La cioncia pesciatina con la ricetta toscana da provare in casa

Preparazione appartenente alla cucina povera, ecco come si realizza in casa la cioncia pesciatina, dalla tradizione toscana

La cioncia pesciatina con la ricetta toscana da provare in casa

Cioncia pesciatina: cosa si cela dietro questo misterioso nome? Semplicemente una preparazione toscana, a base di carne di manzo, in particolare gli avanzi e gli scarti derivanti dalla conceria. Di origini antiche la pietanza nasce quindi, come spesso accade per quanto riguarda i piatti appartenenti alla cucina povera, dall'esigenza di non buttare via niente. In particolare, gli operai addetti alla concia delle pelli, a fine giornata erano soliti raccogliere gli scarti della carne portandoli a casa dove le mogli, con il tempo, hanno imparato ad utilizzarli in questa gustosa preparazione.

Muso, guance e coda di vitello sono alla base della preparazione della ricetta toscana. Cotti dapprima in un soffritto vanno poi insaporiti con della salsa di pomodoro nella quale completano la cottura. La preparazione non è difficile ma prevede una lunga cottura, indispensabile per ottenere un buon piatto. Ecco come si prepara la cioncia pesciatina da provare in casa con il procedimento proveniente da quì.

Ingredienti


800 gr di testina (muso, guance) e coda di vitello
400 gr di passato di pomodoro
2 cipolle
2 sedani
4 carote
prezzemolo
basilico
brodo di carne
olio extravergine d'oliva
2 bicchieri di vino rosso
zenzero (peperoncino)

Procedimento


Pulire bene i pezzi di carne e farli scottare in una pentola ampia. Una volta effettuata questa operazione procedere con il tagliare il tutto a pezzi piccoli. Preparare un soffritto con l'olio, la cipolla, il sedano, le carote, il prezzemolo ed il basilico tritati, quindi fare rosolare il tutto, carne compresa, per mezz'ora circa. Bagnare con il vino e farlo evaporare quindi unire la salsa di pomodoro e proseguire la cottura per 15 minuti. Unire del brodo, se necessario, e proseguire la cottura per almeno 3 ore a fiamma bassa e con il coperchio.

Foto | Ada Kwok

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