Il cinema da bere: vino, birra e altro sul grande schermo

Status symbol raffinato strumento di autodistruzione: l’alcol nel cinema ha un ruolo tutto suo

a:2:{s:5:"pages";a:14:{i:1;s:0:"";i:2;s:30:"Il profumo del mosto selvatico";i:3;s:18:"Un’ottima annata";i:4;s:17:"La fine del mondo";i:5;s:42:"The Chateoux Meroux – Il vino della vita";i:6;s:10:"Vinodentro";i:7;s:21:"La parte degli angeli";i:8;s:21:"Come si fa un Martini";i:9;s:6:"Barfly";i:10;s:8:"Factotum";i:11;s:33:"Mondovino – La guerra del gusto";i:12;s:32:"Sideways – In viaggio con Jack";i:13;s:18:"Una notte da leoni";i:14;s:12:"Bottle Shock";}s:7:"content";a:14:{i:1;s:1131:"

Negli anni Ottanta c’era la Milano da bere (e poi guarda com’è finita…); nel cinema i “film da bere” sono un filone assai più recente, anche a causa del sempreverde proibizionismo d’oltreoceano, dove ancora oggi per bersi in pace una lattina di birra spesso la si deve nascondere in un sacchetto di carta. Però il cinema che ha come protagonista, ma anche come ambientazione di fondo, il mondo del vino o più semplicemente il mondo del bere, sta spopolando anche qui da noi. Proporrei, infatti, di dividere in due grandi categorie i film che se ne occupano: quelli in cui bere e bere bene è roba da ricchi e abbraccia tutta una serie di pellicole sul mondo dell’enocultura e della degustazione; e quelli in cui bere è vista come un’attività autolesionistica o quantomeno da eterni Peter Pan dediti alla bisboccia. Se vi aggrada, facciamo insieme un ripassino…

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Il profumo del mosto selvatico

In questo drammone familiare il fascino dei vigneti della California del sud fa da sfondo all’incontro tra Paul, reduce della Seconda Guerra Mondiale e ora rappresentante di cioccolato, e Victoria, una ragazza incinta che deve trovare il coraggio per rientrare nella casa del padre-padrone e proprietario dei suddetti vigneti senza marito. Non ne avrà bisogno, perché Paul accetta di fingersi suo sposo… e alla fine del film lo diventerà per davvero.

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Un’ottima annata

“Fare il vino è un piacere” dal quale resta ‘inebriato’ anche Max, spregiudicato broker londinese, il prototipo degli yuppies (per dirla con un’espressione degli anni Ottanta) che tornato nella Provenza in cui passava l’infanzia per la morte dello zio Henry, proprietario di un’azienda vinicola di successo. Ma sotto il sole della Francia del sud, oltre a maturare l’uva, maturano anche nuovi amori e il ritorno del manager si fa sempre più lontano…

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La fine del mondo

Ognuno di noi serba dentro di sé un ricordo special: quello del protagonista Gary è una memorabile notte di 20 anni prima in cui, con i soliti 4 proverbiali 4 amici al bar, non sono riusciti a completare il giro dei pub della città. Eppure ne mancava solo uno: il The World’s end (la fine del mondo, appunto), così capisce che per trovare il suo ruolo nel mondo deve finire ciò che è rimasto incompiuto e nonostante siano passati nel frattempo 20 anni, deve rimettere insieme la combriccola di beoni e portare a termine l’impresa.

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The Chateoux Meroux – Il vino della vita

Vino, buoni sentimenti e naturalmente una storia d’amore sono gli ingredienti di questo film scritto per la tv e andato in onda anche qui da noi. Wendy ha appena ereditato dal padre una cantina sull’orlo del fallimento ma con ottime potenzialità, tanto che ci ha messo gli occhi sopra un perfido speculatore. La giovane deve ora decidere se vendere tutto oppure cambiare radicalmente vita: ad aiutarla nella scelta anche Chris, figlio buono dello speculatore, di cui lei s’innamorerà perdutamente.

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Vinodentro

Da incolore funzionario di banca (e astemio) ad appassionato enologo e collezionista di bottiglie preziose: la parabola di Giovanni si consuma in poco tempo e così la sua vita, che inizia a sorridergli proprio dopo la scoperta dell’ottimo nettare. Ovviamente non potrà continuare così per molto e infatti un bel giorno bussa alla sua porta il commissario Sanfelice…

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La parte degli angeli

Anche la macchina da presa di Ken Loach si cimenta con il mondo dell’alcol, ma quello più affine al regista scozzese: il whisky. Robbie ha evitato il carcere per un soffio e perché la moglie è incinta; il suo sponsor, un certo Rhino, si accorge del suo ineguagliabile palato e lo introduce nel mondo delle degustazioni di whiskey, ma qui Robbie troverà solo ispirazione per il colpo della vita, quello che dovrebbe metterlo a posto per sempre…

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Come si fa un Martini

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Uno scambio di vedute in un ristorante della Milano bene sul modo migliore per preparare un cocktail Martini, dà il la al racconto delle storie, dei sogni e delle frustrazioni di un gruppo di persone che vivono appieno il vuoto della promessa mancata del cambio di millennio: siamo, infatti, nel 2000.

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Barfly

Mickey Rourke è perfetto nei panni del perfetto barfly (letteralmente ‘moscone da bar’ per intendere il tipo che si trova facilmente in certi bar, immancabilmente ubriaco al bancone) e così Faye Dunaway, suo alter ego femminile. Lui ha la vocazione di scrivere, ma è più forte quella per la bottiglia; lei beve un po’ per dimenticare un po’ perché le piace (troppo): appena s’incontrano scocca la scintilla, anzi, il brindisi della vita, con quel pizzico di autolesionismo che basta. Non a caso la sceneggiatura è di Bukowski.

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Factotum

Altra fatica autodistruttiva (e autobiografica) di Bukowski: Henry fa mille lavori per vivere, ma la realtà è che vive per bere. Una vita a servizio dell’alcol, non si capisce perché, ma si capisce benissimo dove finirà. Mirabile l’interpretazione di Matt Dillon che con poche parole e moltissime espressioni fa letteralmente odorare la carica di dolore che il protagonista si porta dentro.

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Mondovino – La guerra del gusto

Eloquente documentario sul mondo - appunto – del vino, viaggiando dalla Napa Valley californiana fino in Europa, in Francia e in Italia, cioè tra i maggiori produttori mondiali di vino, le loro affinità e le loro differenze: se da qualche parte, infatti, il vino è un’industria come un’altra; altrove è tradizione legata al territorio, difesa strenua del marchio doc e a volta un affare di famiglia.

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Sideways – In viaggio con Jack

Chi non vorrebbe un addio al celibato come quello che organizza Miles per il suo migliore amico Jack, una settimana di degustazioni sulle rotte del vino della California? Un road movie sui generis, parabola di una crescita che può vivere anche chi è entrato nella mezza età; un nuovo inizio a colpi di calice che arriverà anche per il disincantato Miles. Un’occasione per riflettere e bere bene.

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Una notte da leoni

A proposito di addio al celibato… è sempre una colossale sbornia a dare l’avvio al plot in questa serie di film ormai cult che hanno lanciato Bradley Cooper nell’Olimpo di Holliwood. Nel primo film della trilogia Phil, Stu e Alan sono a Las Vegas per festeggiare l’amico Doug che sta per sposarsi, ma dopo una notte di baldoria si risvegliano con i postumi dei bagordi, un’irrimediabile amnesia e soprattutto senza il futuro sposo. Quando si dice la notte leoni, la mattina co…..

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Bottle Shock

E chiudiamo in bellezza con questo film del 2008 che racconta una storia vera degli anni Settanta, quella dell’azienda vinicola Montelena Winery, della Napa Valley, che vinse un prestigioso concorso sbaragliando i concorrenti francesi e dando vita di fatto alla produzione di vino nella California del sud. Da vedere.

Foto | Uncaino Tekno

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