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Passata di pomodoro, il test de Il Salvagente: pesticidi trovati in 8 marchi su 16

Passata di pomodoro, il test de Il Salvagente: pesticidi in 8 marchi su 16

Metà delle passate di pomodoro testate da Il Salvagente contiene residui di pesticidi. È il risultato che emerge dall’indagine di laboratorio pubblicata il 29 maggio 2026 dalla rivista italiana di test sui consumi, che dopo tre anni è tornata ad analizzare questo prodotto così centrale nella cucina quotidiana: 16 marchi esaminati, 8 positivi alla presenza di spirotetramat. Un dato che vale la pena capire bene, perché tra i numeri ci sono distinzioni importanti che cambiano il giudizio finale su ciascun prodotto.

Il test: cosa ha analizzato Il Salvagente e come

L’indagine, i cui risultati completi sono stati pubblicati nel numero di giugno 2026 di Il Salvagente, ha preso in esame 16 passate di pomodoro di origine italiana, valutandole su due parametri principali: la presenza di residui di pesticidi e i gradi Brix, cioè l’indice che misura la concentrazione degli zuccheri e quindi la qualità della materia prima e il grado di concentrazione del pomodoro.

I gradi Brix sono un parametro tecnico ma concreto: una passata con valori bassi contiene più acqua e meno sostanza, il che si traduce in un prodotto meno saporito e meno denso. La norma prevede che il valore si collochi tra 5 e 12 gradi. Già questa soglia minima racconta qualcosa: non tutte le passate che troviamo sullo scaffale sono uguali, anche prescindendo dalla questione pesticidi.

Il fatto che Il Salvagente abbia scelto di tornare su questo prodotto dopo tre anni non è casuale. La passata di pomodoro è uno degli alimenti più acquistati dalle famiglie italiane, usata come base per sughi, pizze, zuppe. Sapere cosa contiene — davvero — è una questione pratica prima ancora che ideologica.

Passata di pomodoro e pesticidi: lo spirotetramat e il suo status normativo

Il pesticida rilevato nei campioni positivi è lo spirotetramat, un insetticida che appartiene alla categoria degli inibitori della biosintesi dei lipidi negli insetti. Il dato normativo è rilevante: lo spirotetramat è stato bandito nell’Unione Europea a partire dall’ottobre 2025. Tuttavia, all’Italia è stata concessa una deroga fino al 29 luglio 2026, il che spiega — almeno in parte — perché la sua presenza nei prodotti analizzati non costituisce una violazione di legge.

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Tutti i campioni risultati positivi, infatti, rispettano i limiti legali vigenti per i residui di pesticidi. Questo è un punto che va sottolineato con chiarezza: nessuno dei 16 prodotti è fuorilegge. Ma “nei limiti di legge” non significa necessariamente “privo di ogni preoccupazione”, soprattutto quando si parla di una sostanza che l’Unione Europea ha scelto di vietare.

I valori più elevati di spirotetramat sono stati rilevati nella passata Esselunga, con una concentrazione di 0,909 mg/kg, e nella passata Selex, con 0,805 mg/kg. Il limite legale è fissato a 1 mg/kg: entrambi i prodotti si collocano quindi al di sotto della soglia, ma in modo non trascurabile, considerando che la deroga italiana scade nel luglio 2026 e che da quel momento lo spirotetramat non potrà più essere utilizzato nemmeno qui.

I gradi Brix: quando il problema non è solo la sicurezza ma la qualità

Accanto alla questione pesticidi, il test ha messo in luce un secondo elemento che riguarda direttamente il valore gastronomico del prodotto. La passata Esselunga ha ottenuto il valore più alto tra i campioni analizzati: 9,3 gradi Brix, un risultato che indica una buona concentrazione di pomodoro e una materia prima di qualità.

All’estremo opposto si trova la Pomodorissimo Santa Rosa, con soli 4,6 gradi Brix: un valore che scende al di sotto del limite minimo legale di 5 gradi. In pratica, una passata troppo diluita, che non rispetta nemmeno il parametro di concentrazione previsto dalla normativa.

Questo dato è interessante perché ribalta in parte il quadro semplificato che potremmo aspettarci. Un prodotto può contenere residui di pesticidi — pur nei limiti — e avere un’ottima concentrazione di pomodoro. Un altro può essere privo di pesticidi rilevabili ma risultare comunque di qualità inferiore per composizione. La valutazione completa richiede di guardare entrambi i parametri insieme.

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Come orientarsi nella scelta: cosa tenere a mente al supermercato

Alla luce dei risultati, alcune indicazioni pratiche possono aiutare a scegliere con più consapevolezza.

  • Controllare i gradi Brix in etichetta, quando indicati. Non tutti i produttori li riportano, ma chi lo fa offre un’informazione concreta sulla densità e qualità del pomodoro.
  • Preferire passate biologiche certificate, che per disciplinare non prevedono l’uso di pesticidi di sintesi come lo spirotetramat. Non è una garanzia assoluta, ma riduce significativamente il rischio di residui.
  • Leggere l’etichetta sull’origine del pomodoro: la normativa italiana impone l’indicazione del paese di coltivazione e di trasformazione. Tutti i prodotti testati erano di origine italiana, ma vale sempre la pena verificarlo.
  • Considerare che il prezzo basso non è necessariamente un segnale negativo sul fronte pesticidi, così come un prezzo alto non garantisce automaticamente l’assenza di residui. Il test lo dimostra chiaramente.

Vale anche la pena ricordare che la ricerca completa di Il Salvagente è disponibile nel numero di giugno 2026 della rivista, con i risultati dettagliati per ciascuno dei 16 marchi analizzati. Per chi vuole approfondire oltre i dati parziali circolati online, è la fonte più completa e verificabile.

Il contesto: perché questo test arriva in un momento significativo

Il fatto che lo spirotetramat sia stato vietato nell’Unione Europea dall’ottobre 2025 — con deroga italiana fino al luglio 2026 — significa che i prodotti attualmente in commercio potrebbero ancora contenerne tracce, se lavorati con pomodori coltivati prima della scadenza della deroga. Da agosto 2026 in poi, la situazione dovrebbe cambiare: nessun pomodoro italiano potrà essere trattato con questa sostanza, e di conseguenza i residui nelle passate dovrebbero progressivamente azzerarsi.

Nel frattempo, il test di Il Salvagente fotografa una fase di transizione normativa in cui la presenza di spirotetramat è legale ma destinata a diventare impossibile. È un’informazione utile per il consumatore di oggi, che può scegliere con più strumenti — e tornerà utile anche nei prossimi mesi, per verificare se e come il mercato risponde all’entrata in vigore del divieto completo.

La passata di pomodoro resta uno degli alimenti più semplici e fondamentali della dispensa italiana. Sapere che metà dei campioni analizzati contiene residui di un pesticida in fase di uscita dal mercato europeo non deve generare allarme, ma invita a una scelta più informata: guardare oltre il prezzo e il brand, leggere le etichette con attenzione, e tenere d’occhio i test indipendenti come strumenti concreti di orientamento.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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