sulla possibilità di tornare l’anno successivo.
Il cambio di passo, raccontano gli operatori del settore, è netto. Per anni gli hotel di fascia alta hanno puntato su una cucina internazionale, rassicurante, spesso simile da una località all’altra; oggi, invece, cresce la richiesta di piatti e prodotti capaci di raccontare un luogo preciso. Non una cucina “per tutti”, ma una cucina riconoscibile.
Nelle isole questo passaggio è ancora più evidente. Materie prime, piccoli produttori, ricette locali e paesaggio entrano nello stesso racconto, dal pane carasau all’olio, dal pesce alle erbe della macchia mediterranea. È qui che la ristorazione diventa esperienza di viaggio, non semplice consumo.
Il caso 7Pines Resort Sardinia a Baja Sardinia
Tra gli esempi citati nel settore spicca il 7Pines Resort Sardinia, boutique resort da 75 camere immerso in 14 ettari di macchia mediterranea a Baja Sardinia, in Costa Smeralda. La struttura ha scelto fin dall’apertura una linea precisa: valorizzare la Sardegna attraverso architettura, materiali, artigianato e cucina, senza inseguire un lusso rigido o standardizzato.
Il resort parla di quiet luxury, un lusso rilassato, meno formale, costruito su dettagli concreti. Dai pavimenti in marmo di Orosei ai manufatti realizzati da artigiani sardi, fino ai prodotti di benvenuto selezionati da piccoli produttori locali, ogni elemento punta a rafforzare un’identità territoriale. Una scelta commerciale, certo. Ma anche narrativa.
Secondo i dati comunicati dalla struttura, il fatturato complessivo del resort si aggira intorno ai 17 milioni di euro. Di questi, circa 5 milioni arrivano dal comparto Food & Beverage, pari a quasi il 30% dei ricavi totali. Una quota che conferma quanto la ristorazione, nel lusso isolano, sia diventata parte centrale del modello di business.
Capogiro, Franco Pepe e Cone Club: quattro anime gastronomiche
L’offerta del 7Pines Resort Sardinia si articola in quattro concept, pensati per intercettare momenti diversi della giornata e pubblici differenti. Il più identitario è Capogiro, ristorante stellato Michelin guidato dall’executive chef Pasquale D’Ambrosio, dove la cucina sarda viene riletta con tecniche contemporanee e attenzione alla materia prima.
Accanto al fine dining c’è Spazio by Franco Pepe, nato dalla collaborazione con uno dei pizzaioli italiani più conosciuti a livello internazionale. Qui la pizza diventa una porta d’ingresso più informale, ma non meno curata, alla gastronomia italiana e mediterranea. Il risultato, almeno nei numeri, è consistente: il format genera circa 1,7 milioni di euro.
Il Cone Club, beach club del resort, unisce invece dining, mixology ed entertainment. È il luogo più legato alla dimensione balneare della Costa Smeralda, con un fatturato indicato in circa 1,3 milioni di euro. Seguono Capogiro, con circa 1 milione, il comparto eventi e banqueting con 800 mila euro, e la Bollinger Terrace, dedicata ad aperitivi e champagne, con circa 200 mila euro.
Identità locale e ricavi: il nuovo equilibrio dell’hotellerie
Il dato più significativo riguarda il fine dining. Con il riconoscimento della stella Michelin, il ristorante Capogiro ha visto crescere il proprio fatturato dell’80%, secondo quanto comunicato dalla struttura. Un incremento che mostra come il prestigio gastronomico possa incidere direttamente sui conti, ma anche sulla reputazione complessiva dell’hotel.
La tendenza, in Sardegna come in altre isole italiane, va quindi oltre la cucina d’albergo intesa in senso tradizionale. Il viaggiatore cerca una storia coerente: dormire in un luogo, mangiare ciò che quel luogo produce, incontrare sapori non replicabili altrove. Solo allora l’esperienza viene percepita come autentica.
Resta un punto fermo: l’identità funziona se non diventa decorazione. Nel caso del 7Pines di Baja Sardinia, la combinazione tra territorio, alta ristorazione e gestione commerciale ha prodotto numeri rilevanti e un posizionamento riconoscibile. Per gli hotel delle isole italiane, oggi, la sfida passa anche da qui: trasformare la cucina in una ragione di viaggio.
Cena vista Mediterraneo: una tavola in terrazza con specialità locali, simbolo della cucina che racconta il territorio negli hotel di lusso.






