Expo 2015: l'Ungheria e le specialità nel padiglione "Dalla fonte più pura"

Expo 2015 vedrà l'Ungheria impegnata nella difesa della natura con il tema “Dalla fonte più pura”, slogan che si traduce anche in diversi piatti della tradizione gastronomica magiara

Expo 2015 ospiterà, tra gli altri, il Padiglione Ungheria che ha scelto come tema Dalla fonte più pura, un progetto che si sviluppa su tre piani e occupa un lotto complessivo di quasi duemila metri quadrati. La zona centrale del Padiglione sarà ispirata all’Arca di Noè, simbolo di salvezza degli esseri viventi, mentre le due estremità laterali richiameranno i tamburi sciamanici, che rimandano a radici antiche evidenziando il rapporto mistico con la natura e sono solcati dall’antico simbolo dell’albero della vita nel quale scorre l’acqua: quella ungherese, infatti, è nota per le celebri proprietà termali. L’ultimo piano ospita un giardino a cielo aperto, mentre nell’area verde esterna al Padiglione sono coltivate trentatré tipologie di frutta, verdura ed erbe medicinali.

L’Ungheria, come è noto, è prodiga di frutti che, con le verdure, sono veri e propri fondamenti della sua cucina. Altri prodotti tipici sono offerti dagli estesi allevamenti di mucche, oche, pecore e maiali. Ne risulta, in tal modo, una cucina variegata e gustosa, raffinata (retaggio dell’epoca in cui Budapest fu una delle due capitali dell’impero austro-ungarico) ma allo stesso tempo pastorale, indubbiamente piccante, aromatizzato da paprika, ingrediente tradizionale e caratteristico della cucina magiara, e da erbe quali cumino e maggiorana.

Expo 2015: l'Ungheria e le specialità nel padiglione "Dalla fonte più pura"

Specialità tipiche della cucina ungherese sono le zuppe, i piatti di carne e i dolci. I secondi piatti sono rappresentati principalmente da stufati di cane, spesso accompagnati dalla “pasta pizzicata”, vale a dire un composto di acqua, farina e uova tagliato a pezzi minuti.

La carne viene consumata anche panata e fritta, oppure tritata in una preparazione particolarmente gustosa, la palacsinta, una crespella tonda, ripiena di un trito di vitello e cipolla e condita con paprika e panna acida. Il pesce, ovviamente di acqua dolce, proviene principalmente dal lavo Balaton, il cosiddetto “mare degli ungheresi”.

Come contorni sono apprezzati cavoli, crauti, zucca e fagiolini, senza dimenticare il lecsó, preparato con pomodori e peperoni cotti, passati e invasati in barattoli.

Ampio e variegato l’assortimento di dessert, che pone la pasticceria ungherese ad alti livelli.

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