Bevande al microscopio: un mondo affascinante

Bevande al microscopio: un mondo affascinante

La fotografia, come ben ci insegnano i cugini di Clickblog, non è un un semplice specchio della realtà, senza alcun merito creativo. Nella relatà il fotografo interpreta la realtà e la descrive attraverso quella “scrittura della luce” che è la fotografia. Questo discorso vale per qualunque tipo di fotografia anche per quella, affascinante, fatta con il microscopio. E se sul vetrino di un microscopio poniamo, poi, degli alimenti, l'avventura è esaltante perché ci permette di vedere aspetti del cibo che normalmente non consideriamo.

È quello che fa l'artista William "Bill" LeGoullon, di Phoenix negli USA, che ha fotografato al microscopio le bibite più comuni. Ha realizzato, così, una raccolta dal titolo Fingerprints of Drinkable Culture (che potremo tradurre con Le impronte digitali della cultura potabile) in cui ci mostra bevande quali il vino o il caffè in forme strane e, a volte capricciose. Ma LeGoullon – che ben conosce il mondo delle bevande e delle varie gocce che lasciano in giro, dal momento che ha lavorato anche come barista – è andato oltre e ha voluto approfondire cosa succede a una goccia di una bevanda quando la si lascia seccare. Un esperimento davvero interessante.

William "Bill" LeGoullon sostiene di sentirsi molto attratto dalle tracce che stanno dietro le azioni umane e così, catturando con il microscopio i resti – tanto freschi, quanto secchi – di bevande comuni come il te, la birra o il vino, ci offre una prospettiva differente con la quale vuole fondere insieme arte, gastronomia e scienza. Quasi una sorta di ricetta che porta in sé, oltre al sapore della bevanda, anche un qualcosa di più umano. Pensateci la prossima volta che vi cade una goccia di sugo: come sarà al microscopio?

Bevande al microscopio: birra
Bevande al microscopio: birra
Bevande al microscopio: caffè
Bevande al microscopio: caffè

Via | Directo al Paladar

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