Expo 2015: la Francia svela a Milano come "Produrre e nutrire diversamente"

Expo 2014 sarà l'occasione per approfondire la conoscenza della cucina francese che ha scelto come tema “Produrre e nutrire diversamente”

Expo 2015 vedrà, tra le altre, la partecipazione della Francia, una delle Nazioni che più ha influenzato storia e cultura degli ultimi secoli, tuttora mantiene una grande importanza all'interno dell'Europa. Il tema scelto dal Padiglione Francia è Produrre e nutrire diversamente: i cugini d’oltralpe si interrogano su come nutrire il pianeta, oggi e domani e come assicurare a tutta l’umanità cibo sufficiente, di qualità e sano, in modo duraturo. La loro risposta è organizzata in quattro punti chiave:


  1. il contributo alla produzione alimentare mondiale, grazie alle potenzialità del tessuto produttivo francese;

  2. lo sviluppo di nuovi modelli alimentari capaci in risposta alla necessità di produrre meglio;

  3. il miglioramento dell’autosufficienza dei Paesi in Via di Sviluppo con una politica di trasferimento di competenze e tecnologie;

  4. l’alleanza della quantità con la qualità in tutti gli ambiti, sanitario, nutritivo, culinario.

Diamo uno sguardo agli elementi principali della cucina francese per comprendere meglio la loro idea di “nutrizione”.

Gli aspetti fondamentali della cucina francese

Raffinata e sofisticata, la cucina francese è quella che oggi viene chiamata, anche, internazionale o haute cuisine. Affonda le sue radici nella corte di Versailles e nella ricchissima nobiltà settecentesca, i cuoi cuochi crearono non solo dei piatti divenuti famosi, ma anche uno “stile”, trasmesso poi alla borghesia nata dalla rivoluzione francese. Grandi nomi punteggiano la storia della gastronomia d’oltralpe: da La Varenne (XVII secolo), a Brillat-Savarine e Carême (XVIII-XIX secolo), a Escoffier (XIX secolo), per citare solo i più fulgidi esempi che hanno fatto grande il nome della Francia nel mondo gastronomico e non solo.

Nonostante il successo e lo sviluppo internazionale della cucina italiana e spagnola, cinese e giapponese, il vessillo della grande cucina è ancora solidamente in mano alla Francia. Alla costruzione del suo primato hanno contribuito anche le diverse tradizioni culinarie delle sue regioni, che senza mai perdere le proprie connotazioni (sempre piuttosto ricercate e complesse) hanno largamente influenzato gli artefici della haute cuisine. Ma la grandeur della cucina francese non dipende solo dalla fantasia e dall’arte dei suoi cuochi: il vasto assortimento di materie prime di standard qualitativo elevato ha avuto la sua importanza. Dai vini ai polli di Bresse, ma anche dalle prugne alle patate, la nazione francese vanta una lunga serie di prodotti ottenuti seguendo i severi e rigidi disciplinari di produzione dei diversi marchi di qualità.

È opinione abbastanza diffusa (forse dovuta all’identificazione che si è generata tra cucina internazionale e cucina francese) che la cucina francese sia piuttosto uniforme: in realtà presenta molte sfaccettature dovute principalmente al clima; non va infatti dimenticato che la Francia è un vasto territorio che si estende verso tutti i punti cardinali, perciò le differenze sono marcate: così il burro e le mele della Normandia si contrappongono, per esempio, all’olio di oliva e ai pomodori della Provenza; le ostriche della Bretagna ai crauti con würstel dell’Alsazia, per fare solo degli esempi. Certo, esistono anche i caratteri comuni, il più diffuso dei quali è la passione per le salse e i fondi.

Cucina francese

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