Ricette cinema: i petit fours di “Marie Antoinette”


Quanti di voi, come me, sono cresciuti a pane e Lady Oscar avranno una propria, particolarissima opinione della sovrana di Francia più famosa di sempre (no, non parlo di Carla Bruni): Maria Antonietta. Tutti gli altri di lei sanno che lasciò l’austera Austria (quasi un gioco di parole) per la frivola Francia (ma guarda tu le allitterazioni…) a 15 anni per andare in sposa al futuro Luigi XVI, che il popolo non la amò mai come regina e che, anzi, durante la rivoluzione la fece ghigliottinare all’età di soli 38 anni. D’altronde, come biasimarli, se quando, informata del fatto che la gente non aveva pane, lei rispose: “Allora mangino brioches!”. Nel film di Sofia Coppola “Marie Antoinette”, però, si esplora un lato inedito della personalità della sovrana: quello più introspettivo e profondo, per scoprire una donna fragile e sola, caricata da un peso politico e sociale probabilmente esagerato e con accanto un marito che non la sfiorò neppure con un dito per sette lunghi anni dopo le nozze.

Voi come vi sareste consolati? Ovviamente mangiando cioccolato! All’epoca, invece, si gustavano i petit fours, dolcetti che furono serviti per la prima volta proprio a Versailles sotto il regno di Luigi XVI.

Si tratta di piccoli pasticcini con una base in comune e poi serviti in diverse varianti. La base si fa impastando farina, burro, lievito, zucchero, uova e aroma di vaniglia e potete usare le dosi delle ricette che abitualmente adottate per fare i biscotti, in modo che siano, per così dire, collaudate.

Ed ecco le nostre varianti: i ‘fetirates’ sono coperti di una glassa che preparerete con zucchero a velo, vaniglia e acqua ai fiori d’arancio; le ‘boules de sucre’, invece sono palline aromatizzate con essenza di fragola ed eventualmente ravvivate con colore alimentare rosso. Poi ci sono le ‘sablés’, dolcetti ripieni di marmellata, mandorle e pistacchi tritati; infine le ‘tartellettes à la meringue’, la cui superficie è arricchita da una piccola meringa, preparata, come di consueto, con gli albumi d’uovo e lo zucchero a velo. Bon appetit!

Foto | Flickr

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