Se non ti ungi godi solo a metà!

Una mappa, un capiente bavaglino con la scritta “io mi v..olio bene”, un po’ di appetito e la voglia di capire come si fa a trasformare quintali di olive in una bella bottiglia di olio fragrante e profumato. Questi sono gli elementi necessari per lasciarsi prendere dalla Mangiaunta, un itinerario oleo-gastronomico che vagando per frantoi ti riempie lo stomaco e il naso.

Già, perché se i sapori di patate cotte sotto la cenere, lenticchie, fagiolina, sedano e bruschetta saziano lo stomaco, è il profumo unico e pungente dell’olio nuovo il vero protagonista di una giornata passata a vagare intorno a Giano dell’Umbria per onorare con il giusto tributo l’olio appena spremuto. Una bella campagna accoglie curiosi e visitatori che scelgono di avventurarsi sui Colli Martani, passando per Bastardo ma senza offendersi e magari di passeggiare nella cripta dell’abbazia di San Felice per digerire i litri d’olio ingurgitati. Ma attenzione: soltanto i più costanti, quelli che si girano tutti e quattro i frantoi collezionando i relativi timbri, hanno diritto a portarsi a casa pure una bottiglietta d’olio omaggio. Appena finite di leccarvi le dita, digitate www.umbriadoc.com

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