La differenza tra omogeneizzato o liofilizzato? Questo è il dilemma!

Falsi miti e qualche verità per fare le scelte migliori all’inizio dello svezzamento

a:2:{s:5:"pages";a:4:{i:1;s:0:"";i:2;s:17:"Pappa di coniglio";i:3;s:14:"Pappa di pollo";i:4;s:16:"Pappa di agnello";}s:7:"content";a:4:{i:1;s:4450:"

Questa settimana ci catapultiamo nuovamente in quella delicata fase dell’inizio dello svezzamento, in cui, cioè, i nostri piccoli completano l’alimentazione a base di latte con cibi via via sempre più solidi. Ed ecco che subito in agguato se ne sta un altro dubbio a turbare i sonni delle mamme: sarà meglio iniziare con gli omogeneizzati o con i liofilizzati?

omolio

Partendo dal presupposto che vi ho già dato la mia personalissima (e come tale da voi trascurabile, eh!) opinione in merito agli alimenti industriali per l’infanzia, ovviamente per la scelta affidatevi al vostro pediatra, ma come sempre non in maniera acritica: ci sono, infatti, poche e semplici cose da sapere sulla ‘misteriosa’ differenza tra liofilizzati e omogeneizzati che oggi chiariremo e che vi permetteranno di fare le vostre scelte in modo consapevole.

La prima - e fondamentale – informazione da conoscere sul tema è che liofilizzati e omogeneizzati sono più o meno la stessa cosa, nel senso che sono entrambi alimenti, (carne, verdure ecc.) che possono essere somministrati ai bambini durante lo svezzamento, ma sottoposti a processi diversi. La maggior parte delle persone (e dei medici) consiglia di iniziare con i primi in quanto più digeribili e più nutrienti.

All’inizio della nutrizione solida, infatti, un bambino non riesce quasi mai a finire tutta la pappa che la mamma gli prepara: utilizzare un liofilizzato, quindi, che per sua natura ha una concentrazione maggiore dell’alimento, consente di far assumere al piccolo una quantità maggiore di proteine a parità di quantità di prodotto, perciò secondo alcuni questa risulta essere la scelta migliore.

I liofilizzati, in effetti, presentandosi in forma granulare, hanno tra i loro pregi quello di occupare meno spazio e di conservarsi più a lungo, oltre che di mantenere le proprietà organolettiche di un prodotto (ma questo secondo me è tutto da dimostrare); dalla loro parte, invece, gli omogeneizzati hanno che sono in pratica alimenti pronti, perché in definitiva sono carne o pesce cotti al vapore e poi resi una purea commestibile anche da chi non ha i denti, a fronte di una maggiore deperibilità (ovunque troverete scritta la regola aurea che il prodotto avanzato che resta nel vasetto aperto va consumato entro 24 ore).

Se, dunque, il processo di omogeneizzazione è facilmente intuibile, quello di liofilizzazione è invece assai più complesso, e comprende fasi di congelamento a basse temperature e di essiccazione. L’uso dei liofilizzati, inoltre, sembra una pratica tutta italiana: solo un paio di multinazionali del settore alimenti per l’infanzia li producono e – pare – quasi esclusivamente per commercializzarli qui da noi.

Per quanto riguarda gli ingredienti, dicevamo che mentre i liofilizzati sono concentrati pressoché puri di prodotto, negli omogeneizzati ‘pesa’ molto l’acqua di cottura, ma mentre i primi non sono esenti da grassi e sale, nel mondo dei secondi avete più scelta, quindi potrete acquistare marchi biologici senza aggiunta di sale né di zucchero, che ormai sappiamo quanto sia importante.

Infine, il formato e il costo: le confezioni di liofilizzati sono in genere da 10 g, mentre un vasetto di omogeneizzato ne pesa 80; entrambi bastano per due pasti circa, ma questo dato più di tutti varia da bambino a bambino, in base all’età, alla fame, al pediatra e ad altri innumerevoli fattori. Il prezzo, però, è decisamente diverso: i liofilizzati costano quasi il doppio degli omogeneizzati, o almeno una volta e mezza questi (poi, ovviamente, dipende dalle marche).

Come sempre, ora la palla passa a voi, ma ricordate che dai 6 mesi in poi i bambini sono in grado di digerire praticamente tutto, ovviamente nelle quantità adatte. Per chi, grazie al nostro post, si è convinto a usare i liofilizzati, di seguito pubblichiamo qualche ricetta utile per le prime pappe.

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Pappa di coniglio


Pappa di coniglio

Ingredienti



    200 ml di brodo vegetale
    4 cucchiai di crema di riso
    ½ vasetto di liofilizzato di coniglio
    1 cucchiaino d’olio
    1 cucchiaino di parmigiano grattugiato

Preparazione


Preparate il brodo caldo come siete abituate. Se ne avete nel surgelatore, scongelatelo, quindi portatelo a ebollizione e poi lasciatelo stiepidire nel pentolino.

Intanto versate la crema di riso nella ciotolina, copritela con il brodo tiepido, unite il liofilizzato e mescolate per amalgamare il tutto.

Condite con olio e parmigiano e servite.

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Pappa di pollo


Pappa di pollo

Ingredienti



    150 ml di passato di verdura
    3 cucchiai di crema di mais e tapioca
    ½ vasetto di liofilizzato di pollo
    1 cucchiaino d’olio
    1 cucchiaino di parmigiano grattugiato

Preparazione


Preparate il brodo vegetale come siete abituate, ma conservate anche le verdure passate al suo interno, portatelo a ebollizione e lasciatelo stiepidire.

Intanto versate la crema di mais e tapioca nella ciotolina, copritela con il brodo tiepido, unite il liofilizzato e mescolate per amalgamare il tutto.

Condite con olio e parmigiano e servite.

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Pappa di agnello


Pappa di agnello

Ingredienti



    200 ml di brodo vegetale
    3-4 cucchiai di semolino istantaneo
    ½ vasetto di liofilizzato d’agnello
    1 cucchiaino d’olio
    1 cucchiaino di parmigiano grattugiato

Preparazione


Preparate il brodo vegetale come siete abituate, portatelo a ebollizione e lasciatelo stiepidire.

Intanto versate il semolino istantaneo nella ciotolina, copritelo con il brodo tiepido, unite il liofilizzato e mescolate per amalgamare il tutto.

Condite con olio e parmigiano e servite.

Foto | James Willcox
Foto | Michael F. Weinberg
Foto | Jeremy Kunz
Foto | Alpha

La differenza tra omogeneizzato o liofilizzato? Questo è il dilemma!

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