Sprechi alimentari: 200 studenti alla Bocconi per studiare un rimedio

L'Università Bocconi di Milano ha dato il via ad un'iniziativa che coinvolge 200 studenti con l'obiettivo di combattere gli sprechi alimentari in vista di Expo 2015. Scoprine di più su Gustoblog.

Ancora pochi mesi e poi prenderà il via Expo 2015, la rassegna espositiva che si terrà il prossimo anno a Milano e che avrà come tema principale "Nutrire il pianeta, Energia per la vita." L'evento tratterrà principalmente il problema del nutrimento dell’uomo e della Terra e si pone come momento di dialogo tra i protagonisti della comunità internazionale sulle principali sfide dell’umanità.

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Ed è proprio in occasione di Expo 2015 che l'Università Bocconi di Milano, in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole e la Commissione Europea ha deciso di arruolare ben 200 studenti universitari provenienti da tutto il mondo per una settimana di studio e sfida sui temi dello spreco alimentare.

I giovani si incontreranno dal 24 giugno al 1 luglio 2015: durante queste giornate avranno il compito di elaborare delle ipotesi innovative per risolvere il problema degli sprechi alimentari, una questione che colpisce soprattutto i paesi occidentali più ricchi.

Una volta tornati nel proprio paese d'origine poi, gli studenti universitari si trasformeranno in veri e propri ambasciatori che avranno il compito di sensibilizzare i coetanei di tutto il mondo sulla necessità di prevenire e combattere lo spreco di 1,3 miliardi di tonnellate di cibo che ogni anno finisce nella spazzatura senza nemmeno essere stato toccato. Non dimenticandosi soprattutto che in molti paesi sottosviluppati migliaia di persone muoiono ogni giorno di fame.

L'iniziativa è stata organizzata grazie al patrocinio di Onu, Fao e del programma alimentare mondiale e prende il nome di #FoodSavingBec.

Maurizio Martina, il ministro delle politiche agricole, ha parlato di questa iniziativa spiegando che:

E' un progetto molto interessante che sviluppa concretamente un'interazione fondamentale tra reti formative università e percorsi didattici

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photocredit: Oxafam Italia

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