Le anguille alla romana con la ricetta del “Sacro Gra”

Sull’anello stradale che abbraccia Roma s’intrecciano storie e destini, come quello di un cacciatore di anguille, piatto molto apprezzato nella cucina locale

Sono i personaggi che influenzano o i luoghi o sono i luoghi che s’imprimono prepotentemente sui personaggi? Il bravo documentarista Gianfranco Rosi, che dopo 15 anni d’attesa, pochi giorni fa ha riportato il Leone d’Oro in Italia con il film “Sacro GRA”, non ha dubbi: si parte dai luoghi per approfondire i personaggi. Ed è così che parte da un non-luogo straniante, come il raccordo autostradale che circonda Roma, costruito dall’ingegner Gra e già decantato da Corrado Guzzanti in un’esilarante parodia di Venditti qualche anno fa, per descrivere la varia umanità che vive, ogni giorno, affacciata su di esso. Ci sono, quindi, ragazze immagine di un bar, prostitute transessuali, nobili decaduti o quasi, fedeli, un paramedico che vive con la madre anziana, un botanico con il pallino di salvare le palme (dal punteruolo rosso), ma soprattutto un cacciatore d’anguille. Forse a chi non è romano, quest’ultimo personaggio non dirà nulla, ma per chi è nato e cresciuto in questa città, ha il sapore evocativo di un tempo ormai perduto in cui le anguille, che in dialetto si chiamano ‘ciriole’ (altro che pane…) si pescavano nel Tevere ed erano un piatto prelibato, che noi oggi cuciniamo alla romana, con la stessa ricetta usata per le seppie. E poi dovete sapere che il loro nome vernacolare ha dato origine anche a un modo di dire: ‘ciriolare’, infatti, significa sapersi destreggiare tra le avversità della vita, proprio come le anguille nell’acqua.

Ingredienti


  • 1 kg di anguille
  • 5-6 cipolle novelle
  • 1 spicchio d’aglio
  • ½ bicchiere di vino bianco secco
  • 1 bicchiere di salsa di pomodoro diluita
  • 500 g di pisellini romaneschi dolci
  • Procedimento


    Lavate con cura le anguille senza spellarle, poi tagliate via la testa e fatele in 5-6 pezzi a seconda della grandezza. In un’ampia padella fate scaldare l’olio con l’aglio, poi rosolatevi le cipolle ben tritate e quindi, una volta dorate, unite anche il pesce, che vista la consistenza della sua carne, avrà bisogno di un po’ di tempo per cuocersi. Sfumate pian piano con il vino e quando sarà tutto evaporato, procedete con la salsa di pomodoro. Circa 5 minuti dopo (ma il tempo dipende dal grado di cottura delle anguille e dalla consistenza dei piselli), unite anche i pisellini freschi e portate a cottura. Servite ben caldo.

    Foto | cercamon

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