Ecco come fare le trenette al pesto del film La Califfa

Quando la sensualità passa per un piatto di pasta

“Il pesto non deve urlare a contatto con la lama del coltello, ma deve essere domato, picchiato con il pestello: solo così si sprigiona l’aroma dell’aglio… aaaahhh!”. Così, in un pranzo con l’amante appena prima del tragico epilogo della sua vicenda terrena, l’industriale Annibale Doberdò – protagonista del film “La Califfa”, trasposizione cinematografica dell’omonimo libro di Alberto Bevilacqua cui intendiamo rendere omaggio, vista la sua morte recente – esalta le doti quasi erotiche di un piatto di trenette al pesto. E sono proprio erotismo e sensualità i protagonisti della vicenda, incarnati nella giovane operaia Irene, resa vedova dall’inizio delle proteste in fabbrica nel periodo pre Brigate Rosse, che ammaliano il ‘padrone’ non così tutto d’un pezzo, che si schiererà accanto ai lavoratori, adottando decisioni “umanitarie” anche se improduttive e attirando su di sé le ire della sua categoria, per arrivare al finale drammatico e ineluttabile di cui abbiamo già parlato.

Ingredienti


  • 500 g di trenette ‘avvantaggiate’ (cioè integrali)
  • 45 foglie di basilico ligure (a foglia piccola)
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 pizzico di sale grosso
  • 1.5 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1.5 cucchiai di pecorino grattugiato
  • 1 manciata di pinoli freschi
  • olio q.b.
  • 1 patata a dadini
  • 100 g di fagiolini freschi a pezzetti
  • Procedimento


    Ponete aglio e basilico nel mortaio di marmo con il sale grosso e iniziate a lavorare con il pestello, aggiungendo poco olio. Unite poi i pinoli continuando a pestare ed emulsionate con l’olio, poi aggiungete i formaggi grattugiati. La consistenza da ottenere dovrà essere quella di una pomata, perciò la quantità d’olio da utilizzare dipenderà dal grado di assorbimento del vostro composto. A questo punto fate bollire in acqua salata i fagiolini e le patate, quindi la pasta; scolate al dente le trenette e conditele con il pesto, eventualmente aggiungendo qualche cucchiaiata d’acqua di cottura.

    Foto | Joanbrebo

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